PARTI SOCIALI / Enti Bilaterali
 
Se il welfare (bilaterale) è sconosciuto
Gli enti bilaterali, soggetti territoriali formati in maniera paritetica da esponenti dei lavoratori e dei datori di lavoro, possono essere uno strumento prezioso per diffondere il welfare aziendale anche tra le piccole e medie imprese, ma i limiti legati alla loro efficacia sono numerosi. Il giornalista Davide Illarietti approfondisce questo tema all'interno della nuova inchiesta realizzata da Percorsi di secondo welfare per Buone Notizie, inserto del Corriere della Sera.
 
Il potenziale inespresso della bilateralità sul territorio
Lo sviluppo di esperienze bilaterali su base regionale e locale pu aiutare ad adattare l'offerta di welfare alle esigenze specifiche dei territori, mettendo a disposizione degli iscritti una rete capillare di fornitori, con conseguenze economiche positive per la collettivit. quando sostiene Franca Maino nel suo approfondimento comparso all'interno dell'inchiesta sulla bilateralit realizzata da Percorsi di secondo welfare per Corriere Buone Notizie.
 
La bilateralità artigiana in Emilia-Romagna
Luned 28 novembre, a Bologna presso il Palazzo Gnudi, si tenuto il convegno per i 25 anni dell'EBER Ente Bilaterale dell'Artigianato dell'Emilia Romagna. Nel corso della mattinata si sono ripercorsi gli eventi pi significativi della storia di questo ente bilaterale e si cercato di fare il punto della situazione sulla bilateralit nazionale e regionale. Valentino Santoni ci riportia i punti salienti emersi durante il convegno.
 
Bilateralità e territorio: il caso dellEnte Bilaterale dellArtigianato delle Marche
La Legge 2/2009 prima, la Riforma Fornero poi e, infine, il Jobs Act, hanno progressivamente rafforzato il ruolo degli enti e dei fondi bilaterali. Grazie a questa legislazione le prestazioni erogate da tali soggetti sono spesso divenute un diritto contrattuale per i lavoratori. Considerando oggi la bilateralit come una colonna del secondo welfare, in questo approfondimento presentiamo lesperienza di un ente bilaterale profondamente radicato nel suo territorio: lEBAM, Ente Bilaterale dellArtigianato delle Marche.
 
Lezioni universitarie per gli operai: il welfare secondo Confapi e Fiom
La strana coppia Maurizio Casasco e Maurizio Landini, rispettivamente presidente di Confapi e segretario generale della Fiom, hanno dato vita a un nuovo modo di guardare al futuro di imprese e lavoratori. Nel concreto stato creato un ente bilaterale (Ebm) certificato, che con il contributo di alcune universit italiane, Brescia compresa, ha un obiettivo chiaro: sostenere il diritto, dei lavoratori e dei loro figli, alla formazione universitaria. | Roberto Giulietti, Corriere della Sera, 4 maggio 2016
 
WILA, il welfare degli artigiani lombardi
A tre anni dall'accordo fra le parti che ne aveva previsto listituzione, WILA il fondo Welfare Integrativo Lombardo dellArtigianato ha cominciato a muovere i primi passi. Destinato ai lavoratori del comparto artigiano, il fondo che assicura prestazioni di assistenza sanitaria e forme di sostegno alla famiglia rappresenta uninteressante espressione del cosiddetto welfare bilaterale territoriale. Per capire meglio la genesi e i possibili sviluppi di WILA, abbiamo raccolto il punto di vista di Angelo Carrara, vicepresidente di Confartigianato Lombardia e vicepresidente del fondo.
 
Welfare integrativo: le esperienze e i risultati del sistema edile di Perugia
Di fronte alla crisi dei tradizionali sistemi pubblici di protezione sociale, negli ultimi anni le imprese perugine del settore edile hanno cercato di individuare nuove modalit per rispondere ai rischi e bisogni cui sono sottoposti i propri lavoratori. Cos dal 2013, in conseguenza alle direttive del contratto integrativo messo in atto della Cassa Edile di Perugia, questi ultimi godono di diversi benefici sul fronte del welfare integrativo. Se ne discusso in un convegno svoltosi il 9 gennaio nel capoluogo umbro.
 
Trento, firmato il Protocollo d'intesa per lassistenza sanitaria integrativa
Il 22 giugno scorso la Provincia autonoma di Trento e le parti sociali hanno sottoscritto un Protocollo d'intesa per l'assistenza sanitaria integrativa, che stabilisce la messa a punto di un modello a carattere territoriale grazie al quale sar possibile istituire un fondo che si rivolge ai lavoratori, dipendenti o autonomi, che non abbiano ancora un'assistenza sanitaria integrativa o che ne abbiano una legata a un fondo nazionale o aziendale.