PRIMO WELFARE / famiglia
Le misure a sostegno di natalità, famiglia e occupazione femminile
Abbiamo provato ad individuare i nuovi interventi introdotti per affrontare alcuni dei principali problemi del nostro sistema di welfare
19 luglio 2017

Bassa natalità, bassa occupazione femminile e bassa spesa pubblica destinata alle famiglie (soprattutto se confrontata con altre voci di spesa, come quella per tutela della vecchiaia): sono alcuni dei maggiori problemi del nostro Paese. Nel tentativo di correggere queste tendenze negative negli ultimi mesi sono state introdotte alcune nuove misure destinate in particolar modo a famiglie e donne

Da un lato, è stata prevista l'erogazione di aiuti monetari volti al sostegno del reddito delle famiglie con figli, che come mostrano gli ultimi dati Istat risultano le più colpite dalla crisi economica. Dall’altro lato sono stati emanati provvedimenti volti a favorire la presenza femminile nel mercato del lavoro, ad esempio allargando la rete di protezione per le lavoratrici autonome.

Si tratta di misure che spingono verso un un cambiamento di prospettiva delle politiche su natalià, occupazione femminile e famiglia, ma che appaiono ancora insufficienti per colmare le profonde lacune del nostro sistema di welfare e condurlo verso un modello più inclusivo, moderno e attento ai bisogni delle famiglie e delle nuove generazioni. In particolare il forte ricorso ai bonus - che negli ultimi anni ha caratterizzato sempre di più le politiche governativa - appare poco lungimirante per un sistema di protezione sociale già molto sbilanciato verso i sostegni monetari. I bonus, che per loro natura posseggono una natura una tantum e in molti casi debbono essere previsti di anno in anno, non favoriscono infatti quel ruolo di regia e programmazione che lo Stato dovrebbe assumere per  affrontare alcuni dei principali problemi del nostro Paese.

Dopo anni di sostanziale immobilismo, tuttavia, finalmente il Pubblico sembra essersi messo in moto per affrontare alcuni delle questioni più pressanti per il nostro sistema di protezione sociale. Di seguito segnalimo le principali novità introdotte a sostegno della famiglia, della natalità e dell'occupazione femminile.

 

Congedi e indennità

Il congedo parentale è ora utilizzabile per un arco di tempo più lungo: fino agli 8 anni dei bambini quello pagato al 30% e fino ai 12 quello non retribuito. Può essere anche frazionato in singole ore e il preavviso per la richiesta è sceso da 15 a 5 giorni. L’indennità di maternità è stata estesa alle lavoratrici iscritte alla gestione separata dell’Inps e garantita anche in caso di mancato versamento dei contributi da parte del datore di lavoro (Jobs act Decreto legislativo n. 80 del 2015).

Paternità, congedi obbligatori per padri lavoratori

Il congedo obbligatorio per il padre lavoratore dipendente, da fruire entro i cinque mesi dalla nascita del figlio, previsto in via sperimentale già dal 2013, viene prorogato anche per gli anni 2017 e 2018. La durata del congedo è aumentata a due giorni per l'anno 2017 e a quattro giorni per l'anno 2018, che possono essere goduti anche in via non continuativa. Per l'anno 2018 il padre lavoratore dipendente può astenersi per un periodo ulteriore di un giorno previo accordo con la madre e in sua sostituzione in relazione al periodo di astensione obbligatoria spettante a quest'ultima.

Voucher baby sitting

Dal 2017 sono previsti 600 euro al mese, per sei mesi, per il pagamento di baby sitter o asilo nido per le mamme lavoratrici dipendenti o parasubordinate che tornano al lavoro dopo la maternità, da usufruire in alternativa al congedo facoltativo. La sperimentazione del voucher è in atto anche per le lavoratrici autonome (ma per tre mesi). Saranno le mamme a scegliere se il contributo servirà per pagare le spese della retta dell’asilo nido, pubblico o privato, oppure per avvalersi dell’aiuto di una baby sitter (Legge n. 208 del 2015).

Bonus bebè

L’assegno di natalità, o bonus bebè, prevede 960 euro l’anno per famiglie o singole mamme, sia lavoratrici che disoccupate, di bambini nati o adottati tra il 2015 e il 2017. Il contributo è distribuito in base al reddito (massimo 25.000 euro) e viene erogato nei primi tre anni di vita del bambino (Legge n. 190 del 2014).

Bonus mamma domani

Il premio alla nascita di 800 euro (bonus mamma domani) viene corrisposto dall’INPS per la nascita o l’adozione di un minore, a partire dal 1° gennaio 2017, su domanda della futura madre al compimento del settimo mese di gravidanza o al momento della nascita, adozione o affido. Il premio non concorre alla formazione del reddito complessivo di cui all'articolo 8 del Testo Unico delle imposte sui redditi. Il beneficio è concesso in un’unica soluzione per ogni evento (gravidanza, parto, adozione o affidamento) e in relazione a ogni figlio nato, adottato o affidato.

Bonus asili nido

Si tratta di un buono di 1.000 euro su base annua e parametrato a undici mensilità (Legge n. 232 del 2016) per i bambini nati a decorrere dal 1° gennaio 2016. Compensa il pagamento di rette relative alla frequenza di asili nido pubblici e privati, nonché per l’introduzione di forme di supporto presso la propria abitazione in favore dei bambini al di sotto dei tre anni affetti da gravi patologie croniche. La particolarità di questo strumento è che l’assegnazione non è legata al reddito familiare: ne può fare richiesta chiunque abbia un bambino nato o adottato dopo il 1 gennaio 2016, purché rispetti i requisiti previsti.

Sostegno alla natalità

E’ stato istituito presso la presidenza del Consiglio dei Ministri un Fondo di sostegno alla natalità, volto a favorire l’accesso al credito delle famiglie con uno o più gli, nati o adottati, a decorrere dal 1° gennaio 2017, mediante il rilascio di garanzie dirette, anche fideiussorie, alle banche e agli intermediari finanziari. Il Fondo ha una dotazione di 14 milioni di euro per il 2017, 24 milioni per il 2018, 23 milioni per il 2019, 13 milioni per il 2020 e 6 milioni a partire dal 2021.

Dimissioni “in bianco”

E’ in atto una nuova procedura telematica per le dimissioni volontarie con un codice identificativo progressivo, una data di trasmissione e una scadenza. Questo allo scopo di mettere fine alla pratica delle “finte dimissioni” fatte firmare soprattutto alle giovani donne al momento dell’assunzione e utilizzate poi di fronte, ad esempio, all’eventualità di una gravidanza. Sono inoltre previste multe fino a 30.000 euro per il datore di lavoro che alteri i dati (Jobs act Decreto legislativo n. 151 del 2015).

Adozioni internazionali

Al fine di assicurare il sostegno alle famiglie che hanno concluso le procedure di adozione internazionale, è incrementato di 5 milioni di euro il Fondo 2017 per le adozioni internazionali.

Informazioni per i neo-genitori

Per garantire il diritto dei neogenitori ad essere informati su tutte le misure a loro favore è stata introdotta la possibilità, tramite un codice personalizzato - consegnato all’anagrafe al momento della nascita – di accedere a una banca dati Inps, che conterrà tutte le misure, nazionali e regionali, previste: congedi, voucher, bonus bebè, ecc (Legge delega n. 124 del 2015).

Welfare aziendale

Come noto i lavoratori possono beneficiare di una tassazione ridotta al 10% sui premi di risultato fino a 2.000 euro, oppure di una cifra equivalente in ticket cartacei o elettronici, per l’acquisto di servizi accreditati (per esempio asili nido o servizi di assistenza agli anziani) (Legge n. 208 del 2015). A partire dal 2017 l’importo massimo dei premi di produttività, nonché delle somme erogate sotto forma di partecipazione agli utili dell’impresa, a favore dei lavoratori dipendenti privati che beneficiano della tassazione al 10% passa da 2 mila a 3 mila euro e può arrivare fino a 4 mila in caso di coinvolgimento paritetico dei dipendenti nell’organizzazione del lavoro (rispetto ai 2.500 euro di oggi). Viene inoltre ampliata la platea dei beneficiari: sale infatti da 50 mila a 80 mila euro lordi annui il limite di reddito da lavoro dipendente per usufruire della tassazione agevolata dei premi (Legge n. 232 del 2016).
 

 


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