Non c'è ripresa senza lavoro
L'economia europea registra timidi segnali di ripresa e, secondo l'Istat, ciò vale anche per l'Italia. Ripartiranno anche le assunzioni? Tutti ce lo auguriamo, ma non è scontato che sia così. Negli anni Novanta, l'Europa soffrì a lungo di una brutta malattia, la cosiddetta jobless growth: crescita senza occupazione. Dobbiamo evitare che succeda di nuovo, soprattutto nel nostro Paese, anello debole della zona euro. Maurizio Ferrera riflette sul tema del lavoro e sulle misure che il governo ha preso e prenderà in merito.
 
Dopo un anno il governo ritorna sul Piano Famiglia
Proprio in questi giorni il dipartimento per le Politiche della Famiglia da una parte e la presidenza del Consiglio dei Ministri dall’altra hanno avviato una serie di incontri con l’obiettivo di definire le priorità su cui impostare l’azione di governo in tema di conciliazione famiglia-lavoro. | Camilla Gaiaschi, La Ventisettesma Ora, 1 agosto 2013
 
La larga intesa tedesca per le donne. Un esempio che è possibile seguire
Il posto garantito al nido è da tempo una realtà nell’area nordica. La Germania è il primo Paese continentale ad approdare a questa meta, a partire dal primo agosto 2013. Si tratta di un encomiabile successo di Ursula Von der Leyden, ministra del Lavoro (Cdu) del governo Merkel. Ma il successo è stato possibile grazie a una felice combinazione di condizioni, sulle quali è opportuno riflettere.
 
Il diritto dei bimbi all'asilo. Un posto per ogni nato
Il diritto a un posto in asilo per ogni bambino che vive in Germania. Parte domani, 1° agosto, non senza incertezze e guerre di cifre, una delle più importanti riforme sociali del governo Merkel.
 
La disoccupazione resta oltre il 12%. Sono senza lavoro 642mila ragazzi
Il tasso dei disoccupati resta oltre il 12% per il terzo mese consecutivo: è in calo rispetto a maggio, ma sale su base annua. Il tasso di occupazione, al 55,8%, è ai minimi dalla metà del 2000. In Germania disoccupazione ai minimi.
 
L'occupazione giovanile passa dalla formazione
L’Unione europea, attraverso il programma Youth Graduatee, che prevede lo stanziamento di oltre un miliardo di euro tra il 2014 e il 2015 per favorire la collocazione al lavoro dei giovani sotto i 24 anni (entro quattro mesi), ha individuato come strumento principe per contrastare la disoccupazione: la qualificazione (o ri-qualificazione) professionale attraverso l’attivazione di corsi specifici. | Avvenire, 30 luglio 2013
 
Reddito d'inclusione sociale: il Patto aperto delle ACLI
Mercoledì 24 luglio le ACLI, in collaborazione con la Caritas italiana, hanno presentato la proposta per un “Patto aperto contro la povertà” fondato sulla collaborazione tra attori pubblici e Terzo Settore. Un'altra proposta per colmare quella lacuna che caratterizza il nostro Paese in materia di povertà ed esclusione sociale.
 
Reddito di inserimento: la nuova frontiera del welfare
Il progetto “Reis” (Reddito di Inclusione Sociale), presentato dalle Acli, costituisce un’interessante proposta per costruire anche nel nostro Paese – i cui livelli di povertà sono tra i più alti in Europa - un moderno sistema di sicurezza sociale. Un sistema non più riservato ai soli insiders, ma in grado di promuovere l'inserimento sociale degli esclusi. Maurizo Ferrera ci spiega perché.
 
Ecco l’asilo autogestito (perché non ci sono più posti al nido)
Non ci sono più posti al nido? Trova altri genitori nella tua situazione e lancia un progetto di cura autogestito: è l’idea di due trentenni di Milano, Maddalena Fragnito (artista) ed Emanuela Leva (educatrice). Si fa di necessità virtù, e in tempi certamente non facili questa iniziativa rappresenta un esperienza interessante, che non solo va a colmare le mancate responsabilità del pubblico, mantenendo i costi accessibili per gli utenti, ma rappresenta un'occasione di innovazione progettuale oltre che di formazione di posti di lavoro, in un'ottica di secondo welfare. | Camilla Gaiaschi, La Nuvola del Lavoro, 29 luglio 2013
 
Il mercato del lavoro meridionale attraverso i nuovi indicatori Eurostat
Il mercato del lavoro viene tradizionalmente analizzato attraverso tre indicatori: occupazione, disoccupazione e inattività. La complessità dell'attuale contesto socio-economico, tuttavia, ha spinto Eurostat ad elaborare nuovi indicatori. A partire da questi indicatori è stato realizzato uno studio sul caso italiano da cui sono emersi risultati interessanti circa le forze di lavoro potenziali, soprattutto per quanto riguarda il Meridione.
 
Perché lo Stato uccide la scuola che trova lavoro ai giovani?
Ormai da tempo, grazie agli interventi di programmazione a carico delle Regioni, i corsi di istruzione e formazione professionale regionali in alcuni territori hanno affiancato i percorsi di istruzione professionale statali. E il confronto dopo cinque anni è decisamente a favore delle scelte regionali. Tuttavia nel “decreto del fare”, nonostante un punto specifico che punta a rilanciare l’istruzione professionale statale di tre e cinque anni, per le Regioni virtuose è prevista una diminuzione delle risorse per percorsi di istruzione e formazione. | Massimo Ferlini, Il Sussidiario, 26 luglio 2013
 
La Svezia può ancora servirci da modello?
La Svezia è ritenuta il Paese democratico per eccellenza, dove tutto funziona, dove la burocrazia è snella e veloce, dove la disoccupazione non è un problema rilevante, dove il sistema di welfare sociale ha creato un efficace meccanismo di assistenza ai cittadini, dove l’integrazione delle persone di origine straniera è data per scontata e dove la parità dei sessi ha raggiunto il livello massimo al mondo. Ma siamo sicuri che oggi sia ancora così? Marco Buemi, esperto sui diritti umani e pari opportunità della Presidenza del Consiglio dei Ministri, racconta luci e ombre della Svezia, Paese dove ha studiato e lavorato per molti anni. | Marco Buemi, La Ventisettesima Ora, 24 luglio 2013
 
Un fondo comune per l'equità previdenziale
Giuliano Amato sul Sole 24 Ore avanza una proposta per contrastare la strutturale inadeguatezza dei trattamenti pensionistici più bassi: organizzare diversamente l'intero monte contributi destinando una quota di quelli versati da ciascuno – una quota che può essere crescente al crescere del reddito – ad un fondo comune per l'equità previdenziale. | Giuliano Amato, Il Sole 24 Ore, 21 luglio 2013
 
Raggiunto accordo sui contratti flessibili per Expo
Maggiore flessibilità nel lavoro e un modello che potrebbe essere siglato in ambito nazionale per i Grandi eventi. È il senso dell’accordo firmato tra Expo 2015 Spa e i sindacati confederali, oltre ai rappresentanti di categoria, per disciplinare le modalità di assunzione e impiego del personale in vista dell’esposizione universale di Milano. Soddisfatto il premier Letta che ha sottolineato come l'Expo sia "un laboratorio per il Paese e un volano per l’economia" e come l'intesa firmata oggi possa possa diventare un modello a livello nazionale.
 
Welfare all’Italiana: un prezzo troppo alto pagato al passato
Emanuele Ferragina sul Fatto Quotidiano spiega perchè, a suo modo di vedere, per contrastare le problematiche del nostro welfare state occorra sviluppare un doppio processo redistributivo che comporti, da un lato, l’innalzamento della tassazione sul patrimonio e la riduzione del cuneo fiscale sul lavoro, dall'altro la riduzione della spesa pensionistica a vantaggio delle politiche per il lavoro. | Emanuele Ferragina, Il Fatto Quotidiano, 22 luglio 2013
 
Flessibilità nei contratti, ma garanzia ai giovani
Sappiamo che l’Italia dà il meglio di sé in prossimità di importanti scadenze: Expo 2015 è senz’altro una di queste. Si tratta di un evento che ci esporrà alla ribalta internazionale e che può diventare un vero e proprio volano di crescita. E’ dunque urgente creare le condizioni per sfruttare questa opportunità, soprattutto sul fronte dell’occupazione: la scadenza può essere occasione per affrontare congiuntamente tutte le sfide che contraddistinguono il nostro mercato del lavoro.
 
Disabilità e inclusione sociale: quali obiettivi?
Il sostegno alle disabilità in ambito economico, sociale e culturale costituisce uno dei presupposti per la realizzazione di uno Stato inclusivo e moderno. Per favorire adeguate riforme in questa direzione, lo scorso marzo l’Osservatorio Nazionale sulla condizione delle persone con disabilità ha presentato il primo Programma d'Azione Biennale per la promozione dei diritti e l’integrazione delle persone con disabilità, di cui si è discusso anche in occasione della IV Conferenza Nazionale sulle politiche della disabilità svoltasi a Bologna il 13 e 14 luglio.
 
Impiego, servizi da rifondare (e la lunga marcia dei privati)
Alla fin fine si tratta di rifondarli. I centri per l’impiego sono indubbiamente una pietra angolare di qualsiasi strategia per il lavoro e del resto il loro numero (529) e gli addetti che hanno alle dipendenze (6.600) lo testimoniano. Ma nella pratica di tutti i giorni i centri riescono a malapena a tener dietro agli adempimenti amministrativi e poco più. Da qui il dato sconfortante (anche se non nuovissimo): solo il 2,6% degli occupati ha trovato un posto grazie a loro.
 
In Grecia calo delle nascite del 10 percento dall'inizio della crisi
Uno studio del Centro nazionale di Salute pubblica rivela l'effetto della recessione sulla natalità. Aumentano anche i casi di bimbi nati morti.
 
Giovannini: su Expo 2015 ultimatum alle parti sociali
Come già sottolineato da Maurizio Ferrera, l'Expo 2015 di Milano rappresenta un crocevia importantissimo per il nostro Paese, anche dal punto di vista occupazionale e dei rapporti tra sindacati, imprese e istituzioni pubbliche. Secondo informazioni raccolte dal Sole 24 Ore, il ministro Giovannini parlando al tavolo delle parti sociali sui contratti per Expo ha chiarito come entro settembre occorrerà trovare un'intesa per quel che riguarda i contratti a termine flessibili pensati appositamente per l'evento. In caso contrario sarà l'esecutivo a intervenire in tal senso. | Il Sole 24 Ore, 16 luglio 2013