GOVERNI LOCALI / Regioni
Lombardia: a che punto è la riforma del Sistema Sanitario Regionale?
Paola Gilardoni, segretario Usr Cisl Lombardia, ci aggiorna alla luce degli accordi stipulati dai sindacati con l'Assessorato al Welfare
07 settembre 2016

Il percorso di rinnovamento del Sistema Sanitario della Regione Lombardia si è avviato con l’approvazione della Legge Regionale n. 23 del 11 agosto 2015. L’obiettivo della riforma si può riassumere in un rafforzamento della separazione delle competenze tra enti di programmazione (Agenzie di Tutela della Salute), erogatori di servizi (Aziende socio sanitarie territoriali) e organismi di controllo (Agenzia di controllo e ARCA).

Il provvedimento ha cercato di ridisegnare le funzioni e le competenze della Regione e degli altri enti del Sistema al fine di ridurre i costi, migliorare i servizi e rafforzare i controlli; il tutto affermando il principio di libertà di scelta della persona e la concorrenza tra le strutture pubbliche e private in ambito sanitario.

Tra le principali novità vi è stata l’istituzione delle Agenzie di Tutela della Salute (ATS) e delle Aziende socio sanitarie territoriali (ASST). Le ATS sono 8 e vanno a sostituire le ASL; i loro compiti principali riguardano la programmazione dell’offerta sanitaria, l’accreditamento delle strutture sanitarie e socio-sanitarie, e la negoziazione e l’acquisto delle prestazioni sanitarie e socio-sanitarie. Le ASST, invece, sono 27 ed hanno il compito di assicurare l’erogazione dei livelli essenziali di assistenza e di eventuali livelli aggiuntivi definiti dalla Regione con risorse proprie, nella logica della presa in carico della persona.

Per comprendere a che punto è l’attuazione della riforma del Sistema Sanitario Regionale (SSR) abbiamo intervistato Paola Gilardoni, segretario Usr Cisl Lombardia, che ci ha aggiornato in merito all’andamento degli accordi stipulati tra le principali sigle sindacali e l’Assessorato al welfare regionale.


Dottoressa Gilardoni, dopo circa un anno dall’approvazione della legge regionale 23/2015 a che punto è il riordino del Sistema Sanitario Regionale?

Il 13 luglio scorso, unitariamente alle sigle sindacali Cgil e Uil e al nuovo Assessore al Welfare Giulio Gallera, abbiamo sottoscritto il protocollo di intesa che dovrà accompagnare il percorso di riordino del Sistema Sanitario Regionale (SSR), dopo l'approvazione della legge regionale 23 avvenuta l'11 agosto 2015 (Evoluzione del sistema sociosanitario lombardo: modifiche al Titolo I e al Titolo II della legge regionale 30 dicembre 2009, n. 33, ndr).

Il percorso di riordino, che si sta attuando attraverso l'adozione di atti successivi alla legge, ha preso effettivamente avvio all'inizio del 2016 con la costituzione delle nuove agenzie e aziende sul territorio regionale (ATS e ASST) e la ridefinizione degli assetti territoriali. Stante la complessità del processo di revisione del sistema di governance del SSR e della riorganizzazione delle funzioni tra ATS e ASST, abbiamo avviato il confronto presso l'Assessorato proprio con l'obiettivo di arrivare a definire un complessivo sistema di relazioni sindacali che regoli i rapporti a livello regionale e territoriale.

Ora a seguito dell'approvazione delle delibera 5113 di aprile 2016, sostituita già ad agosto con la dgr 5513, relativamente alle linee guida per la predisposizione dei Piani di Organizzazione Aziendale, le ASST e le ATS sono impegnate a ridefinire i propri modelli organizzativi e di funzionamento in coerenza con i conteunti della legge regionale di riordino del SSR, ma anche con quanto previsto dalle regole di sistema, dalla delibera sugli standard ospedalieri e dal piano regionale per la cronicità.

Siamo a ritenere che il processo di riordino si possa effettivamente considerare avviato dal momento in cui i principi della continuità assistenziale, della presa in carico, della piena integrazione tra assistenza ospedaliera e territoriale saranno declinati, come prima azione nelle ASST, con la attuazione e sviluppo delle R.I.C.C.A., le reti integrate di continuità clinica assistenziale  Le R.I.C.C.A rappresentano infatti il pricipale strumento per l’integrazione fra la componente sanitaria e sociosanitaria della ASST al fine di garantire alle persone in condizioini di fragilità e cronicità. la continuità e appropriatezza di accesso alla rete dei servizi e delle prestazioni sanitarie, sociosanitarie e sociali.


Quali sono i contenuti dell’accordo sottoscritto tra i sindacati e l’Assessorato?

Entrando nel merito dei contenuti, si è convenuto di dedicare incontri di informazione e confronto con lo scopo di approfondire alcune tematiche, come: il finanziamento del SSR, in riferimento alle regole per la programmazione annuale del sistema sanitario e sociosanitario regionale; l’attuazione delle linee di indirizzo per lo sviluppo dei piani di organizzazione aziendale; la declinazione del piano regionale della cronicità 2016-2018; il riordino della rete delle unità di offerta socio sanitarie e la sperimentazione di nuovi modelli gestionali, a partire dalla verifica di quelli già avviati in Lombardia.

Il confronto, stando anche agli impegni già assunti con il Presidente della Giunta Regionale, dovrà proseguire per definire la riduzione della compartecipazione richiesta ai cittadini per l'accesso alle prestazioni sia sanitarie (ticket) che socio sanitarie (rette). Questo tema consentirebbe inoltre di rimodulare l'orientamento della domanda di prestazioni sanitarie tra i soggetti erogatori privati e pubblici, favorendo un effetto virtuoso nella competizione proprio tra i diversi soggetti erogatori. Il cittadino infatti sarebbe indotto a scegliere il luogo in cui farsi curare in relazione alla qualità delle prestazioni ed in considerazione dei tempi di attesa e non per il loro costo.


Vi sono stati altri punti discussi ed inseriti nell’accordo?

Un ulteriore elemento qualificante dell'intesa è l'impegno ad avviare confronti territoriali tra le organizzazioni sindacali e le direzioni aziendali delle ATS e ASST, anche al fine di approfondire gli atti di programmazione locale e di integrazione delle attività sanitarie, socio sanitarie con i servizi sociali, nell'interesse di favorire la continuità assistenziale e delle cure sul territorio.

L'intesa prevede la prosecuzione del confronto con le Organizzazioni sindacali per governare le ricadute sul personale del complessivo percorso di riordino. L'attuazione della Legge Regionale 23/2015 deve rappresentare una importante opportunità per valorizzare l'impegno e la qualificata professionalità degli operatori del SSR lombardo.

Riconosciamo quindi l'importanza di avere definito un sistema di relazioni sindacali con l'Assessorato che seguirà complessivamente l'iter di attuazione della Legge Regionale 23 del 2015, anche con l'obiettivo di favorire il confronto territoriale.

 

 


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