PRIMO WELFARE /
Cosa c'è nel numero 1/2017 di Welfare Oggi
Ecco alcuni degli spunti più interessanti del bimestrale edito da Maggioli
29 marzo 2017

È uscito il numero 1/2017 di “Welfare Oggi”, periodico bimestrale pubblicato in formato cartaceo e digitale da Maggioli. Questa edizione del fascicolo presenta un ampio e approfondito focus dedicato agli interventi di contrasto alla povertà in Italia, oltre a  diverse altre tematiche all’ordine del giorno per chi si occupa di servizi alla persona, come il reinserimento sociale dei detenuti, la disabilità, la promozione delle comunità, le migrazioni, la valutazione nel terzo settore e la vecchiaia.


Focus sulla povertà

L’ultimo numero di Welfare Oggi - introdotto dalla rubrica 2 Minuti in cui Alice Melzi delinea brevemente dati riguardo alla salute mentale, il reddito degli italiani, l’HIV e le migrazioni - si apre con l'approfondimento curato da Massimo Novarino e Gianfranco Marocchi in merito al S.I.A. (Sostegno all’Inclusione Attiva), la prima misura nazionale, strutturata ed organica, di contrasto alla povertà. In merito, secondo Novarino e Marocchi, sono due i filoni d’analisi da prendere in considerazione: le risorse disponibili e la continuità delle misure e l’efficacia dei percorsi di reinserimento ed empowerment realizzati; tali aspetti si incrociano nella complessa questione della categorizzazione ed etichettamento dei beneficiari.

Successivamente, attraverso gli articoli di Lamberto Baccini, di Lorenzo Lusignoli e di Massimo Novarino, il focus delinea l’evoluzione storica delle misure di contrasto alla povertà,, e le caratteristiche che questo fenomeno ha assunto nel nostro Paese. Il focus è poi arricchito dall’intervista a Rita Visini, assessore alle Politiche Sociali della Regione Lazio e coordinatrice della Commissione politiche sociali della Conferenza delle Regioni. Ampio spazio viene infine dato alla presentazione dell’Alleanza Contro la Povertà - realtà composta da centrali cooperative, sindacati, associazioni, movimenti religiosi – e alla sua proposta di un Piano Nazionale


Politiche: welfare e carcere

Grazie ad uno stimolante articolo di Raffaele Monteleone, Andrea Molteni e Luigi Nava, la sezione “Politiche” è dedicata al rapporto tra carcere e welfare e al reinserimento sociale dei detenuti. I tre ricercatori, partendo dal concetto analitico di iperincarcerazione, passano in rassegna i dati statistici sulla popolazione soggetta a provvedimenti penali, le misure alternative alla detenzione previste dal nostro ordinamento e le possibilità di lavoro per i detenuti, per definire nelle conclusioni alcune proposte per l’implementazione delle politiche nel settore. Queste si dividono in: “soluzioni ponte”, che possano accompagnare la persona nella fase di dimissione dal carcere come l’housing, e in politiche del lavoro sia per la formazione sia per l’inserimento lavorativo.


Esperienze: educazione, disabilità, lavoro sociale

La sezione è aperta da un contributo di Paola Benini e Maria Grazia Lamparelli che delinea nuove modalità d’intervento coi minori con Bisogni Educativi Speciali (B.E.S.). L’articolo parte da un progetto realizzato nella provincia di Udine basato sulla collaborazione di attori diversi - come le famiglie, la scuola, i servizi sociali, il terzo settore - e l’attivazione di doposcuola specialistici per evidenziare come la presa in carico dei minori con B.E.S. sia efficace quando è di rete e coinvolge la comunità educante.Segue un articolo del nostro Paolo Pantrini sulle fondazioni di partecipazione per il “durante e dopo di noi” in Emilia Romagna; l’articolo, frutto di una ricerca sul campo, delinea come i servizi per la disabilità si orientino verso l’empowerment degli utenti, la valorizzazione della domiciliarità stimolando il lavoro di comunità.

Il tema del lavoro di comunità è ben approfondito dall’articolo di Donatella Turri, la quale parte dall’esperienza di contrasto alla povertà della Caritas di Lucca per delineare nuove modalità operative ispirate dal concetto di “insurgent city” di Paba, strumenti che si riveleranno assai utili anche per l’implementazione del SIA. La sezione è chiusa da un contributo di Paolo Boccagni sulle sfide poste al lavoro sociale dai nuovi fenomeni migratori. Attraverso una ricerca svolta a livello europeo, il ricercatore evidenzia le problematiche poste a livello deontologico, operativo e metodologico dalle popolazioni mobili sia per territorio che per status giuridico.


Strumenti: valutazione, matrici ecologiche, anziani

La sezione denominata “Strumenti” è aperta da un contributo di Paolo Volterrani sulla cultura della valutazione nel terzo settore. L’articolo evidenzia l’importanza di questa pratica, sottolineando come nel terzo settore sia essenziale valutare il valore sociale, integrando i tradizionali metodi quantitativi con strumenti qualitativi.

Segue un approfondimento di Luigi Croce e Roberta Speziale sulle matrici ecologiche: uno strumento che consente di implementare la qualità della vita delle persone con disabilità intellettiva e di sviluppo costruendo un nuovo modello di welfare partecipativo, generativo e di comunità.

Gli ultimi due contributi approfondiscono i servizi per anziani. Il primo (di Cristina Galavotti) affronta il tema delle violenze e degli abusi ai danni degli anziani delineando il fenomeno e proponendo alcuni strumenti di prevenzione e risposta per i professionisti interessati. Il secondo (di Antonio Monteleone) approfondisce le relazioni all’interno delle RSA partendo dal presupposto che tali strutture residenziali presentano un alto livello di strutturazione e burocratizzazione che spesso limita o impedisce la costruzione di un rapporto empatico con gli utenti.

 


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