PARTI SOCIALI / Sindacati
FCA: i sindacati chiedono più welfare aziendale e conciliazione
Avviato il percorso per il rinnovo dell'accordo integrativo che in Italia interessa oltre 90 mila lavoratori. Ecco le richieste delle rappresentanze sindacali di Gruppo FCA, CNH Industrial e Ferrari
08 novembre 2018

Lo scorso 5 novembre oltre 500 delegati sindacali del Gruppo FCA, CNH Industrial e Ferrari provenienti da tutta Italia si sono ritrovati a Roma per la presentazione della piattaforma di rinnovo dell'accordo integrativo di Gruppo, in scadenza il prossimo 31 dicembre. Si tratta di un passo importante per tutti gli oltre 90 mila dipendenti del Gruppo automotive italo-americano che lavorano nel nostro Paese.

A questo riguardo, le richieste dei sindacati si concentrano su alcuni punti fondamentali. Tra questi vi sono:

  • i diritti sindacali, per i quali si chiede la creazione di una commissione paritetica di analisi e studio di nuove forme di partecipazione dei rappresentanti dei lavoratori negli organismi societari;
  • il salario, per il quale si chiedono adeguamenti nella busta paga e la conferma del sistema premiante già presente nello scorso integrativo;
  • il diritto alla formazione continua;
  • l'orario di lavoro, la turnistica, gli straordinari e le ferie;
  • la salute e la sicurezza, per le quali è chiesta maggiore attenzione in merito alla valutazione dei rischi e un incremento della formazione;
  • l'inquadramento professionale, per il quale si chiede un sistema di verifica periodico.

La piattaforma delle richieste (disponibile qui) si è concentrata anche su temi riguardanti il welfare aziendale e conciliazione vita-lavoro

In merito al welfare, i sindacati chiedono un incremento della contribuzione a carico dell’azienda per il Fondo di sanità integrativa FASIF e per quello di previdenza complementare Cometa, così da diminuire in modo consistente la quota a carico del lavoratore. In particolare, si chiede di aumentare dello 0,5% l'aliquota a carico del contributo minimo ai fondi previdenziali contrattuali. Inoltre, sempre in tema welfare, le rappresentanze sindacali chiedono di contrattualizzare le varie forme di beni e servizi - dall'asilo nido alle borse di studio, dalla cura dei familiari anziani alle convenzioni acquisto - attualmente presenti solo per coloro che scelgono di convertire il premio di risultato aziendale in "budget welfare".

Sul fronte della conciliazione vita-lavoro, invece, si auspica un rafforzamento della flessibilità oraria e l'introduzione dello smart working e del telelavoro. Infine, allo scopo di mantenere elevata l'attenzione su questi temi, Fim Cisl, Uilm, Fismic, Ugl, AQCF chiedono che sia istituita una Commissione paritetica "Servizi e welfare aziendale" che si occupi di fare proposte per il miglioramento dei servizi di welfare e delle convezioni con gli erogatori dei flexible benefit.


Bentivogli: "Piattaforma ambiziosa e robusta"

Come è possibile leggere dal comunicato stampo pubblicato da Cisl, per il Segretario generale Fim Cisl Marco Bentivogli "quella presentata è una piattaforma ambiziosa e robusta che, oltre all'aumento del salario e del welfare, punta all'innovazione e alla formazione come elemento strategico per lavoratori e dell'impresa. Chi vuole bene alle persone che rappresenta auspica che le aziende vadano bene, facciano utili e li ridistribuiscano ai lavoratori".

"In questo senso" sottolinea Bentivogli "bisogna cambiare passo sulle relazioni industriali puntando alla partecipazione strategica dei lavoratori, che sarà sempre più decisiva nel successo delle imprese. L'obiettivo oggi deve essere quello di concretizzare il piano industriale presentato da Sergio Marchionne nel scorso mese di giugno. E' importante avere risposte sui nuovi modelli e un'accelerazione sull'innovazione tecnologica, verso l'ibrido e l'elettrico".

Da segnalare in chiusura che tra le sigle sindacali firmatarie di questa piattaforma non c'è però Fiom. La federazione di Cgil ha infatti presentato un proprio insieme di richieste (disponibile qui) in cui al primo posto c'è l'adeguamento da subito del contratto rispetto ai minimi imposti dal CCNL del comparto metalmeccanico, a cui FCA, come noto, non aderisce.

 


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