Patrik Vesan

Dopo la laurea consegue un diploma in "Studi Europei" presso l'Institut d'Etudes Politiques di Parigi
(Science-po Paris) e successivamente il dottorato in Scienza politica presso l'Università di Pavia.
Dopo alcuni anni come ricercatore associato dell'Unità di ricerca sulla governance europea (URGE)
del Collegio Carlo Alberto di Moncalieri (Torino), diventa nel 2007 ricercatore in Scienza politica
presso il Dipartimento di Scienze economiche e politiche dell'Università della Valle d'Aosta.
Si interessa principalmente di analisi delle politiche pubbliche, con un'attenzione specifica ai temi
del lavoro, dello sviluppo locale e della governance europea. Dal 2014 collabora con Percorsi di
Secondo Welfare, in particolare coordinando il Focus YEI-Garanzia Giovani.

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Conciliazione tra vita familiare e lavorativa: il dibattito tra Roma e Bruxelles
La direttiva sul bilanciamento tra vita familiare e lavorativa uno dei primi provvedimenti con cui la Commissione UE vuole dare "concretezza" all'idea ancora astratta di Pilastro sociale europeo; una proposta che vuole dare un segnale in direzione del perseguimento di quell'obiettivo di "convergenza sociale al rialzo" che informa lo stesso Pilastro. Patrik Vesan e Francesco Corti fanno il punto sull'iter in corso.
 
Assegno unico provinciale: a Trento un nuovo strumento a sostegno delle famiglie trentine
L'Assegno unico, introdotto nella Provincia autonoma di Trento alla fine del 2016 e diventato operativo lo scorso 1 gennaio, rappresenta uno strumento innovativo che mira riunificare e sistematizzare misure preesistenti e rivolte a persone e famiglie in difficolt economica, alle famiglie con minori e ai disabili. In questo articolo analizziamo le principali caratteristiche di questo strumento e ne evidenziamo i punti di forza.
 
Il Pilastro Europeo dei Diritti Sociali: dalla proclamazione dall'alto alla sua costruzione dal basso. Quale ruolo per il secondo welfare?
Nel settembre 2015 il Presidente della Commissione europea, Jean Claude Junker, ha lanciato una nuova iniziativa denominata "Pilastro Europeo dei Diritti Sociali". Attraverso tale iniziativa, la Commissione si posta un duplice obiettivo: creare un quadro di riferimento per i modelli di welfare nazionali chiamati a far fronte alle nuove sfide sociali e aggiornare la legislazione europea in tema di politiche sociali e del lavoro. In questo articolo analizziamo le possibili implicazioni del Pilastro Sociale Europeo in materia di secondo welfare.
 
Le Youth Bank e le sfide dell'empowerment giovanile
SECONDO CAPITOLO - Rosangela Lodigiani e Patrik Vesan offrono alcune riflessioni sull'empowerment come principio-guida che pu favorire una rilettura e re-indirizzo degli interventi di investimento sociale da porre in essere a livello locale. Il capitolo affronta in particolare il tema dell'empowerment giovanile analizzando le Youth Bank, iniziative promosse da organizzazioni del Terzo Settore che possiedono al contempo "potenziale di empowerment e di secondo welfare".
 
Garanzia giovani: è ancora possibile una correzione di rotta?
Un miliardo e trecento mila euro di nuove risorse. questa la cifra riportata nel mezzo della scorsa estate italiana da molte agenzie di stampa per il rifinanziamento del programma europeo Garanzia Giovani (GG) avviato nel nostro Paese nel 2014. Ma come evoluto il programma per la lotta alla disoccupazione giovanile all'interno del nostro Paese? Ce lo spiega il nostro Patrik Vesan.
 
The Jobs Act and youth (un)employment: between political narratives and policy perspectives
In March 2014 the Italian Cabinet led by Matteo Renzi presented a draft bill on a comprehensive labour market policy reform, known as the Jobs Act. The Jobs Act was adopted at the end of the same year, and led to the introduction of significant policy measures throughout 2015 such as the easing of dismissal rules for open-ended workers, and the reform of the Italian unemployment benefit system. But which is the main results of the Jobs Act after two years?
 
Le prospettive dell'assegno di ricollocazione
La riforma delle politiche attive del lavoro stata descritta da molti commentatori attraverso la metafora della "terza gamba del Jobs Act". A due anni dall'introduzione dei contratti a tutele crescenti, il cambiamento delle politiche attive del lavoro in Italia appare ancora lontano dall'essersi realizzato. Al di l degli annunci, la concreta realizzazione delle norme adottate presenta infatti un ritardo significativo. Ma le novit introdotte sembrano comunque rilevanti.
 
Le promesse di un'utopia concreta: in Francia arriva il Conto Personale di Attività
A partire dall'inizio di quest'anno in Francia entrato in vigore il Compte personnel d'activit. Questo nuovo strumento, che nell'immediato ha l'ambizione di trasformare il sistema di acquisizione e utilizzo di alcuni diritti sociali personali di recente generazione, quali ad esempio l'accesso alla formazione lungo il corso della vita, intende rivoluzionare il modo stesso di pensare le tutele sociali connesse sia al lavoro sia ad altre attivit di interesse collettivo.
 
Garanzia giovani: è arrivata lestate?
Con linizio dellestate uscito latteso rapporto biennale sulla Garanzia giovani prodotto dai ricercatori dellIsfol. Il documento costituisce una fonte di informazione preziosa che pu aiutare ad arricchire non solo la comprensione delliniziativa di policy, ma anche e soprattutto ad alimentare le riflessioni sul destino e il lascito della Garanzia giovani in Italia. Lo ha letto e analizzato per noi Patrik Vesan.
 
Inclusione attiva: alcune riflessioni a partire dal caso della Valle d'Aosta
Verso la fine dello scorso anno la Regione Valle dAosta ha istituito una misura di inclusione attiva e di sostegno al reddito. Chiara Agostini e Patrik Vesan mostrano le principali caratteristiche dello strumento, mettendone in evidenza punti di forza e di debolezza. Alla luce di questa nuova esperienza, lobiettivo dell'articolo di porre qualche domanda di carattere generale cos da contribuire allattuale dibattito nazionale sugli strumenti e le strategie di inclusione attiva e di contrasto alla povert.
 
Per una riflessione estesa sulle prospettive di Garanzia Giovani
Nel nostro Focus sulla Garanzia Giovani abbiamo cercato di ospitare un dibattito senza pregiudizi, partendo dallidea che questa misura sia unopportunit per ripensare lintero sistema di governance delle politiche attive del lavoro in Italia. Questa settimana vi proponiamo tre articoli, firmati da Renata Lizzi, Daniele Fano e Francesco Seghezzi, che sviluppano e arricchiscono alcune considerazioni gi precedentemente espresse in Percorsi di secondo welfare.
 
La Garanzia giovani è senza prospettive?
Per favore chiudete Garanzia giovani, Continuare con Garanzia giovani un disastro!: cos che il programma stato salutato negli ultimi giorni del 2015. Ma per quanto esso non sia stato la soluzione in cui molti speravano, sarebbe auspicabile cambiare il livello della discussione. In questa riflessione proveremo a illustrare lesperienza della Garanzia giovani da un altro punto di vista, alcune difficolt che sono legate allimpostazione della misura in Italia e, infine, qualche spunto a favore di una Garanzia adulti.
 
I primi passi verso la sperimentazione della «via italiana al sistema duale»
Il Ministero del Lavoro ha reso noto che il Sottosegretario di Stato Luigi Bobba e gli Assessori regionali alla Formazione hanno sottoscritto dei protocolli di intesa finalizzati a dare il via a quella che stata definita, con una certa enfasi, la sperimentazione della via italiana al sistema duale. Si tratta di una misura volta a promuovere, attraverso modalit differenti di alternanza scuola-lavoro, la formazione dei giovani e una pi agevole transizione dal sistema educativo al mondo del lavoro.
 
Niente «de minimis» per il Bonus occupazione della Garanzia Giovani
Il Ministero del Lavoro ha recentemente pubblicato sul suo sito il Decreto direttoriale n. 385 del 24 novembre 2015 con il quale si conferma la possibilit di usufruire dei bonus occupazione previsti dalla Garanzia giovani senza dover incorrere nei limiti del regime de minimis, definito dal regolamento (Ue) n. 1407 del 18 dicembre 2013.
 
Selfiemployment: qualcosa di più di una semplice toppa?
Gli ultimi mesi dellanno hanno rappresentato unoccasione per realizzare alcune iniziative, anche al fine di correggere il pi possibile il tiro di Garanzia giovani, cercando di arginare le forti critiche che ne hanno accompagnato la realizzazione. Qualche settimana fa stato presentato Selfiemployment, fondo rotativo nazionale per finanziare iniziative di auto-impiego e di auto-imprenditorialit per gli under-30 iscritti a Garanzia giovani. Ne discutono in questo articolo Andrea Bernardoni e Patrik Vesan.
 
Lost in implementation? Limiti e prospettive della Garanzia giovani in Italia
DECIMO CAPITOLO - La Garanzia giovani al centro dellanalisi di Patrik Vesan. Il capitolo offre unanalisi dei risultati finora raggiunti dalliniziativa che, al di l delle criticit, mostra elementi interessanti che fanno ben sperare per il futuro del programma. Si sottolinea in particolare la capacit di Garanzia giovani di dar luogo a esperienze generative o di consolidamento di pratiche di secondo welfare, specialmente per quel che riguarda i cosiddetti Neets, come dimostrato anche attraverso l'analisi di alcune progettualit specifiche.
 
Dai nuovi digitalizzatori alla chance per chi è rimasto indietro: il ruolo del secondo welfare nella Garanzia
Il bilancio sui numeri della Garanzia giovani restituisce attualmente un'immagine in chiaroscuro, dove per ora le ombre sembrano primeggiare. In particolare, si evidenzia la difficolt del programma nello sviluppo di iniziative dedicate alle categorie pi deboli e vulnerabili. Patrik Vesan offre alcuni primi spunti, con uno sguardo rivolto al futuro del programma, su un tema rimasto ancora sottotracia: la capacit della Garanzia giovani di porsi come esperienza generativa o di consolidamento di pratiche di secondo welfare.
 
Una Garanzia solo per i più forti?
Buona parte della letteratura e della pubblicistica sulla Garanzia giovani in Italia si soffermata fino ad oggi a denunciare i limiti operativi di tale strategia, mentre minore attenzione stata prestata all'analisi critica del disegno ex-ante. A partire dall'idea della Garanzia come politica di investimento sociale, Patrik Vesan discute di due limiti che potrebbero comprometterne lefficacia: il cosiddetto effetto di San Matteo, relativo alla classificazione dei NEETs, e la scarsa attenzione ai temi della qualit dei servizi e dell'eguaglianza delle opportunit offerte.
 
Non spariamo sul pianista
A un anno dallapprovazione del piano italiano, il bilancio della Garanzia Giovani appare in chiaroscuro. Dietro ai "tanti numeri" con cui possibile raccontare tale strategia, si nasconde spesso una competizione fra narrative su cosa essa e dovrebbe essere. Ed proprio a questa competizione che Patrik Vesan si rivolge nellapprofondimento che segue, proponendo una (non la) possibile lettura della Garanzia giovani, ricorrendo all'artificio retorico della "metafora del pianista", invitandoci s a criticarla, ma seriamente.
 
Preoccupiamoci: uno sforzo di riflessione e responsabilità collettiva
"Preoccupiamoci" un'indagine promossa da RENA, McKinsey e Trail Lab volta a raccogliere proposte, progetti e idee innovative per affrontare il problema della disoccupazione giovanile. Lo scopo censire e mappare nuove pratiche (gi avviate o da realizzare) che possono favorire l'occupazione dei giovani e l'incrocio tra domanda e offerta di lavoro. Le informazioni raccolte attraverso l'indagine serviranno come punto di partenza per elaborare alcune linee guida che saranno presentate al Festival delle comunit del cambiamento del prossimo giugno.
 
 
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