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La Lombardia approva il Fattore Famiglia: ecco cosa prevede
La Regione punta su un sistema contributivo più equo grazie a un nuovo indicatore reddituale che tiene conto del carico familiare
20 marzo 2017

Era il novembre 2010 quando, in occasione della Conferenza nazionale sulla famiglia, il Forum delle Associazioni famigliari lanciò la proposta del Fattore Famiglia. Si tratta di un indicatore per le politiche sociali, che non solo tiene conto delle situazioni reddituali e patrimoniali, ma anche del numero di figli e dei carichi di cura. In poche parole uno strumento valutativo più equo, che corregge le distorsioni dell'Isee.


Il Fattore Famiglia in Lombardia

A diversi anni di distanza da quella prima proposta, il 14 marzo 2017, il Consiglio regionale lombardo ha approvato il Fattore Famiglia con un finanziamento annuale di un milione e mezzo di euro garantito per un triennio. Con questa riforma, in pratica, chi ha maggiori carichi familiari pagherà di meno e riceverà maggiori sostegni. Le priorità che affiancheranno la valutazione del reddito, del patrimonio mobiliare e di quello immobiliare sono: il numero dei componenti della famiglia (nel progetto sono inserite anche le famiglie monoparentali) l’età dei figli, la presenza di persone con disabilità, il mutuo sulla prima casa, le donne in gravidanza e gli anni di residenza in Lombardia.

Come spiegato chiaramente da Gigi De Paolo, presidente del Forum Regionale Lombardo delle Associazioni Familiari, "È uno strumento amministrativo che, integrando l’ISEE, aiuta a definire e individuare in maniera più precisa la reale ed effettiva capacità contributiva dei cittadini: permette infatti di misurare gli effettivi costi che la famiglia sostiene per il proprio mantenimento, costi che vengono poi sottratti dal calcolo del reddito ai fini del pagamento dei vari servizi erogati dalla Regione o ai fini della formazione delle graduatorie per l’accesso ai servizi regionali”.

Una volta emanati i decreti attuativi, la misura sarà immediatamente attuabile nella Dote scuola, nei progetti di inserimento lavorativo, nel trasporto pubblico locale e nei contratti di locazione a canone concordato. Bisognerà invece attendere più tempo per vederne gli effetti su aiuti sociali e socio-sanitari, servizi scolastici e prestazioni lavorative; in tal senso è interessante sottolineare che la legge prevede strumenti di monitoraggio e valutazione condivisa.


I requisiti

I requisiti di idoneità per poter usufruire del Fattore Famiglia sono:

  1. essere in regola con i pagamenti delle imposte regionali,
  2. aver ottemperato agli obblighi scolastici dei minori,
  3. non aver occupato abusivamente negli ultimi cinque anni appartamenti o terreni
  4. provvedere al mantenimento dei figli a carico nel caso dei genitori divorziati  


Le prospettive

La riforma è stata definita dal Forum delle associazioni familiari lombardo come “un salto culturale nel sistema di valutazione della capacità contributiva dei cittadini”. Il Forum ha invitato le altre Regioni a dotarsi dello stesso strumento fiscale ma ciò che urge maggiormente è che il Fattore Famiglia sia attuato a livello nazionale; gli indicatori demografici pubblicati recentemente dall’Istat segnalano infatti che con una media di 1,35 figli per donna, nel 2016 si registra un 2,4% in meno di nuovi nati rispetto allo scorso anno, ovvero 478 mila nuovi residenti, circa 12 mila in meno dei 486 mila del 2015.

 


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Lucia Pargoli | 20.03.2017
Si parla tanto di diritti per le "nuove" forme di famiglie, ma spesso neanche esistono i diritti basilari per quelle "vecchie". Bene, questo è un passo avanti. Ma deve essere il primo di tanti, altrimenti le famiglie, vecchie o nuove che siano, resteranno al palo di fronte a una società che cambia sempre più velocemente. Lucia
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