Se il lavoro non basta, intervista a Chiara Saraceno
Non basta avere un lavoro per uscire dal rischio povertà. “Perché - spiega la sociologa Chiara Saraceno - un reddito solo in famiglia può non bastare, soprattutto in assenza di trasferimenti, in particolare per il costo dei figli. D’altra parte, l’aumento dell’occupazione, anche quando c’è o ci sarà, oggi non comporta necessariamente un aumento degli occupati nelle famiglie che ne avrebbero più bisogno”. È quanto sostiene la Saraceno nel suo ultimo libro, “Il lavoro non basta” edito da Feltrinelli, in cui scardina alcuni luoghi comuni sulla società e ricostruisce un quadro aggiornato sulla povertà in Italia e in Europa. Dall’occupazione femminile al ruolo delle famiglie nel contrasto alla povertà; dal reddito minimo alla riforma delle pensioni, poiché la povertà è una condizione che non dipende solo dal lavoro, ma anche da altre variabili, da quelle famigliari al sistema di welfare.
 
UK, “campi di addestramento” per i giovani disoccupati
Fa discutere la nuova proposta del governo inglese contro la disoccupazione giovanile. Tutti i giovani dai 16 ai 21 anni che ricevono la Jobseeker’s Allowance - l’assegno di disoccupazione - avranno l’obbligo di frequentare un corso intensivo di 71 ore - Intensive Activity Programme (IAP) - durante il quale verranno formati su come cercare un impiego, compilare un curriculum vitae e a sostenere i colloqui per le assunzioni. Pena, la perdita del sussidio e di altri benefits. Una misura che è finita immediatamente al centro del dibattito politico e mediatico per il messaggio che contiene.
 
Misurare la ricchezza (con l’Isee). Così si superano le distorsioni
L'Italia presenta una grande anomalia: l’«acqua» della redistribuzione non arriva mai fino in fondo. Nel complesso della spesa pubblica, solo poche gocce raggiungono i più poveri. E il paradosso nel paradosso è che, anche quando una data prestazione è pensata per chi ha veramente bisogno, il grosso finisce nelle mani di chi bisogno non ha. È la sindrome di Robin Hood alla rovescia, resa possibile da regole strampalate che hanno consentito nel tempo (e ancora consentono) ai redditi più alti di accedere a benefici che sono teoricamente riservati ai redditi più bassi.
 
Il welfare al contrario, così lo Stato aiuta più i ricchi che i poveri
Tra i tanti paradossi della spesa pubblica italiana ce n’è uno particolarmente fastidioso, quello che vede la spesa assistenziale andare a favore più dei ricchi che dei poveri. Il presidente dell’Inps, Tito Boeri, lo sospettava già da economista, ma ora che ha una visione diretta dei dati ne ha avuto la conferma. Secondo i numeri a disposizione, un terzo della spesa si rivolge al 20% più ricco della popolazione. | Enrico Marro, Corriere della Sera, 7 agosto 2015
 
Un impegno concreto contro la povertà
In vista della prossima Legge di Stabilità, il Ministro Poletti ha incontrato l’Alleanza contro la Povertà che riunisce trentadue associazioni impegnate nella lotta alla povertà, le regioni e gli enti locali. L’Alleanza propone l’inclusione del REIS, ovvero di un “reddito di inclusione sociale” rivolto ai 4,1 milioni di persone in condizione di povertà assoluta. Per assicurare l’introduzione della misura il governo dovrebbe stanziare sette miliardi l’anno a regime. Ma, come suggerisce l’Alleanza, si potrebbe partire con 1,8 miliardi nel 2016 per intervenire nei casi più gravi ed estendere la platea dei beneficiari nei successivi quattro anni. | Enrico Marro, Corriere della Sera, 5 agosto 2015
 
Massagli: «Il Jobs Act? Una riforma a innovazione decrescente»
«Parafrasando la più dirompente novità di questo progetto di riforma si può dire che il Jobs Act è stato un intervento di forza innovativa decrescente». E’ secco e immediato il giudizio di Emmanuele Massagli, giovane Presidente di Adapt - uno dei principali centri di ricerca e di studio sul diritto del lavoro e le relazioni industriali in Italia - intervistato da Raffaele Marmo per il Quotidiano Nazionale. | Raffaele Marmo, Quotidiano Nazionale, 4 agosto 2015
 
Le osservazioni dell'Alleanza contro la povertà sul piano del ministro Poletti
L’Alleanza contro la Povertà ha inviato al ministro Poletti le proprie osservazioni sui documenti presentati nell’incontro dello scorso 16 luglio, le quali esprimono il punto di vista degli organismi dell’Alleanza presenti a quel tavolo. Diversamente, Anci e Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome, che aderiscono all’Alleanza contro la povertà, essendo stati convocati distintamente dal ministro, provvederanno ad inviare eventuali loro considerazioni. | Articolo 21, 1 agosto 2015
 
Le casse professionali alla sfida dei conti su giovani e welfare
La spesa per le pensioni dei professionisti cresce più delle entrate contributive delle Casse. I pensionati sono cresciuti del 20% dal 2009 al 2014 e la spesa per pagare gli “assegni”, quattro miliardi e mezzo di euro, è balzata in avanti del 32% rispetto a sei anni prima. Gli attivi sono cresciuti invece del 15%, con l’eccezione di alcune categorie (ad esempio ragionieri e giornalisti, in calo costante) e le entrate contributive avanzano del 24,5 per cento
 
Pensione anticipata: a confronto le proposte di Boeri e di Damiano-Beretta
Da un lato la proposta del presidente dell’Inps Boeri, che prevede il passaggio al contributivo con decurtazione degli assegni più bassi fino al 30-35%. Dall'altro il più conveniente (ma anche più costoso) piano targato Damiano-Baretta. Su La Stampa un bel confronto tra le due proposte attualmente allo studio del Governo per introdurre forme di pensionamento anticipato.
 
Pensioni, il cantiere infinito
Il cantiere della legge di Stabilità sta per aprirsi ed ecco arrivare, puntali come orologi, nuove proposte in materia di pensioni. Quest’anno non si tratta solo di salvaguardie per gli esodati o deroghe per questa o quella categoria. Si vorrebbe ripristinare la pensione di anzianità generalizzata a partire da 62 anni, non appena il totale fra età e durata della contribuzione raggiunge «quota 100». La cosiddetta flessibilità in uscita è un’idea su cui è opportuno riflettere.
 
Poveri, appena poveri e quasi poveri: che cosa succede in Italia?
Nel nuovo rapporto ISTAT i dati più aggiornati sul fenomeno povertà nel nostro Paese. Ad essere più colpite le famiglie che vivono nel Mezzogiorno, quelle numerose, i nuclei composti da stranieri e quelli la cui persona di riferimento abbia un basso titolo di studio.
 
Boeri: ecco i 5 punti per riformare le pensioni
Flessibilità sostenibile. Rete di protezione sociale dai 55 anni in su. Unificazione delle posizioni assicurative (e fine delle ricongiunzioni onerose). Armonizzazione dei tassi di rendimento. Nuove opportunità di versamenti perché «non si va in pensione, ma si prende la pensione». Sono i cinque punti sui quali si incardina la proposta di riforma del sistema previdenziale messa a punto dal presidente dell’Inps, Tito Boeri. | La Stampa, 8 luglio 2015
 
Così cambiano le politiche attive del lavoro
Il decreto legislativo di riordino della normativa sui servizi per il lavoro e le politiche attive compie tre scelte importanti che riguardano la governance della neonata Agenzia delle politiche attive; le caratteristiche del rapporto pubblico-privato nella fornitura dei servizi al lavoro; l’introduzione di un nuovo strumento di politica attiva, l’assegno di ricollocazione.
 
Il Belgio è il Bengodi del welfare: così attrae i migranti Ue
Sussidi di disoccupazione, reddito minimo, benefits sociali. Sono elementi non secondari per quella fascia di migranti interni alla UE - cittadini per nascita o che hanno di recente ottenuto la cittadinanza - che si spostano verso Paesi più "generosi" sia dal punto lavoritivo che della protezione sociali. Il Belgio garantisce tutto questo, e non c'è quindi da stupirsi che sia meta prediletta nel Vecchio Continente.
 
La scuola materna nella casa di riposo. E non solo. Intergenerazionalità alla prova
A Seattle sorge una scuola materna davvero innovativa. Si tratta della Providence Mount Saint Vincent, collocata all’interno di una casa di riposo dove vivono più di 400 anziani. Qui i bambini dai 3 ai 5 anni imparano a conoscere gli ospiti, accettandoli con i loro acciacchi, mentre gli over 65 si sentono di nuovo utili.
 
Obamacare, Corte Suprema conferma legittimità sussidi
La Corte Suprema americana ha confermato la legittimità della riforma sanitaria di Obama. La controversia riguardava in particolare un aspetto del cosiddetto Obamacare, ovvero la legittimità dei sussidi pubblici federali offerti ai cittadini meno abbienti per sottoscrivere le polizze sanitarie. Una decisione che avvalla i cambiamenti in corso nella politica sanitaria statunitense, destinata a diventare uno dei temi caldi della campagna per la presidenza.
 
Corte dei Conti: serve un nuovo patto sul welfare
Secondo la Corte dei Conti occorre ridurre il perimetro dell'intervento pubblico e la pressione fiscale, il cui livello attuale è "difficilmente tollerabile", ma in questo senso serve una "rigorosa articolazione tariffaria che realizzi il precetto costituzionale della concorrenza alle spese pubbliche in ragione della capacità contributiva". Per risanare i conti pubblici, dunque, è inevitabile ridurre il welfare, facendo pagare ai cittadini i costi di alcuni servizi con tariffe progressive.
 
Il lavoro non basta. La povertà in Europa negli anni della crisi
Nelle società più ricche la crescita dell’occupazione da sola non è sufficiente a contrastare il fenomeno della povertà. In tali contesti le politiche di lotta alla povertà dovrebbero pertanto consistere in un mix di interventi volti ad esempio all’aumento del numero di lavoratori per famiglia e alla compensazione del costo dei figli attraverso politiche fiscali e trasferimenti monetari. È quanto sostiene Chiara Saraceno nel suo ultimo volume “Il lavoro non basta. La povertà in Europa negli anni della crisi”.
 
Riconciliare l'Europa economica e l'Europa sociale: la sfida lanciata dal progetto di ricerca REScEU
Reconciling Economic and Social Europe: the role of ideas, values and politics, è un progetto promosso dal Centro Einaudi di Torino e dall'Università degli Studi di Milano grazie al sostegno economico del Consiglio europeo della ricerca (ERC). REScEU, attraverso un approccio multidisciplinare, vuole approfondire le grandi tensioni irrisolte tra due grandi sfere che contraddistinguono la vita del Vecchio Continente: il Welfare State e l'Unione Europea. Dopo un anno di lavori preparatori la ricerca entra nel vivo.
 
Le donne nel Jobs Act: quanto conta la conciliazione vita-lavoro?
Il Consiglio dei Ministri ha approvato in via definitiva il decreto attuativo del Jobs Act sulle misure per la conciliazione delle esigenze di cura, vita e di lavoro. Il provvedimento entra in vigore insieme al decreto legislativo sulla disciplina dei contratti di lavoro e la revisione della normativa in tema di mansioni, che prevede la possibilità per il lavoratore di richiedere il passaggio al part-time in caso di necessità di cura connesse a malattie gravi o, in alternativa, alla fruizione del congedo parentale.