Quadro di qualità europeo per i tirocini: un valore aggiunto per la Garanzia Giovani?
Nel marzo 2014, il Consiglio dell'Unione europea adottava una raccomandazione che introduceva un “quadro di qualità per i tirocini”, che si configura come possibile complemento della strategia della Garanzia Giovani. Se infatti il piano europeo di contrasto alla disoccupazione giovanile si caratterizza come strategia supply-side, con l'obiettivo di attivare quanti più NEET possibile, poco si è detto in merito alla qualità della domanda di lavoro per i giovani. Andiamo dunque a vedere quali standard di riferimento sono stati adottati e come questi interagiscono col contesto italiano.
 
Garantía Juvenil: come procede l'attuazione della Garanzia Giovani in Spagna?
Preceduta soltanto dalla Grecia e con più della metà dei giovani senza lavoro, anche la Spagna è tra i sorvegliati speciali dell’Unione Europea. Al fine di fronteggiare tale situazione, ha preso avvio a luglio 2014 la Garantía Juvenil che, al contrario di ciò che è avvenuto in Italia, non è stata concepita come piano a sé stante ma verrà inclusa nel quadro più generale della Estrategia de Emprendimiento y Empleo Joven. Sebbene sia presto per tirare le somme sulla GJ, è lecito chiedersi se il piano sarà all’altezza di contrastare una situazione la cui complessità ha radici ben profonde nel mercato del lavoro spagnolo.
 
Neet, ma quanto ci costate? La corsa ad ostacoli della Garanzia giovani nel Sud Europa
Le critiche rivolte finora alla Garanzia Giovani sembrano tralasciare alcuni degli aspetti che si celano dietro ai risultati poco incoraggianti. Per recuperare una qualche visione d'insieme è necessario fare un passo indietro e considerare il contesto più ampio in cui la Garanzia Giovani si trova ad operare. A cominciare dal fenomeno dei Neet, distinto e distinguibile dalla disoccupazione giovanile, che se non adeguatamente compreso, rischia di rendere inefficaci le misure previste dalla Garanzia.
 
Rompere la spirale negativa: Garanzia giovani e il difficile rapporto con le imprese
La risposta delle imprese alla garanzia giovani appare deludente: sono ancora poche le offerte di lavoro segnalate. Il governo ha finora insistito su azioni di sensibilizzazione e incentivazione economica per rendere la Garanzia giovani più appealing alle aziende. Ma questo non basta. Occorre invece cogliere l’occasione per un cambiamento profondo dei centri per l’impiego, spingendo verso un forte investimento su servizi mirati a specifici profili professionali e/o alle esigenze produttive delle imprese.
 
La Youth Guarantee in Europa
Se in Italia il dibattito sull’utilizzo dei fondi FSE per la Youth Guarantee - la Garanzia per i Giovani che assicurerà ai cittadini europei con meno di 25 anni un’offerta di lavoro, studio o formazione entro quattro mesi dalla fine degli studi o dall’inizio della disoccupazione - è più che mai acceso, anche il resto dell’Europa si muove. Al 15 gennaio 2014, 17 dei 28 Stati Membri hanno presentato alle istituzioni UE il proprio piano attuativo.
 
Lost Generation: ci vuole una garanzia over 25
Una garanzia per i giovani al di sopra dei 25 anni è la richiesta promossa dal gruppo Giovani Italiani Bruxelles e sostenuta da alcuni Eurodeputati italiani. L’obiettivo dell’appello, che ha fatto il giro del web nelle scorse settimane, è quello di influenzare l'applicazione della Youth Guarantee al contesto italiano, prevedendo per l’Italia una estensione della garanzia giovani fino ai 29 anni d'età.
 
La "Youth Guarantee" e l’impegno dei Comuni per l’occupazione
Con una disoccupazione giovanile che in Europa riguarda 5,7 milioni di persone, il Consiglio ha invitato la Commissione a proporre un pacchetto per l’occupazione giovanile che include la raccomandazione di istituire una “garanzia per i giovani” (youth guarantee), in modo da assicurare che nessun giovane sotto i 25 anni resti per oltre quattro mesi senza lavoro, studio o formazione. Il Comitato delle Regioni ha accolto favorevolmente l’iniziativa coinvolgndo nella realizzazione del progetto le regioni e le città, dato che entrambe si trovano nella posizione migliore per valutare la situazione del mercato del lavoro locale e mettere a punto programmi e iniziative specificamente rivolti ai giovani. Un approccio partecipato e dal basso quindi, per contrastare la disoccupazione giovanile e creare condizioni positive per il rilancio dell’economia e la crescita dei Paesi.