Le misure a sostegno di natalità, famiglia e occupazione femminile
Bassa natalità, bassa occupazione femminile e bassa spesa pubblica destinata alle famiglie: sono alcuni dei maggiori problemi del nostro Paese. Nel tentativo di correggere queste tendenze negative negli ultimi mesi sono state introdotte alcune nuove misure destinate in particolar modo a famiglie e donne. In questo articolo Chiara Lodi Rizzini segnale i principali provvedimenti assunti dallo Stato a sostegno della famiglia, della natalità e dell'occupazione femminile.
 
Maternità, dal 4 maggio le domande per il bonus da 800 euro
L'Inps ha finalmente comunicato che dal 4 maggio sarà possibile fare richiesta per ricevere il bonus mamme, l'assegno una tantum pari a 800 euro che verrà riconosciuto alle donne che nel corso del 2017 avranno un figlio - anche in adozione o affido - o che entro l'anno saranno almeno al settimo mese di gravidanza. | Valentina Santarpia, 29 aprile 2017, Corriere della Sera
 
Asili, posti liberi ma troppo cari: i bimbi vanno (gratis) alle materne
Fino a poco tempo fa erano pochi, pochissimi; ora rischiano di essere pure troppi rispetto a chi ne fa richiesta. Nell’Italia di oggi l’asilo nido è un modello tremendamente in crisi. E l’ultima riforma della scuola (di cui il governo ha appena approvato i decreti attuativi), che vorrebbe rendere per la prima volta la fascia zero-sei anni un blocco educativo unico e trasformare il nido da servizio a domanda individuale (offerto a chi lo richiede) in universale, rischia di arrivare fuori tempo massimo. | Andrea Rossi, La Stampa, 26 aprile 2017
 
Sempre più mamme lavoratrici e nonni baby sitter
Le famiglie italiane cambiano volto e tornano a occuparsi il più possibile in prima persona dei propri figli, nonostante il tempo scarseggi a causa del lavoro che impegna sempre più spesso entrambi i genitori. A dare manforte arrivano infatti i nonni-babysitter, che si occupano di sette bimbi su dieci quasi a tempo pieno, e appena c’è un po’ di tempo libero due mamme e papà su tre riscoprono il valore del gioco coi figli | La Stampa, 20 aprile 2017
 
Asili nido, via al bonus 1.000
Il 18 aprile è stato pubblicato il dpcm 17 febbraio 2017 con cui si dà attuazione alla legge di bilancio 2017, che ha introdotto - a partire dai nati nel 2016 - il bonus da 1.000 euro per il pagamento delle rette del nido o per l'assistenza di bambini gravemente malati che non possono frequentare l'asilo | Italia Oggi, 19 aprile 2017 (via Miowelfare)
 
Perché il bonus mamme è ancora in standby?
La Legge di Bilancio 2017 ha previsto, nell'ambito del cosiddetto pacchetto famiglia, l’introduzione del bonus Mamme domani: un assegno una tantum, pari a 800 euro, riconosciuto alle donne che nel corso del 2017 raggiungeranno il settimo mese di gravidanza. Al momento però, nonostante le rassicurazioni dell'INPS, non sono ancora state fornite le modalità di accesso alla prestazione.
 
L’età media è 44,9 anni. I numeri dell’Italia che invecchia
L'Istat ha pubblicato i nuovi dati demografici relativi all'anno 2016. Il quadro che emerge, con alcune differenze tra le regioni, è di un inesorabile invecchiamento della popolazione dovuto al crollo delle nascite (seppur con un lieve aumento...
 
Se far figli a Milano diventa un lusso
Il tasso di occupazione femminile a Milano nel 2014 è arrivato al 64,4%. Record che distanzia il capoluogo lombardo dal resto del Paese e lo avvicina al Nord Europa. Questa volta, però, c’è anche un rammarico. È vero, le milanesi fanno la loro parte per la crescita del Pil. Ma pagano un prezzo, insieme con i loro compagni. Fanno sempre meno figli. | Rita Querzè, Corriere Milano, 1 febbraio 2017
 
Tre ragioni per cui in Italia non si fanno più figli
Il calo della natalità in Italia procede speditamente. Nel 2016 sono nati ventimila bambini in meno rispetto al 2015 e centomila in meno rispetto al 2010. Nel trend generalizzato di diminuzione delle nascite in atto in molti Paesi, l'Italia sta assistendo ad un vero e proprio crollo, complici la diminuzione del numero di donne in età fertile, la crisi economica e la mancanza di riforme strutturali. | Enrico Marro, Il Sole 24 Ore, 24 gennaio 2017
 
Educare, non solo istruire. Contro il buonismo di stato
Si è parlato molto della Buona Scuola come di una riforma determinante, purtroppo — posto che tutte le riforme sono un segno di buona volontà e perfettibili — non sembra per il momento essere riuscita ad intaccare la degradata fossilizzazione del nostro sistema educativo. Introdurre i tablet, le mitiche lavagne interattive, facendo credere che l’àncora di salvezza stia nella modernizzazione informatica è un po’ come mettere del cerone su un volto ormai devastato dalle rughe". Questa è la posizione che la nota scrittrice Susanna Tamaro ha espresso nel suo recente articolo per Il Corriere| Susanna Tamaro, Il Corriere, 9 gennaio 2017
 
Maternity, paternity and parental leave in the European Union
Parental leave systems differ from country to country, and they do not always fit into classifications suitable for international comparison. For this reason, the harmonization of parental leave policy in the EU is likely to be a long and complex process due to various traditions across the member states and because of the fact that social policy falls under competence of member states. What is the EU doing on this front?
 
Legge di Stabilità 2017: i bonus sono la soluzione più adatta per il nostro welfare?
La legge di stabilità 2017 predisposta dal Governo Renzi, attualmente in discussione in Parlamento, è ricca di bonus e sostegni monetari alle famiglie, ai lavoratori ed ai pensionati. Questo genere di interventi ha caratterizzato negli ultimi anni le politiche pubbliche, aggiungendosi ad un sistema di welfare sociale già molto sbilanciato sul fronte dei trasferimenti monetari. Ma siamo sicuri che questi interventi siano adeguati per il nostro Paese?
 
Basta mancette agli anziani, così si fa un vero welfare per la famiglia
C'è anzitutto il segnale della Legge di Bilancio 2017, che ignora per l’ennesima volta le famiglie, ma il problema di fondo è che, anche quando si prendono misure in questo senso, pesa l’assenza di una strategia coerente. Una questione che si capisce bene quando si fanno raffronti con Paesi come la Francia, dove grazie a policies pro family i nuovi nati si avviano a diventare il doppio di quelli italiani. Su Linkiesta.it un interessante approfondimento dedicato alle politiche per la famiglie nel nostro Paese. | Thomas Manfredi, Linkiesta, 8 novembre 2016
 
Le famiglie (e i giovani) invisibili
Sulle questioni di principio (come il matrimonio o le scelte riproduttive) il tema della famiglia suscita scontri ideologici da cappa e spada. Sul piano pratico è invece un non-tema, l’invisibile Cenerentola del welfare. E non dovrebbe quindi stupire che il nostro Paese sia considerato tra i più arretrati per quel che riguarda le politiche familiare. Per uscire dal modello limitante dobbiamo metterci a correre, ma alle politiche capacitanti non si arriva improvvisando, mettendo e togliendo. L'opinione di Maurizio Ferrera.
 
Perché non si fanno più figli in Italia? Cosa serve davvero alle famiglie?
Un Paese che invecchia, che fa figli sempre più tardi e ne fa sempre meno. La situazione italiana è sotto gli occhi di tutti, ma quali sono le ragioni del progressivo calo demografico? Sulla Stampa è stata pubblicata una bella infografica interattiva che aiuta a riflettere sui vincoli economici, sociali e culturali che si frappongono tra i progetti di maternità e la loro realizzazione.
 
Fertility Day: l'intervista di Euronews a Franca Maino
Dopo molte polemiche e critiche è arrivato il Fertility Day, la giornata voluta dal Ministero della Salute per aumentare la conoscenza sulla salute riproduttiva e fornire strumenti per la tutela della fertilità. Euronews ha chiesto a Franca Maino di approfondire come il nostro sistema di welfare attualmente sostiene le coppie che vorrebbero avere figli e, soprattutto, se tali misure sono sufficienti per sostenere questo desiderio.
 
Oltre il Fertility Day: quali strumenti per sostenere la natalità?
Giovedì 22 settembre si è svolto il Fertility Day, la giornata promossa dal Ministero della Salute “per aumentare la conoscenza sulla salute riproduttiva e fornire strumenti per la tutela della fertilità”. Il tema, complice una campagna di comunicazione molto discussa, nelle ultime settimane ha suscitato un acceso di dibattito. Proviamo quindi a fare luce sul problema e sugli strumenti che il welfare può offrire per sostenere davvero la natalità in Italia, leggendo un po’ di dati e provando a capire se e come si può invertire il trend.
 
Italia 2050: senza migranti saremo 10 milioni di meno
Popolazione a picco e crollo della natalità. La fotografia scattata dall’Eurostat è impietosa. Se escludessimo dalla contabilità demografica la variabile migratoria, nel 2050 gli italiani si ridurrebbero dai 60,6 milioni del 2015 ai 51,5 del 2050. Uno scenario apocalittico che ha fatto scattare l’allarme al ministero per gli Affari regionali. | Antonio Pitoni, La Stampa, 22 agosto 2016
 
Un buon welfare può rendere felici i genitori
Avere dei bambini rende molto meno felici rispetto alle persone che non ne hanno. È il cosiddetto divario di felicità dei genitori. Alcuni ricercatori, guidati da Jennifer Glass dell’università del Texas, hanno preso in esame l’impatto che hanno sulla riduzione di questo divario misure come ferie e malattie pagate, e le sovvenzioni per la cura dei figli. In pratica, nei paesi dove le politiche per la famiglia sono più forti, il divario di felicità dei genitori sparisce del tutto. | Jenny Anderson e Solana Pyne, Quartz - Internazionale, 23 giugno 2016
 
I servizi per la prima infanzia in crescita… o in crisi? Alcune evidenze dalla provincia di Monza e Brianza
Sul territorio di Monza e Brianza cresce l'offerta dei asili nido, ma nel contempo diminuisce il numero dei posti occupati. Cosa ci dice questo dato? Valentina Ghetti di Lombardia Sociale lo ha chiesto a Francesca Biffi, responsabile Ufficio accreditamento dell’Ufficio Unico del Consorzio Desio-Brianza. Con lei ha analizzato l’andamento dell’offerta dei servizi prima infanzia nei territori della provincia: quanti posti disponibili, come sono evoluti negli anni, quanti di questi sono effettivamente occupati. Un contributo interessante che analizza dati puntuali raccolti dall’Ufficio Unico e propone riflessioni che possono aiutare a capire gli effetti del Piano nidi a livello nazionale. | Valentina Ghetti, Lombardia Sociale, 21 giugno 2016
 

 
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