Liberiamo la famiglia come fanno in Asia
Il nostro paese tradizionalmente accusato, anche nel dibattito internazionale, di essere eccessivamente "familistico". Ma siamo davvero lunico paese a soffrire di questa sindrome? Da tempo gli studiosi hanno messo in luce come il familismo sia in realt un tratto caratterizzante di tutta lEuropa meridionale. Recentemente il dibattito ha spostato la sua attenzione ai paesi dellAsia orientale. Seppure cos distanti da noi, anche Giappone, Corea, Taiwan presentano un elevato livello di familismo. La cosa interessante per che essi hanno imboccato vie promettenti per cambiare le cose e liberare la famiglia.
 
Usa, se lassenza di conciliazione taglia fuori i talenti e svuota la società
E scoppiato un caso negli Usa dopo la pubblicazione, sul Sunday Review del New York Times, di A Toxic Work World, in cui Anne-Marie Slaughter sostiene che la competizione tossica, deleteria appunto, del mondo del lavoro sta portando sempre pi donne ma anche uomini ad abbandonare il lavoro, spesso per crescere i figli o accudire i genitori. Un problema che va risolto costruendo uninfrastrutturazione della cura, dando la giusta dignit al lavoro di cura.
 
Non è necessario che faccia tutto il governo
Il Rapporto di Save the Children punta il dito su una vera e propria piaga scoperta del nostro modello sociale e di intervento pubblico. I livelli di povert educativa degli studenti sono troppo bassi e nel Mezzogiorno sono addirittura indecenti. Save the Children formula raccomandazioni molto ragionevoli e alla nostra portata: pi scuole, insegnanti pi motivati e attenti al problema, azioni mirate nei confronti di chi rischia di pi, tempo pieno, attivit extracurriculari. Dovrebbe essere gi tutto previsto dalla Buona Scuola. Purtroppo per le leggi non bastano.
 
Le frontiere del nuovo welfare alla prova delle nuove povertà
L'emergere di nuovi bisogni e la crescita della domanda di prestazioni e tutele sociali ha determinato negli ultimi anni una trasformazione quantitativa e qualitativa del fenomeno povert. In Europa, oggi, 123 milioni di persone (il 24,5% della popolazione) sono a rischio povert. In questo contesto risultano sempre pi necessarie misure innovative di contrasto alla povert e all'esclusione sociale per assicurare nuove forme di tutela, per contribuire alla crescita e allo sviluppo, e per garantire stabilit sociale.
 
Tutti gli immigrati che servono all'Europa
Il dibattitto in corso in Europa e, con particolare tensione polemica, in Italia sugli immigrati manifesta una forte preoccupazione per il repentino aumento dei flussi degli stranieri che sono gi arrivati in Europa nei primi otto mesi del 2015. Ma ci sono un paio di domande alle quale nessuno dedica attenzione, che sono indispensabili per valutare limpatto effettivo degli immigrati sul sistema economico e sociale europeo: a prescindere dagli ultimi flussi migratori, qual la domanda reale di stranieri da parte dei 28 paesi europei nel corso dei prossimi anni, determinata dalla necessit di compensare la forte riduzione della popolazione autoctona causata dalla diminuzione delle nascite?
 
Quando la scuola permette alle mamme di lavorare
Senza alternative accessibili, la scuola diventa strumento di conciliazione vita-lavoro. Cos, la possibilit di anticipare di un anno la scuola dellinfanzia, che ha un prezzo contenuto rispetto allasilo nido, ha aumentato lofferta di lavoro delle madri. I risultati di una recente ricerca. | Francesca Carta e Lucia Rizzica, lavoce.info, 15 settembre 2015
 
Caritas, stoccata a Renzi: «Politica disattenta»
La politica? E disattenta. Soprattutto nei confronti delle fasce pi deboli. Sono necessarie politiche mirate. Il paese che riemerge dalla crisi pi povero e queste famiglie non usciranno da sole da questa condizione. C bisogno di politiche mirate. La stoccata al Governo di Matteo Renzi arriva dalla Caritas Italiana. A parlare, nel corso della presentazione del rapporto annuale sulla povert, il direttore don Francesco Soddu. | Gianluca Testa, Corriere della Sera, 15 settembre 2015
 
Povertà, più opzioni in campo
Lintervento contro la povert che il governo Renzi sta studiando per la legge di Stabilit sar la solita misura, temporanea e marginale, utile solo a dichiarare nei talk show che si fa qualcosa per chi sta peggio o, invece, segner lavvio della riforma attesa da vent'anni? | Cristiano Gori, Il Sole 24 Ore, 15 settembre 2015
 
Povertà educativa: uno studente povero del Sud su 3 non raggiunge le competenze minime in matematica e 1 su 5 in lettura
Save the children ha pubblicato il rapporto dal titolo Illuminiamo il Futuro 2030 - Obiettivi per liberare i bambini dalla Povert Educativa | Redazione, Orizzonte Scuola, 14 settembre 2015
 
Dubbi amletici sul mito dei danesi solidali
Come pu un Paese ricco chiudersi a riccio di fronte al dramma dei profughi? C qualcosa di marcio nello Stato di Danimarca, diceva Marcello nellAmleto di Shakespeare. Ma c una spiegazione pi prosaica: la presenza di un agguerrito partito xenofobo in parlamento.
 
Quanto ci costa lasciare andare alla deriva il Mezzogiorno
Il dibattito sul Sud deve oggi liberarsi completamente dai luoghi comuni, dalla rassegnazione gattopardesca, dall'illusione che i persistenti contrasti interni siano in realt un valore. Siamo di fronte a un fallimento storico di proporzioni enormi, che coinvolge lite politiche di ogni colore e grandissima parte della classe dirigente meridionale. Non sembra esagerato dire che le debolezze di questa met dellItalia restano ancora oggi la madre di tutti i nostri problemi. Maurizio Ferrera spiega perch la politica per il Mezzogiorno deve urgentemente entrare nell'agenda di governo.
 
Asili nido, per un bambino su 5 non cè posto. In Basilicata fuori il 67%
Uno studio rileva che la retta media di 311 euro al mese, ma con differenze tra regioni e citt. Tariffe record a Lecce (515 euro) e in Val dAosta (440) | Antonella De Gregorio, Corriere della Sera, 4 settembre 2015
 
Novara, la classe del miracolo. Tutti assunti in fabbrica due mesi dopo il diploma
Ventitr diplomati assunti nel giro di due mesi e mezzo. NellItalia della disoccupazione giovanile al 50 per cento il miracolo accaduto a Novara: i diplomati sono i periti meccanici dellOmar, un istituto che ha sfornato centinaia di meccanici, periti elettronici, elettrotecnici e chimici, e oggi ha trovato la formula per le assunzioni a tempo record di chi ha appena tagliato il nastro della maturit.
 
Università, il segnale ignorato
Le iscrizioni alluniversit stanno calando. Il dato preoccupante, soprattutto se consideriamo che nel nostro Paese il numero di diplomati che proseguono gli studi gi molto basso. Diverse sono le cause di questo trend, che se non aggredito rapidamente potrebbe avere pesanti conseguenze sul nostro sistema economico e sociale. Se vero che il successo economico dipender sempre di pi dal capitale umano e dalla conoscenza, lItalia infatti rischia grosso. E non solo rispetto ai Paesi pi avanzati, ma anche a quelli in via di sviluppo.
 
A luglio 44mila occupati in più. Disoccupazione ai minimi da due anni
Il tasso di disoccupazione a luglio sceso al 12%, -0,5 punti percentuali rispetto al mese di giugno e 0,9 punti sullanno. Si tratta del livello pi basso da due anni (da luglio 2013). Lo rileva lIstat nelle stime provvisorie.
 
FamilyLine - Linea Amica Formato Famiglia
Il progetto FamilyLine per laccessibilit ai servizi rivolti alle famiglie nato da unidea della Presidenza del Consiglio dei Ministri - Dipartimento per le Politiche della Famiglia ed stato realizzato grazie alla collaborazione di FormezPA, centro servizi specializzato nellassistenza, negli studi e nella formazione per l'ammodernamento delle Pubblica Amministrazione.
 
Se il lavoro non basta, intervista a Chiara Saraceno
Non basta avere un lavoro per uscire dal rischio povert. Perch - spiega la sociologa Chiara Saraceno - un reddito solo in famiglia pu non bastare, soprattutto in assenza di trasferimenti, in particolare per il costo dei figli. Daltra parte, laumento delloccupazione, anche quando c o ci sar, oggi non comporta necessariamente un aumento degli occupati nelle famiglie che ne avrebbero pi bisogno. quanto sostiene la Saraceno nel suo ultimo libro, Il lavoro non basta edito da Feltrinelli, in cui scardina alcuni luoghi comuni sulla societ e ricostruisce un quadro aggiornato sulla povert in Italia e in Europa. Dalloccupazione femminile al ruolo delle famiglie nel contrasto alla povert; dal reddito minimo alla riforma delle pensioni, poich la povert una condizione che non dipende solo dal lavoro, ma anche da altre variabili, da quelle famigliari al sistema di welfare.
 
UK, campi di addestramento per i giovani disoccupati
Fa discutere la nuova proposta del governo inglese contro la disoccupazione giovanile. Tutti i giovani dai 16 ai 21 anni che ricevono la Jobseekers Allowance - lassegno di disoccupazione - avranno lobbligo di frequentare un corso intensivo di 71 ore - Intensive Activity Programme (IAP) - durante il quale verranno formati su come cercare un impiego, compilare un curriculum vitae e a sostenere i colloqui per le assunzioni. Pena, la perdita del sussidio e di altri benefits. Una misura che finita immediatamente al centro del dibattito politico e mediatico per il messaggio che contiene.
 
Misurare la ricchezza (con lIsee). Così si superano le distorsioni
L'Italia presenta una grande anomalia: lacqua della redistribuzione non arriva mai fino in fondo. Nel complesso della spesa pubblica, solo poche gocce raggiungono i pi poveri. E il paradosso nel paradosso che, anche quando una data prestazione pensata per chi ha veramente bisogno, il grosso finisce nelle mani di chi bisogno non ha. la sindrome di Robin Hood alla rovescia, resa possibile da regole strampalate che hanno consentito nel tempo (e ancora consentono) ai redditi pi alti di accedere a benefici che sono teoricamente riservati ai redditi pi bassi.
 
Il welfare al contrario, così lo Stato aiuta più i ricchi che i poveri
Tra i tanti paradossi della spesa pubblica italiana ce n uno particolarmente fastidioso, quello che vede la spesa assistenziale andare a favore pi dei ricchi che dei poveri. Il presidente dellInps, Tito Boeri, lo sospettava gi da economista, ma ora che ha una visione diretta dei dati ne ha avuto la conferma. Secondo i numeri a disposizione, un terzo della spesa si rivolge al 20% pi ricco della popolazione. | Enrico Marro, Corriere della Sera, 7 agosto 2015