GOVERNI LOCALI / Regioni
Innovazione sociale in chiave piemontese: la Regione lancia WeCaRe
Il 22 maggio la Giunta ha approvato l'Atto di Indirizzo piemontese sull’innovazione sociale. Ecco la nostra analisi del documento.
23 maggio 2017

La Giunta Regionale del Piemonte ha approvato con DGR n. 22 del 22 maggio 2017 l’Atto di Indirizzo “WeCaRe – Welfare Cantiere Regionale. Strategia di innovazione sociale della Regione Piemonte. Il documento descrive la declinazione regionale della Strategia Europa 2020, che invita gli stati membri a promuovere una crescita intelligente, sostenibile ed inclusiva. Le risorse per finanziare le misure previste sono tratte proprio dalla programmazione regionale di fondi europei legati all’innovazione sociale.

Data l’importanza del tema, oltre a questo approfondimento sull’Atto abbiamo realizzato un’intervista con Agusto Ferrari, Assessore alle Politiche Sociali, della famiglia e della Casa della Regione Piemonte.


Origine e obiettivi fondamentali dell’Atto

L’Atto di Indirizzo è espressione del lavoro di un tavolo inter-assessorile che ha coinvolto l’Assessorato alle Politiche sociali, della famiglia e della casa, l’Assessorato all’Istruzione e al lavoro, l’Assessorato alle Attività produttive, innovazione e ricerca e l’Assessorato alle Politiche giovanili, pari opportunità, diritti civili e immigrazione. L’origine dell’Atto è da individuare nel lavoro di un gruppo chiamato WeCaRe, composto da circa 30 esperti in materia di politiche sociali, innovazione e sviluppo. Il gruppo, sulla base di un’analisi delle condizioni socio-economiche nazionali e piemontesi e attraverso l’approfondimento di modelli e buone pratiche nell’ambito dell’innovazione sociale e del welfare, ha proposto alcuni temi di riflessione intorno a cui costruire la strategia regionale: ruolo di governance del soggetto pubblico e promozione della sussidiarietà; sperimentazione di nuove possibili modalità di empowerment della persona attraverso processi di innovazione sociale; sostenibilità, finanza innovativa e buone pratiche in tema di rapporto tra profit e no-profit; monitoraggio e misurazione dell’impatto sociale dei servizi al fine di poter individuare linee di valutazione efficaci; aggiornamento professionale e formazione rivolta ad operatori e gestori di servizi.

Alla luce di questi spunti, e a seguito di un percorso di condivisione e confronto con tutto il territorio regionale, è stata elaborata la nuova politica regionale che intende “coniugare politiche sociali, politiche del lavoro e sviluppo economico pensando alla coesione sociale come una grande occasione di sviluppo territoriale ed alla crescita come una sfida da realizzare attraverso la riduzione delle diseguaglianze tra i cittadini” (p. 5 dell’Atto di Indirizzo). Per raggiungere questo ambizioso obiettivo l’Atto disegna un piano regionale di politiche integrate che coinvolgano tutti gli attori pubblici e privati nell’ideazione e nell’implementazione delle politiche stesse.


Le caratteristiche dell’innovazione sociale piemontese

Il documento licenziato dalla Giunta propone di interpretare l’innovazione sociale come un insieme di misure, prodotti e servizi che permettano di rispondere in maniera più adeguata ai bisogni sociali. In coerenza con la definizione di innovazione sociale proposta, l’Atto interpreta il welfare non solo come erogatore di servizi assistenziali, ma come un sistema che permette alle persone di valorizzare le proprie potenzialità. I soggetti istituzionali e del privato sociale che tradizionalmente si occupano di welfare sono invitati ad innovare il proprio approccio secondo questa concezione, ma il cambio di prospettiva deve coinvolgere tutti gli attori del territorio. Per questo motivo l’Atto di Indirizzo si rivolge anche alle aziende, cercando di stimolare la loro partecipazione alla costruzione del benessere sociale, economico e relazionale del territorio. L’Atto si compone di quattro misure fondamentali e di una misura di accompagnamento, che comportano complessivamente un investimento di 20 milioni di euro. Le misure presentano caratteristiche e destinatari differenti, ma contribuiscono tutte ad attuare le definizioni di innovazione sociale e welfare citate.

Attraverso questa politica la Regione Piemonte intende sollecitare la più ampia partecipazione possibile, invitando tutti i soggetti del territorio a presentare idee progettuali per raggiungere gli obiettivi fissati da ogni misura. In tutte le misure previste, ad eccezione di quella di accompagnamento, la selezione delle proposte avverrà attraverso una “chiamata di progetti” articolata in due fasi: dopo una prima verifica di ammissibilità, le proposte saranno sottoposte a una valutazione di merito che permetterà di individuare i progetti di maggior qualità e priorità. Tutti i progetti presentati dovranno rispondere a criteri di sostenibilità, scalabilità e replicabilità nel tempo e dovranno considerare come prioritari i temi dello sviluppo sostenibile, della parità tra uomini e donne e della non discriminazione. Sono previsti ulteriori criteri di valutazione, specificamente stabiliti per ogni misura.


Misura 1: Sperimentazione di azioni innovative di welfare territoriale

La misura rientra nella priorità 9 dell’asse 2 del Programma Operativo Regionale sul Fondo Sociale Europeo per il periodo 2014-2020 (POR FSE Piemonte 2014-2020), dedicata alla promozione dell’imprenditoria sociale, dell’inserimento professionale nelle imprese sociali e dell’economia sociale e solidale. L’azione ha l’obiettivo di sviluppare un welfare di prossimità attraverso la sperimentazione di progetti capaci di individuare necessità emergenti dal tessuto sociale e di rispondervi con modalità innovative e partecipative. La misura invita partnership composte da soggetti pubblici, del terzo settore e del volontariato ad elaborare delle idee progettuali a livello di Distretti della Salute e della Coesione Sociale. Questi luoghi (che avevamo approfondito qui) sono nati nell’ambito del Patto per il Sociale con lo scopo di diventare punti di riferimento unici per l’implementazione di tutte le politiche fondamentali in ambito sanitario, sociale, educativo e lavorativo.

I progetti proposti dovranno prevedere una governance territoriale esercitata dall’ente pubblico e basarsi sulla sussidiarietà circolare (che stimola e valorizza il contributo di tutti nella realizzazione di beni e servizi). Le idee presentate dovranno rivolgersi prioritariamente ai target individuati dal Patto per il Sociale nel 2015: integrazione socio-sanitaria, sostegno alle responsabilità genitoriali, contrasto alla povertà e all’esclusione sociale.

Data la complessità dell’obiettivo, per questa azione è prevista una fase di “call for ideas” precedente alla “chiamata di progetti”. Gli enti capofila, insieme ad altri soggetti pubblici e privati locali, saranno chiamati a definire un’idea progettuale sulla base di un’analisi delle esigenze e delle priorità del territorio. Le manifestazioni di interesse così pervenute saranno valutate e, se otterranno un punteggio minimo, potranno accedere alla fase successiva. I partenariati proponenti saranno quindi invitati a sviluppare le idee proposte in progetti esecutivi grazie al supporto della specifica attività di accompagnamento prevista.

Il finanziamento per questa misura ammonta a 6,4 milioni di euro.


Misura 2: Progetti di innovazione sociale per il terzo settore

Anche questa azione rientra nella priorità 9 dell’asse 2 del POR FSE Piemonte 2014-2020 e condivide con la precedente gli obiettivi di favorire il welfare di comunità e rispondere a bisogni sociali emergenti o non efficacemente affrontati. In un’ottica di sviluppo di un sistema di imprese sociali innovative, l’azione intende far emergere esperienze significative già esistenti e stimolare la sperimentazione e l’innovazione nei servizi erogati da cooperative, imprese sociali ed enti del terzo settore. In questo senso l’azione mira anche a promuovere un cambiamento di prospettiva nel campo dei servizi proposti da terzo settore: essi non devono essere percepiti e realizzati come risposte emergenziali, ma come parte di un processo di innovazione che porta il sistema a rispondere in maniera più efficace a bisogni insufficientemente soddisfatti. La misura intende infine stimolare la sperimentazione di soluzioni e interventi innovativi resi possibili dall’impiego di mezzi tecnologici.

A titolo esemplificativo sono citati alcuni interventi: sperimentazione di modelli innovativi di servizi collaborativi rivolti a cittadini con fragilità sociale; servizi di assistenza leggera di prossimità; servizi di orientamento e benessere per cittadini con fragilità sociale; valorizzazione delle pratiche dell'economia civile; sperimentazioni di utilizzo di tecnologie funzionali alle emergenze sociali e/o pari opportunità e all'accesso dei servizi.

Il finanziamento per questa misura ammonta a 3,6 milioni di euro.


Misura 3: Rafforzamento di attività imprenditoriali che producono effetti socialmente desiderabili

La terza azione prevista dell’Atto – a differenza di tutte le altre – rientra nel Programma Operativo Regionale sul Fondo Europeo per lo Sviluppo Regionale (POR FESR Piemonte 2014-2020). È ricondotta all’asse 3 della programmazione, mirante a sostenere la creazione e l’ampliamento di capacità avanzate per lo sviluppo di prodotti e servizi. In questo modo la Regione si propone di incentivare la creazione e lo sviluppo di iniziative imprenditoriali che producono beni e servizi rispondenti ad esigenze sociali.

Concretamente, potranno richiedere un finanziamento tutte le imprese sociali del no-profit che pongono in essere servizi e beni pubblici altrimenti non assicurati dal sistema imprenditoriale for-profit. Anche le PMI potranno accedere alla misura, qualora propongano progettualità inerenti i temi della salute e del benessere, della povertà e dell’esclusione sociale, dei cambiamenti demografici (in collegamento con l’invecchiamento della popolazione e la non autosufficienza).

Il finanziamento per questa misura ammonta a 5 milioni di euro. L’azione si svilupperà attraverso la costituzione di un fondo per l’erogazione di uno strumento finanziario misto o attraverso agevolazioni nella forma di garanzie e/o prestiti.


Misura 4: Promozione del welfare aziendale

Questa misura rientra nella priorità 8 dell’asse 1 del POR FSE Piemonte 2014-2020, che sostiene l'uguaglianza tra uomini e donne in tutti i settori, incluso l'accesso all'occupazione e alla progressione della carriera, la conciliazione della vita professionale con la vita privata e la promozione della parità di retribuzione. L’obiettivo è concretizzato attraverso il coinvolgimento delle imprese nella progettazione ed attivazione di interventi di welfare aziendale.

La misura intende favorire l’offerta di beni e servizi e la sperimentazione di modelli di organizzazione del lavoro che migliorino il benessere dei/delle dipendenti. Si rivolge in particolare alle PMI (max 250 dipendenti) ed incentiva la costituzione di reti e raggruppamenti tra esse per aumentare l’estensione dell’intervento ed arrivare a coinvolgere non solo i/le dipendenti, ma anche i/le residenti dei territori in cui le aziende operano. La misura prevede anche il coinvolgimento di grandi imprese, qualora il progetto di welfare aziendale proposto abbia una forte ricaduta sul territorio e sia condiviso con il Distretto per la Salute e la Coesione Sociale e con i bisogni espressi dal territorio stesso. A titolo esemplificativo, nell’Atto vengono indicati i seguenti interventi: politiche aziendali di conciliazione vita/lavoro (nidi aziendali, sostegno al rientro dal congedo parentale, …); organizzazione del lavoro più flessibile (ad esempio attraverso sperimentazioni di smart working o telelavoro); iniziative di sostegno al benessere globale del lavoratore e della lavoratrice (incentivi per la pratica di sport, iniziative culturali, …); sostegno allo studio (della persona lavoratrice e dei suoi familiari); servizi di cura per familiari anziani o non autosufficienti; opportunità di welfare integrativo e mutualistico; progetti di volontariato aziendale.

Il finanziamento per questa misura ammonta a 4 milioni di euro.


Accompagnamento

L’azione di accompagnamento è strettamente collegata alla prima misura (e pertanto rientra nella medesima priorità del POR FSE Piemonte 2014-2020): data la complessità dell’azione proposta, si è ritenuta necessaria un’attività di accompagnamento e capacity building del territorio e dei singoli Distretti. Il soggetto incaricato dell’accompagnamento, selezionato attraverso una gara d’appalto in base alle sue competenze ed alla sua conoscenza del territorio, svolgerà un’attività di animazione e stimolazione dei soggetti locali e di facilitazione dei partenariati sui territori. Supporterà poi i partenariati costituiti nella definizione dell’idea progettuale, nella sua trasformazione in progetto esecutivo e nella sua implementazione.

Il finanziamento per questa misura ammonta a 1 milione di euro.


Riferimenti

DGR n. 22 del 22 maggio 2017, WeCaRe – Welfare Cantiere Regionale. Strategia di innovazione sociale della Regione Piemonte

 


Innovazione sociale e sviluppo locale in Piemonte: l’Assessore Ferrari ci racconta WeCaRe

La responsabilità sociale di impresa in Piemonte

Salone della CSR e dell'innovazione sociale: gli spunti della tappa torinese

Misure aziendali per la conciliazione vita-lavoro in Europa: una prospettiva comparata

Le prospettive del Patto per il sociale del Piemonte: intervista all’Assessore Augusto Ferrari

La ricerca di Percorsi di secondo welfare sui provider di welfare aziendale
 
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