Ecco l’asilo autogestito (perché non ci sono più posti al nido)
Non ci sono più posti al nido? Trova altri genitori nella tua situazione e lancia un progetto di cura autogestito: è l’idea di due trentenni di Milano, Maddalena Fragnito (artista) ed Emanuela Leva (educatrice). Si fa di necessità virtù, e in tempi certamente non facili questa iniziativa rappresenta un esperienza interessante, che non solo va a colmare le mancate responsabilità del pubblico, mantenendo i costi accessibili per gli utenti, ma rappresenta un'occasione di innovazione progettuale oltre che di formazione di posti di lavoro, in un'ottica di secondo welfare. | Camilla Gaiaschi, La Nuvola del Lavoro, 29 luglio 2013
 
Il mercato del lavoro meridionale attraverso i nuovi indicatori Eurostat
Il mercato del lavoro viene tradizionalmente analizzato attraverso tre indicatori: occupazione, disoccupazione e inattività. La complessità dell'attuale contesto socio-economico, tuttavia, ha spinto Eurostat ad elaborare nuovi indicatori. A partire da questi indicatori è stato realizzato uno studio sul caso italiano da cui sono emersi risultati interessanti circa le forze di lavoro potenziali, soprattutto per quanto riguarda il Meridione.
 
Perché lo Stato uccide la scuola che trova lavoro ai giovani?
Ormai da tempo, grazie agli interventi di programmazione a carico delle Regioni, i corsi di istruzione e formazione professionale regionali in alcuni territori hanno affiancato i percorsi di istruzione professionale statali. E il confronto dopo cinque anni è decisamente a favore delle scelte regionali. Tuttavia nel “decreto del fare”, nonostante un punto specifico che punta a rilanciare l’istruzione professionale statale di tre e cinque anni, per le Regioni virtuose è prevista una diminuzione delle risorse per percorsi di istruzione e formazione. | Massimo Ferlini, Il Sussidiario, 26 luglio 2013
 
La Svezia può ancora servirci da modello?
La Svezia è ritenuta il Paese democratico per eccellenza, dove tutto funziona, dove la burocrazia è snella e veloce, dove la disoccupazione non è un problema rilevante, dove il sistema di welfare sociale ha creato un efficace meccanismo di assistenza ai cittadini, dove l’integrazione delle persone di origine straniera è data per scontata e dove la parità dei sessi ha raggiunto il livello massimo al mondo. Ma siamo sicuri che oggi sia ancora così? Marco Buemi, esperto sui diritti umani e pari opportunità della Presidenza del Consiglio dei Ministri, racconta luci e ombre della Svezia, Paese dove ha studiato e lavorato per molti anni. | Marco Buemi, La Ventisettesima Ora, 24 luglio 2013
 
Un fondo comune per l'equità previdenziale
Giuliano Amato sul Sole 24 Ore avanza una proposta per contrastare la strutturale inadeguatezza dei trattamenti pensionistici più bassi: organizzare diversamente l'intero monte contributi destinando una quota di quelli versati da ciascuno – una quota che può essere crescente al crescere del reddito – ad un fondo comune per l'equità previdenziale. | Giuliano Amato, Il Sole 24 Ore, 21 luglio 2013
 
Raggiunto accordo sui contratti flessibili per Expo
Maggiore flessibilità nel lavoro e un modello che potrebbe essere siglato in ambito nazionale per i Grandi eventi. È il senso dell’accordo firmato tra Expo 2015 Spa e i sindacati confederali, oltre ai rappresentanti di categoria, per disciplinare le modalità di assunzione e impiego del personale in vista dell’esposizione universale di Milano. Soddisfatto il premier Letta che ha sottolineato come l'Expo sia "un laboratorio per il Paese e un volano per l’economia" e come l'intesa firmata oggi possa possa diventare un modello a livello nazionale.
 
Welfare all’Italiana: un prezzo troppo alto pagato al passato
Emanuele Ferragina sul Fatto Quotidiano spiega perchè, a suo modo di vedere, per contrastare le problematiche del nostro welfare state occorra sviluppare un doppio processo redistributivo che comporti, da un lato, l’innalzamento della tassazione sul patrimonio e la riduzione del cuneo fiscale sul lavoro, dall'altro la riduzione della spesa pensionistica a vantaggio delle politiche per il lavoro. | Emanuele Ferragina, Il Fatto Quotidiano, 22 luglio 2013
 
Flessibilità nei contratti, ma garanzia ai giovani
Sappiamo che l’Italia dà il meglio di sé in prossimità di importanti scadenze: Expo 2015 è senz’altro una di queste. Si tratta di un evento che ci esporrà alla ribalta internazionale e che può diventare un vero e proprio volano di crescita. E’ dunque urgente creare le condizioni per sfruttare questa opportunità, soprattutto sul fronte dell’occupazione: la scadenza può essere occasione per affrontare congiuntamente tutte le sfide che contraddistinguono il nostro mercato del lavoro.
 
Disabilità e inclusione sociale: quali obiettivi?
Il sostegno alle disabilità in ambito economico, sociale e culturale costituisce uno dei presupposti per la realizzazione di uno Stato inclusivo e moderno. Per favorire adeguate riforme in questa direzione, lo scorso marzo l’Osservatorio Nazionale sulla condizione delle persone con disabilità ha presentato il primo Programma d'Azione Biennale per la promozione dei diritti e l’integrazione delle persone con disabilità, di cui si è discusso anche in occasione della IV Conferenza Nazionale sulle politiche della disabilità svoltasi a Bologna il 13 e 14 luglio.
 
Impiego, servizi da rifondare (e la lunga marcia dei privati)
Alla fin fine si tratta di rifondarli. I centri per l’impiego sono indubbiamente una pietra angolare di qualsiasi strategia per il lavoro e del resto il loro numero (529) e gli addetti che hanno alle dipendenze (6.600) lo testimoniano. Ma nella pratica di tutti i giorni i centri riescono a malapena a tener dietro agli adempimenti amministrativi e poco più. Da qui il dato sconfortante (anche se non nuovissimo): solo il 2,6% degli occupati ha trovato un posto grazie a loro.
 
In Grecia calo delle nascite del 10 percento dall'inizio della crisi
Uno studio del Centro nazionale di Salute pubblica rivela l'effetto della recessione sulla natalità. Aumentano anche i casi di bimbi nati morti.
 
Giovannini: su Expo 2015 ultimatum alle parti sociali
Come già sottolineato da Maurizio Ferrera, l'Expo 2015 di Milano rappresenta un crocevia importantissimo per il nostro Paese, anche dal punto di vista occupazionale e dei rapporti tra sindacati, imprese e istituzioni pubbliche. Secondo informazioni raccolte dal Sole 24 Ore, il ministro Giovannini parlando al tavolo delle parti sociali sui contratti per Expo ha chiarito come entro settembre occorrerà trovare un'intesa per quel che riguarda i contratti a termine flessibili pensati appositamente per l'evento. In caso contrario sarà l'esecutivo a intervenire in tal senso. | Il Sole 24 Ore, 16 luglio 2013
 
Flessibilità nei contratti, ma garanzia ai più giovani
Il cosiddetto "decreto del fare" ha generato reazioni diverse: mentre Confindustria vorrebbe si facesse di più, i sindacati si oppongono alla strada tracciata dall'esecutivo, e anche all'interno della maggioranza di governo le posizioni sono molto distanti. Per superare queste divisioni il governo dovrà andare oltre la sola mediazione tra le parti, e proporre soluzioni che escano dalla logica ormai logora "preacarietà-rigidità". Lo spiega Maurizio Ferrera su La Nuvola del Lavoro.
 
Asili nido: verso il flop dei voucher "Fornero"
La legge 92/2012 ha introdotto, in via sperimentale per il triennio 2013-2015, un contributo economico a vantaggio delle madri lavoratrici utilizzabile per pagare la baby sitter o la retta degli asili nido. L'aiuto, pari a un massimo di 300 euro al mese per non oltre un semestre, era stato accolto molto positivamente, ma le prospettive di chiusura dell'iniziativa paiono davvero poco incoraggianti. | Matteo Prioschi, Il Sole 24 Ore, 10 luglio 2013
 
Creare lavoro non solo difenderlo
Mario Calabresi, diretto de La Stampa, dedica un interessante editoriale al tema del lavoro, concentrandosi in particolare sull'emergenza della disoccupazione giovanile. "I giovani", secondo Calabresi, "sono quelli che più stanno pagando questa crisi, perché sono vittime non solo della mancanza di lavoro ma anche della chiusura del sistema a difesa dell’esistente". | Mario Calabresi, La Stampa, 8 luglio 2013
 
Il sistema pensionistico tra sostenibilità e invecchiamento: quale contributo dal secondo welfare?
Nell’ultimo decennio si è tentato di contrastare la crisi finanziaria del sistema previdenziale determinata da un metodo di calcolo delle prestazioni che, in passato, ha garantito benefici senza un’adeguata copertura finanziaria. Avere anticipato il passaggio al calcolo contributivo, eliminato le pensioni di anzianità e posticipato l’età di pensionamento ha contribuito a migliorare la situazione. Tuttavia, nonostante la Riforma Fornero, il sistema pensionistico non può ancora dirsi finanziariamente sostenibile. Che cosa fare allora?
 
Parigi, Londra, Stoccolma: se è la società a essere in crisi
Stoccolma, maggio 2013. Londra, agosto 2011. Prima ancora, Parigi, autunno 2005. Tre periodi diversi, tre Paesi diversi, tre modelli sociali diversi, ma la stessa dinamica: una persona, generalmente proveniente dallo stesso background dei “rivoltosi” viene uccisa durante uno scontro con la polizia, che agli occhi di questi ultimi incarna l’autorità, cioè lo Stato da cui essi si sentono socialmente esclusi, scatenando uno scontro. Ci sono tre elementi costanti a partire dai quali possiamo cercare di analizzare i fatti: il luogo, i sobborghi; il gruppo sociale, gli immigrati (o cittadini di origine immigrata); l’età, sotto i trent’anni, spesso molto meno. L’esplosione di un conflitto che nasce dalla crisi della coesione sociale e che può dare avvertimenti importanti anche per il nostro Paese, se non oggi, tra qualche anno.
 
Sanità: non-autosufficienza e possibili risposte
Stefano Cherti, Università degli Studi di Cassino, in un articolo pubblicato sul La Stampa ha sottolineato i gravi problemi legati alla non-autosufficienza che nei prossimi anni dovranno essere affrontati. In Italia, ma questa è e sarà una costante in tutti i Paesi industrializzati, le spese sanitarie e socio-sanitarie sono destinate ad aumentare come risultato delle interrelazioni tra fattori demografici, tecnologici, economici, e socioculturali. È per questo motivo che si è iniziato a guardare con grande interesse alla materia delle forme integrative di assistenza sanitaria e sociosanitaria, il cui sviluppo è considerato ormai da più parti come una tappa obbligata per favorire l’affermarsi del “secondo pilastro” del SSN.
 
Don Ciotti lancia da Torino la campagna contro le povertà
Il fondatore di Libera: "Il nostro Paese, tra le democrazie avanzate, è quella meno cresciuta sotto il profilo economico e di più sotto quello delle disuguaglianze sociali. La politica ha il compito di costruire l'eguaglianza
 
Letta presenta il decreto lavoro
Il governo ha presentato le misure contenute nel decreto lavoro. Il premier Enrico Letta ha spiegato come gli sgravi previsti , pari a 1.5 miliardi di euro, nei prossimi 18 mesi potranno permettere l'assunzione di oltre 200mila giovani. Dagli incentivi per giovani e meno giovani fino alla nuova social card, ci si chiede ora quale effetto potranno avere queste nuove misure, tanto nel lungo che nel breve periodo. | Corriere della Sera, 26 giugno 2013