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Intesa Sanpaolo: un anno di lavoro flessibile
Intesa Sanpaolo, primo gruppo bancario italiano con più di 11 milioni di clienti e oltre 4.000 filiali, nel 2014 ha siglato con le parti sindacali l’Accordo sul Lavoro Flessibile nel Gruppo Intesa Sanpaolo per avviare in alcune sedi la sperimentazione di soluzioni di flessibilità oraria e di luogo. A distanza di un anno dall’avvio del progetto l’azienda ha comunicato i primi risultati della sperimentazione. Ce li racconta Giulia Mallone.
 
Le prospettive del welfare aziendale in Europa
L’Osservatorio Sociale Europeo ha ospitato a Bruxelles un workshop per discutere con esperti e rappresentanti delle associazioni del settore le prospettive degli schemi di welfare occupazionale in Europa. L’incontro, organizzato nell’ambito del progetto Prowelfare, è stato anche un’occasione per presentare alcuni risultati della ricerca. E mentre si discute di welfare aziendale negli Stati Membri, la Commissione europea ha indetto una consultazione pubblica sul tema della conciliazione vita-lavoro.
 
Polonia: un WOV limitato, basato quasi esclusivamente sull'iniziativa aziendale
Dall'analisi del rapporto nazionale di ProWelfare dedicato alla Polonia emerge come, in passato, le imprese polacche erano investite di una forte funzione sociale, poiché si occupavano della vendita di beni altrimenti non disponibili sul mercato e dell’erogazione di prestazioni di welfare. Oggi, invece, sono per lo più le imprese straniere che hanno sede in Polonia a ricorrere a benefici e servizi come strumenti retributivi per i propri lavoratori. Nonostante ciò, attualmente, il WOV polacco appare ancora piuttosto limitato.
 
Austria, dove politiche pubbliche condivise rendono il WOV residuale
Il report di ProWelfare sul caso austriaco, curato da Josef Wöss e Charlotte Reiff per conto del Centro studi della Camera del Lavoro di Vienna, mostra una dinamica molto interessante. Data la generosità del sistema pubblico di protezione sociale e dato il forte coinvolgimento delle parti sociali nella realizzazione dello stesso, il Welfare Occupazionale Volontario risulta residuale. Tale fatto, tuttavia, non ha inciso negativamente sullo sviluppo di politiche sociali efficaci ed efficienti in tema di sanità, conciliazione e formazione professionale.
 
Spagna: un WOV basato sulla contrattazione, ma rallentato dalla congiuntura economica
Il report di ProWelfare sul caso spagnolo è stato curato da Alicia Martínez Poza per conto del Centro studi della Confederazione sindacale spagnola "Comisiones Obreras". L’analisi ha preso in considerazione i contratti collettivi di settore e d’impresa per il periodo compreso tra il 2007 e il 2013, fotografando quindi l'impatto della crisi economica sull’evoluzione dell’offerta di WOV in Spagna, che negli ultimi anni ha certamente subito un forte rallentamento nonostante l'impegno profuso in questo senso dalle parti sociali.
 
Svezia, dove le parti sociali sono protagoniste di un WOV all'avanguardia
Il report svedese del progetto ProWelfare, curato da Bo Johansson per conto dell’Università di Uppsala, si basa principalmente sull’analisi dei dati secondari disponibili, sia nazionali che internazionali, e degli accordi collettivi. Questi ultimi si configurano come la principale fonte di Welfare Occupazionale Volontario nel Paese scandinavo, dove componenti sindacali e aziendali, per ragioni diverse, sono ampiamente impegnate nella promozione di misure integrative del sistema pubblico di protezione sociale.
 
Progetto ProWelfare
L'Osservatorio Sociale Europeo a partire dal 2013 ha coordinato una ricerca, intitolata Prowelfare, sul tema del Welfare Occupazionale Volontario. Con questo termine ci si riferisce alle prestazioni di welfare offerte ai lavoratori a seguito della contrattazione fra le parti sociali o come prodotto di un’iniziativa unilaterale dei datori di lavoro. La ricerca, realizzata è stata finanziata dalla Commissione Europea, Direzione Generale Occupazione e Inclusione, nell’ambito del bilancio “Relazioni Industriali e Dialogo Sociale”. Percorsi di secondo welfare ha sviluppato una serie di approfondimenti per offrire una lettura critica dei risultati della prima e della seconda edizione del progetto.
 
Regno Unito: WOV sopra la media, ma in calo con la crisi
Il rapporto di ProWelfare sul Regno Unito è stato curato da Joseph Feyertag and Martin Seeleib-Kaiser per conto dell’Istituto di Politiche Sociali dell’Università di Oxford. Per analizzare il Welfare Occupazionale Volontario, gli autori hanno utilizzato principalmente dati statistici secondari sia europei (OCSE, Eurofound) sia nazionali (soprattutto tramite survey come la Work-Life Balance Employer Survey o la British Household Panel Survey). L’analisi dei contratti collettivi è stata invece piuttosto limitata, poiché si tratta di uno strumento raramente utilizzato dalle parti sociali per regolare l’offerta di WOV.
 
ProWelfare: il Welfare Occupazionale Volontario in 8 Paesi UE
Nella letteratura relativa al secondo welfare non è facile trovare articoli che, in un'ottica comparata, si occupino di welfare aziendale e contrattuale in Paesi diversi. Proprio per questo motivo può essere interessante osservare più da vicino i risultati della ricerca “Providing Welfare through Social Dialogue” (ProWelfare), studio promosso dalla Commissione UE che ha mappato l’offerta di Welfare Occupazionale Volontario in 8 Paesi: Austria, Belgio, Germania, Inghilterra, Italia, Polonia, Spagna e Svezia.