Quali sono i sistemi di welfare più 'generosi' del mondo?
Il quotidiano britannico The Guardian ha pubblicato un'inchiesta che mette in evidenza quali sono attualmente i Paesi che, nonostante la crisi, possono ancora permettersi di finanziare sistemi assistenziale particolarmente generosi. Nell'articolo sono spiegati in maniera dettagliata i tipi di benefici offerti dai vari sistemi, e le categorie di persone - in particolare disabili e disoccupate - a cui sono destinati.
 
Elezioni Regno Unito: cosa ne sarà del welfare britannico?
Nel Regno Unito si avvicinano le elezioni e si accende il dibattito pubblico sulle proposte dei candidati. Al centro dell'attenzione nelle prossime settimane ci saranno soprattutto le politiche sociali, che inevitabilmente andranno a influenzare il modello di welfare, le condizioni dei cittadini e, di conseguenza, la posizione del Paese in Europa. Dalla casa all’immigrazione, dall’austerity alla Big Society, sono diverse le questioni "calde" che il futuro Governo dovrà affrontare dopo l’insediamento.
 
Come salvare il Servizio Sanitario Nazionale?
Lotta a sprechi e corruzione e informatizzazione del sistema. Per gli italiani sono queste le due “armi” da usare per salvare il soldato Ssn. Lo rileva un’indagine della Fasi su un campione rappresentativo della popolazione, che ha confermato il rischio di una crescente “auto rinuncia” alle cure per motivi economici. Ma l’indagine mostra anche un futuro a tinte fosche per la sanità italiana. | Quotidiano Sanità, 22 aprile 2015
 
Regno Unito: Cameron gioca (ancora) la carta della Big Society
Alle elezioni del 2010 David Cameron aveva scommesso sulla Big Society e, anche grazie a questa scelta, era uscito dalle urne come nuovo premier del Regno Unito. In vista delle nuove elezioni politiche, fissate per il 7 maggio, Cameron torna alla carica riproponendo proprio la carta che più aveva contraddistinto la sua prima campagna elettorale
 
Inps, Boeri: «Presto proposta di reddito minimo per over 55»
Nel mese di giugno l'INPS dovrebbe presentare una proposta per introdurre «un reddito minimo garantito per le persone tra i 55 e 65 anni». A dirlo è il presidente Tito Boeri, che ha specificato anche la ratio della misura: «Non credo che dare loro un trasferimento, che sarà basso, li esponga al rischio di non mettersi in cerca di un lavoro». Si tratta di persone che «difficilmente trovano un nuovo impiego (solo il 10%)».
 
Chi sono i poveri e cos'è la povertà?
In un articolo pubblicato dal settimanale Left, Chiara Saraceno riflette su cosa sia la povertà, su come si misura e su quanto sia diffusa in Europa.| Chiara Saraceno, Left, 18 aprile 2005
 
Con il tesoretto (se c'è) si devono aiutare i più poveri
Il nostro Paese, nonostante abbia registrato il più alto aumento di poveri in UE dall'inizio della crisi, non ha mai introdotto quella “rete di sicurezza” che negli altri Stati soccorre i più deboli. Ora, grazie al presunto "tesoretto" uscito dal DEF, il Governo ha tuttavia l'occasione di fare finalmente qualcosa per chi si trova in difficoltà. Le proposte certo non mancano. La più interessante, tuttavia, risulta quella del Reddito d'inclusione sociale promosso dall'Alleanza contro la Povertà. Un progetto già pronto, che potrebbe permettere di sfruttare proprio quei 1.6 miliardi di bonus al meglio.
 
Nel 2014 frodi e truffe al welfare per 1.5 miliardi di euro
Le Fiamme Gialle, nell'ambito della vigilanza sulla spesa pubblica, hanno individuato numerose frodi su fondi statali ed europei e truffe legate alle prestazioni sociali e ai finanziamenti del servizio sanitario nazionale. Sul primo fronte, sono stati rilevati oltre 666mila euro di contributi a carico del bilancio UE percepiti in modo illecito. In ambito nazionale, le somme percepite indebitamente ammontano invece a 618mila euro. Valgono poi ben 6,3 milioni di euro le frodi accertate su prestazioni sociali e ticket sanitari. E sono quasi 10mila le persone denunciate per complessivi 254 milioni di euro di frodi sulla spesa previdenziale e sanitaria. | Il Fatto Quotidiano, 8 aprile 2015
 
Tra crisi e austerity: come cambiano i diritti dei cittadini?
Com’è cambiata l’Europa con la crisi e l’austerità? Qual è stato l’impatto sui diritti fondamentali? Prova a rispondere a questa domanda un rapporto del Parlamento europeo redatto per la Commissione Libertà Civili, Giustizia e Affari Interni. Il documento esamina come e quanto i diritti fondamentali siano stati messi alla prova dalla crisi in sette Stati membri: Belgio, Cipro, Grecia, Irlanda, Italia, Portogallo e Spagna. L’impatto delle misure è analizzato nei settori dell’istruzione, salute, lavoro, pensione, accesso alla giustizia e libertà di espressione, in relazione ai tagli alla spesa pubblica. Questi i risultati principali in materia di salute, istruzione e lavoro.
 
Perché più istruzione, da sola, non risolverà il problema delle disuguaglianze
Usa. Nel tentativo di ridurre le disuguaglianze sociali senza alzare le tasse per i redditi alti e senza estendere il sistema di welfare, da più parti si è proposto di potenziare l’istruzione, cosicché più cittadini possano beneficiare dei progressi dell’economia del 21esimo secolo. Se allargare le opportunità educative è una proposta certamente condivisibile e in grado di generare benefici, non è però così certo che così facendo si ridurrebbe il gap tra i più e i meno ricchi del Paese.
 
Banlieues d’Italia: ecco dove l’integrazione è più difficile
La Fondazione Leone Moressa torna ad analizzare la precarietà sociale nelle città italiane, osservando la marginalizzazione degli stranieri e, di conseguenza, il "rischio banlieue". Mettendo in relazione la condizione socio economica della popolazione straniera con i tassi di criminalità e con la presenza o meno di investimenti pubblici per l’integrazione, lo studio valuta quanto nelle nostre città sia alto il rischio di marginalizzazione e, di conseguenza, di disagio e devianza. Complessivamente sono stati analizzati 9 indicatori, da cui si è ottenuto un indice di “precarietà sociale”, utile a definire una classifica delle città più a rischio. | Goffredo Buccini, Corriere della Sera, 30 marzo 2015
 
Galbraith: 'Abituiamoci a vivere nell’economia del meno'
"In molti pensano che la crisi sia solo uno choc momentaneo e che presto la crescita tornerà come un tempo. Ma questo non può accadere". E’ quanto sostiene James K. Galbraith, economista americano, figlio di John Kennet Galbraith - l’autore de “la società opulenta”-, grande studioso delle diseguaglianze, che dedica il suo ultimo libro, appena uscito negli Stati Uniti, alla “fine della normalità”.
 
Laureati emigranti: un capitale umano da 23 miliardi che l'Italia regala all'estero
Alla più cauta della stime, dal 2008 al 2014 è emigrato all'estero un gruppo di italiani la cui istruzione nel complesso è costata allo Stato 23 miliardi di euro. Sono 23 miliardi dei contribuenti regalati ad altre economie. Una cifra pari al doppio di quanto occorre per stendere la rete Internet ad alta velocità che in questo Paese continua a mancare. | Federico Fubini, La Repubblica, 23 marzo 2015
 
L'avventura di un mestiere
Secondo un’indagine di Intesa Sanpaolo sui distretti industriali italiani, antichi mestieri o professioni che richiedono manualità sono richiesti e non trovati da 6 aziende su 10 nei settori calzaturiero-pelletteria e meccanica e da 7 su 10 nei settori casa e moda. Sarti, magliai, rimagliatori, modellisti, operai capaci di fare rifinizioni a mano, fresatori e montatori di scarpe, allestitori, operatori del legno. Ma anche disegnatori tecnici e conduttori di macchine utensili. Secondo l’indagine della Fondazione Obiettivo lavoro le offerte di lavoro sono tante e in costante crescita, ma mancano le professionalità.
 
In Olanda giovani e anziani vivono insieme per vivere meglio
Johanna ha 92 anni e risiede a Deventer, nell'est dei Paesi Bassi. Con lei vive Jurrien, 20 anni, che frequenta la Facoltà di Urbanistica. Cosa c'è di strano? Che Jurrien e Johanna non hanno legami famigliari. Non si tratta di una nipote che vive temporaneamente dalla nonna, ma di una convivenza sviluppata grazie a un progetto che permette agli studenti universitari di non pagare l'affitto in cambio di almeno 30 ore al mese di volonatriato con alcuni dei 160 anziani che vivono nella cittadina olandese. | The Journal, 7 dicembre 2014
 
Anche in Italia arriverà il salario minimo
La decisione è presa: il salario minimo arriverà anche in Italia. Il nostro Paese si allineerà a quel "club" di Paesi avanzati che hanno stabilito asticelle minime sotto le quali, per legge, non si potrà più scendere per il pagamento di determinate prestazioni lavorative. Il governo per ora sarebbe orientato ad introdurre la misura solo nei settori che non sono già regolamentati da un contratto nazionale e, come da principio fissato nelle legge delega, ad applicarla transitoriamente anche ai contratti di collaborazione, in attesa del loro superamento. | Lorenzo Salvia, Corriere della Sera, 11 marzo 2015
 
Generazione Z: come saranno i nati negli anni 2000 dentro (e fuori) l'ufficio
Drogati di tecnologia, avranno maggiori difficoltà a concentrarsi sul lavoro. Saranno così, in ufficio, i futuri lavoratori della “generazione Z”, i nati negli anni 2000. O almeno così li descrivono osservatori e consulenti del lavoro inglesi, che hanno provato a tracciarne in anticipo un profilo professionale, da confrontare con le caratteristiche di chi oggi ha superato i 24 anni ed è già sul mercato del lavoro. | Silvia De Santis, Huffington Post, 8 marzo 2015
 
Decalogo del lavoro virtuale: consigli per chi non sta fisicamente in ufficio
Grazie alla tecnologia sempre più persone nel mondo lavorano a distanza, svolgendo di fatto quello che normalmente viene indicato come smart working. Per fronteggiare adeguatamente questa nuova tendenza Kelly Services Italia, agenzia per il lavoro, ha stilato una lista di consigli per chi deve sostenere colloqui da remoto e per chi lavora già con questa modalità. «Alcuni ruoli sono virtuali per loro stessa natura -recita il decalogo di Kelly Services- e tutto può cominciare da un colloquio di lavoro via Skype o in teleconferenza». | La Stampa, 9 marzo 2015
 
Il reddito minimo «modulare» e le coperture
Come ha dichiarato l’ex ministro del Welfare, Enrico Giovannini, per la mole di investimenti necessari il reddito minimo potrebbe pesare all’incirca come gli 80 euro. Se quest’ultimo a regime costerà 9.5 miliardi, ricondurre alla soglia di povertà i 6 milioni di individui che sono rimasti sotto, costerebbe (in base ai dati 2012) circa 7.5 miliardi. Si potrebbe però scegliere una strada B: un provvedimento meno ambizioso/costoso ma comunque ad alto valore politico-simbolico.
 
Conciliazione lavoro e famiglia: avanti a piccoli passi
Uno dei decreti attuativi del Jobs act contiene varie misure per la tutela della maternità e per la conciliazione delle esigenze di cura, di vita e di lavoro. Ma il vero banco di prova per capire quanto il governo intenda investire sul lavoro delle donne saranno i decreti sugli incentivi fiscali.