Minori indennità, più certezza di giudizio: sì al Jobs act alla tedesca
Michele Salvati e Marco Leonardi riflettono sulle prospettive del Jobs Act, che dovrebbe iniziare il suo iter alla Commissione Lavoro del Senato proprio in questi giorni. Al centro del dibattitto mediatico c', come sempre, l'articolo 18 che, tuttavia, risulta essere in linea con il modello tedesco a cui vorrebbe ispirarsi la riforma. Dove quindi ha pi senso agire per ridare ossigeno al nostro mondo del lavoro? | Michele Salvati e Marco Leonardi, Corriere della Sera, 7 settembre 2014
 
Modello spagnolo o modello tedesco: qual è il migliore?
Realizzata la prima parte con il decreto Poletti, ora il resto del Jobs Act in discussione in Commissione al Senato. Cosa conterr il pacchetto? Nella sua intervista al Sole 24 Ore, Renzi ha detto che sul lavoro il modello di riferimento sar quello tedesco e non quello spagnolo. Linkiesta ha cercato di capire meglio le peculiarit dei due sistemi, le potenzialit e i punti di deboli. | Linkiesta, 3 settembre 2014
 
Minijob e servizi allimpiego, il modello tedesco
La riforma del mercato del lavoro deve ispirarsi al modello tedesco. Cos ha detto il 1 settembre Matteo Renzi, allineandosi a molte autorevoli voci italiane ed europee. Per i non addetti ai lavori sorgono spontanee due domande: perch dobbiamo imitare proprio la Germania? E in che cosa, esattamente? Maurizio Ferrera analizza luci e ombre delle cosiddette riforme Hartz, che a partire dal 2003 hanno cambiato il volto del sistema del lavoro tedesco.
 
Come usare i fondi europei? Lesempio danese
Nel maggio scorso la Danimarca stato il primo dei 28 paesi UE a finalizzare laccordo di partenariato per lutilizzo dei fondi destinati alle politiche di coesione sociale. Il governo di di Copenaghen avr ora a disposizione 553 milioni di euro, provenienti dai Fondi strutturali e di investimento europei per gli anni 2014-2020, che saranno utilizzati per combattere la piaga della disoccupazione, supportare linnovazione tecnologica e lo sviluppo della cos detta low carbon economy o economia a bassa emissione di carbonio, sostenere listruzione e la formazione, promuovere limprenditorialit e combattere lesclusione sociale.
 
Missouri: dai diritti civili alle politiche sociali
In questi giorni gli Stati Uniti si interrogano sulle ragioni delle proteste che hanno seguito luccisione di Michael Brown, diciottenne afroamericano di Ferguson, Missouri. Molti osservatori hanno indicato come principale fattore che ha condotto allo scoppio delle guerriglie la mancata integrazione tra la comunit bianca e quella nera. Ma si tratta solo di una questione razziale? Quale ruolo possono assumere le politiche sociali nella prevenzione dei conflitti?
 
Aumentare loccupazione femminile non basta. Bisogna migliorarne le condizioni
I numeri sono noti: se il paese riuscisse a centrare gli obiettivi di Lisbona con unoccupazione femminile al 60%, il Pil aumenterebbe di 7 punti percentuali. Se ci certamente corretto, resta per necessario interrogarsi sulla qualit di quelloccupazione femminile che si vuole aumentare. Non basta creare lavoro dunque ma occorre offrire pari opportunit nella scelta dei percorsi lavorativi e uguaglianza nella retribuzione tra uomini e donne, nonch un costante impegno sul fronte culturale nella decostruzione dei ruoli tradizionali di genere.
 
Le buone regole per favorire le assunzioni
Si fa sempre pi acceso il dibattito sulla riforma del lavoro, in particolare sullarticolo 18. In attesa di valutazioni circostanziate della riforma Fornero, il governo pu per fare molte altre cose in tema di relazioni contrattuali, in primis la semplificazione del codice del lavoro e la sperimentazione di nuove forme di assunzione a tempo indeterminato ispirate alle pratiche virtuose di altri Paesi e rispettose delle norme protettive previste dalla Ue.
 
Il gambero delle pensioni
Il decreto 90 sulla pubblica amministrazione in fase di conversione in Parlamento. Maurizio Ferrera riflette sui possibili esiti di questa misura, lennesima sul fronte pensionistico, fronte dove spesso si opera con le modalit del gambero, cio tornando indietro rispetto al punto in cui si oggi. Se determinati aggiustamenti sono necessari al fine di correggere esiti sottovalutati, lassenza di una giusta base tecnica rischia infatti di compromettere efficacia finanziaria ed equit distributiva.
 
Le Baby Little Home del Trentino
Tra le strutture grandi e piccole che il Trentino mette a disposizione delle famiglie, le Baby Little Home (Blh) sono state concepite come nidi, o micro-case: gusci posizionati sul territorio allinterno dei quali possibile, per mamma e bambino, trovare un momento di pausa. Situate in parchi pubblici, piste ciclabili, percorsi montani, coste dei laghi e altri siti tradizionalmente poco dotati di facilities per le famiglie, le Blh rispondono allesigenza di allattare al seno in un luogo riparato, di scaldare il biberon o dare da mangiare al bambino, di cambiare pannolini in sicurezza e comodit.
 
Sanità lombarda: le prospettive innovative del secondo welfare
La Regione Lombardia ha scelto di mettere mano al proprio sistema sanitario: il primo passo stata la pubblicazione del Libro Bianco sullo sviluppo del sistema sociosanitario in Lombardia, dove sono contenute le principali direttrici verso cui si orienter la riforma. Salvatore Carubba, Presidente del Centro di Ricerca e Documentazione Luigi Einaudi, analizza i risultati ottenuti dal sistema sanitario regionale negli ultimi anni, sottolineando la positivit della strada intrapresa: espressione di sussidiariet che ha offerto, offre (e si spera offrir) prospettive interessanti per lo sviluppo del secondo welfare.
 
Ue: la lunga strada per la coesione
E stata pubblicata pochi giorni fa la Sesta relazione sulla coesione economica, sociale e territoriale della Commissione europea, che analizza lo stato della coesione dellUnione e mette in evidenza le sfide cui devono far fronte le autorit nazionali, regionali e locali per superare le difficolt poste dalla crisi economica e finanziaria. Sebbene la recente crisi economica abbia ampliato le disparit regionali in termini di crescita, i dati nazionali e le proiezioni indicano uninversione di tendenza grazie agli investimenti nell'ambito della politica di coesione pi mirati. La politica di coesione starebbe infatti attenuando la drastica riduzione degli investimenti pubblici, iniettando risorse finanziarie indispensabili in molti Stati membri e creando la stabilit necessaria ad attrarre gli investimenti privati.
 
Il Welfare delude gli italiani. Insoddisfatti della sanità
Gli italiani sono insoddisfatti dei servizi del welfare e sarebbero pronti a pagare di pi, pur di avere prestazioni migliori. Quel che preoccupa maggiormente il livello di soddisfazione per Pronto soccorso, medicina territoriale, pensioni, invalidit civile, segretariato sociale, servizi per l'infanzia e assistenza domiciliare. questo il risultato dell'indagine svolta dal Cnel e contenuta nella Relazione annuale al Parlamento e al Governo sui livelli e la qualit dei servizi erogati dalle Pubbliche amministrazioni, centrali e locali alle imprese e ai cittadini. | Il Messaggero, 25 luglio 2014
 
Dal centro alla periferia: a ogni stazione la vita media si accorcia
Il modo in cui la disuguaglianza sociale incide sullo stato di salute si pu misurare anche cos: prendete la metropolitana in una stazione centrale di qualsiasi citt e andate verso la periferia. Si calcolato che a ogni stazione la vita media della popolazione locale si accorcia di sei mesi, fino a un differenziale massimo (in Inghilterra come in Italia) di circa 7 anni. | Luca Carra, Corriere della Sera, 20 luglio 2014
 
La riforma del lavoro: tra rinvii e distrazioni
LItalia sta chiedendo pi flessibilit allEuropa sulle regole di bilancio e in cambio promette incisive riforme economiche. La partita delicata, ma non potr iniziare sul serio se il governo Renzi non d prima qualche segnale immediato. Il fronte su cui, giustamente, vi sono le maggiori aspettative il mercato del lavoro, che funziona malissimo e ostacola la crescita. Il Jobs Act stato presentato come un provvedimento capace di aggredire i problemi strutturali del nostro sistema occupazionale, inclusa la rigidit in uscita, ma Matteo Renzi riuscir a superare le resistenze del sindacato e di una parte del Pd?
 
Istat: in Italia 10 milioni di poveri
Nuovi preoccupanti dati sulla povert in Italia: nel 2013 le persone in povert relativa in Italia sono oltre milioni di persone, pari al 16,6% della popolazione. Lo comunica l'Istat sottolineando che fra questi le persone in povert assoluta sono 6.020.000, pari al 9,9 per cento. | Corriere della Sera, 14 luglio 2014
 
Cresce la povertà in Italia. Dati drammatici dal Mezzogiorno
LIstat ha reso note le ultime rilevazioni sui livelli di povert nel nostro Paese. Secondo i dati dellistituto di statistica, riferiti allanno 2013, rimane sostanzialmente stabile la povert relativa, mentre cresce in maniera preoccupante il livello di povert assoluta, soprattutto nelle regioni meridionali. Forse la crisi, come si inizia a sentire da pi parti, sta finendo per davvero, ma sicuramente gli effetti sociali che ha generato sono ancora lontatni dall'essere risolti, specialmente nelle regioni del Sud.
 
Dall'Europa un nuovo fondo per il lavoro
LUnione Europea ha predisposto la creazione con un budget proposto di 815 milioni di euro per gli anni 2014-2020 dellEaSI, il programma europeo per loccupazione e linnovazione sociale, che dovrebbe iniziare a operare nel gennaio 2014. Laccordo politico raggiunto dalle istituzioni europee per lo stanziamento del nuovo fondo EaSI costituisce un importante passo avanti nellimplementazione delle misure necessarie per il raggiungimento dei target di Europa 2020 in tutti gli Stati membri.
 
Lesplosione della spesa sanitaria nei prossimi 50 anni
A crescita invariata dei costi di produzione dei servizi sanitari (1,7% di crescita annua in media nei paesi Ocse), e con un costo del lavoro per unit di prodotto dellassistenza di lungo periodo in linea con la crescita della produttivit del settore, per il 2060 la spesa totale sanitaria, cos definita, crescer di 7,6 punti percentuali, raggiungendo il 14% del Pil. | Thomas Manfredi, Linkiesta, 3 luglio 2014
 
White Economy: una grande opportunità per l'Italia
Una ricerca di Welfare Italia nata da una collaborazione fra Censis e Unipol ha messo in luce il forte potenziale che la white economy oggi ha nel nostro Paese. Il comparto vale gi oggi il 6% della produzione totale e occupa 2,7 milioni di addetti. Ma i margini di crescita sono molto ampi, considerando linvecchiamento della popolazione. La promozione di un moderno mercato sociale, alimentato da risorse non pubbliche e aperto ad una molteplicit di soggetti profit e non profit, la strada per sfruttare appieno questo potenziale.
 
Se anche il Papa sostiene il secondo welfare
Il 5 luglio a Campobasso, presso lAula Magna dellUniversit del Molise, Papa Francesco ha incontrato numerosi esponenti del mondo del lavoro e dellindustria locale. Il Pontefice, dopo aver ascoltato le testimonianze di alcuni studenti e lavoratori locali, ha voluto indicare due elementi che potrebbero aiutare il nostro Paese ad uscire dalla crisi-che-non-passa: pi conciliazione famiglia-lavoro e lo sviluppo di progetti occupazionali che coinvolgano le diverse anime delle comunit locali. Anche il Pontefice guarda al secondo welfare come via privilegiata per affrontare il problemi sociali del presente?