PARTI SOCIALI / Sindacati
Un libro per riflettere su lavoro e disability management
Il volume curato dalla Cisl analizza casi aziendali e contrattuali che affrontano le sfide poste da disabilità e gravi patologie
29 giugno 2017

 Le politiche del lavoro e le relazioni industriali stanno cambiando profondamente: cresce la rilevanza della contrattazione aziendale, i percorsi d’ingresso e di permanenza nel mondo del lavoro sono sempre più personalizzati, modalità di lavoro particolari come lo smart working si consolidano e trovano riconoscimento normativo. Tali trasformazioni toccano anche le politiche per la disabilità, in particolar modo il diritto all’accesso al mondo del lavoro per le persone con disabilità.

La Cisl, sindacato da alcuni anni fortemente impegnato nella promozione della contrattazione a tutti i livelli, ha avviato un percorso di riflessione su questi aspetti che ha messo in luce alcuni strumenti come il disability management e gli osservatori aziendali. Tali riflessioni, che partono da singoli casi aziendali ove la contrattazione ha consentito di avviare buone prassi, hanno trovato espressione prima in un convegno, svoltosi nel dicembre scorso, e poi nel libro "Disability management, welfare e permessi solidali. Analisi di casi aziendali e contrattuali che affrontano la sfida di disabilità e gravi patologie" curato da Silvia Stefanovichj ed edito dalle Edizioni Lavoro. 

Il 13 dicembre 2016 è stato consegnato il Premio Flavio Cocanari “La disabilità: una provoc-azione per la società”, promosso dalla Cisl. La IX Edizione è stata vinta dall’ Associazione Italiana Sclerosi Multipla (AISM) proprio per l’impegno profuso nel garantire il diritto al lavoro alle persone con disabilità, in particolar modo contribuendo al percorso elaborativo della riforma del Jobs Act e garantendo un’attenta documentazione sui diritti dei lavoratori con disabilità. La consegna del Premio ha coinciso con il decennale della firma della Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità ed è stata occasione per riflettere sulla concreta attuazione della stessa in Italia, in particolar modo per il diritto al lavoro.

A margine del Premio si è svolto un workshop durante il quale sono stati presentati 6 casi in cui attraverso la contrattazione aziendale sono state promosse soluzioni innovative di disability management. Ogni caso, che è stato poi raccolto nel sopracitato volume, è stato presentato da un rappresentante della parte datoriale e da un sindacalista Cisl. Nello specifico si tratta di:

  1. CCNL Confimi presentato da Nicola Alberta (segretario nazionale Fim Cisl) e Gian Marco Andrei (segretario nazionale Confimi Impresa Meccanica);
  2. Engineering Ingegneria Informatica Spa presentato da Patrizia Petroselli (RSU Fim Cisl sede di Siena) e Claudio Biestro (direttore generale del personale e organizzazione);
  3. Il settore trasporti presentato da Salvatore Pellecchia (segretario nazionale FIT Cisl);
  4. Intesa San Paolo presentato da Patrizia Ordasso (responsabile relazioni industriali) e Caterina Dotto (segretaria responsabile First Cisl Gruppo Intesa San Paolo);
  5. Unicredit presentato da Sandra Paltrinieri (segretaria responsabile Gruppo First Cisl Gruppo Unicredit) e da Francesca Bonsi Magnoni (International Social Dialogue Welfare and People Care);
  6. Eni e Fasen presentato da Antonello Assogna (segretario nazionale FEMCA Cisl) e (Vice President Relazioni Industriali Nazionali CCNL Energia e Petrolio e Relazioni Industriali Internazionali).

Nel libro è stata poi aggiunta anche la recente esperienza della Merk Serono Spa, prima azienda ad introdurre l’osservatorio aziendale sulla disabilità.

Sfogliando i diversi capitoli del volume e leggendo i casi descritti si può apprezzare come vari possano gli strumenti con cui è possibile garantire non solo l’accesso al mondo del lavoro ma anche la valorizzazione delle competenze e le possibilità di carriera alle persone con disabilità. Si trovano infatti descritti strumenti come la contrattazione aziendale, lo smart working, il part time, le banche del tempo, la cessione volontaria delle ferie, la formazione continua ma anche il welfare aziendale con l’erogazione di servizi di cura e prevenzione.

In questo senso vari sono gli strumenti messi in atto perché varie sono le sfide che la disabilità pone al mondo del lavoro. Da un lato vi è infatti la necessità di adeguare il ruolo e le mansioni del lavoratore con disabilità; dall’altro valorizzare le competenze e conoscenze. Vi casi in cui il lavoratore, pur perfettamente in grado di svolgere il suo incarico, deve effettuare cure lunghe o assentarsi spesso dal lavoro per problemi di salute; in altri ancora il lavoratore è il care giver di un famigliare non autosufficiente. I casi proposti nel testo provano a dare soluzioni proprio ad alcune di queste problematiche.

La logica delle soluzioni proposte è l’accomodamento ragionevole, proposto dalla Convenzione ONU e inteso come “le modifiche e gli adattamenti necessari ed appropriati che non impongano un onere sproporzionato o eccessivo adottati, ove ve ne sia necessità in casi particolari, per garantire alle persone con disabilità il godimento e l’esercizio, su base di uguaglianza con gli altri, di tutti i diritti umani e delle libertà fondamentali”.

Il testo si rivela quindi essere di grande utilità per diversi soggetti: il mondo dell’impresa, che spesso fatica a garantire il diritto al lavoro delle persone con disabilità ed adempiere ai connessi obblighi di legge; le associazioni e i movimenti delle persone con disabilità, che possono trovare delle soluzioni realizzate ed eventualmente trasferibili in altri contesti; il sindacato, che può riflettere sull’evoluzione di un particolare filone delle relazioni industriali.

Più in generale la pubblicazione rappresenta un’importante occasione per analizzare le trasformazioni in corso nelle politiche del lavoro e nelle politiche sociali, due aree di policy che forse in passato sono corse su binari paralleli, ma che ora tendono sempre di più a incrociarsi. Da una parte, infatti, i servizi alla persona sono maggiormente orientati all’attivazione e all’inserimento lavorativo. Dall’altra, le aziende inziano a riconoscere maggiormente una responsabilità sociale che può arrivare all’erogazione di prestazioni di welfare.

 

 


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