Le buone regole per favorire le assunzioni
Si fa sempre più acceso il dibattito sulla riforma del lavoro, in particolare sull’articolo 18. In attesa di valutazioni circostanziate della riforma Fornero, il governo può però fare molte altre cose in tema di relazioni contrattuali, in primis la semplificazione del codice del lavoro e la sperimentazione di nuove forme di assunzione a tempo indeterminato ispirate alle pratiche virtuose di altri Paesi e rispettose delle norme protettive previste dalla Ue.
 
Il gambero delle pensioni
Il decreto 90 sulla pubblica amministrazione è in fase di conversione in Parlamento. Maurizio Ferrera riflette sui possibili esiti di questa misura, l’ennesima sul fronte pensionistico, fronte dove spesso si opera con le modalità del gambero, cioè tornando indietro rispetto al punto in cui si è oggi. Se determinati aggiustamenti sono necessari al fine di correggere esiti sottovalutati, l’assenza di una giusta base tecnica rischia infatti di compromettere efficacia finanziaria ed equità distributiva.
 
Le Baby Little Home del Trentino
Tra le strutture grandi e piccole che il Trentino mette a disposizione delle famiglie, le Baby Little Home (Blh) sono state concepite come nidi, o micro-case: gusci posizionati sul territorio all’interno dei quali è possibile, per mamma e bambino, trovare un momento di pausa. Situate in parchi pubblici, piste ciclabili, percorsi montani, coste dei laghi e altri siti tradizionalmente poco dotati di facilities per le famiglie, le Blh rispondono all’esigenza di allattare al seno in un luogo riparato, di scaldare il biberon o dare da mangiare al bambino, di cambiare pannolini in sicurezza e comodità.
 
Sanità lombarda: le prospettive innovative del secondo welfare
La Regione Lombardia ha scelto di mettere mano al proprio sistema sanitario: il primo passo è stata la pubblicazione del Libro Bianco sullo sviluppo del sistema sociosanitario in Lombardia, dove sono contenute le principali direttrici verso cui si orienterà la riforma. Salvatore Carubba, Presidente del Centro di Ricerca e Documentazione Luigi Einaudi, analizza i risultati ottenuti dal sistema sanitario regionale negli ultimi anni, sottolineando la positività della strada intrapresa: espressione di sussidiarietà che ha offerto, offre (e si spera offrirà) prospettive interessanti per lo sviluppo del secondo welfare.
 
Ue: la lunga strada per la coesione
E’ stata pubblicata pochi giorni fa la Sesta relazione sulla coesione economica, sociale e territoriale della Commissione europea, che analizza lo stato della coesione dell’Unione e mette in evidenza le sfide cui devono far fronte le autorità nazionali, regionali e locali per superare le difficoltà poste dalla crisi economica e finanziaria. Sebbene la recente crisi economica abbia ampliato le disparità regionali in termini di crescita, i dati nazionali e le proiezioni indicano un’inversione di tendenza grazie agli investimenti nell'ambito della politica di coesione più mirati. La politica di coesione starebbe infatti attenuando la drastica riduzione degli investimenti pubblici, iniettando risorse finanziarie indispensabili in molti Stati membri e creando la stabilità necessaria ad attrarre gli investimenti privati.
 
Il Welfare delude gli italiani. Insoddisfatti della sanità
Gli italiani sono insoddisfatti dei servizi del welfare e sarebbero pronti a pagare di più, pur di avere prestazioni migliori. Quel che preoccupa maggiormente è il livello di soddisfazione per Pronto soccorso, medicina territoriale, pensioni, invalidità civile, segretariato sociale, servizi per l'infanzia e assistenza domiciliare. È questo il risultato dell'indagine svolta dal Cnel e contenuta nella Relazione annuale al Parlamento e al Governo sui livelli e la qualità dei servizi erogati dalle Pubbliche amministrazioni, centrali e locali alle imprese e ai cittadini. | Il Messaggero, 25 luglio 2014
 
Dal centro alla periferia: a ogni stazione la vita media si accorcia
Il modo in cui la disuguaglianza sociale incide sullo stato di salute si può misurare anche così: prendete la metropolitana in una stazione centrale di qualsiasi città e andate verso la periferia. Si è calcolato che a ogni stazione la vita media della popolazione locale si accorcia di sei mesi, fino a un differenziale massimo (in Inghilterra come in Italia) di circa 7 anni. | Luca Carra, Corriere della Sera, 20 luglio 2014
 
La riforma del lavoro: tra rinvii e distrazioni
L’Italia sta chiedendo più flessibilità all’Europa sulle regole di bilancio e in cambio promette incisive riforme economiche. La partita è delicata, ma non potrà iniziare sul serio se il governo Renzi non dà prima qualche segnale immediato. Il fronte su cui, giustamente, vi sono le maggiori aspettative è il mercato del lavoro, che funziona malissimo e ostacola la crescita. Il Jobs Act è stato presentato come un provvedimento capace di aggredire i problemi strutturali del nostro sistema occupazionale, inclusa la rigidità in uscita, ma Matteo Renzi riuscirà a superare le resistenze del sindacato e di una parte del Pd?
 
Istat: in Italia 10 milioni di poveri
Nuovi preoccupanti dati sulla povertà in Italia: nel 2013 le persone in povertà relativa in Italia sono oltre milioni di persone, pari al 16,6% della popolazione. Lo comunica l'Istat sottolineando che fra questi le persone in povertà assoluta sono 6.020.000, pari al 9,9 per cento. | Corriere della Sera, 14 luglio 2014
 
Cresce la povertà in Italia. Dati drammatici dal Mezzogiorno
L’Istat ha reso note le ultime rilevazioni sui livelli di povertà nel nostro Paese. Secondo i dati dell’istituto di statistica, riferiti all’anno 2013, rimane sostanzialmente stabile la povertà relativa, mentre cresce in maniera preoccupante il livello di povertà assoluta, soprattutto nelle regioni meridionali. Forse la crisi, come si inizia a sentire da più parti, sta finendo per davvero, ma sicuramente gli effetti sociali che ha generato sono ancora lontatni dall'essere risolti, specialmente nelle regioni del Sud.
 
Dall'Europa un nuovo fondo per il lavoro
L’Unione Europea ha predisposto la creazione – con un budget proposto di 815 milioni di euro per gli anni 2014-2020 – dell’EaSI, il programma europeo per l’occupazione e l’innovazione sociale, che dovrebbe iniziare a operare nel gennaio 2014. L’accordo politico raggiunto dalle istituzioni europee per lo stanziamento del nuovo fondo EaSI costituisce un importante passo avanti nell’implementazione delle misure necessarie per il raggiungimento dei target di Europa 2020 in tutti gli Stati membri.
 
L’esplosione della spesa sanitaria nei prossimi 50 anni
A crescita invariata dei costi di produzione dei servizi sanitari (1,7% di crescita annua in media nei paesi Ocse), e con un costo del lavoro per unità di prodotto dell’assistenza di lungo periodo in linea con la crescita della produttività del settore, per il 2060 la spesa totale sanitaria, così definita, crescerà di 7,6 punti percentuali, raggiungendo il 14% del Pil. | Thomas Manfredi, Linkiesta, 3 luglio 2014
 
White Economy: una grande opportunità per l'Italia
Una ricerca di Welfare Italia nata da una collaborazione fra Censis e Unipol ha messo in luce il forte potenziale che la white economy oggi ha nel nostro Paese. Il comparto vale già oggi il 6% della produzione totale e occupa 2,7 milioni di addetti. Ma i margini di crescita sono molto ampi, considerando l’invecchiamento della popolazione. La promozione di un moderno «mercato sociale», alimentato da risorse non pubbliche e aperto ad una molteplicità di soggetti profit e non profit, è la strada per sfruttare appieno questo potenziale.
 
Se anche il Papa sostiene il secondo welfare
Il 5 luglio a Campobasso, presso l’Aula Magna dell’Università del Molise, Papa Francesco ha incontrato numerosi esponenti del mondo del lavoro e dell’industria locale. Il Pontefice, dopo aver ascoltato le testimonianze di alcuni studenti e lavoratori locali, ha voluto indicare due elementi che potrebbero aiutare il nostro Paese ad uscire dalla crisi-che-non-passa: più conciliazione famiglia-lavoro e lo sviluppo di progetti occupazionali che coinvolgano le diverse anime delle comunità locali. Anche il Pontefice guarda al secondo welfare come via privilegiata per affrontare il problemi sociali del presente?
 
Donne e lavoro: se la crisi rende schiave del part time
Pur di tenersi il lavoro, dall’inizio della crisi a oggi, le italiane si sono adattate a qualunque tipo di flessibilità. Avete presente il tanto agognato part time? Bene, oggi le donne sono diventate schiave del tempo parziale. In moltissimi casi non è più una scelta ma un obbligo. Perché la vera ambizione sarebbe lavorare a tempo pieno, se non altro per far quadrare meglio i conti della famiglia.| Rita Querzè, La 27esima Ora, 7 luglio 2014
 
Una politica per welfare e occupazione, la Carta va cambiata
Cambiare. Il titolo V della Costituzione. Anche per ciò che concerne il lavoro. E' questa la parola d'ordine dell’ottavo Congresso Nazionale dei Consulenti del Lavoro di Fiuggi, durante il quale verrà presentata la proposta di riforma dell’art. 117 della Costituzione. Secondo la Categoria, infatti, è urgente e doverosa una revisione del titolo V che dopo la riforma del 2001 ha creato numerosi problemi. Solo così sarà possibile restituire efficienza allo Stato e garantire costi minimi ai cittadini. | Isidoro Trovato, Corriere della Sera, 25 giugno 2014
 
Le prospettive dei buoni acquisto per il welfare
Per rendere accessibili a una più ampia platea di famiglie servizi di cura, che potrebbero tra l'altro liberare tante donne da un lavoro non retribuito di assistenza a bambini o anziani tra le mura domestiche, Paesi come Francia, Belgio e Regno Unito hanno sviluppato specifici sistemi di voucher. In sostanza si tratta di buoni-acquisto convenienti sia per chi li compra sia per chi li vende grazie a un sussidio pubblico incorporato nel buono e ad agevolazioni fiscali. In Francia, dopo che nel 2005 è stato introdotto il cosiddetto Cesu, sono nate circa 10.000 piccole società di servizi e sono stati creati più di 100 mila posti di lavoro nell’arco di appena dodici mesi. E l'Italia?
 
Istat, presentato il rapporto annuale 2014 sulla situazione del Paese
E’ stato presentato pochi giorni fa il Rapporto annuale Istat sulla situazione del Paese. Un rapporto che ci dà importanti indicazioni non solo per le scelte economiche ma anche per quelle sociali. Se la fase recessiva ha portato infatti a focalizzare l’attenzione generale sulle emergenze economiche del Paese, tuttavia una lettura prospettica in chiave demografica mette in luce che le emergenze sociali non sono da meno e richiedono interventi che non possono essere più rimandati. Tra i problemi più gravi un modello di welfare mediterraneo non più praticabile, perché basato su strutture familiari ormai obsolete; ineguaglianze di genere ma anche tra generazioni; una spesa sociale squilibrata, che destina più della metà delle risorse alla previdenza e molto poco alle famiglie e al sostegno al reddito.
 
Giovannini: "Asili, welfare e reddito minimo per battere la paura del futuro"
Non nasceranno bambini finché non riusciremo emergere della cappa d'incertezza che avvolge il Paese. Per Enrico Giovannini, ex ministro del Lavoro ed ex presidente Istat, oggi fra i candidati che potrebbero guidare l'istituto di statistica, quando si parla di demografia ragionare in termini di Pil non basta. Questo e molti altri temi toccati nell'intervista concessa Repubblica. | Luisa Grion, La Repubblica, 29 maggio 2014
 
Studio e lavoro: le opportunità offerte dalla UE
L’Unione Europea sta assumendo un’influenza crescente anche sui settori dell’educazione e del lavoro. I diritti sanciti dall’ordinamento europeo, a partire dalla libera circolazione delle persone, e i numerosi strumenti predisposti per favorirne la mobilità offrono infatti opportunità crescenti anche per i cittadini Italiani. Si tratta di politiche in grado di generare effetti positivi, come quello di mitigare l’impatto della crisi economica - soprattutto per le nuove generazioni -, ma che, tuttavia, non sono esenti da rischi - in primis quello di drenare capitale umano verso gli Stati “più attrattivi” – riproponendo anche in quest’ambito il dilemma della scelta tra chiusure nazionaliste e una più profonda integrazione.