Due o tre cose a proposito del Jobs Act
Il Jobs Act annunciato da Matteo Renzi ha avuto, almeno in termini quantitativi, unottima accoglienza da parte dei media e molti politici e commentatori si sono improvvisati giuristi o economisti del lavoro per poterlo commentare. Ora per secondo Dario Di Vico siamo arrivati alla fase pi delicata_ dagli annunci bisogna passare ad un vero testo programmatico che magari raccolga i contributi pi incisivi e critici che sono stati gi formulati. | Dario Di Vico, La Nuvola del Lavoro, 24 gennaio 2014
 
George Soros funds 'solidarity centres' to help Greeks hit by economic crisis
George Soros fonda i centri di solidariet, che forniranno assistenza sanitaria e legale alla popolazione greca colpita dalla crisi.
 
Gb: Bruxelles valuterà limitazioni a welfare per migranti UE
"Una volta che il governo britannico avr ben chiarito i cambiamenti che intende introdurre, l'UE assicurer che siano pienamente compatibili con la normativa Ue sulla libera circolazione", cos un portavoce della Commissione sulle misure restrittive annunciate oggi a Londra riguardo all'accesso al sistema di welfare per migranti provenienti da altri Stati membri. | Ansa, 20 gennaio 2014
 
Italia: sei milioni senza lavoro
Pochi giorni fa lEurostat ha pubblicato nuovi dati relativi alla situazione occupazionale nei 28 Paesi dellUnione. In base a queste rilevazioni il tasso di disoccupazione nel nostro Paese supererebbe di un punto abbondante la media UE, e gi questo basterebbe per non stare tranquilli, ma i dati che fanno veramente tremare i polsi sono quelli relativi alla fascia di popolazione che, pur desiderando di lavorare, non possiede n in cerca di un impiego.
 
Germania, dove il precario è flessibile e 9 su 10 sono felici del loro lavoro
Nove tedeschi su dieci sono soddisfatti del lavoro che fanno. Il dato emerge da uno studio della fondazione Bertelsmann anticipato dal quotidiano Welt, che rivela anche molti dettagli interessanti sullo sviluppo del mercato del lavoro negli ultimi dieci anni, considerati un decennio di vero e proprio miracolo delloccupazione in Germania. Il boom che ha fatto precipitare, nonostante la crisi, i disoccupati da cinque milioni a meno di tre, dovuto allincremento esponenziale dei lavori flessibili. | Tonia Mastrobuoni, La Stampa, 20 gennaio 2014
 
Chiara Saraceno: SIA, l'ennesima occasione mancata
Chiara Saraceno ci parla del SIA, di quel che voleva e poteva essere. Sono passati quattro mesi dalla presentazione della proposta del Sostegno per l'inclusione attiva (SIA) elaborata da un gruppo di esperti presso il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali. Dello schema di reddito minimo di cui si parlava nel documento originale poco o nulla rimasto dopo il vaglio della legge di Stabilit. In un paese dove il numero di poveri (assoluti) raddoppiato negli ultimi cinque anni, salendo a quasi 5 milioni, il nostro sistema di welfare sembra rimanere ancora una volta zoppo e gran parte degli esclusi restano tali: non si delinea una concreta possibilit di inclusione per tutti coloro che sono stati tagliati fuori dalla crisi e non hanno i mezzi per farcela da s.
 
Stage, perché non funzionano in Italia: solo il 6% di chance in più di essere assunti
Niente stage, niente lavoro? Dipende: in Italia, anche con uno o pi tirocini in curriculum, la probabilit di assunzione si "alza" di appena il 6%. Meno della met rispetto alla Spagna (14%), un sesto esatto della percentuale registrata in Francia (36%). Il rapporto McKinsey "Education to Employment" 2013, redatto con pi di 8mila interviste tra giovani, istituzioni e datori di lavoro di paesi Ue, ribadisce il blocco italiano nell'inserimento professionale degli under 30. Con la conclusione che internship, in Italia, non forniscono ai candidati le abilit (e il lavoro) richiesti.
 
Youth Guarantee: la lezione francese
Dal primo gennaio ha preso formalmente avvio il programma UE garanzia giovani, volto a promuovere linserimento occupazionale dei circa 6 milioni di disoccupati europei sotto i 25 anni. Molti governi hanno gi presentato alla Commissione i propri Piani di attuazione, indispensabili per accedere al co-finanziamento UE. L'Italia ha messo in cantiere un piano ambizioso, ma potrebbe essere utile guardare anche a quanto stanno facendo altri Paesi, come Francia e Inghilterra, che hanno scelto approcci diversi ma egualmente interessanti.
 
Non tradite quei ragazzi
Beppe Severgnini sulle pagine del Corriere della Sera parla della necessit di sbloccare il mercato del lavoro nel nostro Paese. Nonostante le promesse che arrivano da pi parti, infatti, il 41% di disoccupazione giovanile ha smesso dessere una preoccupazione ed diventata, scrive il giornalista "una bomba sociale a orologeria". Come e dove dunque possibile agire per affrontare il tema? | Beppe Severgnini, Corriere della Sera, 7 gennaio 2014
 
Renzi e la lezione inglese sul lavoro
Il Job Act rappresenta il primo importante banco di prova per Matteo Renzi: attraverso di esso ci si potr infatti fare unidea pi precisa del riformismo renziano sia nei metodi sia nei contenuti. Data la drammatica situazione economica partire dal tema delloccupazione appariva quasi obbligato, ma fare proposte ambiziose, originali e insieme dotate di un certo grado di praticabilit politica non certo facile. Segnaliamo l'articolo che Marurizio Ferrera ha pubblicato in tempi non sospetti sul Corriere della Sera indicando la prospettiva che dovrebbe assumere la proposta renziana sul lavoro. | Maurizio Ferrera, Corriere della Sera, 21 dicembre 2013
 
Jobs Act: ecco la proposta (aperta) di Renzi
Matteo Renzi nella giornata di ieri ha presentato le linee guida del cosiddetto Jobs Act, il documento che, nelle intenzioni del neosegretario, andr a rappresentare le posizioni del Partito Democratico sul delicato tema del lavoro. Attraverso tale documento, i cui contenuti saranno delineati pi chiaramente nel corso della prossima riunione della segreteria PD (16 gennaio), saranno indicati infatti i punti prioritari su cui secondo il partito occorrer intervenire nei mesi a venire per affrontare i problemi occupazionali del Paese. Qui il testo integrale pubblicato da Renzi sul suo sito.
 
Jobs Act: insidie e opportunità
Quali sono i settori economici su cui puntare per guadagnare competitivit e al tempo stesso espandere la domanda di lavoro? Dove e come e si possono creare nuovi impieghi? Se Matteo Renzi vuole dire e fare qualcosa di innovativo sul tema del lavoro anzitutto a queste domande che dovr dare risposta il Jobs Act, documento che la nuova segreteria del Partito Democratico sta strutturando proprio in questi giorni. L'opinione di Maurizio Ferrera sul tema.
 
Ichino: Vi spiego come non mettere i disoccupati nel freezer
All'interno della legge di stabilit varata a fine 2013 c una disposizione apparentemente di poca importanza che pu tuttavia essere particolarmente significativa per il mercato del lavoro italiano nel prossimo futuro: il comma 215, che promuove lesperimento regionale del contratto di ricollocazione. | Pietro Ichino, La Nuvola del Lavoro, 6 gennaio 2014
 
Tra crisi del mattone e povertà abitativa, si può recuperare?
Crisi economica, crisi edilizia, povert abitativa: i numeri sono ormai abbastanza noti. Ci che meno evidente che gli effetti della crisi non si manifestano solo nellincapacit di sostenere le spese abitative: quando si passa da una fase di crescita ad una fase di recessione si effettuano delle azioni di ridimensionamento che rischiano di lasciare interi edifici, se non intere aree, in stato di abbandono, con pesanti ripercussioni in termini di equilibrio urbano e sociale. Ecco perch, dai governi nazionali ai singoli cittadini, crescono i movimenti per il recupero urbano.
 
50 Years Later, War on Poverty Is a Mixed Bag
Per molti Americani, la guerra alla povert dichiarata 50 anni fa dal presidente Johnson stata un fallimento. Il tasso di povert sceso solo dal 19 al 15 percento in due generazioni e 46 milioni di Americani vivono con redditi considerati scarsamente adeguati. Se, secondo alcuni, i programmi di welfare introdotti dal New Deal avrebbero migliorato significativamente le condizioni della popolazione meno abbiente, negli ultimi decenni i profitti economici si sono concentrati nelle mani del vertice della piramide sociale, tanto che il presidente Obama ha definito lineguaglianza come la sfida pi significativa della nostra epoca. | Annie Lowray, The New York Times, 4 gennaio 2014.
 
Il maxi-regalo di Mister Facebook ai nuovi poveri di Silicon Valley
MARK Zuckerberg balza in testa alla classifica dei filantropi 2013, chiudendo l'anno con un miliardo di dollari donato in beneficenza. Ma la vera notizia un'altra. Il fondatore di Facebook non indirizza la sua generosit verso i poveri dell'Africa o le zone malariche dell'Asia, come fa da tempo Bill Gates. La totalit del suo dono va a una ong che combatte la povert, ma nella Silicon Valley, a due passi da casa sua. Perch le due zone pi dinamiche della East Coast e della West Coast la Silicon Valley e la citt di New York - conoscono lo stesso problema: i nuovi poveri generati dal nuovo boom americano.
 
Il welfare sprecato dalla burocrazia e il lavoro che non c'è
Dal 2008 a oggi risultano oltre due milioni e mezzo i lavoratori in forte difficolt occupazionale nel nostro Paese. Molte di queste persone (e dunque le loro famiglie) non ricevono alcuna forma di aiuto. Le stime non sono facili, ma si situano nellordine di alcune centinaia di migliaia: la copertura dei nostri ammortizzatori sociali fra le pi basse in Europa. Come possiamo uscire da questa emergenza economica e sociale? Nell'immediato si potrebbero realizzare tante piccole cose concrete, ma per cambiare davvero serve una strategia che guardi lontano.
 
La prima piattaforma di crowdfunding dedicata alle scuole
Tra necessit e sogni nel cassetto, oggi studenti e professori italiani hanno uno strumento in pi per dare una svolta al sistema educativo. Si chiama School Raising la nuova piattaforma di crowdfunding la prima in Italia tutta dedicata alle scuole, per finanziare i loro progetti, raccontarne le storie e promuoverli sul web. Bastano un click, pochi euro e la forza dellunione per sviluppare quello che non c e migliorare lesistente. | Elisa Barberis, La Stampa, 3 gennaio 2014
 
COPE, per contrastare la povertà in Europa
Il progetto COPE, co-finanziato dalla Commissione Europea nell'ambito del 7 Programma Quadro, mira a comprendere come le istituzioni europee, nazionali e locali possano collaborare per dare vita a modalit integrate che favoriscano la co-produzione di misure di contrasto allesclusione sociale e organizzino a livello sistemico la lotta alla povert. Vi raccontiamo brevemente le premesse e gli obiettivi di questa ricerca, che coinvolge vari ricercatori ed esperti provenienti da diversi Paesi europei. E segnaliamo i primi risultati di ricerca disponibili.
 
Ora al welfare ci pensano i nonni
Una recente ricerca condotta da Nielsen e resa nota da Conad mostra come gli italiani in tema di consumi stiano tornando allessenzialit. Negli ultimi due anni si accentuata la tendenza a risparmiare non solo scegliendo le marche commerciali, i discount e le promozioni, ma anche riducendo i volumi di acquisto. Inoltre, se da un lato si registrano meno sprechi, dallaltro i pi giovani richiedono il soccorso e il sostegno della famiglia allargata, sopratuutto dei nonni.