Rete sociale, volontariato e tradizione lo stile informale del welfare italiano
L'Italia possiede due elementi che quando integrati divengono punti di unicità nel panorama mondiale: una consolidata e strutturata rete socio-assistenziale e del volontariato e una profonda tradizione di imprenditoria socialmente responsabile, che caratterizzano modello informale di welfare che ci siamo accorti essere stato spesso fonte di ispirazione di policy all’estero. | Giulio Santagata e Luigi Scarola, Repubblica, 27 giugno 2016
 
Donne, come evitare il rischio della pensione più leggera
Guadagnano di meno, hanno contratti a singhiozzo, e spesso accumulano buchi contribuitivi per la maternità o la cura dei familiari. Per questo, le future pensioni delle donne italiane saranno più amare. Già oggi sono in media più basse del 36% rispetto a quelle degli uomini. Ora, con la riforma del sistema e il passaggio al contributivo, questa differenza rischia di allargarsi. | Sandra Riccio, La Stampa, 27 giugno 2016
 
Un buon welfare può rendere felici i genitori
Avere dei bambini rende molto meno felici rispetto alle persone che non ne hanno. È il cosiddetto divario di felicità dei genitori. Alcuni ricercatori, guidati da Jennifer Glass dell’università del Texas, hanno preso in esame l’impatto che hanno sulla riduzione di questo divario misure come ferie e malattie pagate, e le sovvenzioni per la cura dei figli. In pratica, nei paesi dove le politiche per la famiglia sono più forti, il divario di felicità dei genitori sparisce del tutto. | Jenny Anderson e Solana Pyne, Quartz - Internazionale, 23 giugno 2016
 
I servizi per la prima infanzia in crescita… o in crisi? Alcune evidenze dalla provincia di Monza e Brianza
Sul territorio di Monza e Brianza cresce l'offerta dei asili nido, ma nel contempo diminuisce il numero dei posti occupati. Cosa ci dice questo dato? Valentina Ghetti di Lombardia Sociale lo ha chiesto a Francesca Biffi, responsabile Ufficio accreditamento dell’Ufficio Unico del Consorzio Desio-Brianza. Con lei ha analizzato l’andamento dell’offerta dei servizi prima infanzia nei territori della provincia: quanti posti disponibili, come sono evoluti negli anni, quanti di questi sono effettivamente occupati. Un contributo interessante che analizza dati puntuali raccolti dall’Ufficio Unico e propone riflessioni che possono aiutare a capire gli effetti del Piano nidi a livello nazionale. | Valentina Ghetti, Lombardia Sociale, 21 giugno 2016
 
Should I Stay or Should I Go? La Brexit e il nodo del welfare
Il 23 giugno si svolgerà il referendum sulla cosiddetta Brexit. Viste anche le possibili ripercussioni internazionali, la domanda che tutti si pongono è: il Regno Unito resterà nell’Unione Europea? Abbiamo raccolto alcuni degli articoli più rilevanti che ci possono aiutare a comprendere questa complessa questione, selezionando in particolare quelli che la affrontano dalla nostra prospettiva, cioè che pongono al centro della propria analisi le tutele sociali e la tenuta del sistema di welfare.
 
Il Parlamento approva la legge sul "Dopo di Noi"
Dopo un lungo iter parlamentare la Camera dei Deputati ha approvato la proposta di legge “Disposizioni in materia di assistenza in favore delle persone con disabilità grave prive del sostegno familiare” che introduce nuovi strumenti per la tutela delle persone con disabilità grave rimaste senza genitori (o tutori) o con questi non più in grado di occuparsene. Il provvedimento mira a mantenere la persona con disabilità grave in un contesto familiare valorizzando le risorse della famiglia ed evitando così l’istituzionalizzazione.
 
Welfare Oggi, i contenuti del numero 2/2016 della rivista
Nel secondo numero del 2016 di Welfare Oggi sono toccati e approfonditi diversi temi di grande attualità: dalla co-progettazione al temporary management, dalle migrazioni alle povertà estreme, quasi 100 pagine di riflessioni ed esperienze preziose per chi studia ed opera nel sociale. Da segnalare anche un importante cambio di consegne alla direzione della rivista: dopo oltre 10 anni Cristiano Gori lascia il testimone a Gianfranco Marocchi.
 
Statali, il merito negato
I dipendenti pubblici sono tre milioni e trecentomila e i loro stipendi costano più di 10 punti di Pil. A prima vista, sembrano cifre enormi, ma in confronto ad altri grandi Paesi europei, siamo sotto le medie. Se però usiamo indicatori di rendimento, l’Italia scende verso il fondo delle graduatorie Ue. La nostra amministrazione pubblica non vale le risorse che assorbe e ha più che mai bisogno di una scossa. Per diventare più efficiente, facilitare la crescita e, non da ultimo, per recuperare la dignità perduta agli occhi dei cittadini.
 
Senza crescita a rischio il sistema di welfare per l'Italia
Il desiderio di tutti noi è certamente quello di veder crescere il prodotto dell'economia e nel contempo il tenore medio di vita. È illusorio pensare di poter tenere fede alle promesse onerose fatte ai cittadini senza crescita economica. Stiamo parlando del pagamento delle cure sanitarie, delle pensioni, degli ammortizzatori sociali, eccetera. | Alessandro Morselli, Huffington Post, 6 giugno 2016
 
Welfare: la difficile sostenibilità di lungo termine
A guardare le dichiarazioni Irpef degli italiani vien da pensare anzitutto che non siamo un Paese appartenente al G7 ma soprattutto che finanziare il nostro generoso welfare potrebbe essere sempre più difficile in futuro. Nel 2014, per intenderci, lo Stato ha speso per pensioni, sanità e assistenza 439 miliardi; di questi circa 172,5 miliardi sono coperti da contributi sociali mentre il resto deve essere finanziato con le imposte. | Alberto Brambilla e Paolo Novati, Corriere della Sera, 6 giugno 2016
 
Educazione interculturale e secondo welfare: quale nesso?
Il 26 maggio 2016 presso l'Università degli Studi di Milano-Bicocca si è tenuta la Quarta Giornata Interculturale dedicata al tema dell'educazione interculturale. L'evento ha visto la partecipazione di intellettuali come Alessandro Baricco e Lucio Caracciolo, oltre ad autorità internazionali come Nassir Abdulaziz Al-Nasser, Alto Rappresentante dell’Agenzia delle Nazioni Unite UNAOC, e numerosi professionisti e studiosi del settore.
 
The challenges of the European social model according to Elsa Fornero
Elsa Fornero is Professor of Economics at the University of Turin and an honorary fellow of the Collegio Carlo Alberto. She is a leading expert on pensions and welfare, and served as Minister of Labor, Social Policies and Gender Equality in the Monti Cabinet. In this capacity she devised, among other things, a key reform of the Italian pension system. EuVisions Observatory met with Ms. Fornero to have a brief chat about the multiple challenges of the European social model.
 
La quinta età, i premi Nobel invitano ad aggiornare le fasce della vita
Studiosi e premi Nobel invitano ad aggiornare la classificazione della vita. L’età non è solo un limite e non è necessariamente un problema, ma può anzi essere una risorsa. Anche perché la vecchiaia, nonostante tutto, non ha il monopolio della debolezza o della cattiva salute. | Giangiacomo Schiavi, Corriere della Sera, 25 maggio 2016
 
Le distanze sociali crescono e la Rete dà voce al rancore
Non tutte le disuguaglianze sono uguali. Il dibattito sull’approfondirsi delle distanze economiche e sociali ha in questo momento il suo focus negli Stati Uniti anche perché al di là dell’Oceano con i risultati delle primarie per la conquista della Casa Bianca risulta più evidente il legame tra sentimenti/percezioni prevalenti nella popolazione e spostamento dei consensi politici. Ma non sempre il link è così immediato, come mostra anche il caso dell'Italia.
 
Il welfare più affidabile? È sempre quello fai da te
Un welfare social e fai-da-te. Potrebbe essere definito in questo modo il sistema di protezione percepito dagli italiani. Di fronte a un’eventuale difficoltà, per avere un aiuto la maggioranza si rivolgerebbe alla triade costituita da famiglia (90,0%), amici (72,3%) e associazioni di volontariato (54,8%). A dirlo è una ricerca di Community Media Research per La Stampa. | Daniele Marini, La Stampa, 23 maggio 2016
 
Capitale sociale, ascesa e declino: la partecipazione diminuisce con l’austerità
Emanuele Ferragina sul Fatto Quotidiano analizza alcune dinamiche della politica britannica che hanno implicazioni globali. Il tema è quello del capitale sociale, un concetto che ha molto influenzato il mondo politico negli ultimi vent’anni. L'analisi parte dalla campagna elettorale inglese del 2010, frangente in cui emerse la proposta di Cameron di costruire una Big Society. L’idea era semplice: servono incentivi alla partecipazione civica e alla creazione di capitale sociale per creare nuovi servizi e ridurre il ruolo dello Stato. | Emanuele Ferragina, Il Fatto Quotidiano, 21 maggio 2016
 
Istat: In Italia spesa per welfare sopra media Ue, ma il sistema è tra i meno efficaci
“Tra quelli europei, il sistema di protezione sociale del nostro Paese è uno tra i meno efficaci”. Il rapporto annuale dell’Istat fotografa questo record negativo dell’Italia: nonostante la spesa per il welfare sia del 28,6% del Pil, e dunque più alta della media europea (27,7%), nel 2014 la quota di italiani “a rischio povertà si è ridotta di 5,3 punti”, passando dal 24,7% al 19,4%, a fronte di una “riduzione media nell’Ue a 27 di 8,9 punti”. | EUnews, 20 maggio 2016
 
Povertà educativa, non solo senza soldi
E’ una di quelle notizie che dovrebbe comparire sulle prime pagine dei giornali, titolata con un “finalmente” e approfondita in lungo e in largo: il governo ha stanziato un fondo per contrastare la povertà educativa. Non un problema, ma il problema cruciale per le sorti di un Paese, almeno come una malattia invalidante, sicuramente più del buco nell’ozono. | Giorgio Vittadini, Il Sussidiario, 20 maggio 2016
 
Dai voucher alla solidarietà espansiva, pronto il primo tagliando per il Jobs act
Tempo di verifiche anche per il Jobs act. Dopo circa un anno la riforma del lavoro varata da Renzi è tempo di fare il primo tagliando. Due le novità più importanti inserite nel decreto correttivo che dovrebbe approdare al prossimo Consiglio dei Ministri e ritoccare in alcune parti alcuni decreti emanati nei mesi scorsi: oltre alla tracciabilità (e le relative sanzioni) dei voucher arrivano i contratti di solidarietà espansivi. E assieme a queste modifiche arriveranno probabilmente anche una serie di ritocchi minori.
 
In Italia il 6,5% delle risorse sociali a famiglie e figli. Agli anziani il 65,4%
In Italia la quota della spesa complessiva per la protezione sociale destinata alle famiglie e figli è pari al 6,5%, mentre la parte che è riservata alla vecchiaia ammonta al 65,4%. Nell'Europa a 28 la prima percentuale sale fino all'8,7% mentre la seconda scende al 52,8%. Secondo i dati, contenuti nelle tabelle dell'Eurostat relative al 2014 ed elaborati dall'Adnkronos, le risorse destinate dal Belpaese alle misure di intervento pubblico ammontano a oltre un quinto del pil, ma solo l'1,4% del prodotto interno lordo è destinato alla famiglia e ai figli. Alla 'vecchiaia' va invece il 14%. | Adnkronos, 15 maggio 2016