Beni comuni e welfare: due facce della stessa medaglia
Dopo il conferimento del Premio Nobel a Elinor Ostrom parlare di Beni Comuni è diventato di gran moda. Purtroppo però la maggior parte degli articoli scientifici riguardanti questo tema sono affetti da un limite che spesso caratterizza le discussioni salite troppo velocemente agli onori delle cronache: non è chiaro, sia per quelli che scrivono che per quelli che leggono, quale sia precisamente l'oggetto stesso della disputa. Proviamo a capirlo meglio insieme, dando anche un primo sguardo al legame tra beni comuni e politiche di welfare.
 
Welfare al femminile
Camilla Gaiaschi, La Nuvola del Lavoro, 18 aprile 2014
 
La riforma degli ammortizzatori sociali del governo Renzi
Il Jobs Act, il piano per il lavoro del Presidente del Consiglio Matteo Renzi, continua a fare discutere, specialmente su alcuni temi "caldi" come la riforma degli ammortizzatori sociali. Su questo fronte il governo ha accolto e fatto proprio il piano elaborato dal politologo Stefano Sacchi, inserendolo nel DDL delega sul lavoro. In una lunga intervista concessa in esclusiva a Percorsi di secondo welfare lo stesso Sacchi ci ha spiegato opportunità, prospettive e ostacoli della sua proposta.
 
Il lavoro? A Modena lo si può cercare anche al bar
A Modena il lavoro si può trovare anche al bar. E' possibile grazie a Job Caffè, che ha aperto i battenti venerdì 28 marzo nei locali del bar Arcobaleno di via Toniolo 124. Un punto di incontro, attivo ogni venerdì dalle 16 alle 18, rivolto in particolare a ragazzi tra i 17 e i 25 anni disoccupati, inoccupati e in cerca di occupazione, dove trovare informazioni sul mondo del lavoro e sulle possibilità che offre, in cui entrare in contatto con agenzie, referenti, enti di formazione ed esperti del territorio. | Maria Teresa Manuelli, Nuvola del Lavoro, 6 aprile 2014
 
Quanto è forte la carta rosa
Il governo Renzi non ama i rimproveri dell’Europa e delle istituzioni internazionali. Recentemente però ne è arrivato uno che non si può ignorare. In una intervista al Corriere, Christine Lagarde, presidente del Fondo Monetario Internazionale, ha ricordato che l’Italia è fra i Paesi che "incoraggiano meno" (un cortese eufemismo) l’occupazione femminile: un cambiamento di rotta darebbe un contributo di primo piano alla ripresa economica. Ma siamo davvero la maglia nera su questo versante? E, soprattutto, perché i nostri governi fanno così poco per colmare il divario che ci separa dagli altri Paesi?
 
Giovani senza pensione
La situazione ha del paradossale, eppure nelle maglie delle normative previdenziali si nascondono delle vere e proprie iniquità. Ad esempio i cosiddetti lavoratori atipici, che ormai rappresentano una quota molto elevata del totale: senza correzioni alle attuali norme potrebbe accadere che molti di loro, pur versando regolarmente i contributi previdenziali, alla fine di un percorso lavorativo oscillante e discontinuo, possano ritrovarsi senza pensione. | Massimo Fracaro e Nucola Saldutti, Nuvola del Lavoro, 2 aprile 2014
 
Il lavoro in carcere
Ricollocarsi nel mondo del lavoro dopo un periodo di detenzione non è certo cosa da poco, sopratutto in un momento in cui in generale le opportunità scarseggiano. Per questo l’accordo tra Regione Lombardia e Università degli Studi Milano Bicocca, che porta per la prima volta l’università in carcere, è certamente un qualcosa che andrà tenuto d'occhio. | Giulia Cimpanelli, La Nuvola del Lavoro, 31 marzo 2014
 
UE: cambiare la governance locale per cambiare il welfare
La governance degli interventi sociali, in particolare a livello locale, rappresenta un nodo cruciale per lo sviluppo di modelli di welfare innovativi capaci di superare le attualità difficoltà dei sistemi sociali europei. Per favorire il dibattito su questo argomento il 5 giugno prossimo a Bruxelles nel corso della conferenza “Building inclusive welfare systems: A dialogue between research and practice” verranno presentati i risultati di quattro progetti di ricerca internazionali finanziati dalla Commissione Europea nell’ambito del 7º Programma Quadro per la Ricerca e lo Sviluppo.
 
Poletti: non è giusto che i pensionati non possano più lavorare
«Continuo a sostenere che per le modalità di uscita dal lavoro, dovremmo immaginare in modo più graduale e flessibile». Lo ha detto il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, a Mix 24, trasmissione radiofonica di Radio 24. «Non credo sia giusto che i pensionati non possano più lavorare. Credo che bisogna trovare delle modalità nuove che consentano ad ogni persona di avere una cosa da fare. Questo lo considero il punto di svolta concettuale di questo governo. Nessuno deve stare a casa, lo dico anche per i giovani e per gli immigrati».| Il Sole 24 Ore, 19 marzo 2014
 
"Noi il lavoro lo abbiamo trovato a casa"
Che lo si chiami “lavoro agile” o smart working, fare della casa il proprio ufficio è una scelta sempre più comune. Succede tra i giovani creativi come grafici, video maker e illustratori, ma anche fra gli start upper e i piccoli imprenditori. Il nostro Paese, stando ai dati dell’osservatorio della Scuola di Management del Politecnico di Milano, è uno dei fanalini di coda a livello europeo per il cosiddetto telelavoro nel 2013 (venticinquesimo su ventisette), ma nell’ultimo anno si è registrato un primo cambio di tendenza, con la percentuale del lavoro a distanza aumentata dell'8% rispetto al 2012. | Caterina Clerici e Manuela Messina, La Stampa, 19 marzo 2014
 
Le famiglie italiane sempre più vulnerabili
Il Forum ANIA-Consumatori ha presentato i risultati del secondo monitoraggio dell’Osservatorio sulla vulnerabilità economica delle famiglie italiane, realizzato in collaborazione con l’Università degli Studi di Milano e arricchito, in questa sua nuova edizione, da un approfondimento di carattere politico-sociale, che ha messo in luce alcune tra le più rilevanti policies attuate sul territorio nazionale in risposta alle nuove forme di vulnerabilità e alle nuove povertà.
 
La famiglia al tempo della crisi
Il 12 marzo a Roma si è svolto il convegno "La famiglia al tempo della crisi, tra vulnerabilità economica e nuove forme di tutela" nel corso del quale è stato presentato il secondo monitoraggio sulla vulnerabilità economica delle famiglie italiane, realizzato dall’Università degli Studi di Milano per il Forum ANIA - Consumatori. Vi proponiamo una breve rassegna stampa relativa all'evento.
 
Tre ostacoli in una giungla
Con i provvedimenti varati il 12 marzo dal Consiglio dei ministri ha preso finalmente forma il famoso Jobs Act, quel piano per i posti di lavoro che Matteo Renzi si era impegnato a elaborare subito dopo la nomina a segretario del Pd. Meno restrizioni e regole più snelle per le assunzioni, sostegni più efficaci per i disoccupati, incentivi e servizi per le madri che lavorano: queste le linee direttive dei nuovi provvedimenti, chiaramente ispirate al modello della flexicurity da anni raccomandato dall’Unione europea. Tuttavia, almeno tre ostacoli si frappongono al raggiungimento degli obiettivi del Jobs Act : dettagli, tempi e costi.
 
UE: quattro anni dopo la strategia Europa 2020
Nel 2010 l’Unione Europea lanciava la Strategia Europa 2020, un insieme di azioni, priorità e risultati da raggiungere entro l’anno 2020 per rendere l’Europa più inclusiva e coesa. Lo scorso 5 marzo la Commissione Europea ha pubblicato la comunicazione “Taking stock of the Europe 2020 strategy” per fare il punto sullo sviluppo delle azioni che fanno parte del piano strategico a distanza di quattro anni dal suo avvio. Vi raccontiamo a che punto è l'UE e quanto sono lontani gli obiettivi stabiliti.
 
Giovani e lavoro: come favorire l’occupazione nelle zone emarginate
Creare occupazione per i giovani è uno dei “grandi obiettivi” di questo periodo, e guardare cosa stanno facendo gli altri Paesi può offrire spunti interessanti. Abbiamo recentemente parlato del piano di Obama per contrastare la disoccupazione di lungo periodo, ci spostiamo adesso in Francia, dove il governo ha istituito, due anni fa, gli “Emplois Francs” un interessante progetto per creare occupazione per i giovani residenti nelle zone economicamente e socialmente più emarginate.
 
Offrire lavoro in chiesa
Il lavoro? Si trova in chiesa. E' invece la bella e singolare iniziativa di un’associazione dal nome “Progetto disoccupati Roma” che riunisce 50 persone, al momento senza lavoro, che vivono nella capitale. Dopo avere visto che lasciando volantini nelle cassette delle lettere o distribuendoli di fronte ai supermercati si otteneva bene poco, l'associazione ha scelto di percorrere una strada diversa: andando a proporsi all’interno delle chiese. In accordo con i parrocci di alcune parrocche il sabato e domenica i membri dell'associazione si recano in visita in una o più chiese, prendono la parola subito dopo la comunione e gli avvisi e raccontano cosa sanno fare e cosa possono offrire dal punto di vista professionale. | Crisitina Maccarone, La Nuvola del Lavoro, 10 marzo 2014
 
Servizi sociali: l'Abc sussidiario dell'efficienza
A sgombrare il campo da qualsiasi alibi alle facili, ma solo ideologiche e controproducenti, contrapposizioni tra pubblico e privato sociale è l'interessante – e ricco di numeri e confronti – Rapporto annuale proposto dalla Fondazione per la sussidiarietà sul tema "Sussidiarietà e... qualità nei servizi sociali", che sarà presentato giovedì 13 marzo a Roma. | Marco Biscella, Il Sole 24 Ore, 10 marzo 2014
 
Il part time rafforza le differenze tra uomini e donne. Il paradosso dell'Olanda
Nel 2000 il governo olandese incentivò il part-time lungo sia per le donne che, almeno sulla carta, per gli uomini. Ma nonostante gli uomini olandesi siano oggi tra i più disponibili alla cura, un’attenta lettura dei dati spinge a ipotizzare che quella riforma non sia riuscita nel suo intento. Nel lavoro retribuito infatti lo squilibrio tra uomo e donna è ancora enorme: 114 minuti a favore dei maschi portano l’Olanda al diciannovesimo posto nella performance. Che cosa ci dicono questi numeri? Che il lavoro part-time resta ancora una prerogativa quasi esclusivamente femminile e che la conciliazione vita-lavoro è, in sostanza, un affare per donne. | Camilla Gaiaschi, La Ventisettesima Ora, 10 marzo 2014
 
Il part time rafforza le differenze tra uomini e donne: il paradosso olandese
Italiani ottimi per genitorialità condivisa ma molto indietro per quel che riguarda la condivisione dell'attività domestica, dove invece si rivelano particolarmente virtuosi australiani e sloveni. E' uno degli aspetti che emerge dai dati Ocse sull'utilizzo del tempo di maschi e femmine tra casa e lavoro. Al di là di alcune conclusioni scontate non mancano le sorprese, come la "part time economy” dei Paesi Bassi, che invece di colmare il gap tra uomini è donne ha progressivamente rafforzato i ruoli tradizionali.
 
Una semplificazione al giorno leva la burocrazia di torno
Matteo Renzi ha promesso di battersi come un leone sul fronte delle semplificazioni e un segnale è arrivato già ieri dal neo-ministro dell’Ambiente Galletti, che ha annunciato l’abolizione degli obblighi Sistri per le aziende fino a 10 dipendenti. Forse il governo dovrebbe adottare proprio la strategia di una semplificazione al giorno, darebbe un segnale concreto di voler smantellare l’intermediazione burocratica e migliorare la vita dei cittadini. Perché quindi, per limitarsi a un solo esempio, non abolire a colpi di cacciavite le 12 stazioni della Via Crucis dell’apprendistato? | Dario Di Vico, Corriere della Sera, 4 marzo 2014