Dario Di Vico

Giornalista, ha iniziato a scrivere di temi sindacali sulla Gazzetta del Popolo di Torino e sul
settimanale Mondo Economico. Nel 1986 inizia a lavora presso il settimanale Il Mondo. Dopo
una breve esperienza a Italia Oggi, nel 1989 è stato assunto al Corriere della Sera.
Per il quotidiano di via Solferino si è occupato da Roma e da Milano di economia e politica
diventando prima inviato e poi vicedirettore. È tra i fondatori del Blog del Corriere della Sera
"La nuvola del Lavoro", dedicato al mondo del lavoro italiano. 

 
Rappresentanza, la scelta di Luxottica diventa un test per la Confindustria
All'interno delle pagine del Corriere della Sera, Dario Di Vico si interroga in merito alla recente uscita di Luxottica dalle associazioni territoriali di Confindustria. Per Di Vico il caso risulta interessante se si considera il fatto che l'azienda veneta ha contribuito a innovare profondamente le relazioni tra impresa e lavoratore, ripescando la tradizione di Adriano Olivetti e Alessandro Rossi e promuovendo il welfare aziendale.
 
Dai tecnici specializzati agli addetti al turismo. Quando il lavoro c'è, mancano i profili giusti
Sembra incredibile che nel Paese dei Neet e con un tasso di disoccupazione giovanile al 32,7% gli imprenditori non trovino giovani da assumere. Eppure proprio cos. Per quali ragioni? Secondo Dario Di Vico dipende dal fatto che il mercato del lavoro ha bisogno, a monte, di pi domanda di occupati ma a valle anche di "tenaglie" e "cacciavite" per far funzionare i servizi di impiego.
 
La battaglia demografica? Si combatte dando lavoro
I dati della profonda crisi demografica verso la quale ci stiamo dirigendo sono ampiamente condivisi in ambito scientifico. L'evidenza dei numeri tale che mette d'accordo tutti. Pi complicata la riflessione sulle contromisure da adottare in tempi brevi per affrontare, o quantomeno mitigare, i problemi che ci troveremmo davanti. In questo articolo - uscito all'interno dell'inserto del Corriere della Sera, Buone Notizie - Dario Di Vico spiega il suo punto di vista in merito.
 
Troppi anziani con la casa da ricchi che non arrivano alla fine del mese
Anziani con abitazioni di valore e reddito basso. questa una nuova contraddizione che si sta palesando nellarcipelago della disuguaglianza italiana. Largomento stato approfondito dal professor Luca Beltrametti che ha preparato un apposito studio (House rich, cash poor) per la Fondazione Cariplo con lobiettivo di favorire una riflessione sulla ricchezza immobiliare (statica) degli anziani made in Italy e su come possa essere messa in circolo.
 
La ripresa economica c'è ma dimentica tre pilastri: giovani, povertà e salari
Le nuove stime pubblicate dalla Banca dItalia sul Pil 2017 hanno gi fatto discutere. I numeri non sono poi cos distanti dalle valutazioni di altri centri di ricerca e persino del Fondo Monetario, ma possiamo parlare di vera ripresa? Al momento leffetto di trasmissione "in basso" non pare essere stato n immediato n meccanico. A dimostrarlo sono tre parametri sociali: disoccupazione, povert e salari.
 
Welfare aziendale, Luxottica accelera. Del Vecchio: il successo? La coesione
Dal welfare collettivo e solidaristico del 2009 Luxottica fa un altro passo in avanti e vara il welfare su misura dei bisogni e delle esigenze dei lavoratori. Per farlo il gruppo di Leonardo Del Vecchio ha commissionato unindagine sulle opinioni dei propri dipendenti, ha consultato pi volte i sindacati confederali e alla fine ha varato un programma che permette alle tute blu e agli impiegati di poter scegliere, in totale autonomia, se ricevere il premio aziendale in denaro o trasformarlo, in tutto o in parte, in beni e servizi di welfare.
 
Reddito di cittadinanza, serve chiarezza sui costi
Nel dibattito politico italiano lipotesi di istituire il reddito di cittadinanza sta sicuramente prendendo campo ben oltre il Movimento Cinque Stelle che pure ne ha fatto da tempo la sua bandiera. Il guaio che, come spesso avviene nella nostra litigiosa arena politica, passa in secondo piano lapprofondimento sul come, il quanto e la platea che ne dovrebbe usufruire. Serve quindi che chiunque abbia intenzione di formulare ipotesi in tal senso chiarisca se questo sono compatibili con i fragili equilibri della nostra finanza pubblica
 
Non tutti i vinti sono uguali
La ricognizione sui vinti della globalizzazione non pu essere completa se si omette di ricordare come negli anni della Grande Crisi si sono creati fenomeni di polarizzazione che non possono essere sintetizzati nella mera formula dellarricchimento dei "Paperoni". La mappa delle disuguaglianze e delle contraddizioni sociali deve lasciar spazio a una ricognizione puntuale e allindividuazione di policy su misura, quasi sartoriali.
 
La sfiducia dei giovani ignorati
In base all'inedito indice di arrendevolezza predisposto per una ricerca condotta da Acli e Cisl su un campione di ventenni romani, due terzi dei giovani pur di trovare un posto di lavoro sarebbe disposto a rinunciare alle sacre conquiste dei padri e delle madri. Il dato dovrebbero spingere verso una doppia operazione: da un alto intensificare il lavoro di ricognizione sulle tendenze giovanili, dall'altro non demordere nella ricerca delle policy destinate a combattere attivamente la disoccupazione giovanile.
 
La generazione rebus dei giovani «Né né»
Cosa fanno veramente i Neet? Sono davvero solo dei forzati del divano oppure anche tra di loro passa una linea di ulteriore disuguaglianza? Una divisione che separa gli esogeni, quelli che sono impegnati ogni giorno in un duro corpo a corpo con un mercato del lavoro che non vuole includerli, dagli endogeni, gli scoraggiati che si sentono drammaticamente inadeguati e sono portati ad arretrare davanti a qualsiasi sfida?
 
Ultimo tabù degli italiani: il silenzio sul milione di bambini che vive in povertà assoluta
Come italiani fatichiamo ad accettare che nel Paese vivano 1,1 milioni di bambini in povert assoluta. Che diventano 2 milioni se esaminiamo la povert relativa: 1 bambino su 5. Persino nella rissosa lotta politica rimasto questultimo tab: la paura di ammettere che in Italia ci sono situazioni che una volta definivamo da Terzo mondo e che non coinvolgono solo ragazzi stranieri. E questa amnesia convive con un paradosso: la quota crescente di bambini poveri si accompagna alla diminuzione delle nascite.
 
Le distanze sociali crescono e la Rete dà voce al rancore
Non tutte le disuguaglianze sono uguali. Il dibattito sullapprofondirsi delle distanze economiche e sociali ha in questo momento il suo focus negli Stati Uniti anche perch al di l dellOceano con i risultati delle primarie per la conquista della Casa Bianca risulta pi evidente il legame tra sentimenti/percezioni prevalenti nella popolazione e spostamento dei consensi politici. Ma non sempre il link cos immediato, come mostra anche il caso dell'Italia.
 
Il lavoro adesso cresce davvero. Continuerà anche senza gli incentivi?
Secondo Dario Di Vico, a differenza dei mesi scorsi, gli ultimi dati prodotti dallIstituto nazionale di statistica vanno tutti nella stessa direzione: il tasso di disoccupazione scende, gli inattivi anche e il tasso di occupazione sale. la prima volta che si registra questa uniformit e la novit va salutata sicuramente con soddisfazione. Due per sono le considerazioni da fare immediatamente per non peccare di parzialit.
 
Secondo welfare: ecco il nuovo rapporto del Centro Einaudi
Dario Di Vico sulle pagine del Corriere della Sera ha anticipato i contenuti e le riflessioni del Secondo Rapporto sul secondo welfare in Italia, presentato il 27 novembre presso la Biblioteca Nazionale di Torino. Nonostante la lunga recessione il welfare dal basso si consolidato e i numeri del rapporto sono l a dimostrarlo. Il merito? E' dei tanti soggetti che concorrono allo sviluppo del secondo welfare in Italia: imprese, assicurazioni, enti bilaterali, mutue, fondi integrativi, sindacati e associazioni datoriali, fondazioni ed enti filantropici.
 
Non chiamateli scoraggiati, ora cercano lavoro tra parenti e web
La premessa dobbligo: guardare al mercato del lavoro italiano sperando che da un giorno allaltro arrivi una notizia-bomba un errore da evitare. Occorre invece decrittare con pazienza i segnali che maturano, come la diminuzione del numero degli scoraggiati - coloro che neppure cercavano lavoro - per supportarne le strategie di ricerca di unoccupazione. Tra le quali, accanto a familiari e conoscenti, cresce limportanza di web e social network.
 
Il vescovo bocconiano che aiuta gli imprenditori a mettersi insieme
A Pavia, nel cuore del Nord industrializzato, la politica industriale provano a farla la diocesi e la Confindustria locale. "Made in Pavia" uniniziativa che nasce dal basso e che punta innanzitutto a creare sinergie tra le Pmi della zona per poi indirizzarle verso processi di aggregazione, il tutto in un territorio che ne ha proprio bisogno visto che il 96 per cento delle aziende sotto i 9 addetti. Ma anche uno sforzo che cerca di cucire economia e territorio non lasciando soli gli imprenditori e mobilitando al loro fianco la comunit.
 
Dire addio al posto fisso non basta. La flessibilità allepoca di LinkedIn
Ritornare agli anni del boom, a unorganizzazione industriale centrata sulla figura del capofamiglia maschio che assicurava il reddito a tutta la famiglia, rimaneva nella stessa fabbrica fino alla pensione e maturava il diritto a entrare nel circolo anziani dellazienda, equivale a sfogliare un vecchio album di famiglia. In questo contesto occorre predisporsi a considerare il lavoro come qualcosa che muta con una velocit incredibile e, di conseguenza, chi si pone il compito di tutelarlo deve tenersi costantemente aggiornato.
 
La crisi e la sorpresa del Welfare (non di Stato)
Dario Di Vico sulle pagine del Corriere della Sera ha anticipato i contenuti del primo Rapporto sul secondo welfare in Italia, spiegando come e quanto le iniziative di secondo welfare stiano contribuendo ad attutire gli effetti della crisi laddove il welfare state non riesce non riesce pi a coprire adeguatamente i bisogni dei cittadini. Vi riproponiamo l'intervento dell'editorialista del Corriere, che coordiner anche i lavori della tavola rotonda che si terr nel corso della presentazione del Rapporto di gioved 28 novembre.