POVERTÀ ALIMENTARE /
Il pane sospeso contro la crisi
Giangiacomo Schiavi, Corriere Sociale, 27 giugno 2015
27 giugno 2015

A volte basta poco, come un cartello che recita "pane sospeso". Ha cominciato Napoli, poi è comparso in Emilia, adesso si vede a Milano. È la risposta gentile a un grande bisogno: la fame di chi non ha nulla. Si lascia una rosetta o un francesino prepagati in panetteria e chiunque può entrare e chiedere la consegna. 

Riprende così la tradizione partenopea del caffè prepagato, sospeso appunto, che i signori napoletani lasciavano al bar per chi non poteva permetterselo. Un gesto piccolo, che però è segno di una solidarietà che cresce. E di un'attenzione non scontata.

Dietro quei cartelli che vanno dal Sud al Nord c’e’ infatti qualcosa di più. C’è il segno della crisi, che non è affatto superata: anzi, per molti cittadini senza lavoro e ancora più dura. E c’è il segno di una nuova consapevolezza: la solidarietà e il mezzo immediato per rendersi utili e fare qualcosa. Se tanti negozi hanno affisso il cartello “pane sospeso” vuol dire che cresce il numero degli indigenti ma anche la voglia di dare una mano. 


Il pane sospeso che combatte la crisi
Giangiacomo Schiavi, Corriere Sociale, 27 giugno 2015


Potrebbe interessarti anche:

Contro lo spreco alimentare la vetrina diventa digitale

Cinque idee per dare il cibo che avanza a chi ne ha bisogno

A Roma il “Pane a chi serve”

Breading: l’app che aiuta il recupero del pane