POVERTÀ E INCLUSIONE /
Reddito di Inclusione: Bene Comune dedica un intero numero alla misura di contrasto alla povertà
Sulla rivista promossa dalle Acli nazionali tante riflessioni sull'introduzione del REI. Tra i contributi anche un articolo di Maurizio Ferrera.
27 gennaio 2018

La rivista on-line “Bene Comune”, promossa dalle Acli nazionali, ha pubblicato un numero (12/2017) interamente dedicato al Reddito di Inclusione (REI), la misura di contrasto alla povertà operativa in Italia dall’inizio del mese di Gennaio. Di seguito presentiamo sinteticamente i principali contenuti raccolti nel numero e introdotti da un editoriale curato da Paola Vacchina. A questo link potete invece trovare il contributo di Maurizio Ferrera, scientific supervisor di Percorsi di secondo welfare, che spiega come il REI rappresenti sicuramente un punto di svolta per lo Stato Sociale italiano, ma la lotta alla povertà deve continuare anche sul altri fronti.

Roberto Rossini (portavoce dell’Alleanza contro la povertà in Italia e Presidente nazionale Acli) richiama la necessità di adottare un Piano nazionale triennale (2018/2020) che consenta di raggiungere progressivamente tutti i poveri assoluti. Per essere attuato, il piano necessita di 7 miliardi di euro annui. La strada da compiere è ancora lunga. Infatti, anche se la legge di bilancio per il 2018 ha incrementato le risorse destinate al REI (300 milioni di euro nel 2018, 700 milioni per il 2019 e 900 milioni per gli anni successivi), nel 2020, tenendo conto di tutte le risorse disponibili, si arriverà a quasi 3 miliardi di euro. In questo quadro, la definizione di un Piano permetterebbe di diluire nel corso del tempo gli stanziamenti ancora necessari per raggiungere la soglia dei 7 miliardi.


Cristiano Gori (ideatore e coordinatore scientifico dell’Alleanza contro la Povertà in Italia, oltre che docente presso l’Università di Trento) dopo aver sottolineato l’importanza del Rei, ha ricordato il grande lavoro fatto dall’Alleanza contro la povertà che, da un lato, ha aggregato un ampio numero di soggetti (al momento 37) e realizzato un’importante lavoro di pressione sulle istituzioni e, dall’altro, ha predisposto una dettagliata proposta (quella del Reddito di Inclusione Sociale - Reis) che è stata il frutto di un lavoro condiviso fra studiosi e associazioni.

Danilo Catania (Ricercatore dell’IREF - Istituto di ricerche educative e formative) sottolinea invece la necessità che l’implementazione del REI si accompagni a un lavoro sistematico di scambio di dati e informazioni fra i diversi soggetti interessati alla sua attuazione. Il suo contributo, richiama l’attenzione sulla valutazione del SIA, realizzata dall’Alleanza contro la povertà in Italia, che ha portato alla pubblicazione del “Rapporto di valutazione: dal SIA al REI”. Questo lavoro, che è stato realizzato prevalentemente grazie alle risorse professionali interne all’Alleanza, evidenzia che grazie alla condivisione (di conoscenze professionali, strumenti e dati) e la collaborazione tra i diversi stakeholder si può giungere a una conoscenza profonda dell’oggetto da valutare e migliorare quindi gli esiti della misura.

Liliana Leone ricercatrice del CEVAS (Centro di ricerca e valutazione nel sociale) e coordinatrice scientifica della valutazione del SIA, ha presentato i principali risultati di questo lavoro. La valutazione del SIA, oltre ad aver offerto elementi utili a orientare alcuni contenuti dei decreti legislativi che hanno riguardato il REI, sta ora fornendo informazioni utili alle regioni, agli ambiti territoriali sociali (ATS) e al terzo settore. Inoltre, sottolinea la Leone, questo lavoro ha portato a sviluppare un ampio database con indicatori demografici e socioeconomici aggiornato per singolo comune e ambito territoriale sociale.

Sul fronte della politica il numero contiene invece quattro interviste che hanno visto protagonisti: Antonio Decaro (Presidente dell’ANCI) e gli onorevoli Annamaria Parente (PD), Mario Marazziti (DES-CD) e Maurizio Sacconi (AP-CpE-NCD).

 


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Carmen Silipo | 30.01.2018
Salve, Per lavoro, ho guardato i dati contenuti nel database degli indicatori demografici. Il lavoro è apprezzabile, ma potrebbe essere reso più utile. Un dato su tutti mi sembra esemplificativo: il numero di richieste per il SIA è aggregato sul territorio di Roma. Molto meglio, per consentire una lettura della situazione sociale città, sarebbe stato mantenere la disaggregazione per Municipi dai quali, presumibilmente, i dati provengono. Cordialmente
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