POVERTÁ E INCLUSIONE /
Il DDL Povertà, il Senato e gli impegni del Governo: cose da sapere aspettando il decreto
Nel corso dei lavori per l’attuazione della delega, il Governo dovrà tener conto di alcuni ordini del giorno proposti dal Senato. Ecco di cosa tratta.
15 marzo 2017

Con 138 voti favorevoli, 71 contrari e 23 astenuti, il 9 marzo scorso, il Senato ha approvato il Disegno di Legge Delega sulla povertà. Il testo, dopo aver rischiato di rimanere su un binario morto in seguito alla caduta del Governo Renzi, è stato approvato senza nessuna modifica rispetto alla versione che la scorsa estate è uscita dalla Camera. L’approvazione della Legge Delega è stata tuttavia accompagnata da una serie di ordini del giorno che il governo ha accolto e dei quali dovrà quindi tener conto nel corso dei lavori che porteranno all’emanazione del decreto attuativo.


In particolare, gli ordini del giorno approvati in Assemblea sono due mentre quelli approvati in Commissione sono quindici (per l’elenco completo digita qui). Da un’analisi complessiva emerge che gli ordini del giorno più interessanti riguardano: 1) l’estensione della misura; 2) il rafforzamento dei servizi sociali territoriali; 3) i criteri di accesso; 4) gli incentivi all’occupazione.


Estensione della misura


Diversi ordini del giorno impegnano il governo a estendere il Rei. In particolare, l’ordine del giorno n. G/2494/1/11 (testo 2) richiama la necessità di stabilire in modo chiaro che la misura nazionale di contrasto alla povertà abbia effettivamente carattere di universalità. Attraverso la legge di bilancio e gli altri provvedimenti utili a tal fine, dovrebbero quindi essere stanziate le risorse necessarie a realizzare il graduale incremento del beneficio e la graduale estensione della platea dei beneficiari.

Similmente, l’ordine del giorno n. G/2494/8/11 (testo 2) impegna il governo ad assumere, compatibilmente con le esigenze generali di finanza pubblica, in coerenza con le risoluzioni europee del 2008 e del 2010, e con il documento sul «Pilastro europeo dei diritti sociali», le opportune iniziative per il graduale ampliamento delle misure contro la povertà al fine di garantire (a regime) un sostegno economico a tutte le persone in condizioni di povertà o a rischio di povertà che non dispongono di altri mezzi di sussistenza.

Anche l’ordine del giorno n. G/2494/19/11 (testo 2) impegna il governo a considerare, fin dalla prossima legge di bilancio, la possibilità di incrementare gradualmente le risorse nel triennio 2017-2019, compatibilmente con gli impegni generali di finanza pubblica, al fine di garantire un progressivo e rapido superamento dalla situazione di povertà che interessa milioni di cittadini.

Più nello specifico invece, l’ordine del giorno n. G/2494/4/11 (testo 2) sollecita il governo a valutare l'opportunità di estendere la misura anche alle famiglie con figli conviventi a carico con età fino a 25 anni, assumendo il modello ISEE come misura della loro condizione economica.


Rafforzamento dei servizi sociali territoriali

L’ordine del giorno n. G/2494/1/11 (testo 2) richiama la necessità di promuovere lo sviluppo nel territorio di adeguati servizi per l'inclusione, nell'ambito di un Piano nazionale di contrasto alla povertà di durata pluriennale. Similmente, l’ordine del giorno n. G/2494/21/11 (testo 2) impegna il governo a valutare l'opportunità di incrementare i trasferimenti a favore degli enti locali e dei centri per l'impiego, affinché siano messi in condizione di poter attivare e garantire qualità ed efficacia ai progetti personalizzati per l'inclusione sociale e lavorativa.

Ulteriori due ordini del giorno fanno poi riferimento agli operatori coinvolti nei progetti personalizzati. Il primo (n. G/2494/9/11  - testo 2) impegna il governo a valutare l'opportunità di promuovere, d'intesa con le regioni, la predisposizione di attività formative per fornire agli operatori un adeguato sostegno alla loro attività. Il secondo (n. G/2494/11/11 testo 2) richiama invece la necessità di potenziare l'offerta del sistema dei servizi sociali, favorendo l'aumento del numero dei professionisti che svolgono la loro attività in tale settore e sostenendo i servizi sociali locali con risorse finanziarie specifiche.


I criteri di accesso alla misura

Per migliorare i criteri che regolano l’accesso alla misura e per far sì che l’importo del beneficio tenga conto del costo della vita, gli ordini del giorno n. G/2494/1/11 e n. G/2494/13/11, invitano il governo a tener conto dell'incidenza dei costi dell'abitare nella quantificazione del reddito disponibile, in relazione alla soglia di accesso e nella determinazione del beneficio in modo da consentire una differenziazione della misura a livello territoriale.


Incentivi all’occupazione

Particolarmente interessante è infine l’ordine del giorno n. G/2494/16/11 che impegna il governo a valutare l'opportunità di prevedere l'erogazione di una quota del beneficio economico nel caso in cui i beneficiari accedano al mercato del lavoro ma il reddito non è comunque sufficiente a condurre una vita libera e dignitosa.

 


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Giulia Ghezzi | 22.03.2017
Articolo utilissimo, grazie mille
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