POVERTÀ ALIMENTARE /
Roma, accordo tra Comune e Confartigianato contro lo spreco alimentare
Il protocollo firmato dal Campidoglio e artigiani punta a trasformare le eccedenze in risorse per gli indigenti
23 febbraio 2017

Prevenire lo spreco alimentare e combattere le nuove povertà: sono le finalità che si propone il protocollo firmato tra il Campidoglio e Confartigianato Imprese Roma che nei prossimi mesi si tradurrà nel ritiro sistematico, su scala municipale, di alimenti (freschi e perfettamente conservati) presso i negozi e supermercati che aderiranno all’iniziativa, al fine di sostenere i cittadini che si trovano in condizioni di disagio economico.

Gli oneri per la realizzazione del progetto saranno a carico di Confartigianato, mentre il Comune, per incentivare le donazioni, convocherà un tavolo di lavoro congiunto con i Dipartimenti Tutela Ambientale e Risorse Economiche per stabilire coefficienti di riduzione della tassa rifiuti a beneficio degli esercizi commerciali donatori, sulla base dei dati relativi ai materiali sottratti al rifiuto. L’amministrazione garantirà quindi l’adempimento di quanto previsto nella memoria di Giunta Capitolina approvata il 31 gennaio 2017, con la quale ha dato mandato all’Assessore alla Sostenibilità Ambientale di predisporre e sottoscrivere protocolli d’intesa con associazioni di categoria delle imprese di alto profilo e con organizzazioni no profit con lo scopo di intraprendere in maniera stabile e strutturale la raccolta dei beni alimentari non consumati o invenduti per destinarli al consumo umano o animale. Il protocollo in questione dovrebbe infatti essere il primo di una serie di intese che l’amministrazione capitolina intende sottoscrivere con altre realtà del settore.

L’intesa, valida fino al 31 dicembre 2017, potrà essere rinnovata ed ampliata in funzione dei risultati raggiunti. L’iniziativa è realizzata in collaborazione con la Croce Rossa e QuiFoundation, onlus genovese promotrice di Pasto Buono, progetto finalizzato a combattere gli sprechi alimentari, o meglio trasformarli in risorse per i più bisognosi, attraverso il recupero del cibo sano e invenduto dagli esercizi commerciali.

Il protocollo si inserisce nel percorso avviato con l’approvazione della Legge 19 agosto 2016 n.166 sulla donazione di prodotti alimentari e farmaceutici - che mira a limitare gli sprechi ed incentivare la ridistribuzione di prodotti alimentari e farmaceutici per fini di solidarietà sociale - e con le tante iniziative che i comuni italiani stanno intraprendendo in questo settore. Come il Comune di Parma che, con il supporto di Percorsi di secondo welfare, ha lanciato “Parma Social Food. Tra povertà e spreco alimentare: verso una Food Policy per la Città Creativa della Gastronomia Unesco”. Attraverso il coinvolgimento dei principali attori sociali attivi sul territorio parmense, il progetto intende gettare le basi su cui costruire parte della Food Policy cittadina. O il Comune di Milano, che ha già dato vita alla sua Food Policy cittadina, uno strumento che permetterà di mettere a sistema le diverse politiche che incrociano il tema dell’alimentazione: territorio, educazione, ambiente, relazioni internazionali e welfare.

L’impegno delle città su questo fronte è stato del resto sancito dal Milan Urban Food Policy Pact, patto internazionale sottoscritto da 123 città di tutto il mondo che impegna i sindaci a lavorare per rendere sostenibili i sistemi alimentari, garantire cibo sano e accessibile a tutti, preservare la biodiversità, lottare contro lo spreco.

 

Riferimenti

"Food sharing", lotta allo spreco alimentare. Tari più bassa per esercizi aderenti, Comune di Roma
 

 


Parma lancia un percorso di ricerca per costruire la sua Food Policy

Spreco alimentare: il contesto di applicazione e i contenuti della Legge Gadda

Fare degli sprechi una risorsa: l’esperienza di Pasto Buono

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