Flessibilità nei contratti, ma garanzia ai giovani
Sappiamo che l’Italia dà il meglio di sé in prossimità di importanti scadenze: Expo 2015 è senz’altro una di queste. Si tratta di un evento che ci esporrà alla ribalta internazionale e che può diventare un vero e proprio volano di crescita. E’ dunque urgente creare le condizioni per sfruttare questa opportunità, soprattutto sul fronte dell’occupazione: la scadenza può essere occasione per affrontare congiuntamente tutte le sfide che contraddistinguono il nostro mercato del lavoro.
 
Disabilità e inclusione sociale: quali obiettivi?
Il sostegno alle disabilità in ambito economico, sociale e culturale costituisce uno dei presupposti per la realizzazione di uno Stato inclusivo e moderno. Per favorire adeguate riforme in questa direzione, lo scorso marzo l’Osservatorio Nazionale sulla condizione delle persone con disabilità ha presentato il primo Programma d'Azione Biennale per la promozione dei diritti e l’integrazione delle persone con disabilità, di cui si è discusso anche in occasione della IV Conferenza Nazionale sulle politiche della disabilità svoltasi a Bologna il 13 e 14 luglio.
 
Impiego, servizi da rifondare (e la lunga marcia dei privati)
Alla fin fine si tratta di rifondarli. I centri per l’impiego sono indubbiamente una pietra angolare di qualsiasi strategia per il lavoro e del resto il loro numero (529) e gli addetti che hanno alle dipendenze (6.600) lo testimoniano. Ma nella pratica di tutti i giorni i centri riescono a malapena a tener dietro agli adempimenti amministrativi e poco più. Da qui il dato sconfortante (anche se non nuovissimo): solo il 2,6% degli occupati ha trovato un posto grazie a loro.
 
In Grecia calo delle nascite del 10 percento dall'inizio della crisi
Uno studio del Centro nazionale di Salute pubblica rivela l'effetto della recessione sulla natalità. Aumentano anche i casi di bimbi nati morti.
 
Giovannini: su Expo 2015 ultimatum alle parti sociali
Come già sottolineato da Maurizio Ferrera, l'Expo 2015 di Milano rappresenta un crocevia importantissimo per il nostro Paese, anche dal punto di vista occupazionale e dei rapporti tra sindacati, imprese e istituzioni pubbliche. Secondo informazioni raccolte dal Sole 24 Ore, il ministro Giovannini parlando al tavolo delle parti sociali sui contratti per Expo ha chiarito come entro settembre occorrerà trovare un'intesa per quel che riguarda i contratti a termine flessibili pensati appositamente per l'evento. In caso contrario sarà l'esecutivo a intervenire in tal senso. | Il Sole 24 Ore, 16 luglio 2013
 
Flessibilità nei contratti, ma garanzia ai più giovani
Il cosiddetto "decreto del fare" ha generato reazioni diverse: mentre Confindustria vorrebbe si facesse di più, i sindacati si oppongono alla strada tracciata dall'esecutivo, e anche all'interno della maggioranza di governo le posizioni sono molto distanti. Per superare queste divisioni il governo dovrà andare oltre la sola mediazione tra le parti, e proporre soluzioni che escano dalla logica ormai logora "preacarietà-rigidità". Lo spiega Maurizio Ferrera su La Nuvola del Lavoro.
 
Asili nido: verso il flop dei voucher "Fornero"
La legge 92/2012 ha introdotto, in via sperimentale per il triennio 2013-2015, un contributo economico a vantaggio delle madri lavoratrici utilizzabile per pagare la baby sitter o la retta degli asili nido. L'aiuto, pari a un massimo di 300 euro al mese per non oltre un semestre, era stato accolto molto positivamente, ma le prospettive di chiusura dell'iniziativa paiono davvero poco incoraggianti. | Matteo Prioschi, Il Sole 24 Ore, 10 luglio 2013
 
Creare lavoro non solo difenderlo
Mario Calabresi, diretto de La Stampa, dedica un interessante editoriale al tema del lavoro, concentrandosi in particolare sull'emergenza della disoccupazione giovanile. "I giovani", secondo Calabresi, "sono quelli che più stanno pagando questa crisi, perché sono vittime non solo della mancanza di lavoro ma anche della chiusura del sistema a difesa dell’esistente". | Mario Calabresi, La Stampa, 8 luglio 2013
 
Il sistema pensionistico tra sostenibilità e invecchiamento: quale contributo dal secondo welfare?
Nell’ultimo decennio si è tentato di contrastare la crisi finanziaria del sistema previdenziale determinata da un metodo di calcolo delle prestazioni che, in passato, ha garantito benefici senza un’adeguata copertura finanziaria. Avere anticipato il passaggio al calcolo contributivo, eliminato le pensioni di anzianità e posticipato l’età di pensionamento ha contribuito a migliorare la situazione. Tuttavia, nonostante la Riforma Fornero, il sistema pensionistico non può ancora dirsi finanziariamente sostenibile. Che cosa fare allora?
 
Parigi, Londra, Stoccolma: se è la società a essere in crisi
Stoccolma, maggio 2013. Londra, agosto 2011. Prima ancora, Parigi, autunno 2005. Tre periodi diversi, tre Paesi diversi, tre modelli sociali diversi, ma la stessa dinamica: una persona, generalmente proveniente dallo stesso background dei “rivoltosi” viene uccisa durante uno scontro con la polizia, che agli occhi di questi ultimi incarna l’autorità, cioè lo Stato da cui essi si sentono socialmente esclusi, scatenando uno scontro. Ci sono tre elementi costanti a partire dai quali possiamo cercare di analizzare i fatti: il luogo, i sobborghi; il gruppo sociale, gli immigrati (o cittadini di origine immigrata); l’età, sotto i trent’anni, spesso molto meno. L’esplosione di un conflitto che nasce dalla crisi della coesione sociale e che può dare avvertimenti importanti anche per il nostro Paese, se non oggi, tra qualche anno.
 
Sanità: non-autosufficienza e possibili risposte
Stefano Cherti, Università degli Studi di Cassino, in un articolo pubblicato sul La Stampa ha sottolineato i gravi problemi legati alla non-autosufficienza che nei prossimi anni dovranno essere affrontati. In Italia, ma questa è e sarà una costante in tutti i Paesi industrializzati, le spese sanitarie e socio-sanitarie sono destinate ad aumentare come risultato delle interrelazioni tra fattori demografici, tecnologici, economici, e socioculturali. È per questo motivo che si è iniziato a guardare con grande interesse alla materia delle forme integrative di assistenza sanitaria e sociosanitaria, il cui sviluppo è considerato ormai da più parti come una tappa obbligata per favorire l’affermarsi del “secondo pilastro” del SSN.
 
Don Ciotti lancia da Torino la campagna contro le povertà
Il fondatore di Libera: "Il nostro Paese, tra le democrazie avanzate, è quella meno cresciuta sotto il profilo economico e di più sotto quello delle disuguaglianze sociali. La politica ha il compito di costruire l'eguaglianza
 
Letta presenta il decreto lavoro
Il governo ha presentato le misure contenute nel decreto lavoro. Il premier Enrico Letta ha spiegato come gli sgravi previsti , pari a 1.5 miliardi di euro, nei prossimi 18 mesi potranno permettere l'assunzione di oltre 200mila giovani. Dagli incentivi per giovani e meno giovani fino alla nuova social card, ci si chiede ora quale effetto potranno avere queste nuove misure, tanto nel lungo che nel breve periodo. | Corriere della Sera, 26 giugno 2013
 
Lavoro, politiche attive queste sconosciute
Un investimento massiccio in politiche passive e una scarsissima propensione ad investire sulle politiche attive e i servizi per il lavoro. Sono ancora e sempre le politiche attive a rappresentare l’anello debole del nostro mercato del lavoro: è quanto emerge dal rapporto pubblicato da Workmag. Al 2010, l’Italia ha speso circa 26 miliardi di euro per politiche del lavoro, dei quali 20 miliardi per politiche passive, 5 per politiche attive e solo 500 milioni per servizi. A ciò dobbiamo aggiungere un sistema di governance in materia di politiche del lavoro confuso, l’assenza di un meccanismo nazionale di premialità, una strumentazione di comunicazione e monitoraggio insufficiente. Una inadeguatezza tutta italiana, che rischia – se non si opera immediatamente un cambiamento di rotta – di compromettere definitivamente il nostro mercato del lavoro, a partire proprio dall’implementazione di quella Youth Guarantee tanto cara all’Europa.
 
Si può uscire dalla Grande Recessione?
Si può uscire dalla Grande Recessione? Come far ripartire insieme crescita e occupazione, soprattutto per i giovani? Enrico Letta sa bene che le risposte devono passare per Bruxelles. Per questo invitato a Roma i Ministri del Lavoro e dell’Economia di Spagna, Francia e Germania: una combinazione inedita, volta a creare un raccordo più diretto fra politiche economiche e politiche fiscali con un obiettivo ambizioso: aumentare fin da subito le risorse UE per immetterle nell'economia.
 
Un milione e mezzo di assunti, con una Iri delle eccellenze
Una tassa di solidarietà per il lavoro su patrimoni, ricchezze elevate o pensioni più alte. E' questa la via pensata da Vincenza Manes, presidente di KME da poco nominato Cavaliere del lavoro, per rilanciare il sistema occupazionale italiano e creare almeno un milione e mezzo di posti di lavoro. In un'intervista a tutto campo, concessa a Paolo Ermini del Corriere Fiorentino, Manes racconta come si può (ancora) cambiare l'Italia. | Paolo Ermini, Corriere Fiorentino, 13 giugno 2013
 
Isee: Letta porta avanti il progetto Monti
Allo studio del governo alcune misure che permetteranno di valutare meglio la ricchezza delle famiglie italiane. In particolare sarà portato avanti il progetto di Isee avviato dal govenro Monti, che prevederà controlli più rigorosi ma anche una maggiore flessibilità, permettendo di apportare cambiamenti non a cadenza annuale ma "in tempo reale". | Lorenzo Salvia, Corriere della Sera, 14 giugno 2013
 
Il lavoro? Servirebbe anche in carcere
Un rapporto stilato dal Consiglio d’Europa mette il nostro Paese al terzo posto per sovraffollamento delle carceri. Dopo Serbia e Grecia, siamo la nazione col peggior rapporto posti-detenuti: per ogni 100 posti in Italia ci sono infatti 147 carcerati, il 50% in più di quelli che potrebbero essere ospitati. Quali strade sono percorribili per risolvere questo grave problema? Una risposta interessante potrebbe venire dal lavoro all'interno dei penitenziari che, come mostrano alcune esperienze molto positive, permetterebbe si sfoltire la popolazione carceraria e migliorare la qualità della vita di chi vive dietro le sbarre.
 
Per creare lavoro si punti (davvero) sulla cultura tecnica
Puntare sulle scuole e sulle istituzioni formative capaci di stringere alleanze forti con le realtà produttive, coinvolgere i migliori esperti che si occupano di gestione e di sviluppo del personale nelle imprese, anticipare al 2013 le misure delle “Youth Garantee”. Queste le vie privilegiate per offrire tempestivamente ad ogni giovane che lascia la scuola o rimane senza lavoro un'opportunità concreta di formazione, tirocinio o apprendistato. | Elena Ugolini, Nuvola del Lavoro, 13 giugno 2013
 
Lezione tedesca sull'apprendistato
Nella sua intervista al Corriere della Sera Ursula Von Der Leyen, ministro del Lavoro tedesco, ha chiarito la posizione della Germani sul tema dell'occupazione giovanile: la via maestra deve essere l'apprendistato, fiancheggiato da efficaci servizi per l'impiego. Tuttavia, contrariamente ai Paesi germanici e scandinavi, l'Italia non ha una consolidata tradizione formativa e il nostro sistema educativo è debolissimo per quel che riguarda i percorsi misti scuola-azienda. Quali misure occorrerà dunque sviluppare per avvicinarci al modello tedesco?