GOVERNI LOCALI / Enti locali
Torino: Comune e Chiesa insieme per affrontare i bisogni della città
Incontro tra Chiara Appendino e monsignor Nosiglia. Gettate le basi per un protocollo di intesa sulle periferie che favorisca l'inclusione sociale
31 agosto 2016

Unire le forze per affrontare i problemi più urgenti della città, in special modo quelli che riguardano  le periferie. È questo il senso di un recente incontro tra Comune di Torino e Diocesi, in cui sono state gettate le basi per un protocollo di collaborazione che permetta una maggiore sinergia tra gli attori pubblici ed ecclesiastici che nel capoluogo piemontese si occupano di welfare. L'incontro ha visto protagonisti i massimi rappresentanti dell'amministrazione cittadina e della curia: da un lato il neo sindaco Chiara Appendino, con gli assessori Alberto Sacco (commercio e lavoro), Sonia Schellino (politiche sociali), Marco Giusta (giovani e famiglia), Francesca Leon (cultura) e Stefania Giannuzzi (ambiente); dall'altro l’arcivescovo monsignor Cesare Nosiglia, il vicario generale don Valter Danna e i direttori degli uffici pastorali che si occupano di lavoro, scuola, università, giovani, famiglia, migranti e Caritas. 

Il confronto, nato dall'invito rivolto da monsignor Nosiglia al Comune per partecipare maggiormente all'Agorà del sociale - il tavolo promosso dalla Diocesi per favorire il confronto tra istituzioni, agenzie educative, terzo settore, mondo delle imprese e del lavoro per individuare insieme un nuovo modello di welfare per Torino - si è concentrato sui principali problemi che affliggono le periferie della città: emergenza casa, povertà, rom e migranti. La nuova giunta intende affrontarli cercando di garantire una maggiore inclusione sociale, evitando il più possibile forme di assistenzialismo che rischiano di portare a risultati limitati. Il criterio di riferimento, dicono da Palazzo Civico, dovrà essere antropologico e culturale, nel tentativo di valorizzare pienamente ogni persona come cittadino del territorio.

Per affrontare i problemi secondo questo paradigma, come ormai dovrebbe essere chiaro dal'esperienza maturata nel corso della crisi-che-non-passa, non basta la sola azione del pubblico. Servono soggetti che già operano in prima linea sui territori, che abbiano coscienza delle problematiche, delle risorse e delle opportunità, e che pertanto sono in grado fornire un supporto fondamentale per affrontare le questioni più urgenti. L'amministrazione cittadina pare esserne consapevole e da qui è nata la volontà non solo di confrontarsi attraverso l'Agorà del sociale, ma anche di realizzare con la Diocesi un vero e proprio protocollo dedicato alle periferie e finalizzato allo sviluppo di azioni "materiali e immateriali" per la loro riqualificazione.

L'incontro dei giorni scorsi è stata l'occasione per avviare i lavori preparatori per la realizzazione del protocollo, la cui bozza sarà probabilmente presentata in una prossima riunione tra Comune e Curia, e per definire altre questioni su cui si potrà lavorare insieme. Una su tutte: la disoccupazione giovanile. A Palazzo Civico dicono che sarà il prossimo grande tema su cui si cercherà di far squadra con la Diocesi.

 

 


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