La crisi allarga il divario tra donne del Nord e del Sud
Le differenze di genere nel lavoro durante questa crisi sono diminuite. Non perché le donne abbiano particolarmente migliorato la loro situazione, ma perché gli uomini l’hanno peggiorata. Se approfondiamo l’analisi, ci accorgiamo però che, se le differenze di genere sono diminuite, le differenze tra donne sono aumentate. Oggi si identificano due mondi profondamente diversi | Linda Laura Sabbadini, La Stampa, 6 marzo 2017
 
Welfare: Boeri, ok a contributo per la non autosufficienza
Il presidente dell'INPS Tito Boeri ha affermato la necessità di estendere il contributo per la non autosufficienza, già esistente nel pubblico attraverso la contribuzione dei dipendenti, ad altre categorie di lavoratori attraverso un'ad...
 
Lealtà, Defezione, Protesta: Hirschman e l’azzardo di rimuovere le barriere
Il saggio "Lealtà, defezione, protesta" di Albert O. Hirschman si propone di dimostrare agli economisti l'utilità di accogliere indicazioni provenienti dalla politologia, delineando in questo senso un reticolo concettuale capace di spiegare in modo unitario i comportamenti in risposta a fenomeni di crisi di diverso tipo: nelle aziende, nei servizi, nei partiti, negli stati. Un modello ancora valido per capire le difficoltà di oggi.
 
Dopo di noi: oggi si apre la fase concreta
A partire dal 23 novembre 2016 attraverso quattro griglie strutturate a livello nazionale dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali le Regioni hanno definito il quadro generale degli obiettivi con cui perseguire l’attuazione della Legge 112/2016 "Disposizioni in materia di assistenza in favore delle persone con disabilita' grave prive del sostegno familiare" la cosiddetta "legge sul dopo di noi". Il 28 febbraio le griglie con le linee d'indirizzo sono state inviate al Ministero realizzando così un passo avanti nell'attuazione della legge tanto attesa da famiglie e terzo settore. Le griglie definiscono aspetti molto significativi come l'utilizzo delle risorse finanziarie, i progetti di vita, la deistituzionalizzazione e la valorizzazione delle progettualità già esistenti.
 
Occupazione e povertà, Renzi rilancia con il lavoro di cittadinanza
Per l’ex premier Renzi l’idea di un reddito di cittadinanza portata avanti dal M5S non risponde all’articolo 1 della nostra Costituzione che parla di lavoro non di stipendio. Il lavoro non è solo stipendio, ma anche dignità. L'idea lanciata nel 2015 da Stefano Zamagni. Ma cos’è il lavoro di cittadinanza? | Lorenzo Maria Alvaro, Vita, 28 febbraio 2017
 
Reddito di cittadinanza, serve chiarezza sui costi
Nel dibattito politico italiano l’ipotesi di istituire il reddito di cittadinanza sta sicuramente prendendo campo ben oltre il Movimento Cinque Stelle che pure ne ha fatto da tempo la sua bandiera. Il guaio è che, come spesso avviene nella nostra litigiosa arena politica, passa in secondo piano l’approfondimento sul come, il quanto e la platea che ne dovrebbe usufruire. Serve quindi che chiunque abbia intenzione di formulare ipotesi in tal senso chiarisca se questo sono compatibili con i fragili equilibri della nostra finanza pubblica
 
Se anche la Pubblica Amministrazione vuole puntare sul welfare aziendale
"I dipendenti pubblici potranno avere uno sconto sull’abbonamento ai mezzi pubblici, oppure una riduzione del contributo da pagare per la mensa scolastica, o ancora una tariffa più bassa per la piscina comunale dei figli". È il sottosegretario alla Pubblica amministrazione, Angelo Rughetti, a spiegare al Corriere della Sera cosa potrebbe cambiare per i 3 milioni di dipendenti pubblici italiani con il nuovo contratto in arrivo. In pratica un pezzo dello stipendio potrà essere dato al di fuori della busta paga, similmente a quanto accade in diverse imprese che hanno avviato misure di welfare aziendale.
 
Appunti sul welfare, rinomata eccellenza meneghina
“L’unica certezza è l’incertezza”, così Zygmunt Bauman definiva il mood della società liquida. Una formula che ben si attaglia a un sistema di welfare, quello della Milano post Expo, che fin dai numeri mostra una poliedricità difficile da catalogare | Stefano Arduini, Il Foglio, 20 febbraio 2017
 
Diventare “duali”? Struttura e riforma della formazione professionale in Italia
I giovani rappresentano in Italia un gruppo di outsider sul mercato del lavoro, come dimostrano gli alti livelli di disoccupazione giovanile e la larga diffusione di impieghi atipici con alto rischio di precarietà. La situazione italiana, in particolare, appare caratterizzata da deboli collegamenti tra filiere produttive e formative che costituiscono il fondamento delle iniziative di raccordo scuola-lavoro. In questo approfondimento Ruggero Cefalo si sofferma proprio sulla configurazione istituzionale del sistema di formazione delle competenze in Italia, in particolare sulla formazione professionale.
 
I voucher lavoro aiutano in situazioni di difficoltà e marginalità
Il Centro servizio volontariato provinciale di Padova promuove l'utilizzo dei voucher come strumento per agevolare le associazioni e per dare opportunità di lavoro, anche se occasionale, a persone in situazioni di marginalità | VolontariatOggi.info, 17 febbraio 2017
 
Welfare, la salute nelle città: bene comune, ecco il manifesto del comitato delle regioni
"Bisogna acquisire la piena consapevolezza che nella materia della salute l'Italia vuole giocare una partita importante in Europa. Per questo è molto importante fare squadra con Stato, Regioni, Comuni ed aziende sanitarie". Queste le parole - rilasciate al Sole 24 Ore - Enzo Bianco, presidente del Consiglio nazionale dell'Anci e sindaco di Catania, al momento della presentazione del documento «La salute nelle città: bene comune», che verrà proposto al Parlamento europeo.
 
Lavorare a Milano negli anni del "boom": la signorina Kores e le altre
Il volume “La signorina Kores e le altre. Donne e lavoro a Milano 1950-1970” intende colmare un vuoto concernente un brano importante della storiografia sul lavoro: quello riferito a Milano ed alla storia del lavoro femminile durante gli anni del “boom” economico italiano. Giovanni Scansani ci racconta questo libro di storia e di storie, quasi un diario collettivo, che descrive la possibilità di emancipazione che il capoluogo lombardo ha offerto in quegli anni di ricostruzione, prima, e di crescita roboante poi.
 
Il Welfare italiano? È il più caro d’Europa
Il Welfare in Italia è il più caro d’Europa. Lo rivela il Quarto rapporto di Itinerari previdenziali che mette in fila una serie di numeri inediti. La spesa per prestazioni sociali nel 2015 ammonta a 447,396 miliardi di euro e incide per il 54,13% sull’intera spesa statale, comprensiva degli interessi sul debito pubblico, e del 27,34% rispetto al PIL, cioè uno dei livelli più elevati in Europa | Paolo Baroni, La Stampa, 15 febbraio 2017
 
Gli effetti positivi del Jobs act: intervista di Radio Radicale a Maurizio Ferrera
Maurizio Ferrera, nel corso di un'intervista rilasciata a Radio Radicale ha offerto una nuova e interessante chiave di lettura di una delle riforme più commentate e discusse del Governo Renzi: il Jobs Act. | Radio Radicale, 15 febbraio 2017
 
La Terza società: 9 milioni gli esclusi nel 2016. Sono il 30% della forza lavoro
Nell’affresco dell’Italia tracciato nel rapporto della Fondazione Hume, non c’è traccia del “buon” outsider e della sua promessa di riscatto che si avvera. Tutta la ribalta è occupata da chi è imbrigliato in una condizione “out” e dal suo sogno infranto sulle macerie di un progresso che, per buona parte della popolazione, da tempo si è arrestato. Tra fuori e dentro, è soprattutto il mercato del lavoro a marcare oggi il confine della disuguaglianza. | Il Sole 24 Ore, 12 febbraio 2017
 
Gli effetti (veri) del Jobs act
Sul Jobs act è in atto un vero e proprio tiro al piccione. Eccettuati (alcuni) esperti, gli unici a parlarne bene sono ormai i commentatori stranieri. Dal dibattito politico nazionale solo critiche. In parte si tratta di mosse tattiche in vista delle scadenze elettorali. Una sindrome auto-lesionista che secondo Maurizio Ferrera non ci consente di cogliere i progressi lenti e graduali, svaluta il pragmatismo e alimenta la sfiducia dei cittadini.
 
The European Commission cuts down on gender budgeting
The EU institutions have recognized that gender equality is a crucial factor in achieving growth, employment, and social inclusion. Gender issues have been tackled in a number of directives and the European Commission Strategic Engagement plan for Gender Equality 2016-2019 highlights the importance of allocating resources for this matter. Unfortunately the commitment of the EU to gender equality is still not adequately dealt with in its budget (and not only).
 
Se far figli a Milano diventa un lusso
Il tasso di occupazione femminile a Milano nel 2014 è arrivato al 64,4%. Record che distanzia il capoluogo lombardo dal resto del Paese e lo avvicina al Nord Europa. Questa volta, però, c’è anche un rammarico. È vero, le milanesi fanno la loro parte per la crescita del Pil. Ma pagano un prezzo, insieme con i loro compagni. Fanno sempre meno figli. | Rita Querzè, Corriere Milano, 1 febbraio 2017
 
Non tutti i vinti sono uguali
La ricognizione sui «vinti della globalizzazione» non può essere completa se si omette di ricordare come negli anni della Grande Crisi si sono creati fenomeni di polarizzazione che non possono essere sintetizzati nella mera formula dell’arricchimento dei "Paperoni". La mappa delle disuguaglianze e delle contraddizioni sociali deve lasciar spazio a una ricognizione puntuale e all’individuazione di policy su misura, quasi sartoriali.
 
Tre ragioni per cui in Italia non si fanno più figli
Il calo della natalità in Italia procede speditamente. Nel 2016 sono nati ventimila bambini in meno rispetto al 2015 e centomila in meno rispetto al 2010. Nel trend generalizzato di diminuzione delle nascite in atto in molti Paesi, l'Italia sta assistendo ad un vero e proprio crollo, complici la diminuzione del numero di donne in età fertile, la crisi economica e la mancanza di riforme strutturali. | Enrico Marro, Il Sole 24 Ore, 24 gennaio 2017