Focus Garanzia Giovani
Il focus Garanzia Giovani di Percorsi di secondo welfare intende porsi come finestra di osservazione e di riflessione sulle iniziative connesse alla Youth Guarantee, in cui sono state riposte molte attese e speranze per affrontare il problema della disoccupazione giovanile nel nostro Paese. Il principale obiettivo è monitorare lo sviluppo delle misure connesse al programma nazionale della Garanzia Giovani e alle sue molteplici declinazioni regionali e locali, nonché prestare attenzione ad alcune esperienze significative realizzate in altri Paesi dell’Unione Europea.
 
Youth Guarantee: quale opportunità per l’Italia?
Il Ministero del Lavoro sta mettendo a punto l’implementazione della Youth Guarantee, l’iniziativa dell’Unione Europea volta a contrastare la disoccupazione giovanile che nel continente cresce a ritmi allarmanti, e che è arrivata a toccare il 41,6 % in Italia. Le aspettative sono alte, ma quali risultati effettivamente potrà raggiungere nel nostro paese? Il contesto italiano presenta infatti molte criticità, sia relative alle politiche del lavoro che al sistema economico, che rischiano di compromettere l’esito del piano.
 
La Youth Guarantee in Europa
Se in Italia il dibattito sull’utilizzo dei fondi FSE per la Youth Guarantee - la Garanzia per i Giovani che assicurerà ai cittadini europei con meno di 25 anni un’offerta di lavoro, studio o formazione entro quattro mesi dalla fine degli studi o dall’inizio della disoccupazione - è più che mai acceso, anche il resto dell’Europa si muove. Al 15 gennaio 2014, 17 dei 28 Stati Membri hanno presentato alle istituzioni UE il proprio piano attuativo.
 
Youth Guarantee: il dialogo tra Ferrera e Giovannini
All'inizio di quest'anno ha finalmente preso avvio la cosiddetta Youth Guarantee, la Garanzia Giovani promossa dall'Unione Europea per stimolare l’inserimento occupazionale degli oltre 6 milioni di under 25 europei che sono attualmente disoccupati. Maurizio Ferrera, referente scientifico di Percorsi di secondo welfare, e Enrico Giovannini, Ministro del Lavoro e del Welfare, sulle pagine del Corriere della Sera si sono confrontati sulle misure che saranno sviluppate nei prossimi mesi per contrastare la disoccupazione giovanile nel nostro Paese. Vi proponiamo i loro contributi.
 
Lost Generation: ci vuole una garanzia over 25
Una garanzia per i giovani al di sopra dei 25 anni è la richiesta promossa dal gruppo Giovani Italiani Bruxelles e sostenuta da alcuni Eurodeputati italiani. L’obiettivo dell’appello, che ha fatto il giro del web nelle scorse settimane, è quello di influenzare l'applicazione della Youth Guarantee al contesto italiano, prevedendo per l’Italia una estensione della garanzia giovani fino ai 29 anni d'età.
 
ILO: Youth Guarantee meglio della staffetta generazionale
Dopo gli allarmi lanciati da sindacati, imprese, accademici e istituzioni nazionali sono arrivate anche alcune conferme internazionali sullo stato di salute del mondo del lavoro italiano. L’International Labour Organization (ILO), agenzia delle Nazioni Unite che si occupa di giustizia sociale e diritti dei lavoratori, nel Rapporto sul mondo del lavoro 2013 ha infatti sottolineato tanti punti dolenti che affliggono il nostro sistema occupazionale, oltre ad alcune proposte per superare questa situazione di empasse.
 
La "Youth Guarantee" e l’impegno dei Comuni per l’occupazione
Con una disoccupazione giovanile che in Europa riguarda 5,7 milioni di persone, il Consiglio ha invitato la Commissione a proporre un pacchetto per l’occupazione giovanile che include la raccomandazione di istituire una “garanzia per i giovani” (youth guarantee), in modo da assicurare che nessun giovane sotto i 25 anni resti per oltre quattro mesi senza lavoro, studio o formazione. Il Comitato delle Regioni ha accolto favorevolmente l’iniziativa coinvolgndo nella realizzazione del progetto le regioni e le città, dato che entrambe si trovano nella posizione migliore per valutare la situazione del mercato del lavoro locale e mettere a punto programmi e iniziative specificamente rivolti ai giovani. Un approccio partecipato e dal basso quindi, per contrastare la disoccupazione giovanile e creare condizioni positive per il rilancio dell’economia e la crescita dei Paesi.
 

 
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