Big Business Joins Obama Effort to Aid Long-Term Unemployed
Il Presidente Obama ha convinto alcune delle più grandi imprese del Paese (tra cui Walmart, Apple, General Motors e Ford) – per un totale di circa 300 - a cambiare le modalità di assunzione in modo tale da evitare discriminazioni nei confronti dei disoccupati di lunga durata, che negli Stati Uniti ammontano a quasi 4 milioni. Mentre il numero di disoccupati di breve durata è rientrato nei parametri normali, quello dei disoccupati di lunga durata rimane invece particolarmente alto.
 
Obama vuole cambiare il welfare americano ma...
Sono stati numerosi i temi sociali toccati da Barack Obama nel discorso sullo Stato dell’Unione pronunciato la notte scorsa davanti al Congresso riunito in sessione plenaria. Il Presidente ha avanzato alcune proposte che stanno già generando grandi aspettative, ma che comportano anche diverse incognite. Obama dovrà infatti fare i conti con un Congresso dove i Repubblicani mantengono ancora la maggioranza della Camera dei rappresentanti, che difficilmente lo sosterrà nell’applicazione di queste nuove misure.
 
Obama: "Il 2014 sarà un anno d’azione"
Nel discorso sullo Stato dell'Unione Barack Obama ha affrontato numerosi temi legati alle politiche sociale. Il Presidente ha detto di considerare il 2014 "l’anno della svolta" reclamando riforme di ampio respiro: dalla legge sull’immigrazione fino alla creazione di un fondo pensioni sostenuto dal governo, fino alla nuova legge sul lavoro che prevede l’aumento del salario minimo, un argomento più che mai urgente in un Paese in cui quello dei working poor sta diventando un problema sempre più pressante
 
I bilanci delle famiglie italiane
E’ stata pubblicata in questi giorni l’indagine campionaria della Banca d’Italia “I bilanci delle famiglie italiane nell’anno 2012”. Se l’impoverimento generale è un dato negativo ma non inaspettato in una fase di recessione, ciò che invece appare più grave è l’aumento delle diseguaglianze: il 10 % delle famiglie più ricche possiede il 46,6 % della ricchezza netta familiare totale. Più penalizzate le nuove generazioni, colpite da un drastico calo del reddito medio e da un forte aumento del rischio povertà.
 
Due o tre cose a proposito del Jobs Act
Il Jobs Act annunciato da Matteo Renzi ha avuto, almeno in termini quantitativi, un’ottima accoglienza da parte dei media e molti politici e commentatori si sono improvvisati giuristi o economisti del lavoro per poterlo commentare. Ora però secondo Dario Di Vico siamo arrivati alla fase più delicata_ dagli annunci bisogna passare ad un vero testo programmatico che magari raccolga i contributi più incisivi e critici che sono stati già formulati. | Dario Di Vico, La Nuvola del Lavoro, 24 gennaio 2014
 
George Soros funds 'solidarity centres' to help Greeks hit by economic crisis
George Soros fonda i “centri di solidarietà”, che forniranno assistenza sanitaria e legale alla popolazione greca colpita dalla crisi.
 
Gb: Bruxelles valuterà limitazioni a welfare per migranti UE
"Una volta che il governo britannico avrà ben chiarito i cambiamenti che intende introdurre, l'UE assicurerà che siano pienamente compatibili con la normativa Ue sulla libera circolazione", così un portavoce della Commissione sulle misure restrittive annunciate oggi a Londra riguardo all'accesso al sistema di welfare per migranti provenienti da altri Stati membri. | Ansa, 20 gennaio 2014
 
Italia: sei milioni senza lavoro
Pochi giorni fa l’Eurostat ha pubblicato nuovi dati relativi alla situazione occupazionale nei 28 Paesi dell’Unione. In base a queste rilevazioni il tasso di disoccupazione nel nostro Paese supererebbe di un punto abbondante la media UE, e già questo basterebbe per non stare tranquilli, ma i dati che fanno veramente tremare i polsi sono quelli relativi alla fascia di popolazione che, pur desiderando di lavorare, non possiede né è in cerca di un impiego.
 
Germania, dove il precario è flessibile e 9 su 10 sono “felici del loro lavoro”
Nove tedeschi su dieci sono soddisfatti del lavoro che fanno. Il dato emerge da uno studio della fondazione Bertelsmann anticipato dal quotidiano Welt, che rivela anche molti dettagli interessanti sullo sviluppo del mercato del lavoro negli ultimi dieci anni, considerati un decennio di vero e proprio “miracolo” dell’occupazione in Germania. Il boom che ha fatto precipitare, nonostante la crisi, i disoccupati da cinque milioni a meno di tre, è dovuto all’incremento esponenziale dei lavori flessibili. | Tonia Mastrobuoni, La Stampa, 20 gennaio 2014
 
Chiara Saraceno: SIA, l'ennesima occasione mancata
Chiara Saraceno ci parla del SIA, di quel che voleva e poteva essere. Sono passati quattro mesi dalla presentazione della proposta del Sostegno per l'inclusione attiva (SIA) elaborata da un gruppo di esperti presso il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali. Dello schema di reddito minimo di cui si parlava nel documento originale poco o nulla è rimasto dopo il vaglio della legge di Stabilità. In un paese dove il numero di poveri (assoluti) è raddoppiato negli ultimi cinque anni, salendo a quasi 5 milioni, il nostro sistema di welfare sembra rimanere ancora una volta zoppo e gran parte degli esclusi restano tali: non si delinea una concreta possibilità di inclusione per tutti coloro che sono stati tagliati fuori dalla crisi e non hanno i mezzi per farcela da sé.
 
Stage, perché non funzionano in Italia: solo il 6% di chance in più di essere assunti
Niente stage, niente lavoro? Dipende: in Italia, anche con uno o più tirocini in curriculum, la probabilità di assunzione si "alza" di appena il 6%. Meno della metà rispetto alla Spagna (14%), un sesto esatto della percentuale registrata in Francia (36%). Il rapporto McKinsey "Education to Employment" 2013, redatto con più di 8mila interviste tra giovani, istituzioni e datori di lavoro di paesi Ue, ribadisce il blocco italiano nell'inserimento professionale degli under 30. Con la conclusione che «internship, in Italia, non forniscono ai candidati le abilità (e il lavoro) richiesti».
 
Youth Guarantee: la lezione francese
Dal primo gennaio ha preso formalmente avvio il programma UE “garanzia giovani”, volto a promuovere l’inserimento occupazionale dei circa 6 milioni di disoccupati europei sotto i 25 anni. Molti governi hanno già presentato alla Commissione i propri Piani di attuazione, indispensabili per accedere al co-finanziamento UE. L'Italia ha messo in cantiere un piano ambizioso, ma potrebbe essere utile guardare anche a quanto stanno facendo altri Paesi, come Francia e Inghilterra, che hanno scelto approcci diversi ma egualmente interessanti.
 
Non tradite quei ragazzi
Beppe Severgnini sulle pagine del Corriere della Sera parla della necessità di sbloccare il mercato del lavoro nel nostro Paese. Nonostante le promesse che arrivano da più parti, infatti, il 41% di disoccupazione giovanile ha smesso d’essere una preoccupazione ed è diventata, scrive il giornalista "una bomba sociale a orologeria". Come e dove è dunque possibile agire per affrontare il tema? | Beppe Severgnini, Corriere della Sera, 7 gennaio 2014
 
Renzi e la lezione inglese sul lavoro
Il Job Act rappresenta il primo importante banco di prova per Matteo Renzi: attraverso di esso ci si potrà infatti fare un’idea più precisa del «riformismo» renziano sia nei metodi sia nei contenuti. Data la drammatica situazione economica partire dal tema dell’occupazione appariva quasi obbligato, ma fare proposte ambiziose, originali e insieme dotate di un certo grado di praticabilità politica non è certo facile. Segnaliamo l'articolo che Marurizio Ferrera ha pubblicato in tempi non sospetti sul Corriere della Sera indicando la prospettiva che dovrebbe assumere la proposta renziana sul lavoro. | Maurizio Ferrera, Corriere della Sera, 21 dicembre 2013
 
Jobs Act: ecco la proposta (aperta) di Renzi
Matteo Renzi nella giornata di ieri ha presentato le linee guida del cosiddetto Jobs Act, il documento che, nelle intenzioni del neosegretario, andrà a rappresentare le posizioni del Partito Democratico sul delicato tema del lavoro. Attraverso tale documento, i cui contenuti saranno delineati più chiaramente nel corso della prossima riunione della segreteria PD (16 gennaio), saranno indicati infatti i punti prioritari su cui secondo il partito occorrerà intervenire nei mesi a venire per affrontare i problemi occupazionali del Paese. Qui il testo integrale pubblicato da Renzi sul suo sito.
 
Jobs Act: insidie e opportunità
Quali sono i settori economici su cui puntare per guadagnare competitività e al tempo stesso espandere la domanda di lavoro? Dove e come e si possono creare nuovi impieghi? Se Matteo Renzi vuole dire e fare qualcosa di innovativo sul tema del lavoro è anzitutto a queste domande che dovrà dare risposta il Jobs Act, documento che la nuova segreteria del Partito Democratico sta strutturando proprio in questi giorni. L'opinione di Maurizio Ferrera sul tema.
 
Ichino: “Vi spiego come non mettere i disoccupati nel freezer”
All'interno della legge di stabilità varata a fine 2013 c’è una disposizione apparentemente di poca importanza che può tuttavia essere particolarmente significativa per il mercato del lavoro italiano nel prossimo futuro: il comma 215, che promuove l’esperimento regionale del “contratto di ricollocazione”. | Pietro Ichino, La Nuvola del Lavoro, 6 gennaio 2014
 
Tra crisi del mattone e povertà abitativa, si può “recuperare”?
Crisi economica, crisi edilizia, povertà abitativa: i numeri sono ormai abbastanza noti. Ciò che è meno evidente è che gli effetti della crisi non si manifestano solo nell’incapacità di sostenere le spese abitative: quando si passa da una fase di crescita ad una fase di recessione si effettuano delle azioni di ridimensionamento che rischiano di lasciare interi edifici, se non intere aree, in stato di abbandono, con pesanti ripercussioni in termini di equilibrio urbano e sociale. Ecco perché, dai governi nazionali ai singoli cittadini, crescono i movimenti per il recupero urbano.
 
50 Years Later, War on Poverty Is a Mixed Bag
Per molti Americani, la guerra alla povertà dichiarata 50 anni fa dal presidente Johnson è stata un fallimento. Il tasso di povertà è sceso solo dal 19 al 15 percento in due generazioni e 46 milioni di Americani vivono con redditi considerati scarsamente adeguati. Se, secondo alcuni, i programmi di welfare introdotti dal New Deal avrebbero migliorato significativamente le condizioni della popolazione meno abbiente, negli ultimi decenni i profitti economici si sono concentrati nelle mani del vertice della piramide sociale, tanto che il presidente Obama ha definito l’ineguaglianza come la sfida più significativa della nostra epoca. | Annie Lowray, The New York Times, 4 gennaio 2014.
 
Il maxi-regalo di Mister Facebook ai nuovi poveri di Silicon Valley
MARK Zuckerberg balza in testa alla classifica dei filantropi 2013, chiudendo l'anno con un miliardo di dollari donato in beneficenza. Ma la vera notizia è un'altra. Il fondatore di Facebook non indirizza la sua generosità verso i poveri dell'Africa o le zone malariche dell'Asia, come fa da tempo Bill Gates. La totalità del suo dono va a una ong che combatte la povertà, ma nella Silicon Valley, a due passi da casa sua. Perché le due zone più dinamiche della East Coast e della West Coast – la Silicon Valley e la città di New York - conoscono lo stesso problema: i nuovi poveri generati dal nuovo boom americano.