In Olanda calerà il sipario sul Welfare State?
In Olanda calerà il sipario sul Welfare State? Così parrebbe rileggendo le parole che il re dei Paesi Bassi Guglielmo Alessandro ha pronunciato il 18 settembre davanti al Parlamento in occasione dell’approvazione del bilancio per il 2014. Il discorso del sovrano, come normale in tutte le monarchie costituzionali, ha espresso le posizioni del governo nazionale, che pare deciso a continuare la politica di austerity che anche il Paese degli Orange si trova ormai costretto a dover applicare con sempre maggior rigore.
 
Dall'Irs tre proposte per il nuovo welfare
Assegni alle famiglie con minori a carico, «dote di cura» agli over 65 e reddito di inserimento per i più di 3 milioni di cittadini sotto la soglia di povertà assoluta. Sono le tre linee di intervento tracciate dall'Irs, l'istituto per la ricerca sociale, nella sua riforma del sistema di spesa pubblica. Il modello è un «welfare dell'universalismo selettivo»: aperto a chiunque abbia diritto, con somme che crescono o decrescono in base alla fascia Isee.
 
Giovannini propone il Sostegno per l'Inclusione Attiva
Il 18 settembre il gruppo di studio del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali presieduto dal vice-ministro Maria Cecilia Guerra ha presentato in Senato le proprie proposte per sviluppare nuove misure di contrasto alla povertà. In tale occasione è stata avanzata la cosiddetta proposta SIA - Sostegno per l'inclusione attiva - ovvero forme di aiuto economico per coloro che si trovano in situazione di grave difficoltà che saranno erogate a condizione che i beneficiari stipulino con i servizi sociali locali un accordo che li vincoli ad attività che favoriscano la loro inclusione sociale.
 
Confartigianato: più welfare e no profit contro la crisi
Tre milioni di disoccupati, cinque milioni di persone in difficoltà. Sono gli effetti della crisi e della recessione sul mondo del lavoro in Italia rilevati da Confartigianato. Numeri che spingono gli italiani a reagire con strumenti nuovi ai danni economici e al disagio sociale, puntando anche sull'associazionismo e sul welfare "fai da te". In uno dei momenti più bui per l'economia del Paese, si scopre un'Italia solidale che si organizza per supplire alle carenze dei servizi pubblici e rispondere alle esigenze dei cittadini, testimoniando la capacità di molti connazionali di impegnarsi in prima persona al servizio della comunità. | La Repubblica, 18 settembre 2013
 
In arrivo il "sostegno per l'inclusione attiva" contro la povertà
Colmare una carenza nel sistema di protezione sociale italiano attraverso uno strumento universale di contrasto alla povertà: il sostegno per l'inclusione attiva (Sia). E' la proposta avanzata dal gruppo di studio creato dal Ministero del Lavoro per valtutare nuove misure di lotta alla povertà, che ha presentato oggi i risultati del proprio lavoro. Nel documento si sottolinea l'assenza nel nostro ordinamento, a differenza che nella quasi totalità dei paesi europei, di un istituto nazionale di sostegno per tutte le persone in difficoltà economica, e la conseguente possibilità di istituirne uno. | Giorgio Pogliotti, Il Sol 24 Ore, 18 settembre 2013
 
Formazione professionale, quali opportunità?
Segnaliamo tre articoli sulla formazione professionale usciti oggi su alcuni quotidiani. Sul Sole 24 Ore Enzo De Fusco fa il punto sulla gestione della formazione degli apprendisti in azienda, mentre su Il Sussidiario Maurzo Zuccari e Paolo Ravazzano analizzano problematiche e sfide cui dovrà far fronte il nostro sistema scolastico.
 
Giovani e no: è possibile un equilibrio tra generazioni?
Giovani contro anziani, un problema molto italiano – ma non solo – su cui è stato detto e scritto di tutto, fatto molto poco. Ma aldilà dei luoghi comuni e delle polemiche che spesso accompagnano il dibattito, quali sono queste diseguaglianze? E’ importante capirlo, perché ritrovare l’equilibrio e la coesione tra generazioni è una delle vie dirette per creare delle società solide e sostenibili, oltre che un aiuto per recuperare risorse e superare la fase nera della crisi economica.
 
"Morire di non lavoro" nell'epoca della grande crisi
Su La Nuvola Del Lavoro la recensione del libro "Morire di non lavoro", indagine della giornalista italo-spagnola Elena Marisol Brandolini sulle conseguenze della perdita di lavoro nel tempo della grande crisi. Tanti problemi ma anche qualche spiraglio di luce. | Silvia Pagliuca, La Nuvola del Lavoro, 16 settembre 2013
 
Single Market Month: le tue idee possono cambiare l’Europa!
Comincerà il 23 settembre, e terminerà il 23 ottobre, il “Single Market Month” – il mese che l’Unione Europea dedica al mercato unico. Scopo dell’iniziativa è quello di connettere cittadini, aziende, organizzazioni e policy makers per favorire lo scambio di idee che possano consolidare il mercato unico europeo. Quattro i temi che verranno trattati: lavoro, diritti sociali, e-commerce e banche.
 
Carrozza: "così cambierò la scuola"
Stage prematurità pagati in egual misura da Stato e privati, maggiore compenetrazione tra scuole e mondo del lavoro, l'introduzione di un "welfare scolastico" che sostenga gli studenti nell'acquisto di libri e trasporti. I ministro dell'istruzione Maria Chiara Carrozza in un'intervista rilasciata a Repubblica parla della scuola italiano a 360 gradi. | Corrado Zunino, La Repubblica, 7 settembre 2013
 
"Serve un nuovo welfare, lo Stato dia vita ai distretti familiari"
Nel corso di un convegno organizzato a Senigallia Stefano Zamagni ha lanciato una proposta al governo per fronteggiare la crisi «A costo zero per lo Stato è possibile introdurre il distretto famigliare che consente la sussidiarietà circolare, ossia l’interazione nella progettazione dei servizi, istituire il marchio famiglia e aprire al crowdfunding» | Il Tempo, 7 settembre 2013
 
Grasso: necessari programmi di inserimento lavorativo per i detenuti
L'amnistia ha un senso "solo se inserita in una riforma" piu' ampia "che dia dignità" ai carcerati. Lo ha affermato il presidente del Senato Pietro Grasso, che ha anche sottolineato come sia necessario studiare dei programmi di inserimento lavorativo dei detenuti "dentro e fuori le carceri" perche' "il detenuto che lavora ha meno possibilita' di tornare a commettere reati".
 
Viene prima la crescita economica o il welfare?
Viene prima la crescita economica o il welfare? Riconosciuto che tra welfare e crescita vi è una forte correlazione, cosa può dirsi del nesso causale: è la crescita causa del welfare oppure è vero il viceversa? Per dirla in altro modo, la spesa per il welfare va considerata consumo sociale oppure investimento sociale? Paolo Venturi, direttore di AICCON - Centro Studi promosso dall’Università di Bologna insieme a Organizzazioni del Terzo Settore e al movimento cooperativo - affronta la questione su Vita. | Paolo Venturi, Vita, 3 settembre 2013
 
«Ora svolta su lavoro e povertà» Parla il ministro Giovannini
In un'intervista concessa a l'Unità il Ministro Giovannini afferma: «La legge di Stabilità sarà un passaggio di svolta per il governo. Interverremo sul cuneo fiscale, ma non possiamo “sbagliare il colpo” e quindi studieremo con il ministro Saccomanni quale sia la soluzione migliore per ottenere il massimo in termini di crescita. Non possiamo guardare solo ai miliardi spesi, utilizzandoli in modo poco incisivo» | Massimo Franchi, L'Unità, 2 settembre 2013
 
Crepe nel welfare scandinavo, Danimarca e Finlandia costrette a tagliare
La coda lunga della crisi colpisce anche il Nord Europa e presto ad andarci di mezzo potrebbe essere il tanto decantato sistema di welfare dei Paesi scandinavi. L’allarme arriva da Copenhagen, dove il ministro delle finanze in un’intervista ha affermato che il Paese non può più permettersi i tanti diritti a cui i danesi sono stati abituati fin da bambini. “Bisogna scegliere”, dice il ministro danese, privilegiando alcuni servizi rispetto ad altri.
 
Giovannini: «Acconto sulla pensione per chi perde il lavoro»
In tema di pensioni il ministro del Lavoro Giovannini è prudente in vista di un autunno di fuoco sul fronte del lavoro, ma in un'intervista al Sole 24 Ore fa chiarezza sulle cifre: «Un intervento sui soli assegni d'oro non consentirebbe un riequilibrio a favore dei pensionati più poveri. Diverso se sul piatto ci fossero anche le pensioni d'argento». Tuttavia non rinuncia a una proposta fuori dagli schemi: chi è a due-tre anni dal pensionamento e lascia il lavoro potrebbe ricevere un sostegno economico, che poi dovrà ripagare negli anni successivi: una sorta di prestito. | Fabio Carducci, Il Sole 24 Ore, 28 agosto 2013
 
Cresce la povertà sanitaria in Italia: +97% in 7 anni
Il dossier realizzato da Banco farmaceutico e Caritas Italiana: in aumento i cittadini che hanno difficoltà ad acquistare i medicinali. Boom di richiesta di farmaci al centro Italia: +476%. Gradnik: “Sì alla legge sulla donazione da parte delle aziende farmaceutiche” | Redattore Sociale, 22 agosto 2013
 
Giovani e lavoro: finalmente le azioni
Il 7 agosto la Camera ha finalmente approvato il disegno di legge di conversione del decreto-legge contenente le misure urgenti per la promozione dell'occupazione, in particolare quella giovanile, e della coesione sociale. Gli obiettivi? L’aumento delle assunzioni a tempo indeterminato, una maggiore diffusione degli strumenti rivolti ai giovani come l’apprendistato e i tirocini formativi, il miglioramento del funzionamento del mercato del lavoro e del sistema di tutele per i lavoratori, e l’inclusione sociale e lavorativa delle categorie deboli, tra cui i disabili. Il tutto, con particolare attenzione alla situazione del Mezzogiorno.
 
Recensione: come coniugare mercato e welfare?
Può esistere il mercato nel welfare? Possiamo definirlo buono o cattivo? Il libro di Jane Gingrich "Making Markets in the Welfare State: The Politics of Varying Market Reforms" affronta proprio uno degli interrogativi più attuali e controversi del dibattito sul welfare state: l’ingresso dei privati come fornitori di servizi di welfare.
 
Una nuova agenda D
Alti tassi di inattività, bassa fertilità, povertà fra i minori ai massimi della classifica europea: questo circolo vizioso affligge da almeno due decenni il nostro Paese. Si tratta di una vera e propria trappola dalla quale è urgente uscire per imboccare il cammino di una crescita non solo women-friendly, favorevole alle donne, ma anche capace di valorizzare e far leva su competenze e talenti oggi trascurati e discriminati. In Italia, infatti, non è ancora stata vinta la battaglia della persuasione sul Fattore D (il lavoro femminile e il suo potenziale di crescita) nei confronti dell’opinione pubblica e di tutti i policy maker, compresi quelli più distratti e lontani dal tema. Cosa è possibile fare in questo senso?