Opinioni


 
Usare strumenti Pay-By-Result per reinserire i detenuti? Si può fare anche in Italia
Il 15 marzo a Roma è stato presentato lo studio di fattibilità realizzato da Human Foundation e Fondazione Sviluppo e Crescita CRT sull'uso di strumenti finanziari pay-by-result per sostenere programmi di reinserimento sociale e lavorativo di persone detenute. L’obiettivo dello studio è mettere in relazione risultati sociali, come l’abbassamento del tasso di recidiva, con potenziali risparmi a favore della PA, offrendo spunti per realizzare strade innovative che rispondano ai nuovi bisogni sociali.
 
Fondazione Italia Sociale, un altro passo avanti verso l'operatività
Il Consiglio dei Ministri del 9 marzo ha approvato lo statuto della Fondazione Italia sociale, ente previsto dalla legge di riforma del Terzo settore per promuovere l’aggregazione e l’utilizzo di risorse e competenze provenienti da attori pubblici, privati e non profit. In attesa di capire meglio struttura e modus operandi che assumerà questo nuovo soggetto, è impossibile non notare diversi punti di contatto con altre realtà che già operano in diversi territori del nostro Paese: le fondazioni di comunità.
 
Il Reddito di Inclusione è legge: siamo di fronte a una svolta?
Con l'approvazione della legge delega per la prima volta l’Italia si è dotata di una misura strutturale di contrasto alla povertà: il Reddito di Inclusione. Stiamo assistendo a un passaggio storico, ma rimane da capire se questa misura riuscirà o meno a diventare universale e a raggiungere quindi tutte le persone in povertà assoluta. In sostanza se l’obiettivo è che l’Italia, come il resto dei Paesi europei, si doti di una misura di reddito minimo, è necessario che la legge delega sia il punto di partenza di una politica nazionale che deve ancora svilupparsi e consolidarsi.
 
Il terziario sociale e la “trappola dei servizi”
Mentre agricoltura e industria sembrano aver individuato più chiaramente percorsi di gestione del cambiamento capaci di ricombinare tecnologia e componente umana, l’economia dei servizi fatica ad assorbire l’impatto tecnologico per farne innovazione sociale e sviluppo economico. Come affrontare questa sfida senza cadere nella "trappola dei servizi"? Ne riflettono Paolo Venturi e Flaviano Zandonai in questo approfondimento. Che tra l'altro segna l'avvio della collaborazione tra Tempi Ibridi e Percorsi di secondo welfare.
 
Reddito di cittadinanza, serve chiarezza sui costi
Nel dibattito politico italiano l’ipotesi di istituire il reddito di cittadinanza sta sicuramente prendendo campo ben oltre il Movimento Cinque Stelle che pure ne ha fatto da tempo la sua bandiera. Il guaio è che, come spesso avviene nella nostra litigiosa arena politica, passa in secondo piano l’approfondimento sul come, il quanto e la platea che ne dovrebbe usufruire. Serve quindi che chiunque abbia intenzione di formulare ipotesi in tal senso chiarisca se questo sono compatibili con i fragili equilibri della nostra finanza pubblica
 
Gli effetti (veri) del Jobs act
Sul Jobs act è in atto un vero e proprio tiro al piccione. Eccettuati (alcuni) esperti, gli unici a parlarne bene sono ormai i commentatori stranieri. Dal dibattito politico nazionale solo critiche. In parte si tratta di mosse tattiche in vista delle scadenze elettorali. Una sindrome auto-lesionista che secondo Maurizio Ferrera non ci consente di cogliere i progressi lenti e graduali, svaluta il pragmatismo e alimenta la sfiducia dei cittadini.
 
Il nuovo paradigma della Calabria sul lavoro: basta assistenzialismo, avanti sulle politiche attive
Per affrontare l'ormai cronica emergenza del lavoro la Regione Calabria ha varato un piano da 280 milioni di euro che, coinvolgendo privato sociale, terzo settore e organizzazioni datoriali, vuole incrementare l'occupabilità di giovani, donne, soggetti vulnerabili. Il piano è strutturato in differenti azioni che racchiudono altrettanti progetti di politiche attive, frutto di un lavoro sinergico tra la Regione e partenariato sociale. Ce lo spiega Federica Roccisano, Assessore a Scuola, Lavoro, Welfare e Politiche giovanili.
 
L'impresa giovane è «ibrida». Il sociale non ha più confini
La società sta cambiando velocemente e con essa le organizzazioni che la compongono. L'emersione di nuovi i bisogni, il mutamento delle motivazioni delle persone, il ruolo crescente delle tecnologie nel rapporto con la realtà: sono tutti fattori che richiedono nuovi meccanismi di generazione del valore, che tendano a ricombinare sociale ed economico e non a separarlo. È in questo contesto che occorre riflettere maggiormente sulle imprese ibride.
 
Servizi di supporto al welfare aziendale: inizia la stagione dei grandi appalti privati
Lo sviluppo e la diffusione del welfare aziendale ha creato un nuovo canale di business per molte società e, negli ultimi anni, si è creato un vero e proprio "settore" di mercato. Questo ha portato alla comparsa delle prime gare d'appalto private: una delle più rilevanti che ha riguardato il settore del welfare aziendale certamente è quella di recente indetta da ENI. In questo approfondimento ce ne parla Giovanni Scansani.
 
Dal MIUR 50 milioni per sostenere una (nuova) educazione all'imprenditorialità
L'educazione all'imprenditorialità rappresenterà una delle 10 azioni che saranno varate dal MIUR nell'ambito del nuovo piano "Scuola aperta, inclusiva e innovativa". Sul piatto verranno messi complessivamente 830 milioni di euro, 50 dei quali saranno destinati appunto alla formazione dei nuovi imprenditori, con attenzione a tutte le sue dimensioni: quella classica, quella a finalità sociale, quella cooperativa e di comunità.
 
Non tutti i vinti sono uguali
La ricognizione sui «vinti della globalizzazione» non può essere completa se si omette di ricordare come negli anni della Grande Crisi si sono creati fenomeni di polarizzazione che non possono essere sintetizzati nella mera formula dell’arricchimento dei "Paperoni". La mappa delle disuguaglianze e delle contraddizioni sociali deve lasciar spazio a una ricognizione puntuale e all’individuazione di policy su misura, quasi sartoriali.
 
B-Corp: conversazioni da Oltreoceano per capire il business che vuole un mondo migliore
Poiché il movimento B-Corp sta iniziando a contagiare anche il nostro Paese appare interessante capire quali sono le ragioni che possono spingere le aziende ad intraprendere tale scelta. A questo scopo, Alice Pellegatta ha condotto una ricerca su 11 società americane certificate B Corp (alcune delle quali sono anche Benefit Corporation) alle quali è stato sottoposto un questionario di stampo qualitativo nel tentativo di capire i driver, i benefici e le difficoltà che possono emergere lungo il percorso.
 
Contro l’emergenza freddo serve una nuova accoglienza
Ci sono persone che vivono in strada 365 giorni all'anno. Poi, in inverno, alcune di loro muoiono e tutti parlano di emergenza. Quando passerà il gelo, però, torneranno tutti invisibili. Fio.PSD vuole essere una voce fuori dal coro e sostenere che, se adeguatamente supportati da una strategia di uscita dal circuito dell’emergenza, da servizi innovativi basati sulla presa in carico professionale e su progetti personalizzati, della cosiddetta emergenza freddo si può non morire.
 
La lotta alla povertà deve andare avanti: l’appello della Cisl
Il Segretario Confederale Cisl, responsabile Politiche Sociali, Maurizio Bernava lancia un appello perchè, nonostante la crisi post-referendaria, si dia seguito alle misure organiche sulla povertà definite dal dimissionario Governo Renzi. La Cisl si è rivolta direttamente al presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, affinché ponga davanti al Senato l'urgenza di approvare definitivamente le norme sulla povertà.
 
La Riforma Costituzionale e la partita europea
Una dei pochi tratti costanti della politica italiana è stata l’"àncora" europea. Una scelta che ci ha ripagato in termini di sicurezza, prosperità, modernizzazione istituzionale. Il referendum del 4 dicembre determinerà se, per la prima volta, nel nostro Paese prevarrà un fronte dichiaratamente euro-scettico. Se prevarrà il no, da un lato, c'è il rischio di un completo disancoramento dalla UE e l’inizio di una navigazione senza bussola, fuori dall’euro. Dall’altro lato, un commissariamento esterno da parte della Troika.
 
Legge di Stabilità 2017: i bonus sono la soluzione più adatta per il nostro welfare?
La legge di stabilità 2017 predisposta dal Governo Renzi, attualmente in discussione in Parlamento, è ricca di bonus e sostegni monetari alle famiglie, ai lavoratori ed ai pensionati. Questo genere di interventi ha caratterizzato negli ultimi anni le politiche pubbliche, aggiungendosi ad un sistema di welfare sociale già molto sbilanciato sul fronte dei trasferimenti monetari. Ma siamo sicuri che questi interventi siano adeguati per il nostro Paese?
 
Il "pluralismo" europeo è nelle mani dei sindacati
Nel corso di un incontro sul futuro dell'UE, la Confederazione europea dei sindacati ha discusso una articolata piattaforma di richieste volte a rafforzare la dimensione sociale dell’integrazione. L’agenda è interessante perché intreccia due fili rivendicativi distinti. Il primo chiede più spazi per politiche nazionali di welfare. Il secondo chiede strumenti comuni UE per promuovere crescita e coesione. Il tutto in un quadro di sostenibilità economica e finanziaria.
 
La sfiducia dei giovani ignorati
In base all'inedito «indice di arrendevolezza» predisposto per una ricerca condotta da Acli e Cisl su un campione di ventenni romani, due terzi dei giovani pur di trovare un posto di lavoro sarebbe disposto a rinunciare alle sacre conquiste dei padri e delle madri. Il dato dovrebbero spingere verso una doppia operazione: da un alto intensificare il lavoro di ricognizione sulle tendenze giovanili, dall'altro non demordere nella ricerca delle policy destinate a combattere attivamente la disoccupazione giovanile.
 
Le misure sulle pensioni e l’equità che manca
Le misure sulle pensioni saranno il piatto forte della prossima legge di stabilità. Il “pacchetto” costerà circa sei miliardi di euro nel corso dei prossimi tre anni. Con i tempi che corrono, non è certo una cifra da poco. Ma in un paese che non riesce a riprendersi dalla crisi è davvero una priorità aumentare (in deficit) la spesa pensionistica, che peraltro è già fra le più alte d’Europa? Non sarebbe più opportuno investire nel welfare “per la crescita”?
 
Oltre il Fertility Day: quali strumenti per sostenere la natalità?
Giovedì 22 settembre si è svolto il Fertility Day, la giornata promossa dal Ministero della Salute “per aumentare la conoscenza sulla salute riproduttiva e fornire strumenti per la tutela della fertilità”. Il tema, complice una campagna di comunicazione molto discussa, nelle ultime settimane ha suscitato un acceso di dibattito. Proviamo quindi a fare luce sul problema e sugli strumenti che il welfare può offrire per sostenere davvero la natalità in Italia, leggendo un po’ di dati e provando a capire se e come si può invertire il trend.
 
Sinergie tra bilancio partecipativo e regolamento di amministrazione condivisa
Quali vantaggi possano derivare dalla costruzione del bilancio partecipativo e dalla concomitante diffusione del regolamento di amministrazione condivisa? Graziano Maino vede una doppia opportunità: utilizzare la costruzione del bilancio partecipativo per diffondere la conoscenza del regolamento e sperimentare il bilancio partecipativo come una forma di contributo alla programmazione della spesa secondo i canoni dell'amministrazione condivisa.
 
Rigenerare spazi nelle periferie: un modello di intervento
A partire da un progetto realizzato nella periferia ovest di Pavia, Marco Cau propone un modello di intervento semplice, adottabile e adattabile per sviluppare un’azione di rigenerazione partecipata di un luogo outdoor. Un percorso, della durata di dodici mesi, volto a ridefinire le periferie come luoghi di innovazione e sperimentazione: ecosistemi dove partnership cross-sector inconsuete fanno germogliare e crescere progetti trasversali.
 
Presentato il nuovo numero della rivista ''Politiche Sociali''
All'Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano è stato presentato l'ultimo numero della rivista "Politiche Sociali", interamente dedicato al terzo settore e agli spunti che vengono dalla recente riforma approvata dal parlamento. L'incontro di presentazione è stata un'occasione di approfondimento e confronto tra accademici e politici sul ruolo svolto dal terzo settore nel sistema di welfare italiano.
 
Sviluppo e diffusione della filantropia strategica: il ruolo di Fondazione Lang Italia
I sistemi di welfare occidentali stanno attraversando una fase di trasformazione che vede crescere il ruolo di attori privati, sia profit che non profit, per affrontare i rischi e bisogni dei cittadini. In questo contesto emergono nuovi modelli di intervento e gestione. Fondazione Lang Italia, ad esempio, si pone l'obiettivo di diffondere alcune prassi della "filantropia strategica" anche nel nostro Paese, diventando un punto di riferimento per le grandi organizzazioni italiane.
 
Saving Cost Bonds: when spending review become social investment
An interesting article on ''Saving Cost Bonds'' has been published in the Sole 24 Ore almost one year ago. Giulio Pasi believes it's time to take it seriously, despite the time passed with a sort of embarrassed silence. Indeed very few responses came out after its first publication even if the issues addressed in that piece were and still are crucial for both the sustainability and the recalibration of our welfare systems.
 
Garanzia giovani: è arrivata l’estate?
Con l’inizio dell’estate è uscito l’atteso rapporto biennale sulla Garanzia giovani prodotto dai ricercatori dell’Isfol. Il documento costituisce una fonte di informazione preziosa che può aiutare ad arricchire non solo la comprensione dell’iniziativa di policy, ma anche e soprattutto ad alimentare le riflessioni sul destino e il lascito della Garanzia giovani in Italia. Lo ha letto e analizzato per noi Patrik Vesan.
 
Condividere spazi domestici, un tema che riguarda le città contemporanee
Sull’abitare comunitario e sulla ricerca di prossimità che caratterizza il nostro tempo e le nostre città molto si è scritto. Ma poco si è indagato sulla co-residenzialità, una pluralità di realtà, situazioni e condizioni di vita che oggi tornano a interessare, seppur ancora timidamente, chi si occupa di casa e di forme dell’abitare anche – ma non solo - sulla scorta della crisi economica e della rinnovata attenzione all’uso di risorse scarse. Un tema aperto su cui vi proponiamo alcune riflessioni di Giuliana Costa, Politecnico di Milano.
 
Statali, il merito negato
I dipendenti pubblici sono tre milioni e trecentomila e i loro stipendi costano più di 10 punti di Pil. A prima vista, sembrano cifre enormi, ma in confronto ad altri grandi Paesi europei, siamo sotto le medie. Se però usiamo indicatori di rendimento, l’Italia scende verso il fondo delle graduatorie Ue. La nostra amministrazione pubblica non vale le risorse che assorbe e ha più che mai bisogno di una scossa. Per diventare più efficiente, facilitare la crescita e, non da ultimo, per recuperare la dignità perduta agli occhi dei cittadini.
 
Riforma del terzo settore tra plausi, preoccupazioni e auspici: facciamo il punto
Dopo due anni di lavoro che hanno visto coinvolto il Governo, il Parlamento, le rappresentanze del terzo settore e le parti sociali, il 25 maggio scorso la Camera dei Deputati ha approvato la legge delega di riforma del terzo settore. Paolo Pantrini prova a fare il punto sulle principali reazioni provenienti dal mondo politico, dalle parti sociali e, ovviamente, dalle organizzazioni di rappresentanza del terzo settore.
 
L’ascensore sociale non sale più perché nelle imprese ora mancano i piani alti
Il blocco della mobilità sociale è stato individuato da tempo come una delle principali manifestazioni della disuguaglianza italiana ed è anche arcinoto l’effetto che ha nell’allargare il gap generazionale. L’ascensore sociale quindi non sale più. Anche perché sono diminuiti i piani alti. Un fenomeno che è ben visibile anche nel sistema delle imprese del nostro Paese, connotato da problemi endogeni ed esogeni che hanno portato alla diminuzione delle posizioni alte a disposizione dei giovani manager italiani.
 
Milano 2016: quale futuro per il welfare della città?
La diffusione di nuove forme di povertà, l'aumento della disoccupazione (soprattutto giovanile), l’afflusso di un numero crescente di migranti, la necessità di trovare nuovi strumenti per conciliare vita e lavoro, l'emergenza casa: sono solo alcune delle grandi sfide che Milano ha dovuto affrontare negli ultimi anni, mettendo alla prova la propria capacità di reazione e, soprattutto, la propria propensione all'innovazione. Ne abbiamo parlato con Stefano Parisi e Beppe Sala, candidati a sindaco di Milano nelle ormai prossime elezioni amministrative del 5 giugno.
 
Educazione interculturale e secondo welfare: quale nesso?
Il 26 maggio 2016 presso l'Università degli Studi di Milano-Bicocca si è tenuta la Quarta Giornata Interculturale dedicata al tema dell'educazione interculturale. L'evento ha visto la partecipazione di intellettuali come Alessandro Baricco e Lucio Caracciolo, oltre ad autorità internazionali come Nassir Abdulaziz Al-Nasser, Alto Rappresentante dell’Agenzia delle Nazioni Unite UNAOC, e numerosi professionisti e studiosi del settore.
 
Cosa possono fare i Comuni per supportare il volontariato?
In che modo un Comune può aiutare le organizzazioni di volontariato a realizzare le proprie attività? Si può immaginare che, nonostante l'attuale situazione dei conti pubblici, l’ente locale possa finanziarle attraverso il proprio bilancio? Una amministrazione può sostenere in maniera efficiente ed efficace i volontari anche senza risorse finanziarie aggiuntive? Graziano Maino propone alcune considerazioni a partire da queste domande, con l'intento di avviare una riflessione più ampia sul tema.
 
Ultimo tabù degli italiani: il silenzio sul milione di bambini che vive in povertà assoluta
Come italiani fatichiamo ad accettare che nel Paese vivano 1,1 milioni di bambini in povertà assoluta. Che diventano 2 milioni se esaminiamo la povertà relativa: 1 bambino su 5. Persino nella rissosa lotta politica è rimasto quest’ultimo tabù: la paura di ammettere che in Italia ci sono situazioni che una volta definivamo da «Terzo mondo» e che non coinvolgono solo ragazzi stranieri. E questa amnesia convive con un paradosso: la quota crescente di bambini poveri si accompagna alla diminuzione delle nascite.
 
Premio di produttività per il welfare: quale impatto sul futuro sociale dei lavoratori?
La Legge di Stabilità 2016 ha introdotto la possibilità di convertire il premio di produttività in prestazioni di welfare. Questa previsione introduce un indubbio vantaggio economico per le aziende, a fronte del “risparmio” sui contribuzioni previdenziali, mentre per i lavoratori il calcolo della convenienza non appare altrettanto scontato. Percorsi di secondo welfare e lo Studio Attuariale Orrù & Associati hanno sviluppato un modello valutativo per capire quali e quanti benefici possono essere ottenuti anche dai lavoratori.
 
Le distanze sociali crescono e la Rete dà voce al rancore
Non tutte le disuguaglianze sono uguali. Il dibattito sull’approfondirsi delle distanze economiche e sociali ha in questo momento il suo focus negli Stati Uniti anche perché al di là dell’Oceano con i risultati delle primarie per la conquista della Casa Bianca risulta più evidente il legame tra sentimenti/percezioni prevalenti nella popolazione e spostamento dei consensi politici. Ma non sempre il link è così immediato, come mostra anche il caso dell'Italia.
 
Milano Smart City: il Libro Bianco di Palazzo Marino sull’innovazione sociale
Cristina Tajani, Assessore alle Politiche del Lavoro del Comune di Milano, ha presentato il “Libro Bianco di Milano sull’Innovazione Sociale”. La ricerca racconta i processi innovativi sviluppati nel capoluogo lombardo tra il 2012 e il 2016 per rispondere ai bisogni emergenti trovando nuove soluzioni o creando nuove combinazioni con le risorse già presenti sul territorio. Un'iniziativa che si inserisce nel più ampio progetto di “Milano Smart City”, orientato a migliorare l’attrattività della città per cittadini, city users e imprese.
 
Dopo di noi: dalla proposta di legge alle sperimentazioni sul territorio
Mentre è in discussione al Senato una proposta di legge sull’assistenza ai disabili gravi privi di sostegno familiare, sul territorio si sviluppano numerose iniziative in risposta ai problemi che interessano i genitori con un figlio disabile. Nell'articolo si prova a tratteggiare gli aspetti salienti della proposta e a raccontare alcune interessanti esperienze rivolte a persone con disabilità, evidenziando le caratteristiche rilevanti in un’ottica di secondo welfare.
 
Non può essere una legge a creare occupazione
Il timore di molti analisti si è avverato. I dati Istat sull’occupazione relativi a febbraio 2016 sono una doccia fredda per il governo e per la valutazione sull’efficacia del Jobs Act e della decontribuzione. La paura era quella della fine del trend positivo delle assunzioni a tempo indeterminato una volta esauriti gli incentivi della legge di stabilità del 2015. Paura che sembrava sventata con i dati positivi di gennaio, celebrati come una conferma del cambio di rotta introdotto dalla riforma del mercato del lavoro.
 
Quello spreco di talenti e il caso delle donne scoraggiate
La Banca d’Italia stima che se l’Italia avesse il tasso di occupazione femminile medio Ue il Pil del Paese farebbe un balzo in avanti di 7 punti. Percorrere questa strada, tuttavia, avrebbe un costo non indifferente: bisognerebbe finanziare servizi sociali, congedi parentali, incentivi fiscali e così via. Ma non dovrebbe fare tutto lo Stato. Un contributo significativo potrebbe arrivare anche il secondo welfare, capace di mobilitare risorse private. A condizione che la politica capisca l'importanza del tema.
 
Salviamo la Garanzia giovani dai manichei
Per Garanzia giovani si apre la stagione del bilanci: si avvicina infatti la scadenza dei due anni di vita del programma e si discute del rifinanziamento. Nel tirare le somme, scontiamo però l’assenza di una cultura della valutazione. Schemi mentali manichei hanno infatti accolto Garanzia giovani prima ancora del varo del programma. Abbiamo quindi bisogno di un nuovo punto di vista: il programma è un concentrato di risposte alla crisi ed il primo passo è stato fatto. Un riformismo paziente richiede di ripartire dai successi e di trarre lezioni dagli errori.
 
Garanzia Giovani: eppure funziona
Nonostante i numerosi aspetti critici della Garanzia Giovani, va preso atto che qualcosa ha funzionato e, a poco più di un anno e mezzo dal suo avvio, il bilancio non sembra del tutto fallimentare, anzi. A dispetto delle critiche e delle aspettative negative, sembrerebbe essersi innescato qualche circolo virtuoso, con differenze sensibili fra le regioni. ce ne parla Renata Lizzi, docente dell’Università di Bologna.
 
Il rischio di non avere un'agenda
In una società ferma sul piano demografico e sociale, un’economia poco competitiva e un settore pubblico che per decenni ha trasferito risorse «al contrario», secondo Maurizio Ferrera l’unica chance di arrestare il declino del Paese è investire per il lungo periodo su ricerca, innovazione, infrastrutture e tecnologia. E soprattutto capitale umano: asili, scuole, università, formazione, servizi sociali per l’inclusione, la conciliazione, il sostegno all’occupabilità.
 
Welfare Society e partecipazione civica nel Mezzogiorno
È uscito il numero 1/2016 di Quaderni di Economia Sociale, il dossier semestrale di SRM – Studi e Ricerche per il Mezzogiorno. Nell’editoriale di questo nuovo numero, Salvio Capasso fa il punto sullo sviluppo di welfare society e partecipazione civica al Sud. Il dossier contiene tre contributi a cura dei ricercatori del nostro laboratorio relativi allo sviluppo del secondo welfare nel Mezzogiorno, la diffusione degli empori solidali nelle regioni del Sud e i primi passi dell'impact investing.
 
La Garanzia giovani è senza prospettive?
«Per favore chiudete Garanzia giovani», «Continuare con Garanzia giovani è un disastro!»: è così che il programma è stato salutato negli ultimi giorni del 2015. Ma per quanto esso non sia stato la «soluzione» in cui molti speravano, sarebbe auspicabile cambiare il livello della discussione. In questa riflessione proveremo a illustrare l’esperienza della Garanzia giovani da un altro punto di vista, alcune difficoltà che sono legate all’impostazione della misura in Italia e, infine, qualche spunto a favore di una «Garanzia adulti».
 
Europa: alziamo il livello del dibattito sulla flessibilità
Non è facile decifrare la spirale di polemiche in atto fra Roma e Bruxelles. Per quanto importanti sul piano finanziario, non è credibile che tutto si riduca a questioni di “zero virgola”, di applicazioni più o meno restrittive delle clausole di flessibilità. Non rispettando molte delle raccomandazioni ricevute lo scorso giugno, la legge di Stabilità per il 2016 ha certo creato una ferita nei rapporti con la Commissione, ma ci sono almeno due altre spiegazioni possibili: una più superficiale e una più profonda.
 
Renzi, quell’ambizione che manca
Sulla questione della «flessibilità» Matteo Renzi ha conseguito alcuni importanti successi in Europa. Per vincere la partita deve però persuadere Angela Merkel, dimostrando che le richieste italiane rispondono a un qualche interesse comune e non solo nazionale. Per questo il Governo deve elaborare un programma ambizioso di riforme e investimenti che spinga Bruxelles a concedere i necessari margini fiscali. E, per una volta, dall’Italia potrebbero arrivare idee ed esempi preziosi per tutta l'Unione.
 
Più fundraising = Più welfare
Fino ad oggi il fundraising è stato visto più che altro come un cugino del marketing che, a differenza del suo più famoso parente, vive e lavora in un settore - quello non profit – dalle dimensioni economiche più limitate e dotato di vincoli alle attività più prettamente commerciali, dove cerca, a volte con difficoltà e ristrettezze, di applicare i suoi principi e i suoi meccanismi. Ora, secondo Massimo Coen Cagli, il fundraising è chiamato ad assumere il ruolo di capofamiglia.
 
Selfiemployment: qualcosa di più di una semplice toppa?
Gli ultimi mesi dell’anno hanno rappresentato un’occasione per realizzare alcune iniziative, anche al fine di correggere il più possibile il tiro di Garanzia giovani, cercando di arginare le forti critiche che ne hanno accompagnato la realizzazione. Qualche settimana fa è stato presentato “Selfiemployment”, fondo rotativo nazionale per finanziare iniziative di auto-impiego e di auto-imprenditorialità per gli under-30 iscritti a Garanzia giovani. Ne discutono in questo articolo Andrea Bernardoni e Patrik Vesan.
 
Libro Verde o Libro Bianco? Per il welfare serve dialogo su tutta la scala cromatica
Qualche settimana fa Adapt ha pubblicato il volume «Lavoro e Welfare della Persona. Un “Libro verde” per il dibattito pubblico» per rilanciare il dibattito sulla revisione del modello di welfare italiano. Abbiamo scelto di accettare l’invito fatto da Adapt, offrendo qualche riflessione, e qualche provocazione, in vista della stesura di un Libro bianco sul welfare (previsto per la Primavera 2016) che «contenga proposte concrete e rapidamente attuabili per tentare di sanare le disfunzioni rilevate».
 
Si può valutare l'impatto degli interventi sociali?
Nel nostro Paese c'è un grande bisogno di distinguere “ciò che funziona” da ciò che “non funziona” in modo da migliorare e rendere meno costoso il sistema di welfare. Eppure in Italia i casi in cui si è provato ad usare metodologie rigorose per verificare l’efficacia di un intervento sociale sono assai limitate. Uno sforzo in questa direzione è stato fatto dal progetto “Riunioni di famiglia”, che ha sperimentato l’utilizzo delle Family Group Conferences per migliorare il benessere dei ragazzi in difficoltà.
 
Oltre gli appelli e la geopolitica: contro il terrore serve una società più inclusiva
In pochi l'hanno segnalato, ma è evidente che esiste un nesso tra la capacità inclusiva dei nostri sistemi di welfare e il fenomeno terroristico che si è drammaticamente abbattuto su Parigi. Cosa ha offerto (o non ha offerto) la nostra società a chi dall’Europa va a combattere nelle file di formazioni terroristiche? Bisogna guardare al problema della coesione sociale in maniera integrale, chiedendosi anche quali siano gli stili o gli approcci di policy più adeguati allo scopo di trasformare la società in senso inclusivo.
 
Chi vuole meno tasse deve pagare di più i servizi
Nella legge di Stabilità sembra emergere un disegno di politica economica e sociale probabilmente destinato ad accompagnarci per il resto della legislatura. I grandi obiettivi sono crescita, lavoro, investimenti, meno disagio, più merito. I principali strumenti sono la riduzione della pressione fiscale e la razionalizzazione della spesa pubblica. Come prima misura per favorire la crescita andrà alleggerita la pressione fiscale, ma la classe media dovrà essere disposta a spendere di più per il welfare.
 
Industria 4.0. L’Italia? E’ in partita
Nel 2013 il governo tedesco ha lanciato l’iniziativa “Industria 4.0” con l’obiettivo di promuovere e sostenere la “quarta rivoluzione industriale”, basata sulla cosiddetta “internet delle cose e dei servizi”. La Germania si considera all’avanguardia su questo versante in Europa, ma la manifattura italiana è già molto vicina alla frontiera del “4.0”. Quello che ci manca è uno smart government, un attore pubblico capace di svolgere funzioni di regia, sia a livello regionale che nazionale.
 
IRI del terzo settore? Una buona notizia, ma la vera sfida resta l'innovazione sociale
Vincenzo Manes nei giorni scorsi ha annunciato la prossima nascita dell'IRI del Terzo Settore. Certamente una buona notizia, su cui ci pare tuttavia necessario riflettere prima di incorrere in troppo facili entusiasmi. Che tipo di attività finanziaria andrà a realizzare questo soggetto? Da dove proverranno i finanziamenti? Saranno a fondo perduto o remunerati? Quali saranno gli obiettivi dell'ente? Senza aver chiare queste questioni, il rischio è che la nuova realtà nasca basandosi su una visione passata del Terzo Settore e della filantropia.
 
Costruire partnership: quali prospettive?
La costruzione di partnership tra pubblico, privato e non profit appare allo stato attuale come una delle strade ideali per introdurre elementi di innovazione nel settore sociale. Tuttavia, la realizzazione di partnership “virtuose” rappresenta un obiettivo non sempre facile da perseguire. Perché? Quali fattori ne ostacolano la completa realizzazione? Come possono essere superati?
 
Dai nuovi digitalizzatori alla chance per chi è rimasto indietro: il ruolo del secondo welfare nella Garanzia
Il bilancio sui numeri della Garanzia giovani restituisce attualmente un'immagine in chiaroscuro, dove per ora le ombre sembrano primeggiare. In particolare, si evidenzia la difficoltà del programma nello sviluppo di iniziative dedicate alle categorie più deboli e vulnerabili. Patrik Vesan offre alcuni primi spunti, con uno sguardo rivolto al futuro del programma, su un tema rimasto ancora sottotracia: la capacità della Garanzia giovani di porsi come esperienza generativa o di consolidamento di pratiche di secondo welfare.
 
Il pensatoio che manca per costruire la terza via all’italiana
Renzi come Clinton e Blair? Il paragone è stato proposto dal politologo americano Fareed Zakaria durante la recente visita del nostro premier a New York. Non si è trattato solo di una captatio benevolentiae: la battuta esprimeva una diagnosi e un suggerimento su cui vale la pena di riflettere. La sinistra moderata europea è oggi allo sbando: qualcuno (forse Renzi?) dovrebbe raccogliere, aggiornandola, l’eredità della Terza Via, il suo patrimonio di idee e valori e, in particolare, i suoi progetti di modernizzazione del modello economico e sociale europeo.
 
Istituire il prestito d’onore per gli imprenditori sociali
Il tema degli investimenti delle imprese sociali e degli strumenti per finanziarli è centrale nel dibattito che sta coinvolgendo operatori del settore, centri di ricerca ed attori politici. Ma piuttosto che seguire un approccio top down, lo sviluppo dell’economia sociale dovrebbe partire dal basso, valorizzando le risorse e le competenze di cui sono dotati i territori e le comunità. Ad esempio attraverso un prestito d’onore per gli imprenditori sociali destinato a finanziare i soci di cooperative ed imprese sociali in fase di start-up o di recente costituzione che intendono capitalizzare la propria impresa.
 
Welfare aziendale e retribuzione: una strada in salita
Disorganico ed a-sistematico, il fenomeno del welfare contrattuale attende una sua definizione giuridica e un assetto normativo chiaro e definito. Si tratta di forme di retribuzione non monetaria, di prestazioni di natura previdenziale o di prestazioni funzionalmente corrispettive del rapporto di lavoro, ma non retributive? Se l’incertezza frena lo sviluppo della previdenza contrattuale, l’unica strada da percorrere potrebbe essere quella di un intervento normativo che riporti ad unità la disciplina fiscale e contributiva di favore di tutto il welfare contrattuale.
 
Non chiamateli scoraggiati, ora cercano lavoro tra parenti e web
La premessa è d’obbligo: guardare al mercato del lavoro italiano sperando che da un giorno all’altro arrivi una notizia-bomba è un errore da evitare. Occorre invece decrittare con pazienza i segnali che maturano, come la diminuzione del numero degli scoraggiati - coloro che neppure cercavano lavoro - per supportarne le strategie di ricerca di un’occupazione. Tra le quali, accanto a familiari e conoscenti, cresce l’importanza di web e social network.
 
Tutti gli immigrati che servono all'Europa
Il dibattitto in corso in Europa e, con particolare tensione polemica, in Italia sugli immigrati manifesta una forte preoccupazione per il repentino aumento dei flussi degli stranieri che sono già arrivati in Europa nei primi otto mesi del 2015. Ma ci sono un paio di domande alle quale nessuno dedica attenzione, che sono indispensabili per valutare l’impatto effettivo degli immigrati sul sistema economico e sociale europeo: a prescindere dagli ultimi flussi migratori, qual è la domanda reale di stranieri da parte dei 28 paesi europei nel corso dei prossimi anni, determinata dalla necessità di compensare la forte riduzione della popolazione autoctona causata dalla diminuzione delle nascite?
 
Università, il segnale ignorato
Le iscrizioni all’università stanno calando. Il dato è preoccupante, soprattutto se consideriamo che nel nostro Paese il numero di diplomati che proseguono gli studi è già molto basso. Diverse sono le cause di questo trend, che se non aggredito rapidamente potrebbe avere pesanti conseguenze sul nostro sistema economico e sociale. Se è vero che il successo economico dipenderà sempre di più dal capitale umano e dalla «conoscenza», l’Italia infatti rischia grosso. E non solo rispetto ai Paesi più avanzati, ma anche a quelli in via di sviluppo.
 
Saving cost bond: se la revisione della spesa diventa investimento sociale
Qualche settimana fa il Sole 24 Ore ha pubblicato un'interessante riflessione sui saving cost bonds firmato da Luca Bisio e Marco Nicolai. Per dare seguito alla positiva provocazione contenuta nell’articolo, laddove si provava a definire i termini di uno strumento utile a superare «la miopia bilancistica» che sacrificherebbe una serie di investimenti importanti della pubblica amministrazione, proviamo a sviluppare una breve riflessione che contestualizzi lo strumento proposto e lo ricolleghi al discorso da tempo avviato sullo stretto rapporto tra impact investing e welfare.
 
La resilienza del privato sociale italiano: un contributo all'identità del nuovo welfare
Nel mese di giugno è stato pubblicato "The social investment market through a data lens", un interessante studio condotto da EngagedX su impulso del Social Investment Research Coucil e di RBS Group. L'obiettivo della ricerca era di condurre il primo studio indipendente e “data centric” mai realizzato in un settore chiave del mercato degli investimenti sociali nel Regno Unito. A quanto pare il gruppo di ricerca, capitanato da Karl Richter, sembra aver dato una prima e importante risposta ad alcune domande centrali rispetto al nascente mercato degli investimenti ad impatto.
 
Una Garanzia solo per i più forti?
Buona parte della letteratura e della pubblicistica sulla Garanzia giovani in Italia si è soffermata fino ad oggi a denunciare i limiti operativi di tale strategia, mentre minore attenzione è stata prestata all'analisi critica del disegno ex-ante. A partire dall'idea della Garanzia come politica di investimento sociale, Patrik Vesan discute di due limiti che potrebbero comprometterne l’efficacia: il cosiddetto effetto di San Matteo, relativo alla classificazione dei NEETs, e la scarsa attenzione ai temi della qualità dei servizi e dell'eguaglianza delle opportunità offerte.
 
Impresa sociale, la riforma tra narrazioni ed evidenze empiriche
Nel corso delle ultime settimane si sono susseguiti appelli ed esortazioni che invitano il Parlamento “a fare presto” e approvare in tempi brevi la riforma del Terzo Settore, evitando di “perdere ulteriore tempo” perché “il non profit non può aspettare”. Quali sono i motivi di tale urgenza? Quali sono i principali contenuti della riforma? E soprattutto quale idea di Terzo Settore e modello di impresa sociale la riforma intende realizzare? Cerchiamo di rispondere ad alcune di queste domande, concentrando la nostra attenzione sulla parte della riforma che interessa l’impresa sociale.
 
Non spariamo sul pianista
A un anno dall’approvazione del piano italiano, il bilancio della Garanzia Giovani appare in chiaroscuro. Dietro ai "tanti numeri" con cui è possibile raccontare tale strategia, si nasconde spesso una competizione fra narrative su cosa essa è e dovrebbe essere. Ed è proprio a questa competizione che Patrik Vesan si rivolge nell’approfondimento che segue, proponendo una (non la) possibile lettura della Garanzia giovani, ricorrendo all'artificio retorico della "metafora del pianista", invitandoci sì a criticarla, ma seriamente.
 
Pensioni, il cantiere infinito
Il cantiere della legge di Stabilità sta per aprirsi ed ecco arrivare, puntali come orologi, nuove proposte in materia di pensioni. Quest’anno non si tratta solo di salvaguardie per gli esodati o deroghe per questa o quella categoria. Si vorrebbe ripristinare la pensione di anzianità generalizzata a partire da 62 anni, non appena il totale fra età e durata della contribuzione raggiunge «quota 100». La cosiddetta flessibilità in uscita è un’idea su cui è opportuno riflettere.
 
Social Impact Bonds: capire il contesto di sviluppo per comprenderne la portata
Mentre in Italia, come spesso capita, si cavalca in modo un po’ superficiale l’entusiasmo altrui e si annuncia che sarebbe tempo di bilanci per i «social impact bonds che funzionano davvero», all’estero si anima sempre di più il dibattito su questo nuovo strumento, la cui efficacia resta tutt’altro che pacifica. A partire dal caso del carcere di Rikers Island, New York, cercheremo di dimostrare che solo comprendendo il sistema di policy e i modelli di welfare in cui i SIB si sviluppano è possibile capirne realmente la portata.
 
Cari intellettuali, sull’Unione siete ingenui e poco ambiziosi
Negli ultimi mesi il dibattito sull’euro-crisi è stato dominato da due eccessi: tecnicismo e moralismo. Da un lato, balletti quotidiani di cifre e di sigle sconosciute e incomprensibili ai più. Dall’altro lato, giudizi su buoni e cattivi, santi e peccatori, creditori e debitori. E’ mancato uno spazio di discussione intermedio, ancorato ai fatti ma ispirato a principi, e soprattutto capace di guardare lontano. E qualcuno già parla di un nuovo “tradimento dei clerici”, resuscitando la formula usata da Julien Benda negli anni Venti per denunciare la viltà e la partigianeria degli intellettuali.
 
Il mito delle metriche
I recenti interventi sul tema dell’impresa sociale e dell’impact investing mostrano chiaramente che il tema non può essere trascurato, nemmeno in Italia. Per questo vorremmo proporre qualche osservazione in tema di metriche e misurazione dell’impatto sociale. Non si tratta di pensieri originali e frutto di studi diretti. Piuttosto è una prima reazione rispetto ad un dibattito complesso, e talvolta anche un po’ autoreferenziale, in cui verrà posta più attenzione al metodo che non al contenuto.
 
Le false cooperative, il lavoro ed il mercato dei servizi di welfare
Nelle scorse settimane l’Alleanza delle Cooperative Italiane ha depositato in Corte Suprema di Cassazione la proposta di legge di iniziativa popolare per contrastare le false cooperative. Dal momento del deposito in Cassazione i promotori hanno sei mesi di tempo per raccogliere almeno 50 mila firme che verranno poi consegnate al Parlamento. In questi giorni in tutto il territorio nazionale si susseguono pertanto momenti di sostegno all'iniziativa, con un significativo impegno di tutto il movimento cooperativo.
 
Due buone notizie e un'ombra
Dall’Istat arriva finalmente una buona notizia sul fronte che più preoccupa gli italiani: il lavoro. In aprile c’è stato un incremento di quasi centosessantamila occupati, principalmente nei servizi. Dall’analisi dei dati emergono alcune tendenze interessanti, che sembrano smentire previsioni e credenze diffuse fra esperti e opinione pubblica. Tuttavia, anche se alcune ipotesi negative sembrano essere state smentite, restano le criticità del settore industriale, che ancora fatica a tornare ai livelli di assunzioni pre-crisi.
 
Giotto non può essere solo un fiore all'occhiello. Ora servono politiche concrete e realizzabili
Dopo il convengo del 20 maggio, durante il quale è stato presentato il working paper 2WEL dedicato all'esperienza della Cooperativa Giotto di Padova, si è fatta più forte la convinzione che il lavoro in carcere non può rimanere un’opportunità riservata a pochi. "Va bene parlare di buoni esempi, ma ora cerchiamo di tradurre queste esperienze in politiche sociali pubbliche realizzabili, che permettano di realizzare concretamente quanto previsto dalla Costituzione". A dirlo è Nicola Boscoletto, presidente di Giotto.
 
Lavoro in carcere, finanza sociale e secondo welfare. Riflessioni sul caso di Giotto
Come emerge dal working paper di 2WEL sulla Cooperativa Giotto di Padova, presentato il 20 maggio nel carcere romano di Regina Coeli, esistono realtà imprenditoriali sui generis i cui risultati “sociali” non solo sorprendono anche i più scettici, ma sono “dimostrabili” attraverso strumenti empirici. Proviamo dunque a capire meglio quali sono i meriti di questi soggetti capaci di coniugare impatto sociale e sostenibilità economica, e quali obiettivi potrebbero raggiungere grazie allo sviluppo di forme concrete di finanza sociale.
 
La scuola non è solo una legge
Il dibattito sulla riforma della scuola è iniziato bene ma sta finendo malissimo. Dopo le consultazioni avviate dal governo, che sembrava aver raccolto un ampio consenso intorno ai temi principali del progetto, con l'inizio dell'iter parlamentare è scattato il tradizionale "richiamo della foresta": quel misto di corporativismo e ideologia del quale il nostro Paese sembra incapace di liberarsi. Eppure la posta in gioco è altissima, dato che il nostro Paese non può rischiare di rimanere fuori dal club delle "società basate sulla conoscenza".
 
Previdenza, la difficile tutela dei giovani
La recente sentenza della Consulta ha aperto una controversia spinosa e delicata: a differenza di precedenti pronunciamenti, questa volta i giudici costituzionali hanno scelto di non considerare il quadro generale del nostro sistema previdenziale e del nostro bilancio pubblico. Il governo si trova ora costretto a un difficile atto di equilibrismo, dovendo bilanciare fra loro principi e vincoli trascurati dalla Corte e al tempo stesso evitare contrapposizioni fra gruppi sociali. Tutelando in particolare le generazioni più giovani.
 
Preoccupiamoci: uno sforzo di riflessione e responsabilità collettiva
"Preoccupiamoci" è un'indagine promossa da RENA, McKinsey e Trail Lab volta a raccogliere proposte, progetti e idee innovative per affrontare il problema della disoccupazione giovanile. Lo scopo è censire e mappare nuove pratiche (già avviate o da realizzare) che possono favorire l'occupazione dei giovani e l'incrocio tra domanda e offerta di lavoro. Le informazioni raccolte attraverso l'indagine serviranno come punto di partenza per elaborare alcune linee guida che saranno presentate al Festival delle comunità del cambiamento del prossimo giugno.
 
Corte dei conti europea: l'attuazione della Garanzia Giovani è a rischio
In un recente rapporto, la Corte dei conti europea ha messo in luce alcuni rischi connessi al processo di attuazione della Garanzia giovani che derivano da lacune imputabili sia alla Commissione europea, sia agli Stati membri destinatari del programma. L'analisi dei giudici di Lussemburgo si concentra in particolare sulla valutazione realizzata dalla Commissione europea sui programmi d'implementazione della misura avviati in cinque paesi membri: Francia, Irlanda, Italia, Lituania e Portogallo.
 

 
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