Saraceno: “Per la politica il welfare è un costo, non un investimento. E a misure efficienti preferisce annunci”
Chiara Saraceno, esperta di stato sociale e misure di contrasto alla povertà: "Riforma degli ammortizzatori sociali, assegni familiari e il nuovo Sostegno di inclusione attiva non bastano. Servono asili nido per permettere alle donne di lavorare e, per le famiglie, un sostegno unico decrescente all'aumentare del reddito. Ma il bonus bebè costa meno e fa più scena". Gli 80 euro? "Una follia che grida vendetta pretendere che gli incapienti li restituiscano". | Chiara Brusini, 18 agosto 2016, Il Fatto Quotidiano
 
Le due solidarietà
Nella lunga intervista pubblicata sul Corriere del 9 luglio, Jürgen Habermas ha severamente rimproverato la politica europea della Germania, in particolare la incapacità progettuale, l’appiattimento sullo status quo, l’ostinata difesa di una stabilità fiscale basata su regole rigide, e soprattutto il perseguimento sempre più sfacciato degli interessi nazionali. Quali fattori hanno spinto la Germania su questa strada, che rischia di minare l’intera costruzione europea? Ne riflette Maurizio Ferrera.
 
E adesso c’è chi si fa licenziare per prendere l’indennità di disoccupazione
La Naspi è l'indennità di disoccupazione introdotta dal Jobs Act per i lavoratori dipendenti, la cue erogazione è prevista solo in caso di disoccupazione involontaria. Visto che bastano soltanto 13 settimane di contribuzione e non più un anno per ottenerla, spiega Lidia Baratta su Linkiesta, qualcuno comincia a chiedere di essere licenziato. | Lidia Baratta, Linkiesta, 22 luglio 2016
 
Welfare Oggi: i contenuti del nuovo numero
Il nuovo numero della rivista edita da Maggioli si caratterizza per un ampio dossier sulla riforma del terzo settore, ma anche per il fatto di entrare nel merito di tante questioni che hanno acceso il dibattito di questi mesi in tema di welfare: dal “Dopo di noi” al Codice degli appalti, dalla “buona accoglienza” dei richiedenti asilo al carcere. Uno strumento che come sempre offre politiche, esperienze e strumenti per chi opera quotidianamente nel sociale.
 
Le sfide da affrontare per riordinare l’assistenza
L’INPS non si occupa solo di pensioni e ammortizzatori sociali. Gestisce anche le prestazioni per la non autosufficienza, che interessano più di due milioni di beneficiari, in prevalenza anziani. Il settore ha registrato una forte crescita nell’ultimo quindicennio: si stima che nel 2060 gli ultraottantacinquenni (la fascia più a rischio) passerà da 1,7 a più di 6 milioni. Bene ha fatto il Rapporto INPS di quest’anno a dedicare ampio spazio al tema e alle sfide che dovremo affrontare.
 
A Milano il lavoro è donna
Per una volta si può parlare di partecipazione delle donne al mondo del lavoro in modo positivo: l’analisi del mercato del lavoro del Comune di Milano, sviluppata dal progetto EQuIPE 2020 di Italia Lavoro per conto del Ministero del Lavoro, ci restituisce la fotografia di una città laboriosa, produttiva e in movimento, con tassi d’occupazione femminile allineati a quelli dei maggiori paesi dell’Unione europea.
 
I fossati culturali in Europa stanno diventando pericolosi
Molti elettori sono ormai convinti che a Bruxelles interessino solo il mercato e il pareggio di bilancio, senza riguardo per il welfare, la povertà, le diseguaglianze. Se l’Europa tradisce la «cultura della solidarietà», sono i cittadini a spaventarsi. Anche in questo caso l’euro rischia di crollare, aprendo la porta ad una spirale di possibili exit. Da questa infernale tenaglia si può uscire solo in un modo: riconciliando stabilità e solidarietà entro un quadro simbolico (e poi istituzionale) che le contenga entrambe e sappia così parlare sia ai mercati sia agli elettori.
 
After the Brexit Referendum: Picking up the bits
What have we learned from the Brexit referendum campaign? Was this a national debate about UK membership of the European Union or a mix of quite different hopes and fears, using this referendum as a brief opportunity to express themselves? And what can Europe learn from the result? Professor Graham Room shares his opinion with us, away from austerity and towards new forms of solidarity.
 
«Conta la dimensione sociale. Più conciliazione tra casa e lavoro»
Le risorse economiche e i servizi «sono una condizione necessaria, ma non sufficiente». Perché la 'salute' della famiglia dipende anche da «tutta quella dimensione relazionale e associativa» che le ruota attorno, sostenendola. E non poco. Maria Letizia Bosoni, ricercatrice della facoltà di Scienze dell’educazione all'Università Cattolica di Milano e tra i curatori del rapporto sull'Indice globale indipendente sulla Famiglia, ne è convinta: «La dimensione reticolare in cui è inserito ogni nucleo familiare è il mezzo per valorizzare il ruolo della famiglia all'interno della società». | Alessia Guerrieri, Avvenire, 3 luglio 2016
 
Vivere a lungo, vivere bene: la sfida della longevità al welfare
Si allarga il vertice della piramide demografica e si è aggiunta anche la forte contrazione della base come esito della denatalità. Una combinazione che ha aumentato peso degli anziani sulla popolazione totale. | Alessandro Rosina, Linkiesta, 28 giugno 2016
 
Rete sociale, volontariato e tradizione lo stile informale del welfare italiano
L'Italia possiede due elementi che quando integrati divengono punti di unicità nel panorama mondiale: una consolidata e strutturata rete socio-assistenziale e del volontariato e una profonda tradizione di imprenditoria socialmente responsabile, che caratterizzano modello informale di welfare che ci siamo accorti essere stato spesso fonte di ispirazione di policy all’estero. | Giulio Santagata e Luigi Scarola, Repubblica, 27 giugno 2016
 
Donne, come evitare il rischio della pensione più leggera
Guadagnano di meno, hanno contratti a singhiozzo, e spesso accumulano buchi contribuitivi per la maternità o la cura dei familiari. Per questo, le future pensioni delle donne italiane saranno più amare. Già oggi sono in media più basse del 36% rispetto a quelle degli uomini. Ora, con la riforma del sistema e il passaggio al contributivo, questa differenza rischia di allargarsi. | Sandra Riccio, La Stampa, 27 giugno 2016
 
Un buon welfare può rendere felici i genitori
Avere dei bambini rende molto meno felici rispetto alle persone che non ne hanno. È il cosiddetto divario di felicità dei genitori. Alcuni ricercatori, guidati da Jennifer Glass dell’università del Texas, hanno preso in esame l’impatto che hanno sulla riduzione di questo divario misure come ferie e malattie pagate, e le sovvenzioni per la cura dei figli. In pratica, nei paesi dove le politiche per la famiglia sono più forti, il divario di felicità dei genitori sparisce del tutto. | Jenny Anderson e Solana Pyne, Quartz - Internazionale, 23 giugno 2016
 
I servizi per la prima infanzia in crescita… o in crisi? Alcune evidenze dalla provincia di Monza e Brianza
Sul territorio di Monza e Brianza cresce l'offerta dei asili nido, ma nel contempo diminuisce il numero dei posti occupati. Cosa ci dice questo dato? Valentina Ghetti di Lombardia Sociale lo ha chiesto a Francesca Biffi, responsabile Ufficio accreditamento dell’Ufficio Unico del Consorzio Desio-Brianza. Con lei ha analizzato l’andamento dell’offerta dei servizi prima infanzia nei territori della provincia: quanti posti disponibili, come sono evoluti negli anni, quanti di questi sono effettivamente occupati. Un contributo interessante che analizza dati puntuali raccolti dall’Ufficio Unico e propone riflessioni che possono aiutare a capire gli effetti del Piano nidi a livello nazionale. | Valentina Ghetti, Lombardia Sociale, 21 giugno 2016
 
Should I Stay or Should I Go? La Brexit e il nodo del welfare
Il 23 giugno si svolgerà il referendum sulla cosiddetta Brexit. Viste anche le possibili ripercussioni internazionali, la domanda che tutti si pongono è: il Regno Unito resterà nell’Unione Europea? Abbiamo raccolto alcuni degli articoli più rilevanti che ci possono aiutare a comprendere questa complessa questione, selezionando in particolare quelli che la affrontano dalla nostra prospettiva, cioè che pongono al centro della propria analisi le tutele sociali e la tenuta del sistema di welfare.
 
Il Parlamento approva la legge sul "Dopo di Noi"
Dopo un lungo iter parlamentare la Camera dei Deputati ha approvato la proposta di legge “Disposizioni in materia di assistenza in favore delle persone con disabilità grave prive del sostegno familiare” che introduce nuovi strumenti per la tutela delle persone con disabilità grave rimaste senza genitori (o tutori) o con questi non più in grado di occuparsene. Il provvedimento mira a mantenere la persona con disabilità grave in un contesto familiare valorizzando le risorse della famiglia ed evitando così l’istituzionalizzazione.
 
Welfare Oggi, i contenuti del numero 2/2016 della rivista
Nel secondo numero del 2016 di Welfare Oggi sono toccati e approfonditi diversi temi di grande attualità: dalla co-progettazione al temporary management, dalle migrazioni alle povertà estreme, quasi 100 pagine di riflessioni ed esperienze preziose per chi studia ed opera nel sociale. Da segnalare anche un importante cambio di consegne alla direzione della rivista: dopo oltre 10 anni Cristiano Gori lascia il testimone a Gianfranco Marocchi.
 
Statali, il merito negato
I dipendenti pubblici sono tre milioni e trecentomila e i loro stipendi costano più di 10 punti di Pil. A prima vista, sembrano cifre enormi, ma in confronto ad altri grandi Paesi europei, siamo sotto le medie. Se però usiamo indicatori di rendimento, l’Italia scende verso il fondo delle graduatorie Ue. La nostra amministrazione pubblica non vale le risorse che assorbe e ha più che mai bisogno di una scossa. Per diventare più efficiente, facilitare la crescita e, non da ultimo, per recuperare la dignità perduta agli occhi dei cittadini.
 
Senza crescita a rischio il sistema di welfare per l'Italia
Il desiderio di tutti noi è certamente quello di veder crescere il prodotto dell'economia e nel contempo il tenore medio di vita. È illusorio pensare di poter tenere fede alle promesse onerose fatte ai cittadini senza crescita economica. Stiamo parlando del pagamento delle cure sanitarie, delle pensioni, degli ammortizzatori sociali, eccetera. | Alessandro Morselli, Huffington Post, 6 giugno 2016
 
Welfare: la difficile sostenibilità di lungo termine
A guardare le dichiarazioni Irpef degli italiani vien da pensare anzitutto che non siamo un Paese appartenente al G7 ma soprattutto che finanziare il nostro generoso welfare potrebbe essere sempre più difficile in futuro. Nel 2014, per intenderci, lo Stato ha speso per pensioni, sanità e assistenza 439 miliardi; di questi circa 172,5 miliardi sono coperti da contributi sociali mentre il resto deve essere finanziato con le imposte. | Alberto Brambilla e Paolo Novati, Corriere della Sera, 6 giugno 2016