Full social jacket, il welfare europeo raccontato dai cittadini
Nell'Unione europea il welfare, a causa delle riforme strutturali che ogni Stato membro ha posto in atto per difendersi dalla crisi, sta progressivamente cambiando volto. Tuttavia i cittadini spesso non conoscono gli effetti reali di questi provvedimenti sino a quando non vi si imbattono in prima persona. Full social jacket è un webdocumentario curato dal Servizio pubblico federale belga per la sicurezza sociale (Fps) che ha provato a far luce sulle conseguenze sviluppatesi con queste nuove misure. | Antonietta Demurtas, Lettera 43, 9 febbraio 2014
 
La dittatura dei mandarini
In attesa di sapere cosa conterrà il famoso Jobs Act, in materia di occupazione imperversano le brutte abitudini: leggine, rinvii, catene interminabili di provvedimenti attuativi. Pochi giorni fa, ad esempio, è entrato in vigore un decreto ministeriale che definisce gli stanziamenti per gli sgravi contributivi «sperimentali» introdotti per il 2010. Più di tre anni fa. Nell’era della globalizzazione i mandarini della burocrazia costruiscono ancora labirinti di norme che ingabbiano lavoratori e imprese.
 
In Parlamento sbarca lo smart-work
Il 30 gennaio è stata depositata in Parlamento la proposta di legge sullo smart-work, sorta di telelavoro snello, firmata non a caso da tre donne (Alessia Mosca del Pd, Irene Tinagli di Scelta Civica e Barbara Saltamartini del Nuovo Centrodestra): al di là dei partiti, la volontà comune di ottenere un maggior benessere per tutti. Intanto il Comune di Milano fa la conta delle aziende che hanno aderito alla ‘giornata del lavoro agile’ indetta per giovedì 6 febbraio: sono sessanta, con incredibile boom nelle ultime 24 ore, di tutti i settori e di tutte le dimensioni.
 
Giovani in lotta con la sfiducia
I giovani italiani desiderano costruirsi una famiglia e nonostante i bassi tassi di occupazione e il deterioramento delle offerte di lavoro, non sono rassegnati ma cercano di reagire come possono. In particolare gli oltre due milioni di ragazzi sotto i 30 anni caduti nel limbo dei Neet. che non studiano e non lavorano, tentano in ogni modo di evitare le sabbie mobili della sfiducia e dello scoraggiamento. A tratteggiare la fotografia delle nuove generazioni è "La condizione giovanile in Italia – Rapporto Giovani 2013", pubblicato a partire dai risultati della ricerca avviata nel 2012 dall'Istituto Giuseppe Toniolo con la collaborazione dell'Università Cattolica e il sostegno di Fondazione Cariplo e Intesa Sanpaolo, su un campione iniziale di 9mila persone tra i 18 e i 29 anni. | Francesca Barbieri, Il Sole 24 Ore, 3 febbraio 2013
 
Il progetto ImPRovE
Dopo l'articolo dedicato al progetto COPE continuano i nostri approfondimenti sulle iniziative di ricerca finanziate dal 7° Programma Quadro dell'UE e orientate a comprendere come meglio contrastare l'esclusione sociale in Europa. In quest'ottica Tatiana Saruis, ricercatrice dell'Università di Urbino, ci racconta lo sviluppo del progetto ImPRovE, che coinvolge dieci centri di ricerca presenti in diversi Paesi europei.
 
Big Business Joins Obama Effort to Aid Long-Term Unemployed
Il Presidente Obama ha convinto alcune delle più grandi imprese del Paese (tra cui Walmart, Apple, General Motors e Ford) – per un totale di circa 300 - a cambiare le modalità di assunzione in modo tale da evitare discriminazioni nei confronti dei disoccupati di lunga durata, che negli Stati Uniti ammontano a quasi 4 milioni. Mentre il numero di disoccupati di breve durata è rientrato nei parametri normali, quello dei disoccupati di lunga durata rimane invece particolarmente alto.
 
Obama vuole cambiare il welfare americano ma...
Sono stati numerosi i temi sociali toccati da Barack Obama nel discorso sullo Stato dell’Unione pronunciato la notte scorsa davanti al Congresso riunito in sessione plenaria. Il Presidente ha avanzato alcune proposte che stanno già generando grandi aspettative, ma che comportano anche diverse incognite. Obama dovrà infatti fare i conti con un Congresso dove i Repubblicani mantengono ancora la maggioranza della Camera dei rappresentanti, che difficilmente lo sosterrà nell’applicazione di queste nuove misure.
 
Obama: "Il 2014 sarà un anno d’azione"
Nel discorso sullo Stato dell'Unione Barack Obama ha affrontato numerosi temi legati alle politiche sociale. Il Presidente ha detto di considerare il 2014 "l’anno della svolta" reclamando riforme di ampio respiro: dalla legge sull’immigrazione fino alla creazione di un fondo pensioni sostenuto dal governo, fino alla nuova legge sul lavoro che prevede l’aumento del salario minimo, un argomento più che mai urgente in un Paese in cui quello dei working poor sta diventando un problema sempre più pressante
 
I bilanci delle famiglie italiane
E’ stata pubblicata in questi giorni l’indagine campionaria della Banca d’Italia “I bilanci delle famiglie italiane nell’anno 2012”. Se l’impoverimento generale è un dato negativo ma non inaspettato in una fase di recessione, ciò che invece appare più grave è l’aumento delle diseguaglianze: il 10 % delle famiglie più ricche possiede il 46,6 % della ricchezza netta familiare totale. Più penalizzate le nuove generazioni, colpite da un drastico calo del reddito medio e da un forte aumento del rischio povertà.
 
Due o tre cose a proposito del Jobs Act
Il Jobs Act annunciato da Matteo Renzi ha avuto, almeno in termini quantitativi, un’ottima accoglienza da parte dei media e molti politici e commentatori si sono improvvisati giuristi o economisti del lavoro per poterlo commentare. Ora però secondo Dario Di Vico siamo arrivati alla fase più delicata_ dagli annunci bisogna passare ad un vero testo programmatico che magari raccolga i contributi più incisivi e critici che sono stati già formulati. | Dario Di Vico, La Nuvola del Lavoro, 24 gennaio 2014
 
George Soros funds 'solidarity centres' to help Greeks hit by economic crisis
George Soros fonda i “centri di solidarietà”, che forniranno assistenza sanitaria e legale alla popolazione greca colpita dalla crisi.
 
Gb: Bruxelles valuterà limitazioni a welfare per migranti UE
"Una volta che il governo britannico avrà ben chiarito i cambiamenti che intende introdurre, l'UE assicurerà che siano pienamente compatibili con la normativa Ue sulla libera circolazione", così un portavoce della Commissione sulle misure restrittive annunciate oggi a Londra riguardo all'accesso al sistema di welfare per migranti provenienti da altri Stati membri. | Ansa, 20 gennaio 2014
 
Italia: sei milioni senza lavoro
Pochi giorni fa l’Eurostat ha pubblicato nuovi dati relativi alla situazione occupazionale nei 28 Paesi dell’Unione. In base a queste rilevazioni il tasso di disoccupazione nel nostro Paese supererebbe di un punto abbondante la media UE, e già questo basterebbe per non stare tranquilli, ma i dati che fanno veramente tremare i polsi sono quelli relativi alla fascia di popolazione che, pur desiderando di lavorare, non possiede né è in cerca di un impiego.
 
Germania, dove il precario è flessibile e 9 su 10 sono “felici del loro lavoro”
Nove tedeschi su dieci sono soddisfatti del lavoro che fanno. Il dato emerge da uno studio della fondazione Bertelsmann anticipato dal quotidiano Welt, che rivela anche molti dettagli interessanti sullo sviluppo del mercato del lavoro negli ultimi dieci anni, considerati un decennio di vero e proprio “miracolo” dell’occupazione in Germania. Il boom che ha fatto precipitare, nonostante la crisi, i disoccupati da cinque milioni a meno di tre, è dovuto all’incremento esponenziale dei lavori flessibili. | Tonia Mastrobuoni, La Stampa, 20 gennaio 2014
 
Chiara Saraceno: SIA, l'ennesima occasione mancata
Chiara Saraceno ci parla del SIA, di quel che voleva e poteva essere. Sono passati quattro mesi dalla presentazione della proposta del Sostegno per l'inclusione attiva (SIA) elaborata da un gruppo di esperti presso il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali. Dello schema di reddito minimo di cui si parlava nel documento originale poco o nulla è rimasto dopo il vaglio della legge di Stabilità. In un paese dove il numero di poveri (assoluti) è raddoppiato negli ultimi cinque anni, salendo a quasi 5 milioni, il nostro sistema di welfare sembra rimanere ancora una volta zoppo e gran parte degli esclusi restano tali: non si delinea una concreta possibilità di inclusione per tutti coloro che sono stati tagliati fuori dalla crisi e non hanno i mezzi per farcela da sé.
 
Stage, perché non funzionano in Italia: solo il 6% di chance in più di essere assunti
Niente stage, niente lavoro? Dipende: in Italia, anche con uno o più tirocini in curriculum, la probabilità di assunzione si "alza" di appena il 6%. Meno della metà rispetto alla Spagna (14%), un sesto esatto della percentuale registrata in Francia (36%). Il rapporto McKinsey "Education to Employment" 2013, redatto con più di 8mila interviste tra giovani, istituzioni e datori di lavoro di paesi Ue, ribadisce il blocco italiano nell'inserimento professionale degli under 30. Con la conclusione che «internship, in Italia, non forniscono ai candidati le abilità (e il lavoro) richiesti».
 
Youth Guarantee: la lezione francese
Dal primo gennaio ha preso formalmente avvio il programma UE “garanzia giovani”, volto a promuovere l’inserimento occupazionale dei circa 6 milioni di disoccupati europei sotto i 25 anni. Molti governi hanno già presentato alla Commissione i propri Piani di attuazione, indispensabili per accedere al co-finanziamento UE. L'Italia ha messo in cantiere un piano ambizioso, ma potrebbe essere utile guardare anche a quanto stanno facendo altri Paesi, come Francia e Inghilterra, che hanno scelto approcci diversi ma egualmente interessanti.
 
Non tradite quei ragazzi
Beppe Severgnini sulle pagine del Corriere della Sera parla della necessità di sbloccare il mercato del lavoro nel nostro Paese. Nonostante le promesse che arrivano da più parti, infatti, il 41% di disoccupazione giovanile ha smesso d’essere una preoccupazione ed è diventata, scrive il giornalista "una bomba sociale a orologeria". Come e dove è dunque possibile agire per affrontare il tema? | Beppe Severgnini, Corriere della Sera, 7 gennaio 2014
 
Renzi e la lezione inglese sul lavoro
Il Job Act rappresenta il primo importante banco di prova per Matteo Renzi: attraverso di esso ci si potrà infatti fare un’idea più precisa del «riformismo» renziano sia nei metodi sia nei contenuti. Data la drammatica situazione economica partire dal tema dell’occupazione appariva quasi obbligato, ma fare proposte ambiziose, originali e insieme dotate di un certo grado di praticabilità politica non è certo facile. Segnaliamo l'articolo che Marurizio Ferrera ha pubblicato in tempi non sospetti sul Corriere della Sera indicando la prospettiva che dovrebbe assumere la proposta renziana sul lavoro. | Maurizio Ferrera, Corriere della Sera, 21 dicembre 2013
 
Jobs Act: ecco la proposta (aperta) di Renzi
Matteo Renzi nella giornata di ieri ha presentato le linee guida del cosiddetto Jobs Act, il documento che, nelle intenzioni del neosegretario, andrà a rappresentare le posizioni del Partito Democratico sul delicato tema del lavoro. Attraverso tale documento, i cui contenuti saranno delineati più chiaramente nel corso della prossima riunione della segreteria PD (16 gennaio), saranno indicati infatti i punti prioritari su cui secondo il partito occorrerà intervenire nei mesi a venire per affrontare i problemi occupazionali del Paese. Qui il testo integrale pubblicato da Renzi sul suo sito.