Che cosa ci lascia Luigi Bobbio
Negli ultimi trent’anni il politologo torinese scomparso pochi giorni fa ha approfondito la “politica” soprattutto nella sua accezione di policy. Un contributo rilevante soprattutto in un Paese in cui sembra essere la politics a prevalere in ogni ambito. Tuttavia, chi immagina che studiare la politica come policy riduca la sua analisi a una questione meramente tecnica ignora uno degli elementi che ha probabilmente rappresentato il tema più ricorrente negli studi di Bobbio: il conflitto, inevitabile in qualunque processo decisionale democratico, e la sua gestione, tanto indispensabile quanto faticosa da realizzare.
 
Fede nei giovani e nella possibilità di una «terza via»
Zygmunt Bauman era uno degli ultimi eredi della «teoria critica» novecentesca. Traendo spunti da diverse scienze sociali, lo studioso ebreo-polacco (poi diventato cittadino britannico) ha esplorato alcuni passaggi cruciali dello sviluppo europeo, disvelandone con acutezza le logiche sottostanti. Il suo nome è legato alla metafora della «modernità liquida», la fase storica in cui oggi ci troviamo | Maurizio Ferrera, Il Corriere Della Sera, 10 gennaio 2017
 
La Riforma Costituzionale e la partita europea
Una dei pochi tratti costanti della politica italiana è stata l’"àncora" europea. Una scelta che ci ha ripagato in termini di sicurezza, prosperità, modernizzazione istituzionale. Il referendum del 4 dicembre determinerà se, per la prima volta, nel nostro Paese prevarrà un fronte dichiaratamente euro-scettico. Se prevarrà il no, da un lato, c'è il rischio di un completo disancoramento dalla UE e l’inizio di una navigazione senza bussola, fuori dall’euro. Dall’altro lato, un commissariamento esterno da parte della Troika.
 
Le misure sulle pensioni e l’equità che manca
Le misure sulle pensioni saranno il piatto forte della prossima legge di stabilità. Il “pacchetto” costerà circa sei miliardi di euro nel corso dei prossimi tre anni. Con i tempi che corrono, non è certo una cifra da poco. Ma in un paese che non riesce a riprendersi dalla crisi è davvero una priorità aumentare (in deficit) la spesa pensionistica, che peraltro è già fra le più alte d’Europa? Non sarebbe più opportuno investire nel welfare “per la crescita”?
 
Per una riflessione estesa sulle prospettive di Garanzia Giovani
Nel nostro Focus sulla Garanzia Giovani abbiamo cercato di ospitare un dibattito senza pregiudizi, partendo dall’idea che questa misura sia un’opportunità per ripensare l’intero sistema di governance delle politiche attive del lavoro in Italia. Questa settimana vi proponiamo tre articoli, firmati da Renata Lizzi, Daniele Fano e Francesco Seghezzi, che sviluppano e arricchiscono alcune considerazioni già precedentemente espresse in Percorsi di secondo welfare.
 
Oltre gli appelli e la geopolitica: contro il terrore serve una società più inclusiva
In pochi l'hanno segnalato, ma è evidente che esiste un nesso tra la capacità inclusiva dei nostri sistemi di welfare e il fenomeno terroristico che si è drammaticamente abbattuto su Parigi. Cosa ha offerto (o non ha offerto) la nostra società a chi dall’Europa va a combattere nelle file di formazioni terroristiche? Bisogna guardare al problema della coesione sociale in maniera integrale, chiedendosi anche quali siano gli stili o gli approcci di policy più adeguati allo scopo di trasformare la società in senso inclusivo.
 
Chi vuole meno tasse deve pagare di più i servizi
Nella legge di Stabilità sembra emergere un disegno di politica economica e sociale probabilmente destinato ad accompagnarci per il resto della legislatura. I grandi obiettivi sono crescita, lavoro, investimenti, meno disagio, più merito. I principali strumenti sono la riduzione della pressione fiscale e la razionalizzazione della spesa pubblica. Come prima misura per favorire la crescita andrà alleggerita la pressione fiscale, ma la classe media dovrà essere disposta a spendere di più per il welfare.
 
Cari intellettuali, sull’Unione siete ingenui e poco ambiziosi
Negli ultimi mesi il dibattito sull’euro-crisi è stato dominato da due eccessi: tecnicismo e moralismo. Da un lato, balletti quotidiani di cifre e di sigle sconosciute e incomprensibili ai più. Dall’altro lato, giudizi su buoni e cattivi, santi e peccatori, creditori e debitori. E’ mancato uno spazio di discussione intermedio, ancorato ai fatti ma ispirato a principi, e soprattutto capace di guardare lontano. E qualcuno già parla di un nuovo “tradimento dei clerici”, resuscitando la formula usata da Julien Benda negli anni Venti per denunciare la viltà e la partigianeria degli intellettuali.
 
Carceri: perché negli Stati Uniti vogliono conoscere le cooperative italiane?
Negli Stati Uniti, in pochi ci crederanno, sono interessati al piccolo e problematico sistema carcerario italiano. In particolare al modello cooperativo che da diversi anni favorisce l'attività lavorativa dei detenuti. La fondazione filantropica americana Fetzer Institute, in collaborazione con il CESEN dell’Università Cattolica e Percorsi di secondo welfare, ha così avviato un lavoro di ricerca dedicato alla Cooperativa Giotto di Padova, da cui è nato il nuovo working paper della collana 2WEL “Lavoro e perdono dietro le sbarre. La cooperativa Giotto nel carcere due palazzi di Padova”.
 
Milan Declaration: il secondo welfare può cambiare l’Europa
Il Comitato Economico e Sociale Europeo ha pubblicato la versione definitiva della Milan Declaration, in cui sono sono delineate alcune proposte concrete e raccomandazioni utili per ricostruire e consolidare la dimensione sociale europea in un'ottica d'innovazione sociale. All'interno della Dichiarazione, che sarà presentata alla Presidenza italiana dell'UE, alla Commissione, al Parlamento e al Consiglio, è stato dedicato grande spazio al secondo welfare, indicato dal CESE come strada privilegiata per rimodellare la società e cambiare in positivo il volto delle politiche sociali dell’Unione.
 
Voucher universale per i servizi alla persona e alla famiglia: ecco la proposta di legge
Nella mattinata dell'11 giugno alla Camera dei Deputati è stata presentata una proposta di legge bipartisan per istituire il voucher universale per i servizi alla persona. Frutto di oltre un anno di lavoro, la proposta si pone un obiettivo ambizioso: portare l’Italia al passo con l’Europa sul fronte dei servizi alle famiglie innescando un circolo virtuoso che favorisca la creazione di posti di lavoro nei servizi, l'emersione del lavoro nero, l'aumento dell’occupazione - in particolare femminile - e la crescita del Pil.
 
L'Europa deve andare oltre la “politica dell’ansia”
La crisi che non passa pare aver imprigionato l’Europa in una condizione di ansia perenne che coinvolge tutte le componenti dell’Unione: dai cittadini ai governi nazionali, fino ad arrivare alle più alte istituzioni comunitarie. Prima che la situazione degeneri occorre un cambio di passo che ponga al centro dell'attenzione non solo competitività e mercati efficienti ma anche solidarietà verso i più deboli, che strutturi un welfare efficace e capace di rispondere a bisogni sia vecchi che nuovi. Percorsi di secondo welfare, in vista delle ormai imminenti Elezioni europee, dedica numerosi approfondimenti a questo tema concentrandosi su quelle misure che rappresentano strade innovative per creare una vera Europa sociale.
 
Il lavoro al centro dei nuovi Focus di Secondo welfare
Tra le sfide più impegnative che il nostro Paese è chiamato ad affrontare con maggiore urgenza c’è sicuramente quella del lavoro. Gli ultimi anni sono stati particolarmente duri per il sistema occupazionale italiano, eppure in questa situazione di forte difficoltà nella foschia si iniziano ad intravedere alcuni elementi e strumenti positivi utili ad affrontare le sfide del presente. E’ per questa ragione che abbiamo scelto di lanciare due nuovi focus tematici dedicati a due aspetti che, a nostro avviso, possono risultare particolarmente interessanti: la diffusione del Welfare Contrattuale e lo sviluppo della Garanzia Giovani, che prenderà avvio il 1° maggio in occasione della festa del lavoro.
 
Conciliazione Famiglia-Lavoro: allargare gli orizzonti per aumentare i benefici
Negli ultimi anni, soprattutto a causa dei cambiamenti economico-sociali determinati dalla crisi, si sta assistendo allo sviluppo di forme sempre più articolate ed innovative di work-life balance. Nella newsletter di questa settimana abbiamo scelto di dedicare ampio spazio al tema conciliazione famiglia-lavoro per approfondire alcuni aspetti a nostro giudizio particolarmente significativi, nella convinzione che quanto fatto finora sia solo la prima parte di un processo che, per dirsi pienamente realizzato, dovrà essere in grado di coinvolgere un numero crescente di stakeholder tanto pubblici che privati.
 
Investire sui giovani, o la crisi diventerà cronica
In uno dei momenti più neri per l’economia e il mondo del lavoro italiani occorre trovare soluzioni che possano permetterci di uscire dal tunnel della crisi il più rapidamente possibile. Sfruttare i talenti e le eccellenze presenti nel Paese, creare impiego, rilanciare i consumi, tornare a crescere: come è possibile raggiungere questi obiettivi? Anzitutto risolvendo il problema del lavoro, investendo sui giovani e modellando un sistema occupazionale che li valorizzi realmente. Sicuri che sia questa la strada privilegiata per provare a uscire dalla crisi, abbiamo scelto di dedicare alcuni approfondimenti al tema della disoccupazione giovanile nel tentativo di individuare gli elementi essenziali da cui si può ripartire.