GOVERNI LOCALI / Regioni
Assistenza familiare in Piemonte, un bando per costruire nuove reti territoriali
La Regione Piemonte inaugura una nuova strategia per sostenere famiglie e assistenti familiari
29 gennaio 2018

Con la Determina Dirigenziale (DD) n. 1346 del 27 dicembre 2017 la Regione Piemonte ha lanciato una nuova politica di promozione dell’assistenza familiare, denominata “Intervento di sistema sul territorio regionale per la realizzazione di servizi integrati nell’area dell’assistenza familiare mediante reti territoriali”. Questa misura si pone l’obiettivo di favorire sul territorio regionale l’implementazione di un sistema integrato che sostenga famiglie e assistenti familiari (o ‘badanti’) coniugando politiche per la parità di opportunità, politiche sociali, politiche attive del lavoro e della formazione professionale. Il bando è stato elaborato in continuità con le buone pratiche territoriali già sperimentante e sulla base dei risultati emersi da un’indagine preliminare curata dallo Studio Errepi in collaborazione con il Laboratorio Percorsi di secondo welfare (che abbiamo approfondito qui).


Il percorso di elaborazione del bando

Le origini dell’intervento risalgono all’Atto di Indirizzo di cui alla DGR 8 del 12 dicembre 2016, con cui la Regione Piemonte ha deliberato di investire risorse provenienti dal Programma Operativo Regionale del Fondo Sociale Europeo 2014-2020 (POR FSE, lo strumento attraverso cui le Regioni programmano le risorse europee a cui possono accedere) per rinnovare il suo impegno nel sostenere un sistema integrato di promozione dell’assistenza familiare. L’Atto si propone di favorire l’integrazione tra le politiche locali e consolidare un sistema di servizi in rete sostenibile nel tempo e capace di rispondere alle esigenze di famiglie e assistenti familiari. La misura ha inoltre lo scopo di valorizzare la qualificazione degli assistenti familiari e di favorire l’emersione del lavoro irregolare (che coinvolge in Italia più di metà delle persone che lavorano come assistenti familiari).

Al fine di rendere l’azione più incisiva, l’Atto ha previsto l’investimento di alcune risorse per la realizzazione di un’indagine propedeutica sulle esperienze realizzate recentemente nell’ambito dell’assistenza familiare in Piemonte. Tale indagine è stata condotta dallo Studio Errepi in collaborazione col Laboratorio Percorsi di secondo welfare nel periodo compreso tra luglio e novembre 2017. I risultati dell’indagine sono stati elaborati dalla Regione e sono stati inseriti nella DD n. 1346/2017, a cui sono allegati il bando vero e proprio (allegato A) e il manuale di valutazione ex ante dei progetti presentati (allegato B). Per la misura sono stati messi a disposizione complessivamente 2.460.000 euro, tratti dal Fondo Sociale Europeo, dal Fondo statale di rotazione (un fondo che eroga finanziamenti a tasso agevolato che sono reintegrati grazie al rimborso di finanziamenti concessi in precedenza, garantendo così una “rotazione” di capitali e di opportunità) e da un cofinanziamento regionale.


La struttura del nuovo modello regionale

Il nuovo intervento di sistema si rivolge alle persone che svolgono o che sono interessate a svolgere attività di assistente familiare e alle famiglie che si trovano ad affrontare carichi di cura legati alla condizione di non autosufficienza di un familiare. Il nuovo sistema sarà realizzato mediante la selezione delle migliori proposte progettuali presentate attraverso il bando. Tali proposte dovranno riuscire a mettere in rete soggetti pubblici e privati che operano a vario titolo nell’area dell’assistenza familiare. Le reti costituite, partendo da quanto già consolidato sui territori, dovranno ampliare e sistematizzare il patrimonio di esperienze esistenti.

Queste esperienze saranno accompagnate, a livello centrale, da un gruppo tecnico istituito dalla Regione e composto dai soggetti attuatori dei progetti finanziati che vedrà il coordinamento dell’Agenzia Piemonte Lavoro. Il gruppo di lavoro collaborerà al fine di individuare e condividere modalità di implementazione e integrazione delle attività progettuali. Il gruppo sarà incaricato inoltre del monitoraggio in itinere dell’intervento.

Le azioni previste dal nuovo sistema potranno concentrarsi sull’informazione generica rispetto alle modalità di accesso e funzionamento del progetto, sull’accoglienza e sull’orientamento al mercato del lavoro. Potranno essere implementati servizi di individuazione e validazione delle competenze e attività di formazione complementare volte al raggiungimento della qualifica professionale di “Assistente familiare”, servizi di ricerca attiva, accompagnamento al lavoro e incontro domanda/offerta di lavoro. Dal lato delle famiglie, potranno avere luogo azioni di informazione in tema di accesso e funzionamento dei servizi, consulenza, supporto alla gestione del processo di attivazione e conduzione dei rapporti di lavoro. Da questo punto di vista, la nuova strategia prevede anche l’erogazione di incentivi alla regolarizzazione del rapporto di lavoro.

Un’ultima azione prevista riguarda l’accompagnamento di famiglie e assistenti familiari: gli attori che comporranno il nuovo sistema dovranno rappresentare dei punti di riferimento significativi per tutti i soggetti coinvolti, in modo da promuovere fin dall’inizio una relazione di fiducia tra persona assistita, famiglia e assistente familiare.


Territori e soggetti coinvolti

Per quanto riguarda i soggetti coinvolti, potranno partecipare al bando delle Associazioni Temporanee di Scopo (ATS) composte obbligatoriamente da almeno un’Amministrazione locale (capofila del progetto), il/i Centro/i per l’impiego competente/i, un operatore dei servizi al lavoro accreditato, un ente di formazione accreditato e un’impresa sociale. Potranno partecipare all’ATS anche numerosi altri attori che operano a vario titolo nell’ambito dell’assistenza familiare. Sono invitati a partecipare attori istituzionali (enti locali, INPS, INAIL, questure, prefetture, ASL) e protagonisti del secondo welfare, in particolare: rappresentanze dei lavoratori e dei datori di lavoro maggiormente rappresentative; patronati; associazioni e soggetti del Terzo Settore; società di mutuo soccorso; fondazioni.

Le proposte progettuali avranno come dimensione territoriale di riferimento gli Ambiti definiti nel corso della sperimentazione regionale del Sia, che corrispondono ai Distretti della salute e della coesione sociale della Regione Piemonte. Ogni progetto dovrà coprire aree territoriali coincidenti con uno o più Ambiti all’interno di uno stesso quadrante regionale, come di seguito definiti: quadrante Metropolitano (territorio della Città Metropolitana di Torino); quadrante Nord-Est (Province di Biella, Novara, Vercelli, Verbano Cusio Ossola); quadrante Sud-Ovest (Provincia di Cuneo); quadrante Sud-Est (Province di Alessandria ed Asti). Data l’elevata mobilità territoriale delle persone che svolgono o sono interessate a svolgere l’attività di assistente familiare, il bando prevede che i progetti presentati, oltre a garantire l’offerta di servizi sul proprio territorio di riferimento (uno o più Ambiti), siano in grado di prendere in carico soggetti residenti e/o domiciliati in tutta l’area regionale.


Priorità sostenute dal bando e criteri di valutazione

Dopo una prima verifica di ammissibilità, volta a stabilire la conformità al bando e la presenza dei requisiti richiesti, avrà luogo una valutazione di merito dei progetti. Il 30% del punteggio sarà attribuito in base alle qualifiche e esperienze dei soggetti proponenti e attuatori: sarà premiata la capacità delle ATS di costruire una rete efficace e di coinvolgere soggetti rappresentativi e integrati nella realtà del territorio. La parte più significativa del punteggio (40%) sarà conferita attraverso la valutazione dei contenuti delle proposte progettuali. Saranno valorizzate le iniziative che presentano una maggior aderenza alle caratteristiche locali (risorse presenti, attori significativi, ecc.) e una maggior coerenza rispetto agli obiettivi del bando. Costituiranno inoltre elementi di merito la predisposizione di strategie e metodologie innovative e la previsione di un percorso di monitoraggio in itinere. La sostenibilità nel tempo del progetto rappresenterà il 15% del punteggio.

Il restante 15% sarà attribuito valutando la capacità delle proposte di rispondere ad alcuni criteri aggiuntivi, come le priorità regionali della specifica programmazione e i principi orizzontali del POR FSE (da cui è tratta la maggior parte del finanziamento della misura). Il Programma Operativo Regionale del Fondo Sociale Europeo (POR FSE) presenta infatti tre obiettivi trasversali, che corrispondono a particolari attenzioni che devono caratterizzare qualsiasi misura all’interno del POR: sostenibilità, pari opportunità e non discriminazione, pari opportunità tra uomini e donne. La misura promossa nel bando contribuisce, per la sua stessa finalità intrinseca, al perseguimento di questi principi: intende infatti affrontare un tema – quello dell’assistenza familiare – che ha pesanti ricadute sul sistema sociale in termini di tenuta della struttura demografica, parità di genere (sono infatti le donne ad essere maggiormente coinvolte nel lavoro di cura professionale e non), parità di opportunità e non discriminazione (secondo gli ultimi dati della Direzione Generale dell’immigrazione e delle politiche di integrazione il 49,6% degli assistenti familiari regolarmente assunti è di provenienza extra-comunitaria; tale dato non tiene però conto di chi lavora irregolarmente, ovvero la maggior parte degli assistenti familiari in Italia). Saranno quindi valorizzati i progetti che evidenzieranno una specifica attenzione alle modalità di contestualizzazione dei principi orizzontali del POR nell’implementazione degli interventi.

Per quanto riguarda le priorità regionali della programmazione, saranno valorizzate le progettualità che includono più di un Ambito e quelle che coprono aree territoriali ricomprese nella Strategia Nazionale Aree Interne (SNAI). Saranno inoltre privilegiate le ATS che coinvolgeranno un’Azienda sanitaria del territorio di riferimento e/o uno o più dei seguenti soggetti: associazioni attive nell’area dell’assistenza familiare; rappresentanze dei lavoratori e dei datori di lavoro maggiormente rappresentative; patronati.

La Regione Piemonte ha organizzato una serie di incontri di presentazione del bando (a Novara, Torino e Cuneo) a cui parteciperà anche il Laboratorio Percorsi di secondo welfare.

La scadenza per la presentazione dei progetti era stata inizialmente fissata per il 13 aprile 2018, tale finestra temporale è stata però ampliata per offrire maggiori opportunità di partecipazione: le proposte dovranno pervenire entro il 15 giugno 2018.


Riferimenti

La pagina della Regione dedicata al nuovo intervento sull’assistenza familiare

Cibinel E., Maino F., Manfredda F., Porzio G., 2017, Indagine propedeutica allo sviluppo di un intervento di sistema sul territorio regionale nell’ambito dell’assistenza familiare, Regione Piemonte, POR Piemonte FSE 2014/2020

 


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