POVERTÁ E INCLUSIONE /
Per un Welfare dell'Inclusione: la proposta della Cisl
Il sindacato lancia una serie di iniziative per porre l'attenzione sulla necessità di strutturare un welfare più orientato all'inclusione sociale
28 settembre 2016

Con il Convegno “Dibattito pubblico sul Ddl povertà, sostegno per l’Inclusione Attiva e Welfare Inclusivo”, il 28 settembre la Cisl ha dato vita a una serie di iniziative ed eventi pubblici sul tema del welfare. Gli appuntamenti in programma mirano a porre l’attenzione sul fatto che l’Italia ha bisogno di realizzare un solido, strutturato e omogeneo sistema di “Welfare dell’inclusione sociale”.

Come ha sottolineato la Segretaria Anna Maria Furlan è, infatti, fondamentale procedere non solo con il sostegno economico ai cittadini in condizione di povertà, ma anche con iniziative e investimenti nei servizi poiché questi ultimi sono fondamentali per promuovere l’inclusione sociale. Secondo Maurizio Bernava, Segretario confederale della Cisl, è poi necessario strutturare un vero e proprio terzo pilastro del welfare, quello sociale e inclusivo, che affianchi la previdenza e la sanità. Questo pilastro dovrebbe garantire il contrasto alla povertà e sostenere le funzioni di cura.

ll Ddl povertà e l’applicazione del Sostegno per l’Inclusione Attiva, secondo la Cisl, possono rappresentare un’opportunità concreta per avviare questo percorso di ripensamento e rigenerazione delle politiche sociali. Tale percorso deve però essere sostenuto e accompagnato da un ampio “Patto Sociale” che dovrebbe contribuire a:

  • condividere un percorso e attivare processi sociali partecipati, volti a promuovere un welfare di inclusione sociale strutturato, solido e omogeneo (a questo fine è necessario istituire l’Organismo di coordinamento previsto dall’art. 4 del DDL Povertà, che dovrà essere partecipato e operativo anche a livello territoriale);
  • definire livelli essenziali di assistenza omogenei per tutto il paese;
  • promuovere nuovi investimenti ma anche recupero di risorse dal processo di riordino dell’assistenza e dal supporto delle capacità progettuali degli enti territoriali;
  • definire un sistema nuovo e certo di compartecipazione per l’accesso a prestazioni e servizi, e superare le problematiche relative all’applicazione dell’ISEE;
  • potenziare e riqualificare strumentazione e personale dei servizi pubblici, investendo nella valorizzazione degli operatori del settore;
  • orientare verso priorità condivise il contributo del welfare contrattuale e integrativo.


In termini più generali, secondo la Cisl è necessario creare un clima di dialogo e confronto per far comprendere al Governo, alle rappresentanze delle Regioni e Autonomie Locali e alle forze politiche che per realizzare il “welfare dell’inclusione sociale” è cruciale avviare una vera e propria fase costituente sociale.

Il Convegno è stato infine l’occasione per riflettere sulle misure messe in campo e su quello che rimane da fare. In particolare, sono state discusse le caratteristiche del Sostegno all’Inclusione Attiva (SIA), sono stati presentati i contenuti del disegno di legge delega attualmente in discussione al Senato e le caratteristiche della proposta di Reddito di Inclusione Sociale (REIS) sostenuta dall’Alleanza contro la Povertà in Italia di cui la Cisl è parte. Fra i materiali diffusi merita attenzione la tabella di sintesi che consente di comparare queste tre misure (figura 1).

 

Scarica i materiali del convegno

 


Sostegno per l’Inclusione Attiva: a che punto siamo?

Reddito d'Inclusione Sociale: il volume che spiega le proposte dell'Alleanza contro la povertà

Piano contro la povertà: facciamo il punto

Nuova Carta Acquisti: prime riflessioni sulla sperimentazione

Combattere la povertà con le famiglie: verso un nuovo welfare d'aiuto

Dall'Alleanza contro la Povertà al Reddito d'Inclusione Sociale: intervista a Cristiano Gori
 
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