Francia, 6 milioni di adulti a rischio povertà alimentare
Si apre oggi, lunedì 25 novembre, la 29esima campagna dei Restos du cœur (i ristoranti del cuore), rete che si occupa della distribuzione di pasti a persone bisognose. Anche la Francia si trova infatti ad affrontare il problema della deprivazione alimentare, con il 12,2% degli adulti, cioè più di 6 milioni di persone, in condizioni di insicurezza alimentare dovuta a ragioni finanziarie.
 
Il lungo percorso dal PEAD al FEAD
Nel 1987 Jacques Delors, allora presidente della Commissione europea, istituì il Programma per la distribuzione di derrate alimentari agli indigenti, il PEAD, prevedendo l'attribuzione di prodotti agricoli immagazzinati dalla Comunità Europea agli Stati membri che intendessero distribuirli sotto forma di aiuto alimentare alle persone indigenti. Alla fine del 2013 il PEAD si esaurirà lasciando spazio a un nuovo fondo, il FEAD, che dovrebbe sostituirne le funzioni. Molte tuttavia sono le preoccupazioni per questo passaggio, che arriva in una situazione sociale particolarmente allarmante e complicata, tanto a livello italiano che europeo.
 
Crisi e consumi: boom dei GAS
Sono sempre più numerosi gli Italiani che si avvicinano ai GAS (Gruppi di acquisto solidale). Due sono le motivazioni alla base di questa tendenza: l’impoverimento delle famiglie - l’acquisto di gruppo può permettere un risparmio anche del 30% sui prodotti di alta qualità -, ma soprattutto la ricerca di un consumo sostenibile non solo economicamente ma anche dal punto di vista sociale e ambientale. Ecco perché ai GAS si rivolge un numero crescente di persone. Vi raccontiamo questo fenomeno che, con un trend di crescita annuale tra il 10 e il 20 percento, si sta espandendo lungo tutto il Paese, offrendo nuovi spazi – e modelli - alla produzione e all’acquisto di prodotti alimentari.
 
Il social market arriva a Milano
Da circa un mese a Milano è operativo un social market, creato dall’Associazione Terza Settimana col sostegno del Comune, che cerca di rispondere ai bisogni di chi non riesce più a soddisfare adeguatamente le proprie esigenze primarie, specialmente sul fronte alimentare. Aperto in un locale confiscato alla criminalità organizzata in zona Loreto, questo emporio solidale rappresenta un’interessante esempio di welfare mix, capace di mettere in sinergia attori pubblici e privati per affrontare i nuovi rischi e bisogni emergenti a causa della crisi.
 
Coldiretti: 4 milioni senza cibo
Salgono alla cifra record di 4.068.250 le persone che nel 2013 in Italia sono state costrette a chiedere aiuto per il cibo da mangiare, con un aumento del 10% sullo scorso anno e del 47% rispetto al 2010, ovvero ben 1.304.871 persone in più negli ultimi 3 anni. È quanto emerge dal primo drammatico dossier su "Le nuove povertà" nel nostro Paese, presentato dalla Coldiretti al Forum Internazionale dell’Agricoltura e dell’Alimentazione di Cernobbio. | Corriere della Sera, 18 ottobre 2013
 
Esperienze positive di contrasto alla povertà alimentare
Nei mesi scorsi abbiamo avuto modo di conoscere numerosi soggetti attivi nel contrato alla povertà alimentare. Ci siamo occupati di grandi realtà, come il Banco Alimentare, che hanno sviluppato reti di rilevanza nazionale per perseguire la propria missione, ma anche di piccole esperienze, come i supermercati solidali, che cercano di fornire risposte mirate a livello territoriale. In occasione del lancio del nostro Focus sulla povertà alimentare vi segnaliamo alcune delle più significative che abbiamo incontrato.
 
Allarme Italia: è emergenza alimentare
Il 16 ottobre, giornata mondiale per l’alimentazione, la Fondazione Banco Alimentare ha lanciato da Roma una campagna per sensibilizzare l’opinione pubblica sul tema della povertà alimentare nel nostro Paese, mai così grave dal secondo dopoguerra: 4 milioni di indigenti, aumentati in un solo anno del 25%, e altrettanti che rischiano di scivolare nella medesima condizione di disagio. E se si conta che entro la fine dell'anno chiuderà il programma PEAD dell'UE, fonte primaria di finanziamento per le migliaia di organizzazioni che quotidianamente contrastano la fame in Europa, non è esagerato parlare di vera e propria emergenza.
 
La povertà alimentare tra sprechi e crisi
La povertà alimentare in Europa cresce e raggiunge livelli che non si vedevano dal dopoguerra. Ma cosa succede se a essere colpito è il Paese che “a tavola” ha fatto scuola nel mondo e dove la produzione alimentare è uno dei pilastri che sta tenendo in piedi l’economia nazionale? Una contraddizione che se da una parte rende il problema doppiamente grave, dall'altra racchiude in sé anche la soluzione, perché a differenza di tanti Paesi abbiamo già molti strumenti a disposizione che, se ben utilizzati, possono aiutarci a contrastare questo tipo di povertà.
 
Emergenza cibo in Europa: 43 milioni di affamati
Rapporto choc della Croce Rossa: mai così tanti poveri nel Vecchio Continente dalla fine della guerra, +75% nella distribuzione di cibo agli indigenti. E alla fine del 2013 cesserà di esistere il PEAD, piano Ue per la distribuzione delle eccedenze alimentari, per lo sviluppo del FEAD, programma di contrasto all'indigenza le cui prerogative e dotazioni non sono ancora chiare. Il Banco Alimentare: aiuti a rischio, la situazione è esplosiva.
 
Milano: aperto il primo Social Market
Milano: aperto il primo Social Market in edificio confiscato alla mafia. Rivolto alle persone in difficoltà, è gestito da "Terza Settimana"
 
Stati Uniti: quale futuro per i food stamp?
I deputati Repubblicani hanno presentato lo scorso mese un progetto di legge per apportare tagli massicci al Supplemental Nutrition Assistance Program - programma volto al contrasto della povertà alimentare – che, con un costo di 80 miliardi di dollari l’anno, viene additato come finanziariamente insostenibile. Una proposta che quasi certamente non supererà il voto al Senato ma che vale la pena conoscere meglio, per due ragioni. Innanzitutto perché rientra nel più generale scontro sul futuro del modello sociale statunitense culminato nello shutdown. In secondo luogo perché i food stamp hanno molto in comune con le social card e quei progetti contro la povertà alimentare che stanno prendendo sempre più piede anche in Italia.
 
Focus sulla povertà alimentare
Il tema della povertà alimentare rappresenta oggi uno dei problemi più gravi, e nel contempo meno noti, che affliggono il nostro Paese. Sono infatti milioni gli italiani che ogni giorno, principalmente per ragioni legate alla crisi, non riescono più a rispondere a bisogni considerati essenziali, e che arrivano a soffrire la fame in una delle Nazioni più avanzate al mondo. In vista dell’Esposizione Universale di Milano - che avrà come tema “Nutrire il Pianeta. Energia per la vita”- Percorsi di secondo welfare ha scelto di lanciare una nuova sezione dedicata alla povertà alimentare e agli strumenti atti a contrastarla. In tale ambito vi racconteremo di quelle esperienze che coinvolgono istituzione pubbliche, attori del privato profit e organizzazioni del terzo settore che ogni giorno sono impegnate a combattere la fame. L’iniziativa è patrocinata dal Comitato Scientifico del Comune di Milano per Expo 2015.
 
Social market, cosa sono e come funzionano
Il potere d’acquisto delle famiglie, nei primi sei mesi del 2013, è calato dell'1,7% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Sono i dati Istat che raccontano di un’Italia più povera, che fatica a risparmiare e spende meno anche nel settore alimentare. Ci sono alternative? 
Alcune sì, a partire dai social market, negozi in cui si possono comperare a prezzi calmierati prodotti donati da aziende e privati attraverso raccolte alimentari. | Chiara Pizzimenti, Vanity Fair, 11 ottobre 2013
 

 
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