POVERTÁ E INCLUSIONE /
Piemonte: un passo avanti nel contrasto alla povertà
Inizia la sperimentazione del “Profilo di criticità”, che servirà a stabilire le priorità in materia di promozione dell’inclusione sociale
25 luglio 2017

Lunedì 17 luglio la Giunta Regionale del Piemonte ha approvato la Delibera n. 39 “Tavolo Regionale finalizzato al contrasto ed alla riduzione della povertà e dell’esclusione sociale”. Il documento pone le basi per la sperimentazione di un nuovo strumento, il “Profilo di criticità”, che sosterrà i servizi territoriali nell’accoglienza e nell’accompagnamento delle persone in condizioni di vulnerabilità.


I contenuti del Profilo di criticità

La Delibera è frutto dell’impegno di un tavolo di lavoro nato contestualmente all’approvazione del Patto per il Sociale 2015-2017, che aveva tra i suoi ambiti di intervento proprio il contrasto alla povertà e all’esclusione sociale. Il gruppo ha lavorato dal 2015 ad oggi per proporre strumenti e riflessioni sulla dimensione regionale e locale della povertà e dell’esclusione sociale. Il lavoro si è concentrato sull’elaborazione di uno strumento chiamato “Profilo di criticità”, in grado di offrire una lettura multidimensionale e omogenea della vulnerabilità delle persone al momento del loro ingresso nel sistema dei servizi.

Tale strumento è basato sulla rilevazione dei bisogni e delle risorse della persona, e considera un ampio set di dimensioni di vita degli individui (condizione economica e sociale, funzionamento psico-fisico e sociale, occupabilità). Ogni dimensione è composta da specifici indicatori che possono essere tradotti in un “Indice di criticità”, ovvero una misura numerica che sintetizza la situazione della persona. Il Profilo e l’Indice di criticità serviranno innanzitutto a sostenere efficacemente i servizi nell’elaborazione dei percorsi d’aiuto. Essi rispondono poi all’esigenza, manifestata nel corso dell’elaborazione dell’ultimo Patto per il Sociale, di individuare strumenti di misurazione dei bisogni della popolazione che facilitino la riorganizzazione delle priorità dei servizi e sostengano la Regione nella sua funzione di programmazione delle politiche sociali.

Il Profilo di criticità costituirà infine un utile strumento per l’implementazione del Sostegno all’Inclusione Attiva (SIA) e del Reddito di Inclusione (REI), rispetto ai quali la Regione sta mostrando un forte impegno all’integrazione tra politiche sociali, sanitarie, educative e per il lavoro.


La sperimentazione del Profilo di criticità

La Delibera approvata la settimana scorsa costituisce una prima concretizzazione del lavoro svolto finora dal tavolo regionale: essa recepisce infatti i primi risultati emersi, riassunti nello strumento del Profilo di criticità.

La Delibera dà inoltre avvio a una sperimentazione dello strumento: essa verrà effettuata in 5 ambiti territoriali, selezionati in base alla loro rappresentatività delle diverse zone della Regione e delle diverse modalità di implementazione delle politiche sociali a livello locale (Comune, Consorzio di Comuni e Unione di Comuni). La sperimentazione sarà gestita operativamente dalla Direzione Coesione Sociale e sarà accompagnata nella fase di avvio, realizzazione e valutazione da un Gruppo di lavoro istituito dalla Delibera stessa. Il Gruppo riunirà i principali soggetti istituzionali coinvolti nel contrasto alla povertà e nella promozione dell’inclusione sociale: Direzione Coesione Sociale, Direzione Sanità, Agenzia Piemonte Lavoro, Ordine degli Assistenti sociali del Piemonte, IRES Piemonte. Saranno inoltre coinvolti rappresentanti del Comune di Torino e degli ambiti territoriali presso cui saranno realizzate le sperimentazioni.

Il Gruppo di lavoro avrà tempo fino alla fine di giugno 2018 per rielaborare l’Indice di misurazione sulla base delle indicazioni emerse dalla sperimentazione sul campo e per predisporre alcuni strumenti operativi necessari al proseguimento dell’esperienza (un cronoprogramma per le successive fasi attuative e una tabella con indicatori di valutazione). Al Gruppo è inoltre richiesto di proporre un piano formativo in grado di preparare il personale coinvolto all’utilizzo dello strumento.


Partecipazione e coesione territoriale

La nuova Delibera prosegue sulla strada segnata dal precedente Patto per il Sociale, dal nuovo Patto per il Sociale (attualmente in fase di elaborazione) e dal recente Atto di Indirizzo sull’Innovazione sociale: l’attenzione alla partecipazione dei territori e all’integrazione tra le diverse politiche è evidente nella costituzione del Gruppo di lavoro deputato ad accompagnare la sperimentazione. Come sottolinea l’Assessore Ferrari, promotore della Delibera, la creazione di politiche sociali che sappiano parlare un linguaggio comune ma attento alle specificità locali è al centro dell’istituzione di un strumento regionale di misurazione della povertà: “con questa operazione cerchiamo di dare un quadro condiviso, di stabilire una serie di parametri il più possibile oggettivi ma soprattutto omogenei sul territorio che consentano agli enti che sono preposti di avere un orientamento comune, salvaguardando ovviamente la specificità delle singole situazioni e dei diversi contesti”. 

 


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