GOVERNI LOCALI / Regioni
La Lombardia finanzia le reti per il lavoro
Regione Lombardia stanzia 3 milioni di euro per il finanziamento di reti territoriali per supportare l’occupazione
03 settembre 2014

Ancora una volta la Regione Lombardia punta sulle Reti. Questa volta si tratta però della Direzione Generale Istruzione, Formazione e Lavoro, che il 3 luglio 2014 - con il decreto n. 6415/2014 - ha approvato l’iniziativa “Azioni di Rete per il Lavoro” per favorire l’occupazione attraverso il supporto a sistemi di “governance territoriale”. La Regione si propone di accompagnare – attraverso uno stanziamento totale di 3 milioni di euro a valere sul Piano Operativo Regionale per gli anni 2007-2013 - gli attori economici e sociali che operano sui territori nella creazione di partnership pubblico-privato per affrontare e gestire le sfide causate dalla difficile situazione economica. Nuove relazioni tra pubblico e privato sono necessarie per gestire al meglio le drammatiche conseguenze occupazionali della crisi, in particolare per quanto riguarda la gestione delle riorganizzazioni aziendali e il ricollocamento dei lavoratori.

Lo scorso 7 agosto la DG Istruzione, Formazione e Lavoro ha costituito il nucleo di valutazione formato da tre responsabili della direzione, che valuteranno con cadenza quindicinale i progetti presentati sulla base dei criteri stabiliti dal decreto 6415/2014. I progetti possono essere presentati - a partire dal 14 luglio 2014 - fino all’esaurimento dei fondi a disposizione, con il solo vincolo di prevedere la chiusura delle attività e la rendicontazione entro il 30 settembre 2015. L’importo massimo richiedibile per ogni progetto è di 200.000 euro, cui può però essere sottratto il 10% se la rete non è riuscita, nell’arco del progetto, a ricollocare almeno il 50% dei destinatari attivi.

Possono presentare il proprio progetto alla Regione partenariati territoriali che abbiano come soggetto capofila un operatore accreditato ai servizi al lavoro da Regione Lombardia, e che includano al proprio interno almeno tre dei seguenti soggetti: aziende, enti locali, parti sociali, distretti e “meta-distretti” industriali, distretti commerciali, camere di commercio, fondazioni grant making, consulenti o società, operatori accreditati, agenzie per il lavoro, organizzazioni del Terzo settore, e istituzioni scolastiche, formative o universitarie.

I 3 milioni di euro – che sono parte della dotazione di quasi 800 milioni di euro del Programma Operativo Regionale Occupazione co-finanziato dal Fondo Sociale Europeo per gli anni 2007-2014 – serviranno a sostenere “azioni di rete rivolte a gruppi di lavoratori coinvolti in processi di crisi o in cerca di occupazione”, con l’obiettivo ultimo di mantenere i livelli occupazionali e ridurre l’impatto della crisi sui territori. Destinatari ultimi degli interventi sono le persone in cerca di occupazione con residenza o domicilio in Lombardia, appartenenti alle seguenti categorie: inoccupati, disoccupati, cassintegrati e lavoratori coinvolti in contratti di solidarietà. Ogni progetto deve avere un numero minimo di presa in carico di dieci persone.

I progetti presentati alla Regione devono rientrare in una delle due categorie di interventi previste: contrasto alla crisi e attrattività e sviluppo. Il primo gruppo include tutte le iniziative finalizzate all’accompagnamento dei lavoratori all’interno di processi di ricollocazione a seguito di crisi aziendale, mentre il secondo fa riferimento a progetti di inserimento lavorativo trainati da situazioni di crescita aziendale e territoriale, prima tra tutte l’occasione fornita dall’evento di Expo 2015. Le tre macro aree in cui rientrano le singole azioni attivabili sono invece: i servizi di facilitazione dell’incontro tra domanda e offerta di lavoro, i servizi di supporto all’inserimento lavorativo e quelli formativi e di adeguamento delle competenze.

Caratteristica imprescindibile per l’approvazione dei progetti è la partecipazione congiunta degli attori locali nell’ambito delle politiche del lavoro, tra cui anche le aziende. Per quanto riguarda i criteri di valutazione, ben 25 degli 80 punti assegnabili a ogni progetto sono riservati alla qualità della partnership – in termini di partecipazione dei soggetti e delle competenze “raccolte” – e alla sua stabilità di lungo periodo. Sono questi gli elementi essenziali che le proposte devono contenere:

  • il raccordo tra i principali attori coinvolti nei processi aziendali;
  • la promozione di servizi, rivolti a gruppi di lavoratori, che attivino in modo sinergico le competenze di tutti i soggetti coinvolti nella rete;
  • il coinvolgimento attivo delle aziende nell’individuazione di soluzioni che garantiscano il mantenimento dei livelli occupazionali o nella condivisione di percorsi che tengano conto sia delle esigenze delle aziende che assumono che dell’offerta di lavoro presente sul territorio;
  • la realizzazione di interventi finalizzati all’incontro tra domanda e offerta di lavoro, studiati in base alle esigenze rilevate del territorio;
  • lo sviluppo di reti stabili e strutturate.


Riferimenti

La notizia sul sito di Regione Lombardia 

L’avviso di formazione del nucleo di valutazione

Il Decreto n. 6415 del 3 luglio 2014

L’allegato A, contenente i dettagli del bando

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