Ora al welfare ci pensano i nonni
Una recente ricerca condotta da Nielsen e resa nota da Conad mostra come gli italiani in tema di consumi stiano tornando allessenzialit. Negli ultimi due anni si accentuata la tendenza a risparmiare non solo scegliendo le marche commerciali, i discount e le promozioni, ma anche riducendo i volumi di acquisto. Inoltre, se da un lato si registrano meno sprechi, dallaltro i pi giovani richiedono il soccorso e il sostegno della famiglia allargata, sopratuutto dei nonni.
 
Come inizia il 2014 delle famiglie italiane?
Lo scorso 30 dicembre Italia Lavoro ha pubblicato online il rapporto annuale Famiglie e Lavoro, che fornisce una fotografia della condizione occupazionale dei membri delle famiglie italiane. A seguito della presentazione delle principali dinamiche socio-demografiche in atto, il rapporto si concentra sullanalisi di problematiche specifiche come le famiglie in difficolt, il numero crescente di NEET, e la condizione dei giovani e dei cittadini stranieri.
 
Subito al nido e aiuti alle famiglie. Ecco i Paesi a misura di bimbo
Nel giorno in cui il mondo celebra i diritti dellinfanzia e delladolescenza, la classifica dei Paesi migliori per i bambini stilata dalla sua associazione sulla base degli indici Eurostat lascia sgomenti: lItalia penultima in Europa. Dopo c solo la Bulgaria. Se si considerano le singole voci (12 in tutto, che misurano dallistruzione alla povert), il nostro Paese si piazza per 7 volte oltre il ventesimo posto. I bimbi italiani hanno ben poco da festeggiare | Elena Tebano, La 27Ora, 20 novembre 2013
 
I servizi per la prima infanzia si rinnovano
LIres Piemonte ha pubblicato lo studio Innovazione nei servizi per la prima infanzia 0-2 anni sui sistemi dei servizi educativi destinati ai bambini da 0 a 2 anni in Europa e in Italia. Vi proponiamo una sintesi curata per noi da uno degli autori, Luca Davico, che si concentra, in particolare, sul caso italiano, dove permangono differenze molto rilevanti tra regioni e tipi di servizi, nonostante un generalizzato aumento della dotazione media di posti disponibili.
 
Donne: facciamo FAST
Una proposta in quattro punti indirizzata al governo per aumentare loccupazione femminile ed evitare uno spreco di talenti che lItalia non pu pi permettersi di subire. Si chiama FAST, ed lagenda per le donne italiane che Maurizio Ferrera ha presentato in occasione dell'incontro "Il lavoro, la famiglia e noi. Prove di (ri)conciliazione". Fast: F come famiglia, A come asili, S come servizi sociali e T come tempi di lavoro e di vita. Temi su cui occorre intervenire, e velocemente, per cambiare il volto della conciliazione nel nostro Paese.
 
Occupazione e conciliazione, una proposta al governo: «Fate F.A.S.T»
Maurizio Ferrea sul blog La 27 Ora del Corriere della Sera presenta la propria proposta per cambiare il mondo della conciliazione nel nostro Paese: l'agenda FAST. In inglese Fast significa veloce, cos come veloci devono essere le risposte ai tanti problemi che affliggono il mondo femminile, ma pu essere anche un acronimo che sintetizza i punti da cui occorre partire: Famiglia, Asili, Servizi sociali, Tempi di vita e lavoro.
 
Se il welfare italiano non pensa alle mamme
In una nazione dove non si investe nei servizi di welfare a sostegno del lavoro femminile e della conciliazione tra carriera e famiglia non pu che verificarsi un netto calo delle nascite, con la conseguente riduzione dell'utilizzo di alcuni tra i principali strumenti di supporto alla maternit, come i congedi parentali. Questo quanto emerge dall'Osservatorio sull'Imprenditoria Femminile curato dall'Ufficio studi di Confartigianato e presentato in occasione della 15esima Convention di "Donne Impresa Confartigianato. | Teresa Barone, Manager Online, 23 ottobre 2013
 
La crisi, le famiglie e il risparmio: l'indagine 2013
E stata presentata a Torino lIndagine sul Risparmio e sulle scelte finanziarie degli italiani 2013, un progetto annuale del Centro Einaudi e di Intesa Sanpaolo che grazie alle sue serie storiche consente di comparare le scelte di risparmio dei cittadini dal 1983 a oggi. Come ogni edizione, l'indagine arricchita con un focus tematico: quest'anno il tema monografico riguarda le donne.
 
Il welfare italiano non aiuta la mamma che lavora
L'Italia non un Paese per mamme che lavorano, siano esse dipendenti o autonome. A tenere distanti le donne dal mondo del lavoro (anche) il basso investimento nei servizi di welfare, che dovrebbero favorire la conciliazione tra attivit professionali e cura della famiglia. La spesa pubblica per aiutare le donne a far nascere e crescere i figli complessivamnete pari a 20,3 miliardi, equivalente all1,3% del Pil e inferiore del 39,3% rispetto alla media dei 27 Paesi Ue. | Corriere della Sera, 19 ottobre 2013
 
Asili nido, tutti i numeri della schizofrenia italiana
Linkiesta ha tracciato una mappa delle tariffe degli asili nido italiani per lanno scolastico 2013/2014 nei capoluoghi di tutte le regioni, comprensiva dei criteri in base ai quali vengono stilate le graduatorie di inserimento negli asili. Ne emerge un quadro che, pi che a macchia di leopardo, si potrebbe definire quasi schizofrenico. Basta spostarsi di pochi chilometri, da una provincia allaltra, per avere a che fare con regole, e costi, completamente diversi. | Andrea Curiat, Linkiesta, 23 settembre 2013
 
"Serve un nuovo welfare, lo Stato dia vita ai distretti familiari"
Nel corso di un convegno organizzato a Senigallia Stefano Zamagni ha lanciato una proposta al governo per fronteggiare la crisi A costo zero per lo Stato possibile introdurre il distretto famigliare che consente la sussidiariet circolare, ossia linterazione nella progettazione dei servizi, istituire il marchio famiglia e aprire al crowdfunding | Il Tempo, 7 settembre 2013
 
Dopo un anno il governo ritorna sul Piano Famiglia
Proprio in questi giorni il dipartimento per le Politiche della Famiglia da una parte e la presidenza del Consiglio dei Ministri dallaltra hanno avviato una serie di incontri con lobiettivo di definire le priorit su cui impostare lazione di governo in tema di conciliazione famiglia-lavoro. | Camilla Gaiaschi, La Ventisettesma Ora, 1 agosto 2013
 
La larga intesa tedesca per le donne. Un esempio che è possibile seguire
Il posto garantito al nido da tempo una realt nellarea nordica. La Germania il primo Paese continentale ad approdare a questa meta, a partire dal primo agosto 2013. Si tratta di un encomiabile successo di Ursula Von der Leyden, ministra del Lavoro (Cdu) del governo Merkel. Ma il successo stato possibile grazie a una felice combinazione di condizioni, sulle quali opportuno riflettere.
 
Il diritto dei bimbi all'asilo. Un posto per ogni nato
Il diritto a un posto in asilo per ogni bambino che vive in Germania. Parte domani, 1 agosto, non senza incertezze e guerre di cifre, una delle pi importanti riforme sociali del governo Merkel.
 
Ecco lasilo autogestito (perché non ci sono più posti al nido)
Non ci sono pi posti al nido? Trova altri genitori nella tua situazione e lancia un progetto di cura autogestito: lidea di due trentenni di Milano, Maddalena Fragnito (artista) ed Emanuela Leva (educatrice). Si fa di necessit virt, e in tempi certamente non facili questa iniziativa rappresenta un esperienza interessante, che non solo va a colmare le mancate responsabilit del pubblico, mantenendo i costi accessibili per gli utenti, ma rappresenta un'occasione di innovazione progettuale oltre che di formazione di posti di lavoro, in un'ottica di secondo welfare. | Camilla Gaiaschi, La Nuvola del Lavoro, 29 luglio 2013
 
In Grecia calo delle nascite del 10 percento dall'inizio della crisi
Uno studio del Centro nazionale di Salute pubblica rivela l'effetto della recessione sulla natalit. Aumentano anche i casi di bimbi nati morti.
 
Asili nido: verso il flop dei voucher "Fornero"
La legge 92/2012 ha introdotto, in via sperimentale per il triennio 2013-2015, un contributo economico a vantaggio delle madri lavoratrici utilizzabile per pagare la baby sitter o la retta degli asili nido. L'aiuto, pari a un massimo di 300 euro al mese per non oltre un semestre, era stato accolto molto positivamente, ma le prospettive di chiusura dell'iniziativa paiono davvero poco incoraggianti. | Matteo Prioschi, Il Sole 24 Ore, 10 luglio 2013
 

 
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