L’esplosione della spesa sanitaria nei prossimi 50 anni
A crescita invariata dei costi di produzione dei servizi sanitari (1,7% di crescita annua in media nei paesi Ocse), e con un costo del lavoro per unità di prodotto dell’assistenza di lungo periodo in linea con la crescita della produttività del settore, per il 2060 la spesa totale sanitaria, così definita, crescerà di 7,6 punti percentuali, raggiungendo il 14% del Pil. | Thomas Manfredi, Linkiesta, 3 luglio 2014
 
White Economy: una grande opportunità per l'Italia
Una ricerca di Welfare Italia nata da una collaborazione fra Censis e Unipol ha messo in luce il forte potenziale che la white economy oggi ha nel nostro Paese. Il comparto vale già oggi il 6% della produzione totale e occupa 2,7 milioni di addetti. Ma i margini di crescita sono molto ampi, considerando l’invecchiamento della popolazione. La promozione di un moderno «mercato sociale», alimentato da risorse non pubbliche e aperto ad una molteplicità di soggetti profit e non profit, è la strada per sfruttare appieno questo potenziale.
 
Se anche il Papa sostiene il secondo welfare
Il 5 luglio a Campobasso, presso l’Aula Magna dell’Università del Molise, Papa Francesco ha incontrato numerosi esponenti del mondo del lavoro e dell’industria locale. Il Pontefice, dopo aver ascoltato le testimonianze di alcuni studenti e lavoratori locali, ha voluto indicare due elementi che potrebbero aiutare il nostro Paese ad uscire dalla crisi-che-non-passa: più conciliazione famiglia-lavoro e lo sviluppo di progetti occupazionali che coinvolgano le diverse anime delle comunità locali. Anche il Pontefice guarda al secondo welfare come via privilegiata per affrontare il problemi sociali del presente?
 
Donne e lavoro: se la crisi rende schiave del part time
Pur di tenersi il lavoro, dall’inizio della crisi a oggi, le italiane si sono adattate a qualunque tipo di flessibilità. Avete presente il tanto agognato part time? Bene, oggi le donne sono diventate schiave del tempo parziale. In moltissimi casi non è più una scelta ma un obbligo. Perché la vera ambizione sarebbe lavorare a tempo pieno, se non altro per far quadrare meglio i conti della famiglia.| Rita Querzè, La 27esima Ora, 7 luglio 2014
 
Una politica per welfare e occupazione, la Carta va cambiata
Cambiare. Il titolo V della Costituzione. Anche per ciò che concerne il lavoro. E' questa la parola d'ordine dell’ottavo Congresso Nazionale dei Consulenti del Lavoro di Fiuggi, durante il quale verrà presentata la proposta di riforma dell’art. 117 della Costituzione. Secondo la Categoria, infatti, è urgente e doverosa una revisione del titolo V che dopo la riforma del 2001 ha creato numerosi problemi. Solo così sarà possibile restituire efficienza allo Stato e garantire costi minimi ai cittadini. | Isidoro Trovato, Corriere della Sera, 25 giugno 2014
 
Le prospettive dei buoni acquisto per il welfare
Per rendere accessibili a una più ampia platea di famiglie servizi di cura, che potrebbero tra l'altro liberare tante donne da un lavoro non retribuito di assistenza a bambini o anziani tra le mura domestiche, Paesi come Francia, Belgio e Regno Unito hanno sviluppato specifici sistemi di voucher. In sostanza si tratta di buoni-acquisto convenienti sia per chi li compra sia per chi li vende grazie a un sussidio pubblico incorporato nel buono e ad agevolazioni fiscali. In Francia, dopo che nel 2005 è stato introdotto il cosiddetto Cesu, sono nate circa 10.000 piccole società di servizi e sono stati creati più di 100 mila posti di lavoro nell’arco di appena dodici mesi. E l'Italia?
 
Istat, presentato il rapporto annuale 2014 sulla situazione del Paese
E’ stato presentato pochi giorni fa il Rapporto annuale Istat sulla situazione del Paese. Un rapporto che ci dà importanti indicazioni non solo per le scelte economiche ma anche per quelle sociali. Se la fase recessiva ha portato infatti a focalizzare l’attenzione generale sulle emergenze economiche del Paese, tuttavia una lettura prospettica in chiave demografica mette in luce che le emergenze sociali non sono da meno e richiedono interventi che non possono essere più rimandati. Tra i problemi più gravi un modello di welfare mediterraneo non più praticabile, perché basato su strutture familiari ormai obsolete; ineguaglianze di genere ma anche tra generazioni; una spesa sociale squilibrata, che destina più della metà delle risorse alla previdenza e molto poco alle famiglie e al sostegno al reddito.
 
Giovannini: "Asili, welfare e reddito minimo per battere la paura del futuro"
Non nasceranno bambini finché non riusciremo emergere della cappa d'incertezza che avvolge il Paese. Per Enrico Giovannini, ex ministro del Lavoro ed ex presidente Istat, oggi fra i candidati che potrebbero guidare l'istituto di statistica, quando si parla di demografia ragionare in termini di Pil non basta. Questo e molti altri temi toccati nell'intervista concessa Repubblica. | Luisa Grion, La Repubblica, 29 maggio 2014
 
Studio e lavoro: le opportunità offerte dalla UE
L’Unione Europea sta assumendo un’influenza crescente anche sui settori dell’educazione e del lavoro. I diritti sanciti dall’ordinamento europeo, a partire dalla libera circolazione delle persone, e i numerosi strumenti predisposti per favorirne la mobilità offrono infatti opportunità crescenti anche per i cittadini Italiani. Si tratta di politiche in grado di generare effetti positivi, come quello di mitigare l’impatto della crisi economica - soprattutto per le nuove generazioni -, ma che, tuttavia, non sono esenti da rischi - in primis quello di drenare capitale umano verso gli Stati “più attrattivi” – riproponendo anche in quest’ambito il dilemma della scelta tra chiusure nazionaliste e una più profonda integrazione.
 
Unione Europea: perché conta investire sui bambini
Povertà tra i minori ed esclusione sociale sono ormai da tempo al centro delle politiche dell’Unione Europea, che sta affrontando il tema attraverso un'ampia gamma di interventi che vanno dal sostegno al reddito familiare all'istruzione fino all'inserimento lavorativo dei genitori. A un anno dalla raccomandazione della Commissione “Investing in children: breaking the cycle of disadvantage” lo European Network of Independent Experts on Social Inclusion ha pubblicato il rapporto annuale che offre una sintesi della situazione dei 28 Stati membri, analizza gli obiettivi e definisce le priorità per il futuro.
 
Quei meccanismi europei che favoriscono l'inclusione sociale
L’Unione Europea per molti anni si è occupata poco e male di questioni sociali. Da un lato molti Paesi membri preferivano non avere interferenze sulla gestione dei propri sistemi di welfare, dall'altro la situazione sociale non destava preoccupazioni tali da richiedere particolare attenzioni da parte delle istituzioni UE. In anni più recenti questa dinamica, soprattutto a causa delle conseguenze economico-sociali sviluppatesi dopo il 2008, è mutata notevolmente e vede l’Europa molto più attenta alle tematiche sociali. Vogliamo quindi segnalarvi alcuni “ombrelli” che, anche se pochi lo sanno, hanno permesso di sviluppare misure ed interventi che hanno condizionato in positivo la vita di milioni di cittadini europei.
 
Perdere e ritrovare il lavoro. Essere disoccupati al tempo della crisi
“Perdere e ritrovare il lavoro. L’esperienza della disoccupazione al tempo della crisi” è un volume di M. Ambrosini, D. Coletto e S. Guglielmi edito da Il Mulino che raccoglie i risultati della prima indagine realizzata in Italia sulla disoccupazione in età adulta. Svolta da un’équipe del Dipartimento di Scienze Sociali e Politiche dell’Università degli Studi di Milano, la ricerca parte dalla constatazione che, se oggi si parla molto di più della disoccupazione, poco si sa, invece, dei disoccupati. Generalmente, infatti, le analisi statistiche ce ne illustrano le caratteristiche sociografiche, ma non ci parlano del loro vissuto, delle ripercussioni, delle risorse a cui fanno riferimento, delle risposte che cercano di elaborare.
 
Sabbadini: "Donne lavoratrici e pilastro del welfare, ma pagano un caro prezzo"
Linda Laura Sabbadini, alla guida del dipartimento Statistiche sociali, snocciola cifre e letture dei dati in un'ottica di genere. Il gap occupazionale con gli uomini, la necessità di scardinare il 'breadwinner' e la rigidità dei ruoli, la necessità di rifondare il welfare italiano sono al centro della sua visione. Con un plauso alle quote: "Utili a rompere il monopolio maschile".
 
Le donne, il risparmio e la crisi
L’Indagine sul risparmio 2013 ha dedicato un approfondimento ad un segmento dei risparmiatori italiani: le donne. I principali risultati mostrano che esse conoscono il valore del denaro, e del denaro risparmiato in particolare. Il problema è che per molte di loro – più ancora che per gli uomini – le risorse disponibili non sono sufficienti, il futuro induce preoccupazione, la crisi pesa, anche se solo una minuscola minoranza pensa che i suoi effetti siano tutti e solo negativi.
 
Berlino non ce la fa col salario minimo
È stata la bandiera dei socialdemocratici in campagna elettorale, un nodo qualificante del contratto di coalizione del terzo mandato di Angela Merkel, e per questo è stato puntualmente approvato dal governo nelle settimane scorse. La cancelliera ha difeso senza riserve - almeno pubblicamente - la riforma disegnata dalla ministra del Lavoro Andrea Nahles, ma in questi giorni ha fatto discutere un rapporto che proviene proprio dalla cancelleria e che lancia pesanti accuse agli estensori della legge. | Tonia Mastrobuoni, La Stampa, 22 aprile 2014
 
Beni comuni e welfare: due facce della stessa medaglia
Dopo il conferimento del Premio Nobel a Elinor Ostrom parlare di Beni Comuni è diventato di gran moda. Purtroppo però la maggior parte degli articoli scientifici riguardanti questo tema sono affetti da un limite che spesso caratterizza le discussioni salite troppo velocemente agli onori delle cronache: non è chiaro, sia per quelli che scrivono che per quelli che leggono, quale sia precisamente l'oggetto stesso della disputa. Proviamo a capirlo meglio insieme, dando anche un primo sguardo al legame tra beni comuni e politiche di welfare.
 
Welfare al femminile
Camilla Gaiaschi, La Nuvola del Lavoro, 18 aprile 2014
 
La riforma degli ammortizzatori sociali del governo Renzi
Il Jobs Act, il piano per il lavoro del Presidente del Consiglio Matteo Renzi, continua a fare discutere, specialmente su alcuni temi "caldi" come la riforma degli ammortizzatori sociali. Su questo fronte il governo ha accolto e fatto proprio il piano elaborato dal politologo Stefano Sacchi, inserendolo nel DDL delega sul lavoro. In una lunga intervista concessa in esclusiva a Percorsi di secondo welfare lo stesso Sacchi ci ha spiegato opportunità, prospettive e ostacoli della sua proposta.
 
Il lavoro? A Modena lo si può cercare anche al bar
A Modena il lavoro si può trovare anche al bar. E' possibile grazie a Job Caffè, che ha aperto i battenti venerdì 28 marzo nei locali del bar Arcobaleno di via Toniolo 124. Un punto di incontro, attivo ogni venerdì dalle 16 alle 18, rivolto in particolare a ragazzi tra i 17 e i 25 anni disoccupati, inoccupati e in cerca di occupazione, dove trovare informazioni sul mondo del lavoro e sulle possibilità che offre, in cui entrare in contatto con agenzie, referenti, enti di formazione ed esperti del territorio. | Maria Teresa Manuelli, Nuvola del Lavoro, 6 aprile 2014
 
Quanto è forte la carta rosa
Il governo Renzi non ama i rimproveri dell’Europa e delle istituzioni internazionali. Recentemente però ne è arrivato uno che non si può ignorare. In una intervista al Corriere, Christine Lagarde, presidente del Fondo Monetario Internazionale, ha ricordato che l’Italia è fra i Paesi che "incoraggiano meno" (un cortese eufemismo) l’occupazione femminile: un cambiamento di rotta darebbe un contributo di primo piano alla ripresa economica. Ma siamo davvero la maglia nera su questo versante? E, soprattutto, perché i nostri governi fanno così poco per colmare il divario che ci separa dagli altri Paesi?