Riscoprire la cultura del lavoro
Per il mercato del lavoro italiano il 2015 potrebbe davvero essere l’anno di svolta. Grazie alla ripresa economica, le imprese dovrebbero tornare ad assumere. E il Jobs act le incentiverà a offrire occupazione stabile, disciplinata dal nuovo contratto a tutele crescenti. Secondo gli esperti, entro la fine dell’anno questo tipo di contratto sarà adottato per circa la metà delle nuove assunzioni. Non si tratterà solo di un cambiamento di regole: gradualmente si affermerà una nuova logica di rapporti fra imprese, lavoratori e Stato: più simile a quella degli altri Paesi europei, più efficace e inclusiva. È una grande scommessa.
 
Nuova Partita IVA, quali risvolti sul mercato del lavoro?
Il nostro ordinamento prevede una serie di deroghe alla normativa fiscale ordinaria volte a sostenere chi esercita attività di impresa, arti e professioni prestando la propria opera attraverso una Partita IVA. In questo ambito uno dei regimi cui è stato fatto maggiormente ricorso sino alla fine del 2014 è il cosiddetto regime contribuenti minimi, che è stato tuttavia abrogato dalla Legge di Stabilità 2015 e sostituito dal 1° gennaio dal cosiddetto regime forfettario. Luca Maddeo, Dottore Commercialista e Revisore Legale dei Conti, ci spiega quali conseguenze potrebbe determinare questo cambiamento sul mercato del lavoro italiano.
 
Lo spreco del welfare
Circa il 30% della spesa per pensioni assistenziali destinate ai poveri finisce nella disponibilità di famiglie delle classi medie o alte. A dirlo è l’inchiesta della Fondazione Zancan pubblicata su Vita del mese di febbraio, che approfondisce questo tema a partire dai dati pubblicati sul rapporto povertà 2014 della Fondazione Zancan. | Tiziano Vecchiato, Vita,
 
La Croazia ha cancellato i debiti dei più poveri
La decisione era stata votata lo scorso 15 gennaio ed è entrata in vigore lunedì 2 febbraio. Si basa sostanzialmente su accordo con le grandi banche locali, i distributori di energia elettrica e gas, diversi comuni e enti locali, che rinunceranno ai rimborsi che erano loro dovuti assorbendo autonomamente le perdite. La loro adesione è stata volontaria, su “incoraggiamento” del governo che spera che a lungo termine l’operazione serva per rilanciare l’economia. | Il Post, 3 febbraio 2015
 
#Diamociunamano: da febbraio i cassintegrati possono fare i volontari
Cinque milioni di giornate di volontariato in due anni. Da febbraio chi è in cassa integrazione o usufruisce di una misura di sostegno al reddito potrà decidere di fare il volontario per aiutare cittadini e compaesani. Una sorta di servizio civile senza età per chi ha perso il lavoro o non riesce a trovarlo, e l’assicurazione la paga lo Stato. Le competenze acquisite verranno certificate e potranno così essere sfruttate per cercare un altro lavoro. | Lidia Baratta, Linkiesta, 2 febbraio 2015
 
Uk: riformare il welfare per limitare l’immigrazione interna europea
L’immigrazione interna europea nel Regno Unito aumenta con un ritmo impressionante: solo nell’ultimo anno, 228mila cittadini europei – principalmente giovani - sono approdati oltremanica in cerca di lavoro. Tra questi moltissimi ita...
 
Pensioni, dalle Acli una proposta per rivalutare le pensioni di invalidità
Dalla Federazione anziani pensionati delle Acli arriva una proposta di legge per garantire il minimo vitale a migliaia di nuovi invalidi. Appena quattro articoli per sollevare dall'indigenza migliaia di persone.
 
Ue: quali programmi su lavoro e politiche sociali?
Lo scorso novembre si è ufficialmente insediata la nuova Commissione Europea. Quali sono i programmi che la commissione di Juncker ha in serbo per i prossimi 5 anni in materia di occupazione e affari sociali? Quali obiettivi si è prefissata e quali strumenti si intendono impiegare per il loro perseguimento?
 
Diventare mamma in Francia dove la conciliazione è (quasi) una passeggiata
Dopo Canada, Norvegia, Germania e Inghilterra, D Repubblica presenta la quarta puntata dell'inchiesta sulle donne italiane che fanno figli all'estero, dedicata a Marina, 34 anni, musicista che vive a Parigi. Un modo per capire cosa bisognerebbe copiare dagli altri paesi per riuscire a conciliare (davvero) vita lavorativa e familiare anche in Italia. | Elisabetta Ambrosi, Repubblica, 20 gennaio 2015
 
Carcere, coop “fuori” dalle mense. Il terzo settore sostiene il lavoro dei detenuti
Da pochi giorni il servizio mensa di molte carceri di nuovo in gestione all’amministrazione penitenziaria dopo una sperimentazione di successo durata oltre un decennio. Ora le cooperative saranno costrette a licenziare, a meno che non si possa raggiungere un accordo con Santi Consolo, nuovo capo dipartimento dell’amministrazione penitenziaria (Dap), che ha convocato le coop in un incontro che si terrà il prossimo 21 gennaio. | Eugenio Terrani, Corriere Sociale, 17 gennaio 2015
 
3,6 milioni di italiani non cercano lavoro
Più di 3,6 milioni di italiani sarebbero disponibili a lavorare ma non cercano un impiego. Si tratta del 14,2% della forza lavoro, un valore tre volte superiore alla media europea. Lo segnala un recente studio Eurostat relativo al terzo trimes...
 
Non sprechiamo l'opportunità che ci ha dato l'Europa
Fine delle politiche europee di austerità? No, ma un importante svolta in direzione della crescita, questo si. Una Comunicazione adottata l'altro ieri dalla Commissione apre margini non indifferenti per usi "virtuosi " di risorse pubbliche, aggirando la tagliola del Patto di Stabilità. L'Italia in particolare potrà sfruttare la cosiddetta "clausola delle riforme strutturali". Come? L'agenda è talmente ampia che abbiamo solo l'imbarazzo della scelta. Ma è meglio concentrarsi su pochi realistici obiettivi. Maurizio Ferrera ne propone tre.
 
Abbandono scolastico: migliora il trend europeo
Il fenomeno dell’abbandono scolastico è stato di recente posto al centro dell’agenda europea. In particolare, la strategia “Europa 2020” ha posto l’obiettivo di ridurre a meno del 10% il tasso di abbandono scolastico entro il 2020. Tale tasso è calcolato considerando il numero di giovani, di età compresa fra 18 e 24 anni, che non hanno completato un ciclo di studi superiore. In questo quadro, un recente rapporto congiunto Cedefop/Eurydice ha analizzato il fenomeno degli abbandoni evidenziando un miglioramento del trend generale.
 
Via il lavoro dal carcere? Un errore che aumenterà la recidiva
“La riconciliazione tra chi ha commesso un crimine e la società è il terreno su cui occorre costruire, mettendo da parte obiezioni che nascono da una gestione meramente burocratica delle carceri”. Lo dice al Sussidiario Luciano Violante, ex presidente della Camera dei deputati ed ex presidente della Commissione Nazionale Antimafia, a proposito del recente caso relativo al lavoro nelle carceri.
 
Un piano nazionale contro la povertà
L'Italia dovrebbe dotarsi di un piano volto a introdurre gradualmente una misura nazionale di lotta alla povertà. Questa, in estrema sintesi, la proposta dell’Alleanza contro la Povertà in Italia. L'Alleanza è nata con l'obiettivo di sensibilizzare il governo sul tema ed è composta da numerose associazioni (Acli, Caritas, Forum Terzo Settore, Action Aid, Banco Alimentare, Save the Children e molte altre), dalle rappresentanze di comuni e regioni, e dai sindacati. | Cristiano Gori, Il Sole 24 ore, 4 gennaio 2015
 
Povertà: 2014 anno di promesse
Nonostante un italiano su sei viva in condizione di povertà assoluta, il 2014 è stato un anno di sole promesse. I beneficiari della Carta Acquisti sono aumentati ma siamo ancora lontani dal raggiungere il bisogno effettivo. La sper...
 
Nuovi contratti e protezione universale: ecco i lati buoni del Jobs act
In meno di un anno, il Jobs act è passato dal libro dei desideri alla Gazzetta Ufficiale. Il cammino è stato difficile e turbolento: aver tagliato il traguardo è un indubbio segnale positivo. Verso l’Europa, i mercati finanziari e gli investitori stranieri. Ma soprattutto verso l’interno. Il nostro mercato del lavoro può ora diventare più efficiente e più equo. Come tutti i grandi cambiamenti, il Jobs act ha suscitato incertezza e qualche timore nell’opinione pubblica e dure critiche da parte sindacale. È perciò utile richiamare alcuni elementi di fatto di questa riforma e interrogarsi sui suoi probabili effetti.
 
Tito Boeri nominato presidente dell'INPS
Tito Boeri è stato nominato presidente dell’INPS. Insieme a Stefano e Fabrizio Patriarca, Boeri aveva formulato una proposta per introdurre elementi di equità nel sistema pensionistico italiano, sia da un punto di vista inter che intragenerazionale. In particolare, secondo la proposta, “è possibile chiedere un contributo di equità basato sulla differenza tra pensioni percepite e contributi versati, limitatamente a chi percepisce pensioni di importo elevato. Così facendo, si incasserebbero più di quattro miliardi di euro, riducendo privilegi concessi in modo poco trasparente”. Al momento tuttavia il premier Renzi ha escluso di aver nominato Boeri per una nuova riforma pensionistica.
 
I falsi miti sulla previdenza in Italia. Spendiamo troppo e spendiamo male
Sulle pagine del Corriere della Sera Alberto Brambilla, presidente di CTS Itinerari previdenziali, affronta e analizza alcune "verità acquisite" sul tema del welfare, in particolare sugli aspetti relativi al sistema previdenziale. | Alberto Brambilla, Corriere della Sera, 29 dicembre 2014
 
Ammortizzatori sociali generosi e un mercato del lavoro forte possono coesistere
Welfare benefits generosi e tasse alte incidono negativamente sui livelli di occupazione: un presupposto che trova applicazione, almeno in parte, nelle riforme avviate in diversi paesi europei, tra cui l’Italia. Allo stesso tempo però negli Usa si discute del contrario, cioè di come un sistema più generoso di ammortizzatori (in particolare sul piano delle politiche familiari), potrebbe invece favorire l’occupazione. Alcuni dei più alti tassi di occupazione a livello globale si trovano infatti in Paesi con le imposte più alte e i modelli di welfare più generosi – nello specifico i paesi scandinavi -, mentre al contrario Paesi come gli Stati Uniti, con imposte inferiori e reti di welfare circoscritte, attualmente presentano tassi di occupazione relativamente inferiori. Un risultato che – con le dovute contestualizzazioni, evitando semplicismi – mostrerebbe una correlazione positiva tra gli investimenti in welfare e la percentuale di occupati e induce a pensare a nuove combinazioni tra imposte e spesa pubblica diretta come leva per l’occupazione. Questo perché quando l’obiettivo è aumentare l’occupazione, ciò che conta in materia di welfare è soprattutto “come” si spende, più che “quanto” si spende.