Italia: tutti bocciati?
Hanno scatenato un acceso dibattito i dati sulle competenze principali degli adulti pubblicati in questi giorni dall’Ocse. L’Italia ne esce molto male, agli ultimi posti, o quasi, in molti settori. Ma i dati da soli ci dicono poco, vanno contestualizzati, per capire se e perché siamo davvero un popolo di “somari” e individuare le scelte future per correggere questo trend. Una tendenza che è nociva perché l’istruzione è quel fattore che rende gli individui dei cittadini, ne migliora l’occupabilità e le condizioni di vita e, infine, genera innovazione, con effetti benefici sull’intero sistema produttivo. In teoria, nella pratica non sempre. Ed è questo il problema italiano.
 
Gli italiani bocciati dall'Ocse: non sanno contare né parlare
L’Ocse pone l’Italia agli ultimi posti al mondo per le competenze fondamentali necessarie a muoversi nel mondo del lavoro e della vita sociale. Tra i 24 Paesi più industrializzati siamo ultimi in classifica per competenze alfabetiche (lettura e comunicazione), e non va molto meglio se si guarda alla capacità di far di conto, con il penultimo piazzamento. Gli italiani, in una scala che va da zero a 500, nelle abilità alfabetiche, fondamentali per vivere e lavorare, riescono a raggiungere un punteggio pari solo a 250, contro una media Ocse di 273.
 
Verso un nuovo welfare. Dialogo con Stefano Fassina
In vista della legge di Stabilità e dopo la conferma della fiducia, il viceministro dell'Economia Stefano Fassina, intervistato per Vita da Stefano Arduini, svela i suoi piani su 5 per mille, imu al non profit, iva sui servizi sociali e riorganizzazione dell'Inps. Un dialogo a 360 gradi sulle questioni aperte per la costruzione di un nuovo sistema di welfare. | Stefano Arduini, Vita, 2 ottobre 2013
 
Il ministero in soccorso dei giovani senza lavoro (con gli stage)
Sei mesi di stage in azienda per riaccendere le speranze dei Neet, ossia i giovani che non hanno un lavoro, né continuano un qualche percorso formativo: hanno semplicemente smesso di provarci, non ci credono più. Il Progetto AMVA – Giovani Laureati Neet, curato da Italia Lavoro e finanziato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, offre a 3.000 di questi giovani un percorso di tirocinio retribuito di durata semestrale. L’obiettivo è di riavvicinarli al mercato del lavoro, in attesa che l’economia ritorni a partire e a offrire nuove opportunità, e supportarli nella ricerca attiva di un’occupazione. | Raffaella Giuri, La Nuvola del Lavoro, 1 ottobre 2013
 
Cnel: in 4 anni un milione di disoccupati in più
Tra il 2008 e il 2012 i disoccupati ufficiali sono aumentati di oltre un milione di unità ma «l’area della difficoltà occupazionale» registra un aumento di circa 2 milioni di persone. E' quello che emerge nel Rapporto del Cnel sul mercato del lavoro, che viene presentato oggi a Roma. La sovrapposizione di un forte rialzo dell’offerta di lavoro accompagnato da una contrazione del numero di occupati, spiega il Cnel, ha determinato un incremento significativo della disoccupazione che ha ormai superato il 12%.
 
Germania, anni '10: la faccia (oscura) del lavoro
Circa 7,3 milioni di tedeschi, il 22% della popolazione attiva, percepisce uno stipendio inferiore ai due terzi del reddito medio nazionale, cioè sotto i 9,54 euro lordi l’ora. In Europa una quantità più alta di redditi minimi si registra solo in Lettonia, Lituania, Romania, Polonia. È il lato meno visibile del modello tedesco, raccontato attraverso 6 reportage da Gunther Wallraff in "Germania anni dieci: faccia a faccia con il mondo del lavoro". | Antonio Sgobba, La Nuvola del Lavoro, 28 settembre 2013
 
Asili nido, tutti i numeri della schizofrenia italiana
Linkiesta ha tracciato una mappa delle tariffe degli asili nido italiani per l’anno scolastico 2013/2014 nei capoluoghi di tutte le regioni, comprensiva dei criteri in base ai quali vengono stilate le graduatorie di inserimento negli asili. Ne emerge un quadro che, più che “a macchia di leopardo”, si potrebbe definire quasi schizofrenico. Basta spostarsi di pochi chilometri, da una provincia all’altra, per avere a che fare con regole, e costi, completamente diversi. | Andrea Curiat, Linkiesta, 23 settembre 2013
 
Sanità e Welfare. Confronto Italia-Europa
La spesa sanitaria italiana, considerando sia la componente pubblica che privata, è ormai tra le più basse d’Europa: quasi il 24% in meno rispetto alla media dell'Europa a 15, in sostanza la "vecchia" Europa, dove sono compresi, oltre all’Italia, Austria, Belgio, Danimarca, Finlandia, Francia, Germania, Irlanda, Grecia, Lussemburgo, Paesi Bassi, Portogallo, Regno Unito, Spagna e Svezia. Il dato è contenuto nell’IX Rapporto Sanità dell’Università di Tor Vergata di Roma, realizzato dal Ceis e dal Crea e presentato il 26 settembre alla Camera. | Quotidiano Sanità, 26 settembre 2013
 
Il paradosso dell'assistenza che va alle famiglie più ricche
In Italia per l’assistenza a chi è in difficoltà, perché non autosufficiente o semplicemente per colpa della povertà, si spendono Sessantasette miliardi l’anno. Ma, paradossalmente, il 37% dei fondi va ai cinque decili della popolazione che può vantare i redditi più alti. E' il dato che emerge dall'indagine condotta dall’Irs, istituto per la ricerca sociale di Milano, insieme con il Capp, centro di analisi delle politiche pubbliche, con il patrocinio della fondazione Cariplo
 
Welfare, al 40% più ricco va un quarto delle risorse
Il welfare italiano ha poche risorse e sono male utilizzate. È quanto emerge dallo studio condotto da tre istituti di ricerca (Irs, Ars e Capp) che questa mattina a Milano hanno presentato una proposta di riforma delle politiche sociali nel corso del convegno "Disegniamo il welfare di domani". Quattro i capisaldi della possibile riassetto del sistema: minori detrazioni per chi ha di più, Isee come criterio unico di selezione, regia degli interventi ai comuni e semplificazione delle misure. | Redattore Sociale, 26 settembre 2013
 
Su Avvenire "intervista doppia" ai Ministri Giovannini e Delrio
In una interessante "intervista doppia" concessa ad Avvenire il Ministro del Welfare, Enrico Giovannini, e il Ministro per gli Affari Regionali, Graziano Delrio affrontano diversi temi legati alle poltiche sociali rivelando una notevole sintonia. Dai Neet ai costi del lavoro, dalla riforma dei centri per l'impiego all'implementazione della Youth Guarantee, sono diversi i temi che nei prossimi mesi occorrerà affrontare per permettere ai giovani italiani di tornare ad avere prospettive importanti per il futuro. | Marco Iasevoli, Avvenire, 23 settembre 2013
 
Perché in Italia non funziona l'apprendistato
Elena Ugolini, già sottosegretario alla Pubblica Istruzione del governo Monti, su La Nuvola del Lavoro spiega perchè in Italia non funziona l'apprendistato. Col d.lg. 76/2013, convertito in legge lo scorso agosto, c’ è stato un tentativo di snellimento delle procedure, ma occorre ancora capire quali saranno gli effetti di norme che vanno sovraponendosi con poca chiarezza. Inoltre, mentre in Germania il costo di un apprendista non supera il 40% di quello di un contratto ordinario, in Italia si arriva all’ 80%. | Elena Ugolini, La Nuvola del Lavoro, 23 settembre 2013
 
L'apprendistato? Corsa a ostacoli: ecco i 12 blocchi anti-giovani
Perché in Italia il contratto di apprendistato non funziona e in altri Paesi, come la Germania, è la via principale per l’ingresso di 1,5 milioni di giovani nel mondo del lavoro? Secondo una della organizzazioni la Cna il motivo è semplice: troppi adempimenti burocratici scoraggiano gli imprenditori che devono spendere 3.500 euro in più l’anno per far fronte all’eccesso di regole.
 
A Cortona Ministro e ACLI si confrontano sul SIA
Nel corso dell'incontro nazionale di studi delle Acli “Abitare la Storia”, svoltosi a Cortona dal 19 al 21 settembre, il Ministro del Welfare Giovannini ha avuto modo di parlare della proposta SIA - Sostegno per l'inclusione attiva. La misura, presenta la scorsa settimana a Palazzo Madama all'interno della relazione del gruppo di studio del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali per lo sviluppo di nuove misure di contrasto alla povertà, ha infatti diversi punti in comune col Reddito di Inclusione Sociale (Reis) presentato congiuntamente da Acli e Caritas nel luglio scorso.
 
Perchè i tedeschi lavorano meno e producono di più?
In Germania le ore lavorate per addetto sono in media 1.413 all’anno, molto meno che in Grecia (2.032), Italia (1.750), Portogallo (1.711) e Spagna (1.690). Il prodotto per ora lavorata è tuttavia molto più alto che nei quattro Pigs, uno dei più alti dell’area Ocse. La Grande Recessione ha colpito anche la Germania, ma la ripresa è già cominciata e la disoccupazione è al 5%. Qual è il segreto di questo invidiabile successo?
 
In Olanda calerà il sipario sul Welfare State?
In Olanda calerà il sipario sul Welfare State? Così parrebbe rileggendo le parole che il re dei Paesi Bassi Guglielmo Alessandro ha pronunciato il 18 settembre davanti al Parlamento in occasione dell’approvazione del bilancio per il 2014. Il discorso del sovrano, come normale in tutte le monarchie costituzionali, ha espresso le posizioni del governo nazionale, che pare deciso a continuare la politica di austerity che anche il Paese degli Orange si trova ormai costretto a dover applicare con sempre maggior rigore.
 
Dall'Irs tre proposte per il nuovo welfare
Assegni alle famiglie con minori a carico, «dote di cura» agli over 65 e reddito di inserimento per i più di 3 milioni di cittadini sotto la soglia di povertà assoluta. Sono le tre linee di intervento tracciate dall'Irs, l'istituto per la ricerca sociale, nella sua riforma del sistema di spesa pubblica. Il modello è un «welfare dell'universalismo selettivo»: aperto a chiunque abbia diritto, con somme che crescono o decrescono in base alla fascia Isee.
 
Giovannini propone il Sostegno per l'Inclusione Attiva
Il 18 settembre il gruppo di studio del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali presieduto dal vice-ministro Maria Cecilia Guerra ha presentato in Senato le proprie proposte per sviluppare nuove misure di contrasto alla povertà. In tale occasione è stata avanzata la cosiddetta proposta SIA - Sostegno per l'inclusione attiva - ovvero forme di aiuto economico per coloro che si trovano in situazione di grave difficoltà che saranno erogate a condizione che i beneficiari stipulino con i servizi sociali locali un accordo che li vincoli ad attività che favoriscano la loro inclusione sociale.
 
Confartigianato: più welfare e no profit contro la crisi
Tre milioni di disoccupati, cinque milioni di persone in difficoltà. Sono gli effetti della crisi e della recessione sul mondo del lavoro in Italia rilevati da Confartigianato. Numeri che spingono gli italiani a reagire con strumenti nuovi ai danni economici e al disagio sociale, puntando anche sull'associazionismo e sul welfare "fai da te". In uno dei momenti più bui per l'economia del Paese, si scopre un'Italia solidale che si organizza per supplire alle carenze dei servizi pubblici e rispondere alle esigenze dei cittadini, testimoniando la capacità di molti connazionali di impegnarsi in prima persona al servizio della comunità. | La Repubblica, 18 settembre 2013
 
In arrivo il "sostegno per l'inclusione attiva" contro la povertà
Colmare una carenza nel sistema di protezione sociale italiano attraverso uno strumento universale di contrasto alla povertà: il sostegno per l'inclusione attiva (Sia). E' la proposta avanzata dal gruppo di studio creato dal Ministero del Lavoro per valtutare nuove misure di lotta alla povertà, che ha presentato oggi i risultati del proprio lavoro. Nel documento si sottolinea l'assenza nel nostro ordinamento, a differenza che nella quasi totalità dei paesi europei, di un istituto nazionale di sostegno per tutte le persone in difficoltà economica, e la conseguente possibilità di istituirne uno. | Giorgio Pogliotti, Il Sol 24 Ore, 18 settembre 2013