Un milione e mezzo di assunti, con una Iri delle eccellenze
Una tassa di solidarietà per il lavoro su patrimoni, ricchezze elevate o pensioni più alte. E' questa la via pensata da Vincenza Manes, presidente di KME da poco nominato Cavaliere del lavoro, per rilanciare il sistema occupazionale italiano e creare almeno un milione e mezzo di posti di lavoro. In un'intervista a tutto campo, concessa a Paolo Ermini del Corriere Fiorentino, Manes racconta come si può (ancora) cambiare l'Italia. | Paolo Ermini, Corriere Fiorentino, 13 giugno 2013
 
Isee: Letta porta avanti il progetto Monti
Allo studio del governo alcune misure che permetteranno di valutare meglio la ricchezza delle famiglie italiane. In particolare sarà portato avanti il progetto di Isee avviato dal govenro Monti, che prevederà controlli più rigorosi ma anche una maggiore flessibilità, permettendo di apportare cambiamenti non a cadenza annuale ma "in tempo reale". | Lorenzo Salvia, Corriere della Sera, 14 giugno 2013
 
Il lavoro? Servirebbe anche in carcere
Un rapporto stilato dal Consiglio d’Europa mette il nostro Paese al terzo posto per sovraffollamento delle carceri. Dopo Serbia e Grecia, siamo la nazione col peggior rapporto posti-detenuti: per ogni 100 posti in Italia ci sono infatti 147 carcerati, il 50% in più di quelli che potrebbero essere ospitati. Quali strade sono percorribili per risolvere questo grave problema? Una risposta interessante potrebbe venire dal lavoro all'interno dei penitenziari che, come mostrano alcune esperienze molto positive, permetterebbe si sfoltire la popolazione carceraria e migliorare la qualità della vita di chi vive dietro le sbarre.
 
Per creare lavoro si punti (davvero) sulla cultura tecnica
Puntare sulle scuole e sulle istituzioni formative capaci di stringere alleanze forti con le realtà produttive, coinvolgere i migliori esperti che si occupano di gestione e di sviluppo del personale nelle imprese, anticipare al 2013 le misure delle “Youth Garantee”. Queste le vie privilegiate per offrire tempestivamente ad ogni giovane che lascia la scuola o rimane senza lavoro un'opportunità concreta di formazione, tirocinio o apprendistato. | Elena Ugolini, Nuvola del Lavoro, 13 giugno 2013
 
Lezione tedesca sull'apprendistato
Nella sua intervista al Corriere della Sera Ursula Von Der Leyen, ministro del Lavoro tedesco, ha chiarito la posizione della Germani sul tema dell'occupazione giovanile: la via maestra deve essere l'apprendistato, fiancheggiato da efficaci servizi per l'impiego. Tuttavia, contrariamente ai Paesi germanici e scandinavi, l'Italia non ha una consolidata tradizione formativa e il nostro sistema educativo è debolissimo per quel che riguarda i percorsi misti scuola-azienda. Quali misure occorrerà dunque sviluppare per avvicinarci al modello tedesco?
 
Giovani, disoccupati e soprattutto senza soldi
Una generazione che lavora senza essere protetta dal punto di vista del reddito e della sicurezza sociale, che si trova ad invidiare la generazione "mille euro". Sono alcune delle conclusioni emergenti da "Senza soldi", il nuovo volume di Walter Passerini e Mario Vavassori | Antonio Sgobba, Nuvola del Lavoro, 11 giugno 2013
 
Portare gli studenti in azienda. La formula del successo tedesco
Dieci anni fa la Germania, con 5 milioni di disoccupati, era il malato dell'Europa. Ora marcia verso la piena occupazione. Com'è possibile? Il Ministro del Lavoro tedesco Ursula von der Leyen intervistata dal Corriere racconta lo sforzo fatto per facilitare l'accesso al sistema occupazionale: misure di work life balance, formazione continua e retribuita, un sistema che mette realmente in contatto scuole e imprese. E' questa la strada che, secondo il ministro, dovrebbe essere imboccata quanto prima anche dall'Italia. | Porta gli studenti in azienda. La formula del successo tedesco
 
Apprendistato e servizi, riforma ancora a metà
Sul Sole 24 Ore l'anticipazione del nuovo bollettino Adapt, che si occuperà di Youth Guarantee e delle misure necessarie al nostro Paese per poter mettere in pratica i prinicipi della normativa europea dedicata ai giovani. | Il Sole 24 Ore, 10 giugno 2013
 
Appello ai politici: i giovani sono la garanzia
Parte dalla capitale europea – ma si sta diffondendo anche in Italia – l'#appellogiovane, appello lanciato da Giovani Italiani Bruxelles, movimento apartitico che vuole portare l’attenzione sulla necessità di investire in politiche per l’occupazione giovanile. A partire da cinque punti contenuti in una lettera aperta consegnata il 28 maggio al Parlamento Europeo, in un incontro con gli europarlamentari Sergio Cofferati e Niccolò Rinaldi, insieme a un’altra richiesta: non sprecare l’opportunità della Youth Guarantee.
 
Una generazione da non perdere
Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano intervistato da Clemente Mimun, direttore del Tg5, ha espresso tutta la sua preoccupazione per il sistema occupazionale italiano. Napolitano ha sottolineato l'assoluta necessità di tornare a investire sui giovani, garantendo loro le possibilità di accedere al mondo del lavoro. Maurizio Ferrera, a partire dalla parole del Presidente, ha analizzato le prospettive lavorative dei giovani italiani, proponendo alcune soluzioni per uscire da questa situazione drammatica.
 
Intervista al ministro Zanonato
Il ministro dello Sviluppo economico Flavio Zanonato, in un'intervista concessa a Roberto Giovannini de La Stampa, ha confermato l’impegno del governo per aiutare i giovani a trovare un lavoro in Italia e a evitare che emigrino all’estero. | Roberto Giovannini, La Stampa, 3 giugno 2013
 
Allarma Cisl: rischio per 123mila posti di lavoro
Già persi 674 mila posti negli ultimi cinque anni, altri 123 mila sono a rischio nel 2013. Sono numeri da bollettino di guerra quelli del X Rapporto Cisl "Industria, contrattazione e mercato del lavoro": dal 2008 al 2012 in Italia si è perso il 2,4% dell’occupazione, il 6% del PIL, il 4,3% dei consumi delle famiglie, il 20% degli investimenti.
 
UE porta il Regno Unito davanti alla Corte di Giustizia
Il governo del Regno Unito guidato da David Cameron ha recentemente varato nuove normative relative al proprio sistema di welfare. Tra i provvedimenti più controversi anche una serie di misure che, di fatto, limitano l'accesso ai servizi di welfare per gli stranieri residenti nel Paese, anche se comunitari. A conferma di voci circolate nei giorni scorsi, l'Unione Europea ha deciso di portare il Regno Unito davanti alla Corte di Giustizia contestando il sistema sociale "disciminatorio" vigente nel Paese. | Ansa, 30 maggio 2013
 
Napolitano: mai più giovani senza lavoro
Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano intervistato da Clemente Mimun, direttore del Tg5, ha espresso tutta la sua preoccupazione per il sistema occupazionale italiano. Napolitano ha sottolineato l'assoluta necessità di tornare a investire sui giovani, garantendo loro le possibilità di accedere al mondo del lavoro: "dobbiamo essere una Repubblica all'altezza dell'articolo 1 della Costituzione" e "bisogna orientare la formazione dei giovani verso nuovi lavori che cominciano a diventare possibili''
 
Fare sistema per dare lavoro ai giovani. Leggi e incentivi da soli non bastano
Puntare maggiormente su istruzione e formazione, mettere in relazione scuole e imprese, rilanciare l'apprendistato, modificare i servizi per l'impiego. Sono solo alcune delle misure che il nuovo governo potrebbe intraprendere per garantire il rilancio del nostro mercato occupazionale, ricco di leggi e leggine ma privo di una strategia capace di incentivare competenze e favorire la transizione dal sistema scolastico al mondo del lavoro, per contrastare la disoccupazione giovanile.
 
Welfare sociale, i numeri del declino
In Italia la famiglia è sempre stata il principale sostegno per quel che riguarda situazioni di disagio sociale ma, a partire da metà anni '90, una nuova consapevolezza ha generato la crescita del welfare sociale, cioè di quell'insieme di interventi pubblici dedicati alle persone con ridotta autonomia (anziani, disabili, bambini piccoli) o in condizione di povertà. Molto tuttavia dovrebbe essere ancora fatto in un settore che - nonostante i miglioramenti - rimane la cenerentola del welfare italiano, che non ha recuperato il forte ritardo rispetto al resto d'Europa, e che ora si trova in declino. | Cristiano Gori, Il Sole 24 Ore, 27 maggio 2013
 
Societing: l'ultima metamorfosi del mercato che sta cambiando la nostra idea di welfare
L'ago della bussola del societing è orientato verso una situazione ideale, quasi un'utopia: un mondo dove ogni volta che si genera un problema sociale si creano le condizioni perché esso trovi una soluzione non attraverso un intervento pubblico - lo Stato è giunto al limite della sua capacità di azione e di prelievo fiscale - ma attraverso l'intervento delle imprese nel mercato e attraverso l'azione dei consumatori che con le loro decisioni modificano il mercato. Insomma, secondo welfare. | Giancarlo Bosetti, La Repubblica, 5 maggio 2013
 
Reddito minimo garantito: chiarimenti e riflessioni sul grande assente del welfare italiano
Le recenti elezioni hanno portato alla ribalta l'opportunità di introdurre nel nostro sistema di welfare uno schema di reddito minimo garantito. Se da una parte è indubbio il merito di aver portato il tema fra i primi punti dell'agenda politica nazionale, i tratti spesso superficiali impiegati nel dibattito rischiano di produrre una certa confusione. Ma che cos’è il reddito minimo? Perché in Italia è completamente assente? Quale applicabilità ha nel nostro Paese?
 
Donne e giovani, i rischi del nuovo welfare
Un programma per la crescita che possa sostenere giovani e donne, le categorie che finora hanno avuto meno diritti e prospettive di avanzamento sociale. E' questo l'obiettivo del governo Letta, che sta mettendo a punto importanti misure che possano favorirne il raggiungimento in tempi brevi. Tuttavia, sulla strada del nuovo esecutivo non mancano diversi ostacoli con cui occorrerà fare i conti: tempistiche, risorse e, soprattutto, i vincoli imposti dall'Unione Europea.
 
Il Wall Street Journal e la staffetta generazionale
La staeffetta generazionale, tema ampiamente dibattutto su La Nuvola del Lavoro e di cui vi abbiamo dato conto, arriva anche sulle pagine del Wall Street Journal, raccontata dal corrispondente italiano Chirstopher Emsden | Chirstopher Emsden, Wall Street Journal, 22 maggio 2013