Salute: don Arice (Cei), “anche l’intera nostra società è un ospedale da campo segnato da crisi antropologica”
Don Arice (Cei), nel corso del suo intervento al Meeting di Rimini di "Comunione e Liberazione", ha ricordato “che sono 12 milioni gli italiani che rinunciano a curarsi (1 milione in più rispetto al 2015) e che in questi ultimi anni è cresciuta gradualmente la difficoltà di assistenza sanitaria fino a trovare difficoltà a curare patologie anche inserite nei Livelli essenziali di assistenza”. | AgenSIR, 25 agosto 2017
 
La previdenza complementare stenta a decollare e i giovani rischiano di rimanere senza pensione
Secondo quanto riportato nella “Giuda introduttiva alla previdenza complementare” pubblicata dalla COVIP, alla fine del 2016 la previdenza complementare conta 7,8 milioni di iscritti, il 7,6% in più rispetto al 2015. Analizzando la distribuzione per fascia di età emerge, però, che nel 2015 soltanto il 19% dei lavoratori con meno di 35 anni è iscritto a una forma pensionistica complementare | Daniele Bussola, AssiNews.it, 24 agosto 2017
 
Più anziani non autosufficienti, meno posti letto: così i figli si indebitano per l’assistenza
Il Paese più vecchio d’Europa rischia di dimenticarsi dei propri anziani. In Italia il 21,4 per cento della popolazione ha più di 65 anni. La media europea è del 18,5. L’invecchiamento, del resto, non si ferma: nel 2050, secondo le stime Istat, gli over 65enni arriveranno a quasi 22 milioni, praticamente una persona ogni tre. Eppure, secondo l’ultimo rapporto dell’Irccs Inrca, tra i grandi Paesi europei il nostro è l’unico a non aver riorganizzato in maniera organica il suo sistema di continuità assistenziale | Lidia Catalano e Davide Lessi, La Stampa, 23 agosto 2017
 
Ape volontaria, decreto in via di chiusura. Fisco: dalla rottamazione fino a 2 miliardi di extra-incassi
Dopo il via libera del Consiglio di Stato, sembra che il decreto relativo all'Ape volontaria sia finalmente in dirittura d'arrivo e che manchino le limature per il provvedimento sull'Anticipo pensionistico volontario, che permette di accedere alla pensione con 63 anni e 20 di contributi, pagando una rata sul prestito | La Repubblica, 12 agosto 2017
 
Dalla FAND perplessità sugli sviluppi del “durante e dopo di noi”
La Federazione Associazioni Nazionali delle Persone con Disabilità (FAND) nasce nel 1997 dall'unione di alcune delle storiche associazioni di rappresentanza delle persone con disabilità operative in Italia. In questo articolo - attraverso un'intervista al vicepresidente del FAND, Nazaro Pagano - approfondiamo l'evoluzione delle politiche per la disabilità nel nostro Paese, con uno sguardo particolare alle prospettive date dalla Legge sul "Dopo di noi".
 
Per essere efficace lo SPRAR deve essere maggiormente integrato col welfare
È stato recentemente presentato a Roma l’Atlante SPRAR 2016, che raccoglie i dati relativi ai progetti finanziati e ai beneficiari accolti all’interno del Sistema di Protezione per Richiedenti Asilo e Rifugiati, che garantisce interventi di “accoglienza integrata” dei richiedenti asilo e dei rifugiati attraverso la costruzione di percorsi individuali di inserimento socio-economico. Francesca Prunotto approfondisce alcune delle informazioni più interessanti contenute nel documento.
 
Le misure a sostegno di natalità, famiglia e occupazione femminile
Bassa natalità, bassa occupazione femminile e bassa spesa pubblica destinata alle famiglie: sono alcuni dei maggiori problemi del nostro Paese. Nel tentativo di correggere queste tendenze negative negli ultimi mesi sono state introdotte alcune nuove misure destinate in particolar modo a famiglie e donne. In questo articolo Chiara Lodi Rizzini segnala i principali provvedimenti assunti dallo Stato a sostegno della famiglia, della natalità e dell'occupazione femminile.
 
La ripresa economica c'è ma dimentica tre pilastri: giovani, povertà e salari
Le nuove stime pubblicate dalla Banca d’Italia sul Pil 2017 hanno già fatto discutere. I numeri non sono poi così distanti dalle valutazioni di altri centri di ricerca e persino del Fondo Monetario, ma possiamo parlare di vera ripresa? Al momento l’effetto di trasmissione "in basso" non pare essere stato né immediato né meccanico. A dimostrarlo sono tre parametri «sociali»: disoccupazione, povertà e salari.
 
Bloccare l'età pensionabile costerebbe 1,2 miliardi
Evitare di far salire l'età pensionabile di pari passo con l'aspettativa di vita costerebbe circa 1,2 miliardi di euro. Lo sostengono voci vicino al dossier che sta esaminando la proposta bipartisan dell'inedito duo Damiano-Sacconi per scongiurare l'innalzamento a 67 già nel 2019 | Barbara Ardù, La Repubblica, 13 luglio 2017
 
Dati che fanno riflettere e una doppia sfida. Casalinghe addio (ma il nuovo stenta)
Casalinghe, sempre di meno, sempre più anziane, sempre più povere e sempre più scontente. Ma esiste ancora la casalinga secondo il modello della tradizione, o forse è rimasta soltanto una donna che è stata espulsa dal mercato del lavoro o che non è mai riuscita a trovarvi uno spazio? La fotografia che l’Istat ha diffuso ieri sulla condizione delle "Casalinghe in Italia" contribuisce a chiarire tanti aspetti | Luciano Moia, Avvenire, 11 luglio 2017
 
Un cinque per mille a favore del lavoro ai giovani
Il nesso fra oneri sociali e lavoro dei giovani non è oggi adeguatamente percepito e compreso dall’opinione pubblica. Eppure si tratta del principale nodo da sciogliere per spezzare il circolo vizioso «alti contributi-bassa occupazione» che mina la sostenibilità del nostro modello sociale. C’è un modo per sollecitare la consapevolezza di questa sfida e il sostegno a misure che spalmino il finanziamento del welfare su tutti i tipi di reddito? Maurizio Ferrera ha formulato una proposta in tale senso: un cinque per mille a favore del lavoro ai giovani.
 
Al voto con il 730
Cosa succederebbe se lo Stato ci concedesse l'opportunità di scegliere come spendere i soldi pubblici? Alla luce del recente articolo con cui Maurizio Ferrera propone un "Cinque per mille per il lavoro ai giovani", volentieri riproponiamo questo articolo di Roberto Rossini, che offre alcuni spunti che vanno nella medesima direzione: vincolare il Pubblico a scegliere di sostenere alcuni capitoli di spesa piuttosto che altri in base alla volontà dei cittadini.
 
Riscatto gratis della laurea per i neomatricolati e per chi è nato tra il 1980 e il 2000
Riscatto gratis per la laurea per chi si iscrive già dal prossimo anno all'Università. È questa la proposta del sottosegretario del sottosegretario dell'Economia Pierpaolo Barretta. Un'apertura importante che, come riporta il Messaggero, che consentirebbe ai cosiddetti Millennials di ricevere da parte dello Stato dei contributi figurativi per il periodo durante il quale hanno fatto l'Università. Ma non solo.
 
Un figlio o il lavoro: diventare madre comporta un taglio del salario del 35%
Decidere di avere un figlio per una donna occupata è rischioso sul piano economico. Non solo perché, ovviamente, aumentano i costi diretti, ma perché mette a rischio la continuità occupazionale ed anche se questa tiene, provoca nel medio e lungo periodo una perdita secca sul piano salariale, quindi in prospettiva anche sulla pensione futura. Questo è quanto emerso dalla recente Relazione del Presidente dell'Inps, Tito Boeri.
 
Istat: a inizio carriera precari più i laureati che i diplomati. E il 41% delle lavoratrici precarie è madre
In un’audizione in Commissione Affari costituzionali della Camera Il presidente dell’Istat Giorgio Alleva in audizione alla Cameraha messo in evidenza diversi dati interessanti. Almeno all'inizio della carriera, il lavoro precario interessa più laureati che diplomati, ovvero chi ha studiato di più. Cresce all’aumentare del titolo di studio. L’occupazione atipica al primo lavoro è infatti diffusa anche per titoli di studio secondari superiori o universitari e cresce all’aumentare del titolo di studio, essendo pari al 21,2% per chi ha concluso la scuola dell'obbligo e al 35,4% per chi ha conseguito un titolo di studio universitario.
 
Boeri ridisegna il Welfare: oltre al taglio del cuneo, quattro proposte per il dopo-crisi
Il presidente dell’Inps, Tito Boeri - all'interno della sua relazione annuale - lancia una serie di proposte di riforma del nostro sistema di protezione sociale e delle politiche del lavoro che va ben oltre la discussione sul taglio del cuneo fiscale per le assunzioni degli under 35. L'obiettivo è quello di far fronte alle sfide strutturali che il sistema di welfare italiano sta affrontando | Davide Colombo, 05 luglio 2017
 
Il Welfare e i perdenti della globalizzazione: verso la X Conferenza di ESPAnet Italia
ESPAnet Italia organizza annualmente una conferenza che riunisce decine di studiosi accademici, esperti e policy maker per promuovere un confronto interdisciplinare su dinamiche e trasformazioni relative al sistema di welfare. La X edizione si svolgerà dal 21 al 23 settembre 2017 presso il Campus di Forlì dell'Università di Bologna e sarà dedicata al tema “Il Welfare e i perdenti della globalizzazione: le politiche sociali di fronte a nuove e vecchie disuguaglianze”.
 
Cosa c'è nel numero 3/2017 di Welfare Oggi
È uscito il numero 3/2017 di “Welfare Oggi”, periodico bimestrale pubblicato in formato cartaceo e digitale da Maggioli. Questa edizione del fascicolo presenta un ampio e approfondito focus dedicato alla figura dell’assistente sociale in Italia, oltre a diverse altre tematiche riguardanti il campo del welfare. Tra i contributi presenti nella rivista, potrete trovare anche un intervento del nostro Valentino Santoni dedicato al tema del welfare aziendale.
 
Il Pil è ormai uno strumento superato, non misura crescita e diseguaglianze
La ministra finlandese Berner si è messa alla guida di una rivoluzione inventandosi un nuovo sistema di trasporti e seppellendo contemporaneamente un meccanismo per misurare la crescita che la comunità internazionale utilizza dal 1929 | Andrea Malaguti, La Stampa, 26 giugno 2017
 
Bisogna riuscire a misurare il disagio per sconfiggerlo
Nel corso dell'editoriale della domenica, il direttore de La Stampa Maurizio Molinari sostiene che i movimenti di protesta in Occidente sono alimentati soprattutto dalle disuguaglianze economiche, ma i partiti politici tradizionali farebbero fatica ad identificarle e combatterle. Gli esempi attuali sono chiari: Trump negli Stati Uniti e il movimento pro-Brexit in Gran Bretagna, per citare i più rilevanti | Maurizio Molinari, La Stampa, 26 giugno 2017