Legge di stabilità, i giovani possono attendere
Il capitolo principale della Legge di Stabilità del 2017 riguarda le pensioni; o meglio, i pensionati attuali. Inoltre, la manovra sulle pensioni sarà completata dalla cosiddetta Ape, che dà la possibilità di anticipare l'età pensionabile. Ma, dal punto di vista della distribuzione tra le generazioni, cosa è successo alla distribuzione del reddito e del benessere negli ultimi anni? | Roberta Carlini, Internazionale, 14 ottobre 2016
 
Le famiglie (e i giovani) invisibili
Sulle questioni di principio (come il matrimonio o le scelte riproduttive) il tema della famiglia suscita scontri ideologici da cappa e spada. Sul piano pratico è invece un non-tema, l’invisibile Cenerentola del welfare. E non dovrebbe quindi stupire che il nostro Paese sia considerato tra i più arretrati per quel che riguarda le politiche familiare. Per uscire dal modello limitante dobbiamo metterci a correre, ma alle politiche capacitanti non si arriva improvvisando, mettendo e togliendo. L'opinione di Maurizio Ferrera.
 
European Parliament promotes work-life balance
On September 13th the Members of the European Parliament voted in favour of the resolution “Creating labour market conditions favourable for work-life balance”, a clear political commitment of the European Parliament to strengthen work-life balance opportunities for European women and men. According to the Lithuanian co-rapporteur Vilija Blinkevičiūtė, by passing a resolution, the Parliament sends a clear message to the Commission.
 
Italia prima in Europa per quota over 80. Le ricadute sulle pensioni
Sono 27 milioni le persone che hanno superato gli 80 anni all’interno dell’Unione Europea, con un aumento notevole nel corso di 10 anni: +7 milioni dal 2005 al 2015. Sia chiaro, in sè è una buona notizia, ma occorre ricordarsi che le pensioni attuali sono pagate con i contributi attuali. Il costo del sistema pensionistico, dunque, grava e graverà in modo sempre più pesante sulle generazioni più giovani, già alle prese con un mercato del lavoro isterico e isterizzato. | Luciano Canova, Il Sole 24 Ore, 5 ottobre 2016
 
Inclusione sociale e diritti delle persone con disabilità: spunti dal Secondo Programma Biennale
Proseguono gli approfondimenti di Percorsi di Secondo Welfare sulla Conferenza Nazionale sulle Politiche per la Disabilità “Uniti, Diritti, alla Meta”, svoltasi a Firenze il 16 e 17 settembre. In questo articolo Paolo Pantrini ci propone una sintesi del dibattito sul Secondo Programma Biennale di Azione per la Promozione dei Diritti e l’Integrazione delle Persone con Disabilità, con un focus sui temi dell'inclusione sociale e la vita indipendente.
 
Social Clinics in Greece and the Welfare Provision
The growth of unemployment and the austerity policies imposed by the Greek governments to tackle the Greek debt had not left untouched the health sector, leaving around 1/3 of the country’s population uncovered. In order to contribute to the debate regarding the provision of “second welfare”, this article draws its attention to Greece and the case of social clinics, established all over the country to provide for free primary healthcare services and medicines to those without access to the healthcare system.
 
Famiglie sempre più scoperte dalla ritirata del welfare
Sono stati presentati i risultati della seconda edizione della ricerca di Cittadinanzattiva "Fasce deboli e servizi pubblici locali: quali tutele per una vita sostenibile delle famiglie". La ricerca, elaborata con il coinvolgimento scientifico del Censis, mette in rilievo le criticità che la ritirata del welfare comporta per i bilanci delle famiglie italiane: in modo particolare ci si focalizza sul peso sempre crescente del costo dei servizi pubblici locali. | Assinews, 29 settembre 2016
 
La risoluzione del Parlamento UE per promuovere l’equilibrio tra vita e lavoro
I parlamentari europei hanno approvato la risoluzione "Creazione di condizioni del mercato del lavoro favorevoli all'equilibrio tra vita privata e vita professionale", un chiaro impegno politico del Parlamento europeo per rafforzare le opportunità di conciliazione tra vita familiare e vita lavorativa per le donne e gli uomini del Vecchio Continente. Bianca Luna Fabris ci spiega il contesto di applicazione e le prospettive di questa decisione.
 
Quei trentenni di troppo a casa con mamma
In larga parte dei Paesi europei la maggioranza dei giovani compie il venticinquesimo compleanno sotto un tetto diverso da quello della famiglia di origine. In Italia, invece, è ormai consuetudine trovarsi a vivere ancora nella casa dei genitori al traguardo dei trent’anni: secondo l’Istat sono quasi 7 milioni. Cosa si cela dietro a questo dato? | Alessandro Rosina, Repubblica, 25 settembre 2016
 
Perché non si fanno più figli in Italia? Cosa serve davvero alle famiglie?
Un Paese che invecchia, che fa figli sempre più tardi e ne fa sempre meno. La situazione italiana è sotto gli occhi di tutti, ma quali sono le ragioni del progressivo calo demografico? Sulla Stampa è stata pubblicata una bella infografica interattiva che aiuta a riflettere sui vincoli economici, sociali e culturali che si frappongono tra i progetti di maternità e la loro realizzazione.
 
Fertility Day: l'intervista di Euronews a Franca Maino
Dopo molte polemiche e critiche è arrivato il Fertility Day, la giornata voluta dal Ministero della Salute per aumentare la conoscenza sulla salute riproduttiva e fornire strumenti per la tutela della fertilità. Euronews ha chiesto a Franca Maino di approfondire come il nostro sistema di welfare attualmente sostiene le coppie che vorrebbero avere figli e, soprattutto, se tali misure sono sufficienti per sostenere questo desiderio.
 
Modelli di welfare e modelli di capitalismo. Le sfide per lo sviluppo socio-economico in Italia e in Europa
Il persistere della crisi economica e la gravità del suo impatto rappresentano un banco di prova cruciale, riguardo alla capacità di coniugare in maniera sostenibile diritti sociali e sviluppo economico. Ed è in tale quadro che ESPAnet Italia ha deciso di dedicare la sua IX Conferenza annuale al tema del rapporto fra modelli di welfare e modelli di capitalismo, cercando di comprendere meglio come le principali sfide per lo sviluppo socio-economico vengono affrontate in Italia ed in Europa.
 
A dieci anni dalla Convenzione ONU, l’Italia si interroga sulle politiche per la disabilità
Venerdì 16 e sabato 17 ottobre a Firenze si è svolta la Conferenza Nazionale sulle Politiche per la Disabilità, a cui hanno partecipato rappresentanti dell'associazionismo, dei sindacati e dei differenti livelli dell'amministrazione pubblica. All'ordine del giorno temi importanti come l'accertamento dell'invalidità, l'inserimento lavorativo, la scuola, l'accesso ai servizi e la partecipazione alla vita sociale. Paolo Pantrini ci racconta cosa è successo.
 
Scuola paritaria: ecco quanto risparmia lo Stato
Il conflitto tra i favorevoli e i contrari al finanziamento statale alle scuole paritarie è un tormentone che va avanti da anni. Tuttavia, le discussioni intorno a questo tema molto spesso si sono basate su ragioni ideologiche piuttosto che di convenienza economica | Truenumbers, 20 settembre 2016
 
Le riforme nel settore dell'assistenza agli anziani: l'Italia nel contesto europeo
Per alcuni anni molti Paesi europei hanno strutturato e ampliato i sistemi di presa in carico degli anziani non autosufficienti. Poi la crisi economica, l’aumento della quota di anziani e la modificata struttura familiare hanno indotto dei ripensamenti del modello. La domanda è: come affronterà oggi questa nuova situazione? Vii proponiamo un'analisi di Matteo Luppi, pubblicato sul numero 3/2016 di Welfare Oggi, che affronta il caso italiano comparandolo con altri cinque Paesi UE.
 
Oltre il Fertility Day: quali strumenti per sostenere la natalità?
Giovedì 22 settembre si è svolto il Fertility Day, la giornata promossa dal Ministero della Salute “per aumentare la conoscenza sulla salute riproduttiva e fornire strumenti per la tutela della fertilità”. Il tema, complice una campagna di comunicazione molto discussa, nelle ultime settimane ha suscitato un acceso di dibattito. Proviamo quindi a fare luce sul problema e sugli strumenti che il welfare può offrire per sostenere davvero la natalità in Italia, leggendo un po’ di dati e provando a capire se e come si può invertire il trend.
 
I nodi della scuola? Prof anziani, pochi universitari, record di Neet e poca equità
Quanto rende la laurea? In media, si legge nel rapporto “Education at a glance” di Ocse, per le donne i rendimenti finanziari netti da una laurea sono pari a due terzi quelli di un uomo con un’analoga qualifica. In base ai dati dello studio, per un laureato nell’area Ocse, a confronto con un diplomato, nell’arco della vita lavorativa ha un ritorno finanziario netto di 258.400 dollari, con un tasso interno di rendimento del 14%. | Luca Tremolada, Il Sole 24 Ore, 16 settembre 2016
 
Verso la Conferenza Nazionale sulle Politiche per la Disabilità 2016
Dal 16 al 17 settembre a Firenze si terrà la V Conferenza Nazionale sulle Politiche per la Disabilità. All’evento, promosso dall'Osservatorio Nazionale sulla Condizione delle Persone con Disabilità, prenderanno parte funzionari di diverse amministrazioni pubbliche, rappresentanti delle autonomie locali, del terzo settore e dell'associazionismo famigliare. Durante la Conferenza sarà presentato anche Secondo Programma Biennale di Azione per la Promozione dei Diritti e l’Integrazione delle Persone con Disabilità.
 
Boeri: il problema delle pensioni è l’equità, non la sostenibilità del sistema
«Il problema vero che noi abbiamo oggi in Italia è quello dell’equità e non quello della sostenibilità finanziaria del nostro sistema pensionistico». Lo afferma il presidente dell’Inps, Tito Boeri, intervistato da Presadiretta, programma di Rai3. Per affrontarlo Boeri propone una operazione redistributiva che tagli pensioni e vitalizi ingiustificati alla luce dei contributi versati. Il governo replica: siamo contrari a mettere le mani sulle pensioni già in essere
 
Come funziona l'indennità di malattia in Europa?
L’indennità di malattia non sembra correlata per forza con i diritti nazionali del lavoro, con la retribuzione media o con la soddisfazione lavorativa. È quanto emerge da un report realizzato dal portale britannico Vouchercloud, che ha cercato di individuare le differenze a livello europeo in tema di indennità di malattia garantite dallo Stato. Dalla classifica si nota che a livello settimanale i Paesi europei garantiscono in media il 65% della retribuzione, mentre mensilmente si sale al 70%.