Immigrazione diffusa. La risposta italiana alle banlieue
Se l’Italia s’è risparmiata il fenomeno delle banlieu intrise di odio come a Parigi, o le Molenbeek della separatezza islamista come a Bruxelles, è merito sicuramente dei numeri contenuti dell’immigrazione, ma anche di un modello italiano d'integrazione che finora non è stato analizzato e apprezzato nel modo giusto. Il Belpaese dei mille campanili negli ultimi dieci anni ha assorbito un numero notevole di nuovi arrivi, ma frazionandoli sul territorio. | Francesco Grignetti, La Stampa, 2 maggio 2016
 
Gli schemi di reddito minimo della Spagna
Il Laboratorio di Politica Comparata e Filosofia Pubblica del Centro Einaudi ha pubblicato un working paper che affronta il tema del reddito minimo in Spagna. In questo paese, spiega l'autore Marcello Natili, gli schemi di reddito minimo sono stati introdotti dalle Comunità Autonome per contrastare l’inerzia del livello nazionale in tema di povertà ed esclusione sociale. Gli effetti generati da questi programmi regionali, tuttavia, risultano tutt'altro che scontati.
 
Giovani sempre più poveri: aumentano i divari generazionali
Si apre con toni allarmanti un’indagine del quotidiano inglese The Guardian basata sui dati del LIS, il Luxemburg Income Study database, una delle fonti informative più importanti sulla distribuzione del reddito nel mondo. Dai dati emerge che in quasi tutti i Paesi occidentali i millennials sono i più colpiti dalla recessione. Mentre trent’anni fa i giovani adulti guadagnavano più della media nazionale, oggi guadagnano il 20% in meno. Una tendenza che in Italia appare più grave che altrove.
 
Equità ed efficacia: una proposta per riformare il welfare
Con il convegno "Terzo incontro nazionale per una riforma delle politiche sociali" che si terrà a Milano venerdì 8 aprile, l’Associazione per la Ricerca Sociale (Ars) in collaborazione con l’Istituto per la Ricerca Sociale (Irs), intende rilanciare alcune proposte di riforma del welfare basate su criteri di equità ed efficacia, presentando e discutendo i risultati di un percorso di ricerca durato oltre un anno sulla agibilità e sostenibilità di cambiamenti di tipo strutturale.
 
Poletti: «Poveri e lavoro, il nostro governo il più a sinistra della storia»
“Siamo il primo governo ad avere un piano contro la povertà e per il no profit. È la prima volta nella storia del nostro Paese che nel bilancio dello Stato c’è un fondo finanziato in modo stabile. Siamo i primi in Europa ad avere approvato il piano per i senza fissa dimora. Tra un mese viene approvata la legge delega per il terzo settore, entro fine anno quella per la lotta alla miseria. C’è tutta una serie di misure già varate o che stiamo preparando. E c’è una battaglia culturale da combattere”. E’ così che il ministro Poletti, intervistato dal Corriere, prende posizione nel durissimo scontro a sinistra rivendicando il lavoro di questi due anni e anticipando “un piano per il sociale che chiama Social Act, più importante del Jobs Act”.
 
Sostenibilità sociale chiave dello sviluppo
È rimasta per decenni in ombra, la sostenibilità sociale. Mentre il dibattito sui cambiamenti climatici e sulla crisi economica accendevano i riflettori sugli altri due tipi di sostenibilità: quella ambientale e quella economica. Il disinteresse diffuso ha così favorito la crisi del modello di Welfare State esistente. | Laura La Posta, Il Sole 24 Ore, 2 marzo 2016
 
Housing sociale: l'intervento di Chiara Lodi Rizzini a RadioLab
La trasmissione "Open - Spazi aperti per il sociale" di Radio Lab ha dedicato la puntata di sabato 20 febbraio al tema dell'housing sociale e del disagio abitativo. Insieme a Cristina Avonto, presidente fio.PSD, Federazione Italiana degli Organismi per le Persone senza Fissa Dimora, e Guido Geninatti, presidente Federsolidarietà Piemonte, è intervenuta anche Chiara Lodi Rizzini, ricercatrice del nostro Laboratorio che ormai da diversi anni si occupa di innovazione del welfare locale, social housing e politiche abitative. Cliccando sul lettore qui sotto potete riascoltare la puntata.
 
The International Network for Comparative Analysis of Social Inequalities
The purpose of the projet INCASI is to conduct comparative research in the area of social inequalities, in this case in relation to Europe and Latin America. Through this network the hope is to foster a space for collective reflection and the development of synergies between network partners that allow to undertake innovative studies whose outputs have an impact on academic and policy debates. The project will also contribute to informing the design of public policies to tackle social inequalities.
 
Migranti: buone pratiche europee di integrazione
Le straordinarie migrazioni di popolazione, sia interne all’Unione Europea provenienti dall’esterno, pongono delle sfide inedite per i Paesi europei. Come possiamo costruire comunità sostenibili? Come possiamo perseguire l’integrazione? Se ne è parlato al convegno “The communities of our future”, promosso da Housing Europe, nel corso del quale è emerso come politiche urbane e abitative siano fondamentali per favorire l’integrazione e la sicurezza ed evitare gli estremismi e il conflitto sociale.
 
Giustizia sociale al palo. Il costo più alto sulle spalle delle nuove generazioni
Anche quest’anno, la Fondazione Bertelsmann ha pubblicato il rapporto che misura la giustizia sociale in Europa attraverso un apposito indice. Dopo un periodo di generale declino della giustizia sociale, il 2015 ha registrato un leggero miglioramento. Tuttavia, la condizione sociale dei paesi europei rimane significativamente peggiore rispetto al periodo pre-crisi. Considerando i sotto-indicatori, i dati più interessanti riguardano la giustizia intergenerazionale.
 
In crisi per pagare l’affitto: il disagio delle famiglie che rischia di esplodere
Due dati. Il primo: in Italia c’è un forte disagio latente che coinvolge quasi due milioni di persone secondo la ricerca condotta da Nomisma e Federcasa. Per la maggioranza cittadini italiani (circa il 65%), «distribuiti sul territorio nazionale in maniera più omogenea rispetto a quanto le recenti manifestazioni spingerebbero a far pensare». Un disagio forse non ancora esploso in tutta la sua potenzialità sociale ma che potrebbe farlo presto. Il secondo: l’edilizia pubblica nel nostro Paese risulta essere, anche alla luce di questo quadro, del tutto insufficiente e consente di salvaguardare poco più di 700mila nuclei familiari. “Una risposta seria – dice Luca Dondi direttore generale di Nomisma –, convincente e necessariamente pubblica al tema del disagio abitativo dovrebbe rappresentare un obiettivo ineludibile di un’azione di governo riformatrice”.
 
Oxfam: se della ricchezza mondiale beneficia solo l’1% della popolazione
Alla vigilia del World Economic Forum di Davos, Oxfam International ha pubblicato la sua fotografia sulla distribuzione della ricchezza mondiale. Secondo l'organizzazione, nonostante la ricchezza sia cresciuta in tutte le aree del mondo, la mancata redistribuzione sta allargando i divari sociali, riversandone gli effetti tanto nei paesi in via di sviluppo, il cui progresso viene fortemente limitato, che in quelli sviluppati, dove si riduce la sostenibilità dei servizi pubblici e peggiora la qualità del lavoro. Paradisi fiscali e calo dei redditi da lavoro tra le principali cause.
 
Povertà femminile: la situazione di Italia e Spagna
Il CILAP EAPN Italia, sezione italiana dell’European Anti Poverty Network (EAPN), ha di recente pubblicato un rapporto di ricerca interamente dedicato alle donne in povertà in Italia e in Spagna. La ricerca, realizzata attraverso un’analisi documentale e una serie di interviste in profondità, è stata finanziata dalla Commissione Europea e ha visto la partecipazione, oltre che del CILAP EAPN, di EAPN Spagna.
 
Nelle famiglie con pensionati il rischio povertà è più basso
Oltre a fornire diversi dati aggiornati, il Rapporto sulle condizioni di vita dei pensionati pubblicato dall'Istat evidenzia il ruolo che le pensioni svolgono nel mettere al riparo da situazioni di disagio economico e sociale. All’interno dei nuclei familiari vulnerabili, come ad esempio quelli composti da genitori soli, la presenza di un reddito da pensione è infatti in grado di dimezzare il rischio di povertà della famiglia.
 
«Buongiorno Italia», se a risollevarci saranno quelli della porta accanto
Ci avviciniamo a un cambio di scenario nell’anno che comincia: il bene fa sempre più notizia e per il questo il Corriere della Sera ha deciso di raccontaro in "Buongiorno Italia", uno strumento per iniziare in modo costruttivo il 2016 con sono esempi concreti di chi si è dato da fare per il bene comune. | Gian Giacomo Schiavi, Corriere della Sera, 31 dicembre 2015
 
Chi sono le persone senza dimora? La fotografia dell'Istat
L’Istat ha pubblicato i risultati della seconda indagine sulle persone senza dimora, che monitora l’evoluzione della grave emarginazione adulta in Italia. Nel 2014 si stima che 50 mila 724 persone in questa condizione abbiano utilizzato almeno un servizio di mensa o accoglienza notturna in uno dei comuni oggetto della rilevazione: un valore in aumento rispetto al 2011, quand'era stata realizzata la prima indagine condotta dall'Istituto Nazionale di Statistica.
 
L'immigrato che non ti aspetti: uno su cinque è un bambino
Fondazione Ismu ha presentato questa mattina il suo XXI Rapporto sulle Migrazioni. Una fotografia che smonta i luoghi comuni: il 93% dei 5,8 milioni di stranieri presenti in Italia è regolare, il 21% è un minore, il 46% è in Italia da prima del 2003, il 60% vive in una famiglia. Pochissimi i siriani che arrivano in Italia, sono triplicati nigeriani e somali. La sfida? Promuovere la "migrazione circolare"
 
Servizi leggeri e preventivi per un nuovo welfare
Le Family Group Conference (Fgc) rappresentano un interessante tentativo (che si diffonde sempre più sia all’estero che in Italia) per riformare le prestazioni del welfare nella direzione dei servizi leggeri e preventivi; un recente progetto (“Riunioni di famiglia”, gestito dal Consorzio Comuni Insieme e dalla Università Cattolica) ha provato ad applicarle alla prevenzione del disagio scolastico – con l’obiettivo di aumentare il benessere degli studenti e le loro prestazioni scolastiche – nonché di valutarne l’efficacia attraverso una rigorosa sperimentazione controllata. | Francesca Maci e Gian Paolo Barbetta, Avvenire, 3 dicembre 2014
 
Si può valutare l'impatto degli interventi sociali?
Nel nostro Paese c'è un grande bisogno di distinguere “ciò che funziona” da ciò che “non funziona” in modo da migliorare e rendere meno costoso il sistema di welfare. Eppure in Italia i casi in cui si è provato ad usare metodologie rigorose per verificare l’efficacia di un intervento sociale sono assai limitate. Uno sforzo in questa direzione è stato fatto dal progetto “Riunioni di famiglia”, che ha sperimentato l’utilizzo delle Family Group Conferences per migliorare il benessere dei ragazzi in difficoltà.
 
Il bonus sulla cultura utile (forse) ma non equo
Il Governo stanzierà 300 milioni per dare ai diciottenni 500 euro da spendere in attività culturali: teatri, musei, cinema e libri. Un incentivo positivo, visto l'interesse reale dei giovani per questi ambiti. La misura però non tiene conto delle grandi disparità sociali e territoriali che vedono il Sud e gli immigrati profondamente svantaggiati, violando così il principio dell’eguaglianza di opportunità. A Renzi piacciono molto queste misure "universali", facili ed elettoralmente premianti, ma non è detto che siano corrette rispetto agli scopi che si vogliono raggiungere.A Renzi piacciono molto queste misure "universali", facili ed elettoralmente premianti, ma non è detto che siano corrette rispetto agli scopi che si vogliono raggiungere.
 

 
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