Laureati emigranti: un capitale umano da 23 miliardi che l'Italia regala all'estero
Alla più cauta della stime, dal 2008 al 2014 è emigrato all'estero un gruppo di italiani la cui istruzione nel complesso è costata allo Stato 23 miliardi di euro. Sono 23 miliardi dei contribuenti regalati ad altre economie. Una cifra pari al doppio di quanto occorre per stendere la rete Internet ad alta velocità che in questo Paese continua a mancare. | Federico Fubini, La Repubblica, 23 marzo 2015
 
L'avventura di un mestiere
Secondo un’indagine di Intesa Sanpaolo sui distretti industriali italiani, antichi mestieri o professioni che richiedono manualità sono richiesti e non trovati da 6 aziende su 10 nei settori calzaturiero-pelletteria e meccanica e da 7 su 10 nei settori casa e moda. Sarti, magliai, rimagliatori, modellisti, operai capaci di fare rifinizioni a mano, fresatori e montatori di scarpe, allestitori, operatori del legno. Ma anche disegnatori tecnici e conduttori di macchine utensili. Secondo l’indagine della Fondazione Obiettivo lavoro le offerte di lavoro sono tante e in costante crescita, ma mancano le professionalità.
 
In Olanda giovani e anziani vivono insieme per vivere meglio
Johanna ha 92 anni e risiede a Deventer, nell'est dei Paesi Bassi. Con lei vive Jurrien, 20 anni, che frequenta la Facoltà di Urbanistica. Cosa c'è di strano? Che Jurrien e Johanna non hanno legami famigliari. Non si tratta di una nipote che vive temporaneamente dalla nonna, ma di una convivenza sviluppata grazie a un progetto che permette agli studenti universitari di non pagare l'affitto in cambio di almeno 30 ore al mese di volonatriato con alcuni dei 160 anziani che vivono nella cittadina olandese. | The Journal, 7 dicembre 2014
 
Anche in Italia arriverà il salario minimo
La decisione è presa: il salario minimo arriverà anche in Italia. Il nostro Paese si allineerà a quel "club" di Paesi avanzati che hanno stabilito asticelle minime sotto le quali, per legge, non si potrà più scendere per il pagamento di determinate prestazioni lavorative. Il governo per ora sarebbe orientato ad introdurre la misura solo nei settori che non sono già regolamentati da un contratto nazionale e, come da principio fissato nelle legge delega, ad applicarla transitoriamente anche ai contratti di collaborazione, in attesa del loro superamento. | Lorenzo Salvia, Corriere della Sera, 11 marzo 2015
 
Generazione Z: come saranno i nati negli anni 2000 dentro (e fuori) l'ufficio
Drogati di tecnologia, avranno maggiori difficoltà a concentrarsi sul lavoro. Saranno così, in ufficio, i futuri lavoratori della “generazione Z”, i nati negli anni 2000. O almeno così li descrivono osservatori e consulenti del lavoro inglesi, che hanno provato a tracciarne in anticipo un profilo professionale, da confrontare con le caratteristiche di chi oggi ha superato i 24 anni ed è già sul mercato del lavoro. | Silvia De Santis, Huffington Post, 8 marzo 2015
 
Decalogo del lavoro virtuale: consigli per chi non sta fisicamente in ufficio
Grazie alla tecnologia sempre più persone nel mondo lavorano a distanza, svolgendo di fatto quello che normalmente viene indicato come smart working. Per fronteggiare adeguatamente questa nuova tendenza Kelly Services Italia, agenzia per il lavoro, ha stilato una lista di consigli per chi deve sostenere colloqui da remoto e per chi lavora già con questa modalità. «Alcuni ruoli sono virtuali per loro stessa natura -recita il decalogo di Kelly Services- e tutto può cominciare da un colloquio di lavoro via Skype o in teleconferenza». | La Stampa, 9 marzo 2015
 
Il reddito minimo «modulare» e le coperture
Come ha dichiarato l’ex ministro del Welfare, Enrico Giovannini, per la mole di investimenti necessari il reddito minimo potrebbe pesare all’incirca come gli 80 euro. Se quest’ultimo a regime costerà 9.5 miliardi, ricondurre alla soglia di povertà i 6 milioni di individui che sono rimasti sotto, costerebbe (in base ai dati 2012) circa 7.5 miliardi. Si potrebbe però scegliere una strada B: un provvedimento meno ambizioso/costoso ma comunque ad alto valore politico-simbolico.
 
Conciliazione lavoro e famiglia: avanti a piccoli passi
Uno dei decreti attuativi del Jobs act contiene varie misure per la tutela della maternità e per la conciliazione delle esigenze di cura, di vita e di lavoro. Ma il vero banco di prova per capire quanto il governo intenda investire sul lavoro delle donne saranno i decreti sugli incentivi fiscali.
 
Dalle quote allo smart-working Ecco perché la parità dei diritti stimola la crescita economica
Le donne hanno da anni superato gli uomini nei livelli di istruzione e il lavoro femminile è riconosciuto come il principale motore di crescita dell’economia mondiale degli ultimi decenni. Il nostro basso tasso di occupazione femminile può quindi essere letto anche come un’opportunità, che l’Italia deve sfruttare per far crescere il Paese. Tuttavia come è possibile trasformare questa opportunità in risultato? | Paola Profeta, La 27ª Ora, 5 marzo 2015
 
Pensioni flessibili, apertura di Poletti. Quattro ipotesi allo studio del governo
Una nuova modifica alle regole sulle pensioni è «all’ordine del giorno e il punto di decisione coinciderà con la nuova legge di Stabilità». Dopo l’intervista al nuovo presidente dell’Inps, Tito Boeri, è il ministro del Lavoro Giuliano Poletti a tornare sull’argomento, confermando che l’uscita anticipata dal lavoro con un assegno previdenziale più leggero è «una delle opzioni possibili».
 
Boeri: «Età flessibile per le pensioni»
Enrico Marro ha intervistato Tito Boeri, nuovo Presidente dell'INPS, che ha spiegato al giornalista del Corriere della Sera gli obiettivi che si è posto per cambiare il volto dell'isitituto previdenziale. | Enrico Marro, Corriere della Sera, 3 marzo 2015
 
Politica italiana e lotta alla povertà: il rapporto ActionAid
Povertà ed esclusione sociale sono aumentate drammaticamente, ma la politica italiana continua a dedicare scarsa attenzione al tema. È quanto emerge da un recente rapporto pubblicato da ActionAid e realizzato in collaborazione con Openpololis. L’analisi ha preso in esame i 35.128 atti parlamentari presentati nel corso della XVII Legislatura: gli atti che hanno interessato il tema dell’esclusione sociale e della povertà sono stati solo lo 0,8% del totale.
 
Le divergenze sociali in Europa dopo la crisi
In seguito alla crisi si riscontra una crescita delle divergenze in ambito sociale e occupazionale tra gli Stati membri, in particolare all’interno della zona Euro, contrariamente a quanto si osservava negli anni precedenti.
 
Lo smartworking piace solo al 7% degli italiani. Sarà vero?
Solo il 7% degli italiani crede che lo smart working possa portare benefici alla propria occupazione. È quanto da una recente ricerca condotta da Citrix, società che si occupa di lavoro in mobilità e offre servizi cloud alle aziende, su un campione di 1200 italiani tra i 25 e i 54 anni, che per lavorare si connettono a internet. In attesa della pubblicazione integrale dello studio, che dovrebbe avvenire a marzo, Antonio Sgobba di Wired ha intervistato Benjamin Jolivet, country manager di Citrix Italia, nel corso della Social Media Week di Milano. A lui è stato chiesto di analizzare le tendenze indicate dai primi dati resi disponibili. | Antonio Sgobba, Wired, 24 febbraio 2015
 
Milleproroghe, Partite IVA e regimi agevolativi: novità (e revisioni) in arrivo
Nelle ultime settimane si è discusso molto delle novità introdotte sul fronte dei regimi agevolativi delle Partite IVA. In particolare, il passaggio dal “vecchio” regime dei contribuenti minimi a quello forfettario ha suscitato molti dubbi a seguito delle previsioni fiscali più restrittive e più svantaggiose rispetto al passato. Con il c.d. Milleproroghe il Governo ha scelto di fare un passo indietro, rimandando al prossimo anno l'entrata in vigore delle misure "incriminate" e dandosi così il tempo di intervenire con maggiore tranquillità.
 
In Italia uno studente su tre non finisce le scuole superiori
Uno studente italiano su tre abbandona la scuola statale superiore senza aver completato i cinque anni. È quanto emerge dai dati del ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca elaborati nel dossier Dispersione di Tuttoscuola. Un fenomeno nazionale, che unisce nord e sud passando per il centro e le isole. | Jacopo Ottaviani, Internazionale, 20 febbraio 2015.
 
Jobs Act: verso un nuovo sistema di ammortizzatori sociali
Con il primo decreto attuativo del Jobs Act in materia di ammortizzatori sociali, l'Italia compie un significativo passo in avanti. Le novità introdotte dal decreto sono apprezzabili e mirano nella giusta direzione. Più che un punto di arrivo, questa riforma appare comunque una tappa di un percorso ancora da completare. I suoi pregi, assieme ai suoi difetti, risiedono proprio in questo: nell'aver conseguito alcuni importanti risultati che tracciano una nuova direzione di rotta, ma che vanno confermati e sviluppati.
 
La dignità da riconoscere al lavoro autonomo
Nei confronti delle partite Iva in sede di Legge di Stabilità erano stati commessi due errori: non erano stati bloccati gli aumenti della contribuzione alla gestione separata Inps e si era ritoccato il regime dei minimi Irpef pasticciando e aumentando la pressione fiscale. Con due emendamenti inseriti nel decreto Milleproroghe il governo ha rimesso le cose al loro posto, ma il difficile per certi versi comincia adesso. Bisogna infatti passare a una fase costruttiva, che cerchi di tenere insieme riconoscimento professionale, promozione, welfare e carico fiscale anche per partite Iva e freelance.
 
Jobs act: il governo non dimentichi il decreto sulla conciliazione
I temi che riguardano la conciliazione famiglia-lavoro la fanno spesso da Cenerentola. Ora in realtà al Ministero del Lavoro qualcosa si sta muovendo, e proprio col Jobs Act potrebbe aprirsi una finestra di opportunità per recuperare il terreno perso in questi anni di crisi sui temi del work life balance. | Rita Querzè, La 27ª Ora, 16 febbraio 2015
 
Sei obeso e non ti curi? Nel Regno Unito tagliano i benefit
Oltremanica, dove i benefici pubblici garantiti alle fasce più disagiate pesano per circa 94 miliardi di sterline (127 miliardi di euro) l’anno sul bilancio dello Stato, si sta pensando di dare una sforbiciata a diverse voci di spesa introducendo valutazioni più stringenti per determinare il diritto o meno al percepimento di sussidi pubblici. | Fabio Cavalera, Corriere della Sera, 15 febbraio 2015