Il paradosso dell'assistenza che va alle famiglie più ricche
In Italia per l’assistenza a chi è in difficoltà, perché non autosufficiente o semplicemente per colpa della povertà, si spendono Sessantasette miliardi l’anno. Ma, paradossalmente, il 37% dei fondi va ai cinque decili della popolazione che può vantare i redditi più alti. E' il dato che emerge dall'indagine condotta dall’Irs, istituto per la ricerca sociale di Milano, insieme con il Capp, centro di analisi delle politiche pubbliche, con il patrocinio della fondazione Cariplo
 
Welfare, al 40% più ricco va un quarto delle risorse
Il welfare italiano ha poche risorse e sono male utilizzate. È quanto emerge dallo studio condotto da tre istituti di ricerca (Irs, Ars e Capp) che questa mattina a Milano hanno presentato una proposta di riforma delle politiche sociali nel corso del convegno "Disegniamo il welfare di domani". Quattro i capisaldi della possibile riassetto del sistema: minori detrazioni per chi ha di più, Isee come criterio unico di selezione, regia degli interventi ai comuni e semplificazione delle misure. | Redattore Sociale, 26 settembre 2013
 
Su Avvenire "intervista doppia" ai Ministri Giovannini e Delrio
In una interessante "intervista doppia" concessa ad Avvenire il Ministro del Welfare, Enrico Giovannini, e il Ministro per gli Affari Regionali, Graziano Delrio affrontano diversi temi legati alle poltiche sociali rivelando una notevole sintonia. Dai Neet ai costi del lavoro, dalla riforma dei centri per l'impiego all'implementazione della Youth Guarantee, sono diversi i temi che nei prossimi mesi occorrerà affrontare per permettere ai giovani italiani di tornare ad avere prospettive importanti per il futuro. | Marco Iasevoli, Avvenire, 23 settembre 2013
 
Perché in Italia non funziona l'apprendistato
Elena Ugolini, già sottosegretario alla Pubblica Istruzione del governo Monti, su La Nuvola del Lavoro spiega perchè in Italia non funziona l'apprendistato. Col d.lg. 76/2013, convertito in legge lo scorso agosto, c’ è stato un tentativo di snellimento delle procedure, ma occorre ancora capire quali saranno gli effetti di norme che vanno sovraponendosi con poca chiarezza. Inoltre, mentre in Germania il costo di un apprendista non supera il 40% di quello di un contratto ordinario, in Italia si arriva all’ 80%. | Elena Ugolini, La Nuvola del Lavoro, 23 settembre 2013
 
L'apprendistato? Corsa a ostacoli: ecco i 12 blocchi anti-giovani
Perché in Italia il contratto di apprendistato non funziona e in altri Paesi, come la Germania, è la via principale per l’ingresso di 1,5 milioni di giovani nel mondo del lavoro? Secondo una della organizzazioni la Cna il motivo è semplice: troppi adempimenti burocratici scoraggiano gli imprenditori che devono spendere 3.500 euro in più l’anno per far fronte all’eccesso di regole.
 
A Cortona Ministro e ACLI si confrontano sul SIA
Nel corso dell'incontro nazionale di studi delle Acli “Abitare la Storia”, svoltosi a Cortona dal 19 al 21 settembre, il Ministro del Welfare Giovannini ha avuto modo di parlare della proposta SIA - Sostegno per l'inclusione attiva. La misura, presenta la scorsa settimana a Palazzo Madama all'interno della relazione del gruppo di studio del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali per lo sviluppo di nuove misure di contrasto alla povertà, ha infatti diversi punti in comune col Reddito di Inclusione Sociale (Reis) presentato congiuntamente da Acli e Caritas nel luglio scorso.
 
Perchè i tedeschi lavorano meno e producono di più?
In Germania le ore lavorate per addetto sono in media 1.413 all’anno, molto meno che in Grecia (2.032), Italia (1.750), Portogallo (1.711) e Spagna (1.690). Il prodotto per ora lavorata è tuttavia molto più alto che nei quattro Pigs, uno dei più alti dell’area Ocse. La Grande Recessione ha colpito anche la Germania, ma la ripresa è già cominciata e la disoccupazione è al 5%. Qual è il segreto di questo invidiabile successo?
 
In Olanda calerà il sipario sul Welfare State?
In Olanda calerà il sipario sul Welfare State? Così parrebbe rileggendo le parole che il re dei Paesi Bassi Guglielmo Alessandro ha pronunciato il 18 settembre davanti al Parlamento in occasione dell’approvazione del bilancio per il 2014. Il discorso del sovrano, come normale in tutte le monarchie costituzionali, ha espresso le posizioni del governo nazionale, che pare deciso a continuare la politica di austerity che anche il Paese degli Orange si trova ormai costretto a dover applicare con sempre maggior rigore.
 
Dall'Irs tre proposte per il nuovo welfare
Assegni alle famiglie con minori a carico, «dote di cura» agli over 65 e reddito di inserimento per i più di 3 milioni di cittadini sotto la soglia di povertà assoluta. Sono le tre linee di intervento tracciate dall'Irs, l'istituto per la ricerca sociale, nella sua riforma del sistema di spesa pubblica. Il modello è un «welfare dell'universalismo selettivo»: aperto a chiunque abbia diritto, con somme che crescono o decrescono in base alla fascia Isee.
 
Giovannini propone il Sostegno per l'Inclusione Attiva
Il 18 settembre il gruppo di studio del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali presieduto dal vice-ministro Maria Cecilia Guerra ha presentato in Senato le proprie proposte per sviluppare nuove misure di contrasto alla povertà. In tale occasione è stata avanzata la cosiddetta proposta SIA - Sostegno per l'inclusione attiva - ovvero forme di aiuto economico per coloro che si trovano in situazione di grave difficoltà che saranno erogate a condizione che i beneficiari stipulino con i servizi sociali locali un accordo che li vincoli ad attività che favoriscano la loro inclusione sociale.
 
Confartigianato: più welfare e no profit contro la crisi
Tre milioni di disoccupati, cinque milioni di persone in difficoltà. Sono gli effetti della crisi e della recessione sul mondo del lavoro in Italia rilevati da Confartigianato. Numeri che spingono gli italiani a reagire con strumenti nuovi ai danni economici e al disagio sociale, puntando anche sull'associazionismo e sul welfare "fai da te". In uno dei momenti più bui per l'economia del Paese, si scopre un'Italia solidale che si organizza per supplire alle carenze dei servizi pubblici e rispondere alle esigenze dei cittadini, testimoniando la capacità di molti connazionali di impegnarsi in prima persona al servizio della comunità. | La Repubblica, 18 settembre 2013
 
In arrivo il "sostegno per l'inclusione attiva" contro la povertà
Colmare una carenza nel sistema di protezione sociale italiano attraverso uno strumento universale di contrasto alla povertà: il sostegno per l'inclusione attiva (Sia). E' la proposta avanzata dal gruppo di studio creato dal Ministero del Lavoro per valtutare nuove misure di lotta alla povertà, che ha presentato oggi i risultati del proprio lavoro. Nel documento si sottolinea l'assenza nel nostro ordinamento, a differenza che nella quasi totalità dei paesi europei, di un istituto nazionale di sostegno per tutte le persone in difficoltà economica, e la conseguente possibilità di istituirne uno. | Giorgio Pogliotti, Il Sol 24 Ore, 18 settembre 2013
 
Formazione professionale, quali opportunità?
Segnaliamo tre articoli sulla formazione professionale usciti oggi su alcuni quotidiani. Sul Sole 24 Ore Enzo De Fusco fa il punto sulla gestione della formazione degli apprendisti in azienda, mentre su Il Sussidiario Maurzo Zuccari e Paolo Ravazzano analizzano problematiche e sfide cui dovrà far fronte il nostro sistema scolastico.
 
Giovani e no: è possibile un equilibrio tra generazioni?
Giovani contro anziani, un problema molto italiano – ma non solo – su cui è stato detto e scritto di tutto, fatto molto poco. Ma aldilà dei luoghi comuni e delle polemiche che spesso accompagnano il dibattito, quali sono queste diseguaglianze? E’ importante capirlo, perché ritrovare l’equilibrio e la coesione tra generazioni è una delle vie dirette per creare delle società solide e sostenibili, oltre che un aiuto per recuperare risorse e superare la fase nera della crisi economica.
 
"Morire di non lavoro" nell'epoca della grande crisi
Su La Nuvola Del Lavoro la recensione del libro "Morire di non lavoro", indagine della giornalista italo-spagnola Elena Marisol Brandolini sulle conseguenze della perdita di lavoro nel tempo della grande crisi. Tanti problemi ma anche qualche spiraglio di luce. | Silvia Pagliuca, La Nuvola del Lavoro, 16 settembre 2013
 
Single Market Month: le tue idee possono cambiare l’Europa!
Comincerà il 23 settembre, e terminerà il 23 ottobre, il “Single Market Month” – il mese che l’Unione Europea dedica al mercato unico. Scopo dell’iniziativa è quello di connettere cittadini, aziende, organizzazioni e policy makers per favorire lo scambio di idee che possano consolidare il mercato unico europeo. Quattro i temi che verranno trattati: lavoro, diritti sociali, e-commerce e banche.
 
Carrozza: "così cambierò la scuola"
Stage prematurità pagati in egual misura da Stato e privati, maggiore compenetrazione tra scuole e mondo del lavoro, l'introduzione di un "welfare scolastico" che sostenga gli studenti nell'acquisto di libri e trasporti. I ministro dell'istruzione Maria Chiara Carrozza in un'intervista rilasciata a Repubblica parla della scuola italiano a 360 gradi. | Corrado Zunino, La Repubblica, 7 settembre 2013
 
"Serve un nuovo welfare, lo Stato dia vita ai distretti familiari"
Nel corso di un convegno organizzato a Senigallia Stefano Zamagni ha lanciato una proposta al governo per fronteggiare la crisi «A costo zero per lo Stato è possibile introdurre il distretto famigliare che consente la sussidiarietà circolare, ossia l’interazione nella progettazione dei servizi, istituire il marchio famiglia e aprire al crowdfunding» | Il Tempo, 7 settembre 2013
 
Grasso: necessari programmi di inserimento lavorativo per i detenuti
L'amnistia ha un senso "solo se inserita in una riforma" piu' ampia "che dia dignità" ai carcerati. Lo ha affermato il presidente del Senato Pietro Grasso, che ha anche sottolineato come sia necessario studiare dei programmi di inserimento lavorativo dei detenuti "dentro e fuori le carceri" perche' "il detenuto che lavora ha meno possibilita' di tornare a commettere reati".
 
Viene prima la crescita economica o il welfare?
Viene prima la crescita economica o il welfare? Riconosciuto che tra welfare e crescita vi è una forte correlazione, cosa può dirsi del nesso causale: è la crescita causa del welfare oppure è vero il viceversa? Per dirla in altro modo, la spesa per il welfare va considerata consumo sociale oppure investimento sociale? Paolo Venturi, direttore di AICCON - Centro Studi promosso dall’Università di Bologna insieme a Organizzazioni del Terzo Settore e al movimento cooperativo - affronta la questione su Vita. | Paolo Venturi, Vita, 3 settembre 2013