Educazione interculturale e secondo welfare: quale nesso?
Il 26 maggio 2016 presso l'Università degli Studi di Milano-Bicocca si è tenuta la Quarta Giornata Interculturale dedicata al tema dell'educazione interculturale. L'evento ha visto la partecipazione di intellettuali come Alessandro Baricco e Lucio Caracciolo, oltre ad autorità internazionali come Nassir Abdulaziz Al-Nasser, Alto Rappresentante dell’Agenzia delle Nazioni Unite UNAOC, e numerosi professionisti e studiosi del settore.
 
The challenges of the European social model according to Elsa Fornero
Elsa Fornero is Professor of Economics at the University of Turin and an honorary fellow of the Collegio Carlo Alberto. She is a leading expert on pensions and welfare, and served as Minister of Labor, Social Policies and Gender Equality in the Monti Cabinet. In this capacity she devised, among other things, a key reform of the Italian pension system. EuVisions Observatory met with Ms. Fornero to have a brief chat about the multiple challenges of the European social model.
 
La quinta età, i premi Nobel invitano ad aggiornare le fasce della vita
Studiosi e premi Nobel invitano ad aggiornare la classificazione della vita. L’età non è solo un limite e non è necessariamente un problema, ma può anzi essere una risorsa. Anche perché la vecchiaia, nonostante tutto, non ha il monopolio della debolezza o della cattiva salute. | Giangiacomo Schiavi, Corriere della Sera, 25 maggio 2016
 
Le distanze sociali crescono e la Rete dà voce al rancore
Non tutte le disuguaglianze sono uguali. Il dibattito sull’approfondirsi delle distanze economiche e sociali ha in questo momento il suo focus negli Stati Uniti anche perché al di là dell’Oceano con i risultati delle primarie per la conquista della Casa Bianca risulta più evidente il legame tra sentimenti/percezioni prevalenti nella popolazione e spostamento dei consensi politici. Ma non sempre il link è così immediato, come mostra anche il caso dell'Italia.
 
Il welfare più affidabile? È sempre quello fai da te
Un welfare social e fai-da-te. Potrebbe essere definito in questo modo il sistema di protezione percepito dagli italiani. Di fronte a un’eventuale difficoltà, per avere un aiuto la maggioranza si rivolgerebbe alla triade costituita da famiglia (90,0%), amici (72,3%) e associazioni di volontariato (54,8%). A dirlo è una ricerca di Community Media Research per La Stampa. | Daniele Marini, La Stampa, 23 maggio 2016
 
Capitale sociale, ascesa e declino: la partecipazione diminuisce con l’austerità
Emanuele Ferragina sul Fatto Quotidiano analizza alcune dinamiche della politica britannica che hanno implicazioni globali. Il tema è quello del capitale sociale, un concetto che ha molto influenzato il mondo politico negli ultimi vent’anni. L'analisi parte dalla campagna elettorale inglese del 2010, frangente in cui emerse la proposta di Cameron di costruire una Big Society. L’idea era semplice: servono incentivi alla partecipazione civica e alla creazione di capitale sociale per creare nuovi servizi e ridurre il ruolo dello Stato. | Emanuele Ferragina, Il Fatto Quotidiano, 21 maggio 2016
 
Istat: In Italia spesa per welfare sopra media Ue, ma il sistema è tra i meno efficaci
“Tra quelli europei, il sistema di protezione sociale del nostro Paese è uno tra i meno efficaci”. Il rapporto annuale dell’Istat fotografa questo record negativo dell’Italia: nonostante la spesa per il welfare sia del 28,6% del Pil, e dunque più alta della media europea (27,7%), nel 2014 la quota di italiani “a rischio povertà si è ridotta di 5,3 punti”, passando dal 24,7% al 19,4%, a fronte di una “riduzione media nell’Ue a 27 di 8,9 punti”. | EUnews, 20 maggio 2016
 
Povertà educativa, non solo senza soldi
E’ una di quelle notizie che dovrebbe comparire sulle prime pagine dei giornali, titolata con un “finalmente” e approfondita in lungo e in largo: il governo ha stanziato un fondo per contrastare la povertà educativa. Non un problema, ma il problema cruciale per le sorti di un Paese, almeno come una malattia invalidante, sicuramente più del buco nell’ozono. | Giorgio Vittadini, Il Sussidiario, 20 maggio 2016
 
Dai voucher alla solidarietà espansiva, pronto il primo tagliando per il Jobs act
Tempo di verifiche anche per il Jobs act. Dopo circa un anno la riforma del lavoro varata da Renzi è tempo di fare il primo tagliando. Due le novità più importanti inserite nel decreto correttivo che dovrebbe approdare al prossimo Consiglio dei Ministri e ritoccare in alcune parti alcuni decreti emanati nei mesi scorsi: oltre alla tracciabilità (e le relative sanzioni) dei voucher arrivano i contratti di solidarietà espansivi. E assieme a queste modifiche arriveranno probabilmente anche una serie di ritocchi minori.
 
In Italia il 6,5% delle risorse sociali a famiglie e figli. Agli anziani il 65,4%
In Italia la quota della spesa complessiva per la protezione sociale destinata alle famiglie e figli è pari al 6,5%, mentre la parte che è riservata alla vecchiaia ammonta al 65,4%. Nell'Europa a 28 la prima percentuale sale fino all'8,7% mentre la seconda scende al 52,8%. Secondo i dati, contenuti nelle tabelle dell'Eurostat relative al 2014 ed elaborati dall'Adnkronos, le risorse destinate dal Belpaese alle misure di intervento pubblico ammontano a oltre un quinto del pil, ma solo l'1,4% del prodotto interno lordo è destinato alla famiglia e ai figli. Alla 'vecchiaia' va invece il 14%. | Adnkronos, 15 maggio 2016
 
Dove sono finiti quei 38 milioni del Jobs Act per aiutare le mamme a lavorare?
Cosa vogliamo farne di questi 38,3 milioni per il 2016 stanziati per agevolare la conciliazione famiglia lavoro? Vogliamo davvero aspettare che il tempo passi senza averli utilizzati? Speriamo di no. La festa della mamma è appena passata. Ma se davvero le mamme vogliamo festeggiarle tutto l’anno, allora cosa sacrosanta sarebbe sbloccare queste risorse stanziate da uno dei decreti attuativi del Jobs Act. | Rita Querzè, La ventisettesima ora, 12 maggio 2016
 
ISEE e disabilità: prende avvio una fase transitoria
Dopo le sentenze del Consiglio di Stato si sta vivendo una situazione di grande confusione ed incertezza in riferimento all’applicazione del nuovo ISEE. Daniela Mesini su Lombardia Sociale propone un commento al recentissimo emendamento del Governo che stabilisce indicazioni per affrontare questa fase transitoria, in attesa che il misuratore venga rivisto nel suo insieme. Cosa dovremo attenderci per l’applicazione dell’ISEE per le persone con disabilità nei prossimi mesi? | Daniela Mesini, Lombardia Sociale, 10 maggio 2016
 
L'innovazione sociale alla prova dell'equazione per l'economia reale
L’equazione per l’economia reale ed i suoi fattori devono oggi indiscutibilmente trovare una nuova soluzione, ancorandosi all’unico dato di realtà più che mai manifesto: la necessaria prossimità alla vita delle persone, ai loro bisogni, ai loro nessi e relazioni, alle dinamiche con cui trovarne l’equilibrio in termini di innovazione e inclusione. Che si voglia oppure no, per dirla con un linguaggio comune, è ancora una questione di disruption: scomporre i fattori, partendo dal reale per volgere l’equazione verso un nuovo modello economico e sociale. | Francesco Pozzobon, Innovare X Includere, 7 maggio 2016
 
Caregiver familiari, serve un vero riconoscimento
Attualmente sono in discussione tre disegni di legge per un pieno riconoscimento dei caregiver familiari, vale a dire tutte quelle persone che prestano assistenza ad anziani e malati all'interno delle famiglie. Ne riflette Brunella Casalini su InGenere.it.
 
Le trincee generazionali di un'Italia sempre più vecchia
Sono sempre di più gli italiani che non vogliono avere rapporti con le altre generazioni. Per l'esattezza si tratta di 8 milioni di persone che quando devono sottoporsi a una visita medica, fare acquisti, farsi consigliare su questioni personali, andare in vacanza o impegnarsi sul luogo di lavoro preferiscono non rapportarsi con persone di un'età troppo distante dalla propria. È il quadro sconcertante che emerge dalla ricerca «L'Italia delle generazioni» realizzata dal Censis.
 
Save the Children's strategy to fight educational poverty
Access to knowledge and culture remains a problem for many children in Italy, in particular for those who are born in underprivileged familiar contexts. This is the bitter reality that emerges from “Illuminiamo il futuro 2030”, Save the Children’s research launched in 2014 and specifically dedicated to educational poverty. In this paper, Save the Children has identified a strategy to “illuminate the future” of children who live in Italy and to eliminate educational poverty before 2030.
 
Immigrazione diffusa. La risposta italiana alle banlieue
Se l’Italia s’è risparmiata il fenomeno delle banlieu intrise di odio come a Parigi, o le Molenbeek della separatezza islamista come a Bruxelles, è merito sicuramente dei numeri contenuti dell’immigrazione, ma anche di un modello italiano d'integrazione che finora non è stato analizzato e apprezzato nel modo giusto. Il Belpaese dei mille campanili negli ultimi dieci anni ha assorbito un numero notevole di nuovi arrivi, ma frazionandoli sul territorio. | Francesco Grignetti, La Stampa, 2 maggio 2016
 
Gli schemi di reddito minimo della Spagna
Il Laboratorio di Politica Comparata e Filosofia Pubblica del Centro Einaudi ha pubblicato un working paper che affronta il tema del reddito minimo in Spagna. In questo paese, spiega l'autore Marcello Natili, gli schemi di reddito minimo sono stati introdotti dalle Comunità Autonome per contrastare l’inerzia del livello nazionale in tema di povertà ed esclusione sociale. Gli effetti generati da questi programmi regionali, tuttavia, risultano tutt'altro che scontati.
 
Finis Europae. Svezia, Danimarca, Finlandia: lo sciovinismo del welfare
Per generazioni di europei Svezia e Danimarca rappresentavano un sogno di democrazia, inclusione e welfare. Oggi, in Danimarca basta dare un passaggio a una famiglia di migranti per finire nei guai. E c'è chi, arrivato, ritira la propria richiesta di asilo. La Norvegia ha previsto un bonus di 10mila corone per i rifugiati che decidono di "tornare a casa". E molti decidono di tornare davvero, anche se una casa non l'hanno più. Che cosa accade al welfare del Nord?
 
Quando il "welfare fai da te" diventa un modello da studiare
Di fronte ad un sistema pubblico costretto alla razionalizzazione per motivi di budget, gli italiani in questi difficili anni di crisi economica hanno saputo rimboccarsi le maniche, dando vita ad un vero e proprio "welfare fai da te", un modello "familiare" di assistenza fatto di relazioni economiche, occupazionali, fiscali ma soprattutto affettive. Per le sue particolari caratteristiche il nostro sistema di welfare è finito sotto la lente d'ingrandimento di un gruppo di ricercatori giapponesi. | Teresa Benvenuto, Huffington Post, 26 aprile 2016